Month: novembre 2015

4 professori per 4 beni

Quattro incontri di alta formazione per fare un regalo ai volontari impegnati nella valorizzazione dei più importanti gioielli del Nord Milano. Ma anche quattro appuntamenti rivolti a tutti: perchè questi beni sono patrimonio di ciascuno. E volontari culturali, si diventa!

Quattro docenti di altrettante università  assicureranno un approfondimento unico sulla storia e le bellezze del Bene, mettendosi a disposizione per domande e approfondimenti.

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20 settembre, ore 15:00
La chiesa di vetro a Baranzate
Giulio Barazzetta
Politecnico di Milano
Introduce: Lorenzo Margiotta
Giulio Barazzetta, architetto e professore di Progettazione Architettonica al Politecnico di Milano, ha seguito direttamente il complesso lavoro di restauro della cosiddetta Chiesa di Vetro di Baranzate, Nostra Signora della Misericordia, di cui illustrerà  le eccezionali peculiarità  architettoniche e i motivi delle decisioni intraprese. Introdurrà  l’incontro l’intervento di Lorenzo Margiotta, ricercatore in Storia dell’Architettura, che contestualizzerà  la chiesa di Baranzate nell’azione del Cardinal Montini, futuro Paolo VI: personaggio chiave nel rinnovamento architettonico della Chiesa nel Novecento.

La chiesa di vetro, via Conciliazione 22/24, Baranzate (MI)

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17 ottobre, ore 16:00
Casa Testori a Novate
Davide Dall’Ombra
Università  Cattolica di Milano

Davide Dall’Ombra, docente di Storia della Critica d’Arte all’Università  Cattolica di Milano e direttore di Casa Testori, ha pubblicato numerosi studi temateci e bio-bliografici sulla figura e l’opera di Giovanni Testori. Negli ultimi anni ha approfondito, anche grazie all’affidamento di alcune tesi di laurea, la storia di Casa Testori come crocevia culturale decisivo per la cultura del Novecento e interessante insediamento abitativo legato alla storia produttiva del territorio.

Casa Testori, Largo Angelo Testori 13, Novate Milanese

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25 ottobre, ore 11:00
Villa Litta a Lainate
Alessandro Morandotti
Università  degli Studi di Torino

Alessandro Morandotti, professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università  degli Studi di Torino, è autore della più importante monografia dedicata a Villa Litta, frutto di decenni di studi. Le sue approfondite ricerche sull’ambiente borromaico e sulla committenza delle Ville di Delizia permetterà  agli intervenuti di compiere un viaggio sicuro e affascinante nella storia ed evoluzione architettonica e artistica della Villa, con uno sguardo ampio e argomentato sul contesto culturale in cui s’inserisce un miracolo di bellezza come Villa Litta.

Villa Lainate, Largo Vittorio Veneto 12, Lainate MI

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22 Novembre, ore 11
Villa Arconati a Castellazzo
Giovanni Agosti
Università  degli Studi di Milano

Giovanni Agosti, professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università  degli Studi di Milano, con una serie di pubblicazioni e mostre, sta indagando la produzione figurativa lombarda – Vincenzo Foppa, Bramantino, Bernardino Luini, Giovanni Serodine… – e zone culturali come il Rinascimento Ticinese. Difensore acceso del Patrimonio artistico e artefice di affascinanti ricostruzioni storiche, Agosti presenterà  al pubblico un percorso avvincente sull’evoluzione anche recente di Villa Arconati: dai fasti Settecenteschi, alla spietata dispersione dei suoi arredi e opere mobili: una delle pagine più incresciose nella storia della tutela del patrimonio artistico lombardo sullo scorcio del Novecento.
Villa Arconati, Castellazzo di Bollate, Bollate (MI)

Per info vai sul gruppo facebook:
Volontari per la cultura Milano N.O.

Ingresso libero e aperto a tutti

Vi aspettiamo direttamente nel bene oggetto dell’incontro.

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Visita speciale per gruppi organizzati!

Un occasione imperdibile per vedere la mostra di William Congdon. Pianura
Oltre alla vista guidata, della grande mostra del pittore americano amato da Giovanni Testori, sarà  possibile vedere il video sull’Arte Contemporanea con la voce di Giacomo Poretti. Il video fatto in occasione della mostra Tener Vivo il Fuoco, Sorprese dell’arte Contemporanea che ha riscosso un grande successo.

