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Author: Alessandro Frangi

CURATELA. Spin-off Parenti

Teatro Franco Parenti – Sala Giovanni Testori
17-19 settembre
Preview stampa 16 settembre

In occasione di ArtWeek 2021, Casa Testori e il Teatro Franco Parenti presentano al pubblico una nuova esposizione estemporanea, allestita nella sala dedicata a Giovanni Testori, scrittore, drammaturgo e critico d’arte all’origine delle rispettive storie…Si tratta di una sorta di spin off della mostra “Curatela”, allestita in queste settimane a Casa Testori, a Novate Milanese. Un ponte culturale e artistico teso tra i due luoghi così legati fra loro e offerta ai visitatori del Parenti e dei Bagni Misteriosi, in questi giorni dedicati all’arte contemporanea.

Quella allestita a Novate, “Curatela”, è la mostra curata da Davide Dall’Ombra che lancia il progetto “(Ri)cambio la visita”, sostenuto dalla Fondazione di Comunità Milano, con il patrocino del Consiglio Regionale della Lombardia. Un’esposizione che vede al fianco di tre grandi maestri del ’900, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis ed Ennio Morlotti, proprio i tre giovani artisti contemporanei bn+BRINANOVARA, Alberto Gianfreda e Fabio Roncato, presentati in queste sale.
Ad essere indagato è il ruolo del critico e del curatore, raccontando i diversi approcci nel rapporto con l’artista, adottati per dar spazio e parola alla sua opera, interrogandosi su come esporla e/o raccontarla ma anche collaborando alla definizione del processo artistico che la genera. S’intesse così il filo conduttore tra i sei artisti presentati che dà il titolo alla mostra, la CURATELA, appunto, squadernando i mezzi del passato e del presente, capaci di innescare un processo di crescita e comprensione dell’opera d’arte che giovi all’artista e al pubblico.
Il percorso di questa mostra al Teatro Franco Parenti, nei vecchi spogliatoi della Piscina Caimi, è incentrato sui lavori dei tre giovani artisti e prende avvio dalla ricerca intrapresa nella mostra novatese, proponendo però opere nuove e inedite.

bn+BRINANOVARA

Il duo artistico bn+BRINANOVARA esplora la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Il lavoro di decostruzione del sistema compositivo come un linguaggio – a discapito degli aspetti iconografici – traduce la “struttura spaziale” in struttura “pittorica”, sostituendosi alla prospettiva. La loro opera ha un duplice valore: è sia un nuovo codice di “accesso” per l’immagine storica, sia un’immagine autonoma, con una nuova identità unitaria e contemporanea. L’ambito mediale rimane invariato ma l’immagine è forzata, ripetuta – sempre la stessa – più volte. Gli artisti deformano la struttura, forzano i limiti, fanno collassare gli equilibri, ridefiniscono le gerarchie, fino a rivelare nuove condizioni di esistenza per l’immagine che così riaccade.

Alberto Gianfreda

Alberto Gianfreda affronta il tema della distruzione in favore di un processo di ricongiungimento del frammento per generare una nuova bellezza e unità. Un grande vaso cinese di produzione industriale decorato con soggetti figurativi e floreali è dustrutto a martellate e i frammenti sono ricostruiti su una rete metallica. Il supporto è mobile e conferisce alla scultura la possibilità di trasformarsi nello spazio. Effimera, ispirata ai grandi tondi rinascimentali ceramici, continua la tradizione secolare italiana della ceramica da Andrea e Giovanni Della Robbia a Benedetto Buglioni, da Cantagalli a Ginori. Partendo però da un oggetto di origine cinese, la scultura vuole anche essere un’occasione di riflessione sui rapporti tra Italia e Cina. Le relazioni tra i frammenti infatti sono vincolate ma instabili pur definendosi nella forma perfetta del cerchio.

