Author: Alessandro Frangi

Bellini e i contemporanei. Visita speciale

Il Compianto sul Cristo morto è il capolavoro di Giovanni Bellini esposto al Museo Diocesano fino al prossimo 11 maggio. Quattro artisti contemporanei, su progetto di Casa Testori, si sono messi in dialogo con quest’opera meravigliosa proponendo ciascuno un approccio rispettoso e personale. Gli artisti sono Letizia CarielloEmma CiceriFrancesco De Grandi Andrea Mastrovito.

Martedì 23 aprile, alle ore 19 Casa Testori propone una visita esclusiva alla mostra guidata da Giuseppe Frangi che ha seguito il lavoro dei quattro artisti. 

Acquista qui sotto il tuo biglietto

Bellini e i contemporanei. Una visita speciale

15,00

Martedì 23 aprile, ore 19 visita esclusiva alla mostra guidata da Giuseppe Frangi

15 disponibili

Categoria:

Un raccolto di consolazione

Opere di Francesco Fossati e Carlo Steiner
Con tre disegni di Giovanni Testori
A cura di Elisa Del Prete

Casa Testori
10 aprile/18 maggio 2024

Apertura speciale il 25 aprile dalle 14.30 alle 19.30!

In occasione di Art Week 2024 Casa Testori presenta Un raccolto di consolazione, un progetto espositivo che mette in dialogo le ricerche dei due artisti Francesco Fossati e Carlo Steiner, che hanno in comune l’utilizzo di materiale fungino. Da un lato le sculture di Francesco Fossati sono ottenute da un substrato che si usa per la coltivazione dei funghi, dall’altro le opere pittoriche di Carlo Steiner adottano le spore come elemento cromatico. A cura di Elisa Del Prete, la mostra si completa con l’esposizione di tre disegni inediti dalla serie Funghi che Giovanni Testori realizza nel 1978. 

Nelle sculture di Fossati i blocchi di substrati sollecitati perché si sviluppino funghi e micelio vengono poi disidratati così da fermarne la proliferazione. Nelle opere pittoriche di Steiner invece le spore fungine, sottratte al loro libero propagarsi e fatte depositare su lastre di vetro o fogli di carta sono utilizzate come pigmenti e governate attraverso l’uso di stencil. Entrambi gli artisti rivolgono il proprio sguardo all’azione creatrice della natura per poi mettere in atto un gesto di controllo di essa.

Il titolo della mostra Un raccolto di consolazione suggerisce un rimando all’avventura del Marcovaldo di Italo Calvino che scopre i funghi nell’aiuola vicina alla fermata del tram in un contesto del tutto urbano in cui, dall’iniziale sorpresa che l’agire della natura desta, non può che scatenarsi poi la gara al possesso. Analogamente gli artisti attingono alla forza generativa della natura, ma senza alcun atteggiamento idilliaco nei suoi confronti, ormai del tutto lontani da uno sguardo sorpreso, sostituito invece dall’ossessione di una tecnica che ne possa garantire il controllo. Artificio e natura diventano allora impari in una gara in cui l’azione del raccolto non è fine a se stessa ma indirizzata a mettere in pratica una propria opera. 

«Mi interessava un titolo drammatico da un lato ma anche sottilmente comico», sottolinea la curatrice. «La mostra è la messa in dialogo di due pratiche artistiche che, a partire da uno sguardo curioso all’ambiente ed ecosistema fungino, in realtà aprono a riflessioni che portano altrove, al segno/disegno e alla forma come elementi compositivi, creando un certo grado di ambiguità rispetto a una relazione stretta con processi naturalmente incontrollabili che qui diventano pretesto per andare invece a parlare dell’affermarsi dell’agire artistico, oltre ogni intento romantico». 

Il progetto espositivo si completa con un public program. 

Il 4 maggio ci sarà un incontro dedicato a John Cage il grande musicista americano che proprio dalla conoscenza e dalla passione per il mondo dei funghi aveva tratto indicazioni chiave per il proprio lavoro compositivo. L’esperienza di Cage verrà presentata da Piergiovanni Domenighini, organista della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco d’Assisi e dottorando di ricerca presso l’istituto CIRIAF di Perugia,

Il 18 maggio incontro con Riccardo Blumer, architetto e designer, professore titolare all’Accademia di Architettura di Mendrisio, che presenterà La forma é necessaria, il lavoro di ricerca sulla organizzazione architettonica di strutture biologiche come funghi e muffe, fatto all’interno del laboratorio di progettazione con gli studenti dell’Accademia.