La visita è possibile prenotarla da martedì al venerdì dalle 10 alle 18.
costo 10 euro (compresivo di biglietto e visita guidata)
Numero minimo di partecipanti 10

prenotazione obbligatoria a info@casatestori.it o chiamando al 02 36589697

 

Articoli Fantasia – Mars

14 novembre 2015 – 10 gennaio 2016
in collaborazione con MARS

Nell’arco di cinque mesi, Circoloquadro, Mars, Lucie Fontaine – tre realtà  indipendenti di ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea – hanno la possibilità  di declinare liberamente il macrotema della Botanica, scelto come filo conduttore per la stagione espositiva di Casa Testori, alternandosi
in alcune delle stanze del piano terra.

a cura di Lorenza Boisi;
con Giardino di Carta a cura di Yari Miele

Dodici artisti sono stati invitati a Laveno, sul lago Maggiore, a seguire un laboratorio di decorazione ceramica. Proprio a Laveno, infatti, dalla metà  dell’Ottocento si sviluppò una fiorente tradizione ceramica, che si esaurì purtroppo alla fine degli anni Novanta del XX secolo. Resistono le tracce di questa tradizione, nell’attività  di alcuni laboratori e realtà  artigianali, con cui gli artisti selezionati da MARS tramite un bando sono stati chiamati a confrontarsi. Si sono trovati, così, a sperimentare con una tecnica differente da quella padroneggiata abitualmente, decorando vasi di dimensioni e forme diverse.
Una flower designer, Domitilla Baldeschi Oddi, è stata invitata a scegliere un fiore per ognuno dei vasi, mentre Alessandro Frangi attraverso le fotografie ha catturato l’abbinamento tra la caducità  delle piante e la resistenza del vasellame.
Completa il percorso espositivo, nella seconda stanza, una cartella di disegni da sfogliare, realizzati dagli stessi artisti sul tema Botanica, che compongono un Giardino di Carta.

No food, no pet, no flowers – Alice Tomaselli

14 novembre – 10 gennaio
in collaborazione con Lucie Fontaine

Nell’arco di cinque mesi, Circoloquadro, Mars, Lucie Fontaine – tre realtà  indipendenti di ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea – hanno la possibilità  di declinare liberamente il macrotema della Botanica, scelto come filo conduttore per la stagione espositiva di Casa Testori, alternandosi
in alcune delle stanze del piano terra.

“No food, no pet, no flowers” è un cartello di divieto esposto all’entrata del National Art Center di Tokyo, città  in cui Alice Tomaselli vive e lavora dal 2011.
Nel percorso proposto dall’artista, viene tentata una sintesi tra la tradizione occidentale e quella orientale, che ha sviluppato diverse tecniche di definizione e modellazione di fiori e piante, come l’ikebana, il bonsai e il somebana.
Proprio dall’ikebana, l’arte della disposizione dei fiori recisi, trae spunto la serie di sculture, presentate nella prima stanza, che rappresentano una sorta di autoritratto frammentato dell’artista: realizzate in cartapesta e stoffa formano una composizione floreale ispirata alle illustrazioni di un manuale di ikebana.
Il somebana è, invece, la tecnica giapponese della realizzazione di fiori in seta. Nella seconda stanza, Alice Tomaselli presenta una coppia di dipinti con forme geometriche, che sono state utilizzate da un’artigiana per realizzare dei fiori finti. In mostra due bouquet, realizzati con le stesse forme ma con tonalità  differenti, a rappresentare le diverse fasi della vita delle piante.

No name – Luca fiore

di Luca Fiore

Nasce a Milano. Per 14 anni ha vissuto provvisoriamente a Lugano dove ha fatto il giornalista per quotidiano svizzero. Poi è tornato nella sua città  dove lavora per bellissimo mensile. Il tratto distintivo della sua personalità  è la pigrizia, virtù che cerca di coltivare. La cosa che gli riesce meglio è dormire. A volte scatta delle fotografie. Da un po’ di anni ha un blog a cui non ha ancora saputo dare un nome interessante e che, provvisoriamente, si chiama “NO NAME”

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Incipit – Fabio Pierangeli

di Fabio Pierangeli

“L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perchè vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire.” (Pavese)

La prima parola entrando nell’universo di un grande autore è la gratitudine, scriveva Eliot all’inizio della sue riflessioni su Dante. La seconda commozione, quando un gesto, un sorriso, un lavoro, un dolor di uomini ci sorprendono. Un nuovo inizio. Questo  desideriamo comunicare, attraverso delle citazioni che ci hanno colpito perchè indicano una passione per la realtà :

Non sbaglierà , nonostante tutti gli errori, chi avrà  voluto bene alla realtà , ossia alla Creazione. […] Basta amare la realtà , sempre, in tutti i modi, anche nel modo precipitoso e approssimativo che è stato il mio. Ma amarla. Per il resto, non ci so precetti. (Giovanni Testori).