Fabio Roncato

Fabio Roncato porta in mostra l’ultimo esito della sua ricerca, che si esprime da anni nel rapporto inesausto di partecipazione con la natura. In Landscape torna la centralità del processo artistico, che ha richiesto un susseguirsi di sperimentazioni e tentativi, articolandosi in diverse azioni complementari, perché “la superficie è la parte più esterna delle cose, che ci rivela la reazione di contatto tra la materia”.
I blocchi di terra vengono colorati in superficie con una vernice spray e adagiati sul pavimento generando i movimenti dell’assestamento impostogli dalla morfologia e dalla gravità. La vernice non può seguire puntualmente la terra e, inevitabilmente, asciugando, si contrae, sposta e crepa, registrandone, di fatto, il movimento. Interviene a questo punto un secondo materiale sintetico, la schiuma poliuretanica che, spruzzata sulla vernice, vi aderisce perfettamente, fissandone la forma. Irrobustita dalla schiuma, a sua volta armata da una fine rete metallica, la pellicola di vernice che ha registrato il movimento della terra è fissata per sempre e può essere liberata dalla terra stessa, grazie ad un processo d’immersione in grandi vasche d’acqua.

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Curatela. Spin-off Parenti
Un progetto di Casa Testori per il “Parenti District Art & Design”
In occasione della Milano Art Week 2021

Teatro Franco Parenti – Sala Giovanni Testori, dal 17 al 19 settembre

Preview stampa: 16 settembre dalle 10 alle 19

Ingresso: gratuito, con green pass obbligatorio

Orari: venerdìì – sabato– domenica, ore 10 – 19.00
informazioniwww.casatestori.it | info@casatestori.it | tel. +39.02.36586877
www.teatrofrancoparenti.com | biglietteria@teatrofrancoparenti.it | tel. +39.02 59995206

UFFICIO STAMPA CASA TESTORI
Maria Grazia Vernuccio – Mob. +39 3351282864 \ mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

PR E UFFICIO STAMPA FRANCO PARENTI
Carlotta Tonon – Mob. 339 6219432 | carlotta@carlottatonon.com
Francesco Malcangio – Mob. 346 4179136 | fmalcangio@teatrofrancoparenti.it

Emma Ciceri, “Nascita aperta”

Castello Sforzesco, Museo della Pietà Rondanini 
14 settembre – 12 ottobre 2021

In occasione di Milano Art Week 2021 il nuovo video dell’artista: 
madre e figlia ai piedi della Pietà Rondanini

In occasione di Milano Art Week 2021, i Musei del Castello Sforzesco, dal 14 settembre al 12 ottobre, presentano Nascita Aperta, di Emma Ciceri, un progetto di Casa Testori curato da Gabi Scardi. L’opera – due video proiettati in simultanea – verrà allestita negli spazi restaurati dell’ex Ospedale Spagnolo, dal 2015 sede del Museo della Pietà Rondanini.

Nascita Aperta è la performance che l’artista ha realizzato insieme a sua figlia davanti alla Pietà Rondanini di Michelangelo, l’ultima opera su cui ha lavorato. L’esperienza quotidiana di madre e figlia è quella di corpi che, per necessità, stanno stretti l’uno all’altro, in tanti gesti di assoluta normalità. Quel rituale quotidiano è stato portato e rivissuto da loro in lunghi momenti trascorsi davanti all’opera di Michelangelo, dove Madre e Figlio si trovano analogamente stretti in una relazione che lega i loro corpi in unicum scultoreo. «Portiamo la nostra esperienza quotidiana in visita al corpo di un’opera: la Pietà Rondanini di Michelangelo – spiega Emma Ciceri -. Abbiamo trascorso del tempo con la scultura lasciando che l’incontro diventasse ciò che è per i nostri corpi nell’ambiente di casa: una possibilità di ricerca. Nella Pietà Rondanini l’abbraccio tra la madre e il figlio crea un flusso vitale che non ci lascia distinguere dove finisca la vita e inizi la morte; la scultura è diventata per noi una fonte di domande intorno alla relazione tra i nostri corpi». 

«Nascita Aperta è un autoritratto e, nello stesso tempo, la metafora di una relazione che vede due vite legate inscindibilmente», spiega la curatrice Gabi Scardi. «È anche una dichiarazione di adesione alla vita e alla forma, non per ciò che deve essere, ma per ciò che è. Nell’insistere sui corpi, sui gesti, su quei rituali di contatto e di cura, le immagini di Emma Ciceri sono oggettive, esplicite, eppure interiori; interiore è il tempo che impongono, oltrepassando ogni contingenza».

