Month: Luglio 2019

Now Now. Quando nasce un’opera d’arte

Progetto di Casa Testori
a cura di Davide Dall’Ombra, Luca Fiore, Giuseppe Frangi e Francesca Radaelli

18 – 24 agosto |Meeting di Rimini

Dopo il viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea del 2015 e l’incontro con le opere monumentali del 2017, la mostra di quest’anno darà al visitatore la possibilità di entrare nel processo stesso dell’opera, partecipare al momento creativo.

Lo scopo è quello di focalizzare l’attenzione sulle componenti generative dell’opera, sugli elementi e le energie che l’artista mette in campo, se stesso e l’ispirazione, ma anche i materiali usati nel processo di elaborazione e realizzazione dell’opera, il fattore tempo e la gestione del lavoro quotidiano. Conoscere il processo è un modo con cui lo spettatore, non solo è chiamato ad andare oltre al pregiudizio del “questo lo facevo anch’io”, ma ha la possibilità di cogliere tutto l’aspetto entusiasmante e drammatico che sta dietro un’opera, partecipando al momento creativo, conoscendo le dinamiche, la ricerca e gli accadimenti di un artista al lavoro: tra frustrazioni ed entusiasmi.

Sette giovani artisti, dalle tecniche e linguaggi molto diversi tra loro, hanno trasferito in fiera il proprio studio, mettendosi a nudo, a disposizione dei visitatori, dei loro sguardi ma anche delle loro domande e osservazioni. Si tratta, a quanto ne sappiamo, di un esperimento mai tentato prima, almeno con questi numeri e intensità performativa, che va oltre il concetto di arte partecipata, superando il rischio del voyeurismo, o dell’effetto Grande Fratello, grazie a una componente di interazione che non mancherà certamente, non solo grazie a momenti di dialogo, ma anche in conversazioni pubbliche giornaliere, cui è dedicata un’apposita area.

Come due anni fa, non manca in mostra un “padre” per questi giovani al lavoro e per i visitatori chiamati a partecipare a questa sorta di performance corale. Introdotto da un video che ne racconti genesi, contesto e storia, è posto al centro dell’esposizione probabilmente il più grande quadro mai realizzato dal pittore Mario Schifano (1934-1998): La Chimera, qui presentato in mostra proprio perché esempio straordinario di un’opera realizzata davanti al pubblico, che si è nutrita della presenza di oltre seimila persone, in quella notte irripetibile del 1985.

Casa Testori e Andrea Mastrovito – Italian Council

Casa Testori con Andrea Mastrovito è tra i vincitori della sesta edizione dell’Italian Council il bando del MiBAC che sostiene l’arte contemporanea italiana nel mondo

Il progetto “Io Non Sono Leggenda” di Andrea Mastrovito, artista da anni legato a Casa Testori, si è aggiudicato il prestigioso finanziamento dell’Italian Council: il programma promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del MiBAC, diretta da Federica Galloni, nato nel 2017 per finanziare la creazione di opere realizzate da artisti italiani e incrementare le pubbliche collezioni museali, nella cornice di una maggiore promozione internazionale degli artisti italiani. 
Un progetto nato in collaborazione con il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, di Pistoia, la Fondation Léa et Napoléon Bullukian (Biennale di Lione), Belvedere 21, a Vienna, More Art, a New York, Magazzino Italian Art, a Cold Spring (USA) e l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, nonche il Laznia Center, Mudam e IIC di Ny.

Un’opera di Andrea Mastrovito per il Museo di Palazzo Fabroni
“Io Non Sono Leggenda” è il titolo di un’opera video-installativa di Andrea Mastrovito che indagherà il tema dell’identità e del rapporto con l’altro, grazie a una rilettura in chiave contemporanea, attraverso la cancellazione delle immagini e la riscrittura dei dialoghi, di uno dei capolavori del cinema del 1968: “Night of the Living Dead” (“La notte dei morti viventi”). 

I workshop, il coinvolgimento per un’opera collettiva e l’anteprima alla Biennale di Lione
Il progetto “Io Non Sono Leggenda” prenderà avvio con un’azione di coinvolgimento nella produzione dell’opera, grazie allacollaborazione di studenti di accademie e istituti d’arte di Milano, Bergamo, e New York. Verrà presentato, in un’anteprima, alla Biennale di Lione, in Francia, in occasione del finissage di “Le monde est une invention sans futur”, personale dell’artista presso la Fondation Bullukian, dove verrà proiettato il trailer dell’opera video in un evento curato ad hoc, che inaugurerà il coinvolgimento internazionale. In Italia il progetto verrà presentato presso l’ente capofila: con il trailer verranno esposte alcune tavole originali e organizzati workshop didattici. 