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Premio Giovanni Testori – Seconda Edizione – I vincitori

Giornata di premiazione  13 dicembre 2015, ore,
Teatro Franco Parenti (Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano)
Programma:
16:30 – 18:30: Officine di studio a cura dei vincitori per le due sezioni Arti figurative e Letteratura
19:00: Tavola rotonda Milano/Sodalizi nell’Arte e Proclamazione dei vincitori
21:00: Fabrizio Gifuni legge Il Dio di Roserio di Giovanni Testori
A chiusura della seconda edizione del Premio  Testori, Fabrizio Gifuni leggerà  il primo capitolo de Il Dio di Roserio, un testo al valico  tra letteratura e arti figurative  che ben rientra nel disegno del Premio.
Anna Banti parlava di cubismo della scrittura, riferendosi agli spezzoni di immagini che si scavalcano l’una sull’altra, come accade delle proprie percezioni quando invece che andare a piedi si corre in bicicletta. E come le immagini i tempi e gli stadi della mente sospesa tra sanità  e demenza del gregario caduto, il Consonni.

Ingresso libero con prenotazione
Informazioni: Comitato di gestione – Premio Giovanni Testori II Edizione
m. 339 41 88 367 | comitatodigestione@premiogiovannitestori.org

Per Il Dio di Roserio 
Prenotazioni; biglietteria Teatro Franco Parenti
t. 02 5999 5206 | www.teatrofrancoparenti.it

Il Premio
In collaborazione con Associazione Giovanni TestoriFondazione Corriere della Sera, Piccolo Teatro di Milano, Pinacoteca di BreraTeatro Franco Parenti, che hanno segnato la carriera milanese dello scrittore, nasce il progetto Premio Giovanni Testori: contributo allo sviluppo della scrittura contemporanea, al valico tra le arti – letteraria e figurativa – e alla conoscenza di Giovanni Testori, uno dei grandi protagonisti della scena culturale del €˜900.

Il premio Giovanni Testori ha cadenza biennale ed è suddiviso in due sezioni:

Per le arti figurative – Premio  destinato a un testo di critica d’arte (saggio storico artistico, saggio di critica d’arte con apertura narrativa, progetto di una mostra, serie di cartelle con schede scientifiche e tavole riferite all’opera di un artista)– Premio destinato a una tesi di laurea o di dottorato in storia dell’arte.

Per la letteratura  – Premio destinato a un testo letterario in lingua italiana o in dialetto (racconto, romanzo, componimento poetico, saggio di critica letteraria, sceneggiatura cinematografica, copione teatrale, libretto d’opera, traduzione, senza preclusione di generi come era l’officina di Testori) – Premio destinato a una tesi di laurea o di dottorato in letteratura italiana.

Ecco i vincitori della prima edizione,

per l’arte:
– ex-aequo: Benedetta Brison con il testo Il cantiere della Storia di Milano e sei articoli del giovane Giovanni Testori e Nicola Trezzi con il testo Il posto giusto al momento giustoLa nuova frontiera dell’arte performativa;
– Roberto Cara con la tesi Ricerche sulla mostra di Leonardo da Vinci (Milano, 9 Maggio –  22 Ottobre 1939).

Per la letteratura:
– Mimmo Borrelli con il testo La Madre ’I figlie so’ piezze ’i sfaccimma;
– Alice Spinelli con la tesi Per un Tasso «conzat de straz». Il Goffredo “alla bergamasca” di Carlo Assonica: saggio di edizione critica con annotazioni linguistiche e stilistiche.

OLIMPIA ZAGNOLI, Sovrabbondano pere e mele

La pagina di Bonvesin dedicata ai frutti di cui era ricca Milano è una pagina esuberante di sapori e di colori.
«I verdeggianti frutteti… sono spessissimo ricchi di ottimi frutti quasi di ogni genere, che offrono al gusto dell’uomo il piacere di un buon sapore».
Bonvesin, come sua abitudine, è preciso e dettagliato. Dice che le «prugne, bianche, rossicce, gialle e damaschine» vengono prodotte in «abbondanza quasi sterminata». Poi assicura che anche «pere e mele estive appaiono in sovrabbondanza». Per le mele poi specifica che Milano è ricca anche dei «pomi invernali», dei «pomi cotogni» e dei «pomi granati, buoni in particolare per coloro che sono ammalati» (una pianta di melograni è presente anche nel giardino di Casa Testori).
L’elenco prosegue citando i «fichi che vengono chiamati fioroni»; «le nocciole domestiche, poi le corniole, più adatte alle donne». E poi persino le mandorle («benchè poche», scrive Bonvesin). Bellissime sono in particolare le righe dedicate alle noci.
«noci in abbondanza incredibile, che i cittadini, cui questo piace, usano mangiare per l’intero corso dell’anno alla fine di ogni pasto. Le triturano anche e le impastano con uova e cacio e pepe, facendone un ripieno per le carni della stagione invernale. Dalle noci ricavano pure l’olio, che da noi viene usato largamente».