«Il rapporto madre e figlia, svelato da Emma Ciceri nelle pieghe di una toccante e intima umanità, è messo a confronto con l’immagine della Madre e del Figlio dell’ultima opera michelangiolesca», dice Giovanna Mori, Conservatrice del Museo della Pietà. «L’artista si esprime con fiducioso abbandono, riuscendo a mettere in evidenza la straordinaria attualità di un capolavoro che Michelangelo ideò senza alcuna committenza, mettendo a nudo la sua anima».

L’opera, che si compone di due video proiettati in simultanea, verrà allestita in una delle nicchie, anch’esse restaurate, dell’ex Ospedale Spagnolo. «Siamo molto grati alla direzione del Castello Sforzesco per aver reso possibile sia la realizzazione di quest’opera di grande valore umano ed emotivo, sia la sua presentazione in questo spazio contiguo al capolavoro di Michelangelo, così amato da Giovanni Testori», dice Giuseppe Frangi, vicepresidente di Casa Testori, l’associazione culturale che ha sostenuto la produzione dei video di Emma Ciceri. 

«L’avere individuato una convergenza rispetto alla Pietà Rondanini, con le sue figure drammaticamente fuse anche oltre l’ultimo respiro, dice come la cultura sia costitutiva della memoria individuale e collettiva, e viceversa l’esperienza, anche la più cogente, si sostanzi attraverso immagini assimilate, incorporate» conclude Gabi Scardi.

Emma Ciceri, “Nascita Aperta”
Progetto di Casa Testori
A cura di Gabi Scardi 
Produzione di Dok Mobile

Castello Sforzesco, Museo della Pietà Rondanini dal 14 settembre al 12 ottobre

Presentazione alla stampa: lunedì 13 settembre, ore 11.00 Museo della Pietà – Castello Sforzesco
Opening: lunedì 13 settembre dalle 14.00 alle 18.00

Date della mostra: 14 settembre – 12 ottobre 2021 

Ingresso: con biglietto dei Musei del Castello (€ 10 intero – € 8 ridotto – gratuito under 18). Disponibile online al link: https://museicivicimilano.vivaticket.it/it/extsearch/castello-sforzesco

Orari: martedì – domenica, ore 10 – 19.30 (la biglietteria chiude alle ore 18.30)
informazioniwww.casatestori.it | info@casatestori.it | tel. +39.02.36586877
www.milanocastello.it | tel. +39.02.88463700

UFFICIO STAMPA CASA TESTORI
Maria Grazia Vernuccio – Mob. +39 3351282864 \ mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

UFFICIO STAMPA COMUNE DI MILANO
Elena Conenna – elenamaria.conenna@comune.milano.it