Call internazionale con le Accademie
In sinergia con le Istituzioni della città di Milano con cui il soggetto proponente collabora abitualmente, verrà lanciata una call internazionale, in collaborazione con Accademie e Istituti internazionali, per il coinvolgimento di illustratori, disegnatori e artisti nella produzione dell’opera.
Un workshop multidisciplinare sul tema della paura dell’altro verrà organizzato presso l’importante organizzazione no profit More Art di New York, specializzata nella contaminazione tra arte e comunità. Un’attività di promozione della fase di produzione finalizzata al recruiting e coinvolgimento per un’opera che nasce e si diffonde partecipata.

La consegna dell’opera, l’azione partecipativa e una mostra a Palazzo Fabroni 
L’atto di donazione dell’opera al museo pubblico, il Museo di Palazzo Fabroni a Pistoia, verrà presentato all’interno di una mostra personale dell’artista e per la fruizione dell’opera verrà approntata un’installazione frutto di un’azione partecipativa. 

Il circuito di promozione: un’opera diffusa
Da Palazzo Fabroni partirà un circuito internazionale di proiezioni dell’opera, parte integrante dell’intenzione artistica e non solo della necessaria promozione all’estero, che prevede tappe a Vienna, Cold Spring, New York e Toronto, grazie al coinvolgimento di altri 4 partner culturaliinternazionali: il Belvedere 21 di Vienna, Austria, il More Art di New York e il Magazzino Italian Art di Cold Spring, negli Stati Uniti, e l’Istituto italiano di cultura di Toronto, Canada.

Una rete internazionale in continua crescita
Ma crescono in questi mesi le richieste, da parte di istituzioni internazionali, di poter partecipare alla diffusione del progetto, grazie alla proiezione dell’opera e all’organizzazione di talk e laboratori collegati. Un processo destinato ad accrescere il numero delle città e delle Nazioni coinvolte, come mostra l’adesione di altre 5 istituzioni internazionali, che hanno già formalmente espresso la loro disponibilità a collaborare alla diffusione del progetto: Istituto Italiano di Cultura, Pretoria, Sudafrica, Laznia Center, Danzica, Polonia, Manchester Art Gallery, Manchester, UK, MUDAM, Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Lussemburgo, Istituto Italiano di Cultura, New York, USA.

Andrea Mastrovitoè nato nel 1978 a Bergamo e vive da anni a New York. Nel 2007 ha vinto il New York Prize, assegnato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 2012 il Premio Moroso e nel 2016 il Premio Ermanno Casoli. Il suo lavoro è stato esposto nei maggiori musei nazionali ed internazionali, dal MAXXI di Roma al Museo Novecento di Firenze, dal MART di Rovereto al Pecci di Prato, dal BPS 22 di Charleroi al MUDAC di Losanna, dal Queens Museum al Museum of Arts and Design, entrambi a New York. Nel 2011 è stato il primo artista ad allestire una personale al Museo del Novecento di Milano. Ha tenuto conferenze pubbliche, tra le altre, a: Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, Naba, Accademia di Brera, Museo Pecci, Spazio Oberdan a Milano, Museo Novecento a Firenze, Palazzo Forti a Verona, American Academy a Roma, Museum Nitsch a Napoli, Pavillon Blanc a Colomiers, Broward College a Fort Lauderdale, ISCP – The International Studio & Curatorial Program, Italian Academy of Columbia University e New York University.

Where are we going?

 Quali sono le radici che s’afferrano, 
quali i rami che crescono 
da queste macerie di pietra?
T. S. Eliot 

Questa mostra nasce attorno a un punto interrogativo, che è come una sfida. È possibile oggi avventurarsi in una delle domande che più assillano il presente di ciascuno ma che vengono nascoste sotto il tappeto per il timore di restare senza una risposta dignitosa? La sfida è doppia, perché ad uscire allo scoperto in questo faccia a faccia con quel punto interrogativo, sono quattro artisti giovani, capaci di rompere gli indugi e anche di mettersi in gioco: c’è infatti sempre un rischio di inadeguatezza davanti alla radicalità e ampiezza di quella domanda. Tuttavia l’arte oggi ha bisogno anche della spavalderia di chi tenta di misurarsi su orizzonti più audaci.
Elisa Carutti, Stefano Cozzi, Matteo Negri e Giovanni Vitali, i quattro artisti che espongono, hanno approcci e sensibilità diversi l’uno dall’altro, ma hanno un fattore che li unisce in questo tentativo: è il desiderio di lasciarsi implicare, di misurarsi su un orizzonte che non è più solo personale; di tentare quello che potrebbe essere definito un discorso “pubblico” in un contesto così sensibile all’arte come quello di Pietrasanta.
La mostra nasce dall’esperienza collaudata di Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, che quest’anno festeggia dieci anni di attività.

Studio 4×4 Pietrasanta
Via Garibaldi 34
55045 Pietrasanta
Lucca, Italy

orari apertura:
​tutti i  giorni 18 – 23
chiuso il lunedì