Il progetto espositivo è sostenuto da Fondazione Fiera Milano

6
5
4
3
2
1
previous arrow
next arrow

Fotografie di ©Alessandro Villa

Giornate FAI di Primavera

Tornano sabato 23 e domenica 24 marzo 2024 le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento “di piazza” dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico d’Italia e alle storie inedite e inaspettate che custodisce, con visite a contributo libero, in 750 luoghi speciali in 400 città.

Le Giornate FAI di Primavera si confermano, nella loro trentaduesima edizione, uno degli eventi più importanti e significativi per conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano, un modo per contribuire alla tutela e alla valorizzazione di questo patrimonio, che va innanzitutto conosciuto, frequentato, e prima ancora, raccontato. 

Quest’anno anche Casa Testori partecipa alle Giornate FAI di Primavera: la casa sarà aperta e visitabile per l’intero weekend, con viste guidate continuative dedicate all’approfondimento della figura di Giovani Testori e alla mostra “Born in Mac Mahon” che proprio in quei giorni terminerà.

Le visite guidate saranno a cura di “Apprendisti Ciceroni”, come vengono chiamati i volontari coinvolti, del Liceo e Istituto Tecnico “Primo Levi” di Bollate.  

Sabato: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Note: Turni ogni 20 minuti – ultimo turno ore 17.15 

Offerta libera, senza bisogno di prenotazione. 

Belle bandiere sventolano a Casa Testori

Rivivi l’incontro di Sabato 9 marzo ore 17, Casa Testori

Sono le bandiere sotto le quali si sono ritrovati Matteo Negri, artista e Marco Balzano, scrittore di grande popolarità. Li unisce il fatto di abitare o lavorare nello stesso territorio, spesso ingiustamente denigrato, nel Nord Milano: Balzano abita a Bollate, Negri ha lo studio a Cormano. In collaborazione hanno realizzato “False Flag”, un’opera-scatola che racchiude tre fiammeggianti e imprevedibili bandiere, in forma di serigrafia accompagnate da un testo dello scrittore. Sono “false” in quanto inesistenti, cioè non coincidono con nessuna appartenenza nazionale. Per questo sono bandiere libere, adottabili da chiunque, analogamente a quelle proposte dall’artista americano Mark Napier con la sua opera digitale “net.flag” del 2002. Sono quindi “belle” bandiere, come quelle sognate da Pasolini nelle sue “Poesie in forma di rosa”. 

“LA COLLEZIONE”

FONDAZIONE GIGROUP

L’arte in sé è un bene prezioso, esteso a ciascuno: il fascino estetico delle opere trasmette stimoli e nuove prospettive che sono un valore in ogni ambito della vita, e quindi anche nel lavoro.

Animata da queste convinzioni e in linea con i pilastri del Lavoro Sostenibile, Fondazione Gi Group si apre a una fruizione condivisa dell’esperienza di bellezza che deriva dal prendersi del tempo per osservare e sentire un’opera d’arte.

A questo obiettivo è dedicato lo spazio espositivo permanente La Collezione, ospitato presso il Palazzo del Lavoro di Gi Group Holding in Piazza IV Novembre, 5 a Milano. Un luogo dedicato all’Arte, a disposizione delle persone e della comunità, per fruire l’arte come motore di attivazione di pensieri e idee che vanno oltre le logiche consuete.


Mostra in corso

“ARTE & LIBERTÀ, 12 maestri dell’astrattismo che hanno cambiato il nostro modo di guardare il mondo”

A inaugurare “La collezione” è la mostra “Arte e libertà”, un viaggio nell’Astrattismo italiano attraverso una selezione di opere di 12 artisti e artiste del Novecento. La mostra riflette sul concetto che l’astrazione si possa originare per ragioni diverse e prenda forme altrettanto differenti.

Gli artisti in mostra rivelano un linguaggio espressivo che porta ad approfondirne la conoscenza, indagandone le strutture e le dinamiche interne, e costringendo ad un lavoro di ricerca e di sperimentazione, per elaborare nuove visioni e proporre immaginari inediti.

All’interno del percorso un video contributo di Elena Pontiggiacritica d’arte e storica dell’arte italiana, approfondisce l’astrattismo. 