A rischio della vita

di Giovanni Testori
“L’Espresso” 9 novembre 1975

Sull’atroce morte di Pasolini s’è scritto tutto; ma sulle ragioni per cui egli non ha potuto non andarle incontro, penso quasi nulla. Cosa lo spingeva, la sera o la notte, a volere e a cercare quegli incontri? La risposta è complessa, ma può agglomerarsi, credo, in un solo nodo e in un solo nome: la coscienza e l’angoscia dell’essere diviso, dell’essere soltanto una parte di un’unità che, dal momento del concepimento, non è più esistita; insomma, la coscienza e l’angoscia dell’essere nati e della solitudine che fatalmente ne deriva. La solitudine, questa cagna orrenda e famelica che ci portiamo addosso da quando diventiamo cellula individua e vivente e che pare privilegiare coloro che, con un aggettivo turpe e razzista, si ha l’abitudine di chiamare “diversi”. Allora, quando il lavoro è finito (e, magari, sembra averci ammazzati per non lasciarci più spazio altro che per il sonno e magari neppure per quello); quando ci si alza dai tavoli delle cene perché gli amici non bastano più; quando non basta più nemmeno la figura della madre (con cui, magari, s’è ingaggiata, scientemente o incoscientemente, una silenziosa lotta o intrico d’odio e d’amore) e si resta lì, soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e come il nulla verso cui andiamo, comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro; di trovare un “qualcuno”; quel “qualcuno” che ci illuda, fosse pure per un solo momento, di poter distruggere e annientare quella solitudine; di poter ricomporre quell’unità lacerata e perduta. Gli occhi, quegli occhi; la bocca, quella bocca; i capelli, quei capelli; il corpo, quel corpo; e l’inesprimibile ardore che ogni essere giovane sprigiona da sé, come se in esso la coscienza di quella divisione non fosse ancora avvenuta, come se lui, proprio lui, fosse l’altra parte che da sempre ci è mancata e ci manca. Mettere di fronte a queste disperate possibilità e a queste disperate speranze íl pericolo, fosse pure quello della morte, non ha senso. Io penso che non s’abbia neppure il tempo per fare di questi miseri calcoli; tanto violento è il bisogno di riempire quel vuoto e di saldare o almeno fasciare quella ferita. Del resto, chi potrebbe segnalarci che dentro quegli occhi, dentro quella bocca, quei capelli e quel corpo, si nasconde un assassino? Nella mutezza del cosmo queste segnalazioni non arrivano; e anche se arrivassero, torno a ripetere che quell’angoscia risulterebbe ancora più  forte e ci vieterebbe d’intendere. Si parte; e non si sa dove s’arriva. Per sere e sere, una volta avvenute l’incontro, l’illusione riprecipita in se stessa. Ma nella liberazione fisica s’è ottenuta una sorta di momentanea requie: o pausa; o riposo. La sera seguente tutto riprende; giusto come riprende il buio della notte. E così gli anni passano. La distanza dal punto in cui  l’unità perduta è diventata coscienza si fa sempre maggiore, mentre sempre minore diventa quella che ci separa dal reingresso finale nella “nientità” delle sue implacabili interrogazioni. Le ombre, allora, s’allungano; più difficile si rende  la possibilità che quell’incontro infinite volte cercato, finalmente si verifichi; più difficile, ma non meno febbricitante e divorante. La vicinanza della morte chiama ancora più vita; e questo più o troppo di vita che cerchiamo fuori di noi, in quegli incontri, in quegli occhi, in quelle labbra, non fa altro che avvicinare ulteriormente la fine. Così chi ha voluto veramente e totalmente la vita può trovarsi più presto degli altri dentro le mani stesse della morte che ne farà strazio e ludibrio. A meno che il dolore non insegni la “via crucis” della pazienza. Ma è una cosa che il nostro tempo concede? E a prezzo di quali sacrifici, di quali attese o di quali terribili e sanguinanti trasformazioni o assunzione di quegli occhi e di quelle labbra?

MotoTeatro – Arte sotto le stelle

con Federica Fracassi
percorso di testi a cura di Giuseppe Frangi
organizzato da Teatro deSidera Oscar

Lunedì 19 luglio, ore 21:30
Nel Giardino di Casa Testori
INGRESSO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Lo spettacolo

Per trenta settimane Federica Fracassi ha accompagnato le dirette del Lunedì di Casa Testori con le letture di alcune tra le più belle pagine d’arte di Giovanni Testori. Si tratta di pagine in gran parte tratte dai tanti interventi “militanti” pubblicati nell’arco di quasi 20 anni di collaborazione con il Corriere della Sera, dal 1975 al 1993.

All’interno della stagione estiva di MotoTeatro Oscar, lunedì 19 luglio, Federica Fracassi offrirà nel giardino di Casa Testori, un florilegio di questi testi, partendo dal primo dedicato a Bernardino Luini, fino all’ultimo per Francis Bacon. Una cavalcata attraverso grandi artisti e i loro capolavori che le parole di Testori ci restituiscono, facendoci condividere le sue passioni e la sua travolgente capacità di sguardo. Il tutto attraverso la voce di Federica Fracassi, attrice, premio Hystrio 2021, ben abituata a frequentare la scrittura di Testori. Si potrà ascoltare ma anche vedere: durante la lettura nel giardino di Casa Testori, le immagini le opere verranno infatti proiettate in modo molto scenografica sulla facciata della Casa.

Per prenotare:
Eventbrite.it

The Millennium Chair – Fondazione Coppola

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Essere soli contiene la luce.
La partenza custodito da Palladio pensieroso… la vestizione, un bandana da guerriero sulla fronte… un rito intimo cercando un grande rito collettivo. La coscienza che un gesto vale più di una parola. Un percorso in un corso, Palladio, … davanti a me uno spazio deserto, dietro me una poltrona sulle spalle di 20 kg, ..le persone, insieme ed assieme verso una luce che accende il buio. D’un tratto un suono invade il corso, avvolge tutti noi e ci conduce come una calamita verso la tromba, ..la tromba di Diego a metà tra la terra e il cielo…avevo l’emozione che mi riempiva il cuore ed ero avvolto da pace e gioia. Dopo tanti mesi ero sereno. Un arcobaleno alle spalle in un cielo tiepolesco. La salita, i 186 gradini, lo sforzo era nulla rispetto il sentimento. Ho fatto i gradini con sentimento sentendo il suono di Diego che Invadeva il fuori e il dentro. Arrivato alla cima, nella lanterna , con Antonio abbiamo premuto il bottone, acceso la torre, illuminato la città , erano le 20 e 58, l’esatto momento in cui il sole tramontava. 
Raccontare la performance è come viverla da fuori pur restando dentro. 
Le idee portano luce e la luce porta idee.
Siamo tutti luce.


Andrea Bianconi


THE MILLENNIUM CHAIR
17 luglio 2021

Fondazione Coppola – Torrione di Vicenza
A cura di Giuseppe Frangi

in collaborazione con Casa Testori e Città di Vicenza

Il viaggio di “Sit Down To Have An Idea” di Andrea Bianconi è approdato il 17 luglio nel cuore di Vicenza per la performance “The Millennium Chair” realizzata da Fondazione Coppola in collaborazione con Casa Testori. La poltrona delle idee ha raggiunto il Torrione di Porta Castello, fortificazione medievale e monumento-simbolo, per secoli inaccessibile al pubblico, oggi tornata a nuova vita grazie alla Fondazione Coppola che ne ha fatto uno spazio per il contemporaneo. Una performance – a cura di Giuseppe Frangi – molto intensa, pensata da Bianconi per ripartire dopo l’ennesimo stop dovuto alla pandemia. 

La poltrona, che per l’occasione è stata ribattezzata “The Millennium Chair”, è stata al centro della processione. Un tragitto breve su un tracciato che ha trasmesso tanta intensità, perché collega due luoghi molto suggestivi: la piazza della Basilica palladiana (punto di partenza) e il Torrione. Andrea alle 20.00 da solo con la sua poltrona in Piazza dei Signori ha aspettato, in una sorta di raccoglimento silenzioso. Alle 20.30, dopo essersi caricato la poltrona in spalla, è partito alla volta del torrione, in una marcia che da piazza dei Signori arriverà fino a Porta Castello insieme al pubblico. Alle 21.00 avrà inizio la vera performance: con l’aiuto di una imbracatura, l’artista è salito fino in cima alla lanterna. Una salita lenta e faticosa, su 146 ripidi scalini, fino a 41 metri di altezza, quasi a simboleggiare lo sforzo richiesto a tutti per riaprirsi alla speranza. Posizionata la poltrona – che rimarrà come installazione permanente sulla lanterna della Torre – Bianconi ha azionato un fascio di luce sulla città, messaggio di fiducia e speranza dopo il lungo periodo buio. 

L’impresa sarà accompagnata dalle note del trombettista Diego Ruvidotti, solista e compositore che ha collaborato con diversi artisti e registi per i quali ha scritto le colonne sonore dei film, come ‘Ricordati di me’ di Gabriele Muccino, oltre a pubblicare numerosi dischi di successo. Dalle 21.00 chiunque è potuto salire sul Torrione, sedersi sulla poltrona e, soprattutto, attivare il faro. Riprendendo così l’antica funzione per cui la torre era stata costruita nel XII secolo, vedetta e fanale foriera di messaggi. “Questa volta non saremo solo diffusione di idee, ma anche di luce, la luce che occuperà il tutto dopo questo lungo periodo di buio – spiega Andrea Bianconi – E per questo voglio che anche altri dopo di me salgano sul Torrione, si siedano sulla poltrona e lancino altri fasci di luce: è una chiamata, un invito a prendere consapevolezza che ogni uomo con la sua presenza e attraverso la sua azione può portare la luce”. E soprattutto il messaggio è provocare idee nuove, per ripartire e rinascere, costruire una condivisione migliore, nella speranza di essere finalmente usciti dall’incubo mondiale della pandemia. “Avere un’idea è tutto e forse mai come in questo momento saranno necessarie” afferma l’artista. 