È possibile visitare gratuitamente la mostra riservando uno o più posti in occasione delle visite guidate, organizzate in gruppi di massimo 20 persone, calendarizzate nei seguenti giorni e orari:

Martedì 17.00 – 19.00

Mercoledì 13.30 – 15.30

Giovedì 17.00 – 19.00

Le visite sono curate da Casa Testori e hanno durata di 30-40 minuti.

Per ulteriori informazioni, scrivere a lacollezione@fondazionegigroup.it.

PRENOTA QUI LA TUA VISITA

SCARICA IL CATALOGO

BOTTEGA AMLETICA TESTORIANA

ESERCIZI CON IL PUBBLICO
di Antonio Latella e Federico Bellini

Con l’appuntamento di Pesaro giunge a termine BAT, il percorso intrapreso sulle tre riscritture testoriane di Amleto, dalla sceneggiatura per un film mai realizzato al Post-Hamlet, passando per il celebre Ambleto, opera manifesto per la creazione di una nuova lingua per il teatro. Durante questo corpo a corpo con Testori e il suo immaginario  poetico riguardo al principe danese, condotto in una prima fase a Pesaro stessa e poi approdato al Piccolo Teatro di Milano, sono andate delineandosi non solo alcune tematiche che attraversano trasversalmente i tre testi, ma anche delle modalità di lavoro che hanno permesso di provare ad accostarsi al Testori privato, se vogliamo, alle sue passioni e ossessioni; così  gli attori/ici hanno imparato, ad esempio, alcuni rudimenti dell’arte pugilistica, che tanto ha interessato il poeta; perché la parola, in Testori, è sì straordinaria deviazione dal lessico corrente, ma anche pugno nello stomaco in grado di colpire chiunque l’attraversi come interprete o ne sia investito come spettatore. Al tempo stesso, grazie alla visita a Casa Testori a Novate Milanese, il gruppo di lavoro ha avuto occasione di osservare dal vivo la stretta connessione tra la scrittura di Testori e i suoi lavori in campo pittorico e nel disegno; per questo motivo, gli attori/attrici sono stati guidati all’apprendimento delle tecniche del ritratto, al rispetto delle proporzioni di un volto o di un corpo, alle innumerevoli suggestioni che hanno contribuito a creare il “mondo testoriano”, quell’azione sulla realtà che va ben oltre la pagina scritta per il teatro, ma che si nutre del fondamentale apporto saggistico operato da Testori stesso e dalla sua inesauribile volontà di intervenire anche fisicamente sul mondo, con le sue opere artistiche ma anche con i lunghi, discussi, interventi pubblici in campo sociale e politico. 
Quest’ultima fase del lavoro si presenta quindi come la restituzione finale di questo viaggio, destinato a non sfociare in uno spettacolo ma in ricerca che non intende abbondonare la sperimentazione e le sue possibili forme, come è accaduto ad esempio per il Post-Hamlet, dove il lavoro musicale modulato su tempi e ritmi del rap ha permesso di render conto di una costruzione verbale secca, martellante, assertiva. Così come, nella lunga analisi testuale, non si sono cercate chiavi interpretative dei testi da assumere come verità assolute, ma piuttosto domande che continuano a interrogarci, soprattutto nello sviluppo dei personaggi di Shakespeare attraversati da Testori in tre lavori totalmente differenti (nel caso della sceneggiatura, persino destinati ad un utilizzo di altra natura). Le attrici e gli attori, che hanno nella loro memoria gran parte dei tre testi, anche nella loro interezza, saranno chiamati da Antonio Latella, nelle restituzioni pubbliche, ad interpretare brani scelti al momento senza che siano stati prima concordati. Anche perché, come afferma Amleto stesso, “essere pronti è tutto”.
In definitiva, le ultime restituzioni pubbliche di BAT speriamo e pensiamo possano aprire una porta, forse non solo una, allo studio da condividere tra artisti e pubblico, con ogni probabilità una delle forme più alte del fare cultura. In coincidenza con la designazione di Pesaro a Capitale italiana della cultura, pensiamo che questo tentativo di mettere il pubblico di fronte ad una materia viva, ancora informe, una materia che è ricerca e non formalizzazione, e al contempo permettere ad esso di partecipare al processo di studio e farsi soggetto d’indagine entrando in comunione con gli artisti, sia una grande possibilità per tutti, un gesto altruistico che pensiamo possa a buon diritto definirsi atto di politica culturale. Per portare a termine quest’esperimento non potevamo che farci guidare da un autore come Testori, che ha fatto della sua ricerca linguistica una delle più estreme e pericolose rivoluzioni operate sulla lingua italiana, qualcosa che ha segnato un confine invalicabile : esiste un prima e un dopo Testori, a teatro e non solo. Qualcosa che, grazie alle tre stazioni degli Amleti testoriani, è sconvolgente, doloroso ed estremamente provocatorio; a tratti scandaloso, perché siamo fermamente convinti che soltanto chi sa creare e fondare nuovi linguaggi possa essere artefice di un vero scandalo, di uno shock culturale che ci faccia riflettere su ciò che pensiamo di sapere e su ciò che ci ostiniamo a non voler sapere. Così, insieme al pubblico di Pesaro, proveremo un’ultima volta a scardinare i meccanismi tradizionali di ciò che viene definito “rappresentazione”, per affondare insieme al pubblico nel caos e nella confusione vitale di un processo creativo che possa un giorno essere ricordato come una tappa del “fare cultura”. In altre parole, fare in modo che la vita di tutti i giorni non sia solo “rappresentazione” ma continuo studio del libro che siamo e che diventeremo.