Per il curatore, Giuseppe Frangi “The Millennium Chair” a Vicenza diventa quasi un rito per dare forza alla città, perché le città si riaccendono con la “luce” delle idee. In questo caso è necessario un passaggio: la salita sulla Torre, un atto di fatica, che è premessa ad una “liberazione”. Dopo di lui, il pubblico presente potrà farlo, salire sulla lanterna singolarmente e accendere a propria volta il faro sul Torrione, nel cielo della città”. 

Andrea Bianconi, nato nel vicentino nel 1974, vive e lavora tra Vicenza e New York. Il progetto “Sit Down To Have An Idea” la poltrona delle idee, è un viaggio iniziato a gennaio del 2020 a Bologna in occasione di Artefiera e sempre a Bologna al Teatro Duse, proseguito dopo sulle Dolomiti, a Cima Carega, e poi a Tropea, a Colletta di Castelbianco, a Chiampo e ora a Vicenza. 

 

Didattica con Casa Testori


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ARTE CON CASA TESTORI
L’arte e la letteratura possono insegnare a vedere nuove strade, a spingere lo sguardo in luoghi inaspettati, a scoprire connessioni, a creare legami, a inventare nuovi mondi. In ognuna di queste sorprendenti esperienze l’arte finisce per farci scoprire qualcosa in più di noi stessi e degli altri. Il programma educativo di Casa Testori propone attività che, a partire dalle opere d’arte e dagli scritti di Giovanni Testori conducano gli studenti ad una vera esperienza personale di appropriazione e riflessione su se stessi e sul mondo che li circonda, a collegare ciò che apprendono con ciò che vedono, a fare esperienza e riconoscersi in ciò che studiano, ad essere consapevoli delle proprie conoscenze strutturandole in competenze.

OFFERTA DIDATTICA SCUOLE 2021/22
I percorsi vengono progettati per le scuole di ogni ordine e grado, cercando di strutturare la proposta perché sia di stimolo, completamento o consolidamento degli argomenti trattati in classe dai docenti, offrendo alla scuola strumenti e risorse integrativi a quelli tradizionali nelle modalità, nel metodo e nei contenuti ma non nei temi, che saranno invece quelli necessari allo svolgersi del programma curricolare.

I progetti educativi di Casa Testori possono prevedere un solo appuntamento su un tema scelto tra quelli proposti o più appuntamenti strutturati come un percorso che comprendano più temi o lo sviluppo in più ambiti dello stesso.Gli appuntamenti si svolgono in presenza presso casa Testori o eventualmente online.

In caso della scelta di un percorso di più appuntamenti alcuni possono essere svolti dal nostro esperto anche presso la scuola, secondo la scansione che verrà concordata con gli insegnanti.

L’insegnante può scegliere tema e modalità in base alle sue esigenze.

MODALITÀ
Visita guidata: la visita guidata della durata di circa 60 minuti si svolge in forma narrativa, dialogica e interrogativa. Fornisce informazioni, suggestioni e spunti di riflessione a partire dall’osservazione dell’opera in connessione col suo contesto. La visita può essere svolta anche online grazie all’utilizzo di piattaforme dedicate e alla proiezione di immagini e contenuti visuali, accompagnati dalla narrazione dell’esperto.

Visita Interattiva: la visita interattiva si svolge fornendo ai partecipanti schede con attività guidate, materiali da osservare, manipolare e indagare. L’attività si svolge nelle sale della Casa man mano che la narrazione del percorso procede. Questo tipo di visita è partecipativa e permette di fare immediati confronti e associazioni e di non ragionare in astratto su materiali e tecniche. La visita, anche in modalità online, diviene un’esperienza vissuta in comunità e socialità.

Visita e laboratorio: la visita con laboratorio è scandita in due momenti. Nel primo, della durata di 45 min circa, i partecipanti verranno guidati tra le opere e invitati a osservarne caratteristiche, temi, soggetti e colori, parole, testi, libri. Nella visita verranno messi in evidenza quegli aspetti che poi saranno concretizzati nell’esperienza laboratoriale. Il laboratorio, della durata di almeno 45 minuti e svolto successivamente al momento di visita, utilizza l’approccio creativo e speculativo per puntualizzare e personalizzare i contenuti appresi durante la visita. La visita laboratorio può essere svolta anche in modalità online.

La durata della visita-laboratorio può essere estesa a secondo dell’età dei partecipanti e degli obiettivi del laboratorio concordati con gli insegnanti.

TEMI 
Scuola dell’infanzia
Nei percorsi vengono approfonditi, con visite interattive e laboratori pratici:
• Colore
• Forma
• Schema corporeo ed espressione di sé attraverso l’osservazione
• Uso dei sensi in rapporto con la materia e lo spazio
• Confronto tra opere d’arte e realtà
• Espressione corporea e movimento

Scuola Primaria
Nei percorsi vengono approfonditi, con visite dialogiche, interattive e laboratori pratici:
Percorso Parola/letteratura
• Descrizione narrativa
• L’invenzione di una parola
• Definire la parola con le parole

Percorso Immagine/arte
• Materia e colore
• Forma e composizione
• Raccontare con le immagini
• Le immagini come forma narrativa

Scuola secondaria di primo grado
Nei percorsi vengono approfonditi, attraverso visite dialogiche e interattive:
Percorso Parola/letteratura
• Scrittura creativa
• Descrizione critica
• Le figure retoriche
• I generi

Percorso Immagine/arte
• I generi, paesaggio, ritratto
• Astrazione e realtà
• L’immagine e il simbolo
• Il Novecento secondo Testori: percorso interdisciplinare tra storia, arte e letteratura

viste con gli occhi e le parole di Giovanni Testori

Scuola secondaria di secondo grado
Nei percorsi vengono approfonditi, attraverso visite dialogiche e interattive, laboratori:
Percorso Parola/letteratura
• Scrittura creativa
• Vedere con le parole

Percorso Immagine/arte
• Grafica ed editoria
• Il Novecento secondo Testori: percorso interdisciplinare tra storia arte e letteratura
viste con gli occhi e le parole di Giovanni Testori
• Testori racconta la storia dell’arte

COSTI
SCUOLE visita guidata 60 min. 100,00€ 
SCUOLE visita guidata 90 min. 120,00€ 
SCUOLE visita guidata 120 min. 150,00€ 
SCUOLE visita interattiva 90 min. 140,00€ 
SCUOLE visita interattiva 120 min. 160,00€ 
SCUOLE visita + lab. 90 min. 150,00€ 
SCUOLE visita + lab. 120 min. 180,00€

PRENOTAZIONI
È possibile prenotare le attività didattiche scrivendo all’email francescaponzini@casatestori.it o telefonando al numero 02 36586877.

Le proposte educative di Casa Testori sono a cura di AMBARABART.

Michele Bonuomo. I miei anni con Beuys

Dopo il lungo ciclo online dei Lunedì di Casa Testori, si torna agli incontri dal vivo. Il 1° luglio Casa Testori propone un dialogo con Michele Bonuomo, giornalista, direttore del mensile “Arte”, e storico collaboratore di Joseph Beuys

Bonuomo è stato il testimone privilegiato di tutta la stagione napoletana del grande artista tedesco, di cui ricorrono i cent’anni dalla nascita. È stata una stagione di straordinaria vitalità, nella città. Ha scritto Bonuomo: «Da Beuys abbiamo imparato che l’arte è di tutti; che ogni gesto, se dettato da consapevolezza, è un gesto di libertà; che la rivoluzione siamo noi. Abbiamo imparato che c’è molta più arte nel rispetto della Natura che nella lunga serie di trattati teorici a nostra disposizione»
L’incontro si è tienuto nel giardino di Casa Testori, alle 18,30.

“Per Morandi”

La rosa che si disfa,
la margherita che non è appassita,
quella che appassirà,
la margherita che è di già finita,
il papavero che al fiato
levissimo cadrà,
l’ombra dei vasi
che non fa rumore,
la primula trepida, smarrita,
il gemere della foglia
che è ferita
parallelo al gemere
della paziente vita,
lo spazio che sgretola la mente,
la lunga crepa, la silente,
il tarlo
– come amarlo
se non sapendo
che anche l’ossa di noi
piano piano roderà
come i tuoi fiori?

La cenere, la luce,
la timida bellezza che non ha confronto,
l’alba,
il tramonto
di questi dedicati fiori
alla vita e alla morte
e le porte,
le porte che disserri e sigilli
senza che il cardine strida,
si lamenti,
i cari vivi,
i morti,
gli stremati venti…

Giovanni Testori, Per Morandi (1981)

I Lunedì di Casa Testori. Ep.30

Puntata 30, lunedì 7 giugno, ore 21.15

Luca Lo Pinto e la nuova scena artistica romana

La puntata numero 30 dei Lunedì di Casa Testori si occupa di un fenomeno sorprendente: il fermento e la vitalità che caratterizzano questa stagione di Roma. A coordinare la puntata c’è uno dei più attenti osservatori delle tendenze artistiche nella Capitale, Lorenzo Madaro. Primo ospite sarà Luca Lo Pinto, direttore del Macro, il Museo comunale dedicato al contemporaneo, un museo “in movimento”, con un palinsesto che cambia in continuazione. «Roma è una città con un grande potenziale dove la sottocultura da sempre è più vivace e immaginativa del panorama istituzionale», ha detto Lo Pinto per spiegare quello che sta maturando nella città. «Per quello che mi riguarda la prima urgenza che sento è quella di ripensare che cosa sia oggi il museo. Credo che “Macro Asilo” lo abbia fatto ponendosi in antitesi, contro il sistema dell’arte predominante: l’idea di una macchina discorsiva incessante con un palinsesto quotidiano di incontri è molto interessante. Mentre il “Museo per l’Immaginazione Preventiva” non si pone contro il museo, al di fuori di esso, ma vuole provare a ripensarlo da dentro». A seguire avremo Gaia Bobò e Andrea Polichetti, tra i promotori di Spaziomensa, una delle nuove realtà di condivisione tra artisti. Infine Giuseppe Garrera, collezionista, curatore e responsabile del Master in Economia e Management dei Beni Culturali del Sole 24ore a Roma.

La puntata si chiuderà con la consueta lettura di Federica Fracassi: questa volta a tema c’è un grande attore come Carmelo Bene al quale nel 1973 Giovanni Testori aveva rivolto un invito a immaginare un “Amleto” a quattro mani. Sull’asse Milano-Roma.

I Lunedì di Casa Testori. Ep.29

Puntata 29, lunedì 7 giugno, ore 21.15

Si intitola “Incursioni”. È il nuovo libro di Salvatore Settis, uno dei più grandi conoscitori dell’arte classica, ha dedicato ad un tema affascinante: il “divorzio” tra arte contemporanea e arte del passato. È quello che è stato definito il “paradigma della frattura”. Settis da sempre è un frequentatore curioso e in tanti casi anche profondamente coinvolto, della scena contemporanea. Sono appunto quelle “Incursioni” raccontate in questo libro che vanno da Marcel Duchamp a Bill Viola, da William Kentridge a Giuseppe Penone. Sono spostamenti dal terreno d’elezione dello studioso in cui si riconosce un filo conduttore: quello di un «approccio, forse nel “metodo”, certo nella fiducia di “trovare”», come scrive lo stesso Settis nell’introduzione al libro, edito da Feltrinelli. Per i Lunedì di Casa Testori, l’autore del libro dialogherà con Giovanni Agosti, anche lui storico dell’arte, che ha alimentato il suo sguardo con assidue frequentazioni della scena contemporanea.

La puntata verrà chiusa con un omaggio a Giambattista Moroni, il grande artista bergamasco di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla nascita. Federica Fracassi leggerà una pagina tratta da un volumetto “militante” che Testori aveva voluto per rilanciare il valore della produzione sacra dell’artista, concentrata in particolare nella sua valle, la Valseriana.