Appuntamento finale con la Bottega Amletica Testoriana che andrà in scena al Teatro Rossini di Pesaro dal 13 al 17 febbraio (dalle ore 18 alle ore 22) e il 18 febbraio (dalle ore 16 alle 20) nell’ambito del Festival Testori. La scena della parola, una grande manifestazione, organizzata dal 17 gennaio al 28 febbraio da AMAT, i Comuni di Pesaro e Urbino, con il contributo di Regione Marche e MiC, patrocinata dall’Associazione Giovanni Testori.


BAT_04
BAT_07
BAT_14
BAT_17
BAT_20
BAT_06
previous arrow
next arrow

Fotografie di Masiar Pasquali

IL PROGETTO

BAT_Bottega Amletica Testoriana è un progetto curato dal regista di fama internazionale Antonio Latella. Un percorso di formazione da settembre 2023 a febbraio 2024 tra Pesaro e Milano con l’obiettivo di mettere in relazione allieve attrici e allievi attori con la poetica di Giovanni Testori nella ricorrenza del centenario della sua nascita. Il percorso di formazione si rivolge a giovani donne e uomini del teatro italiano che, nonostante si siano diplomati/e da poco, conservino il desiderio e la volontà di studiare e condividere il proprio processo di ricerca con colleghi e colleghe. I giovani attori selezionati sono Noemi Apuzzo, Alessandro Bandini, Matilde Bernardi, Flavio Capuzzo Dolcetta, Michele Eburnea, Chiara Ferrara, Sebastian Luque Herrera, Beatrice Verzotti.

L’obbiettivo è creare una nuova generazione di attrici e attori a confronto con un autore a loro probabilmente poco conosciuto: Giovanni Testori, un grande artista del Novecento che ha fatto della parola il suo principale campo di ricerca artistica, il lavoro è incentrato su Amleto. Una storia per il cinema, L’Ambleto e Post-Hamlet, testi che si fanno testamento, racconto ed epilogo di una vita e di un’infaticabile attività artistica. Il progetto vuole dare spazio ad una nuova leva di talenti, pronti a nobilitare le loro capacità e a prendersene cura, in uno studio dell’arte della recitazione che il genio di Testori ci ha donato come fondamentale eredità”.

Il progetto è promosso da AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali per Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024 (progetto di Comune di PesaroMiC Regione Marche con Fondazione Pescheria), Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e stabilemobile, in collaborazione con Associazione Giovanni Testori.


Gli eroi di Testori per il Calendario 2024

Sono il dio di Roserio, l’Arialda, Maria Brasca, Redenta Restelli e tanti altri i protagonisti del Calendario 2024 di Casa Testori. Mese per mese i personaggi dell’appassionante commedia umana di Testori ci accompagneranno, grazie alle reinterpretazioni realizzate da 12 tra i più importanti illustratori italiani, che sono tra i protagonisti della mostra Born in Mac Mahon”. Sono personaggi che conquistano per il loro impeto e per il loro attaccamento alla realtà. Personaggi che al di là delle vicende spesso non felici in cui si trovano coinvolti, s’impongono con simpatia e con un irriducibile senso di positività.
Acquistare il Calendario 2024 è anche un modo per sostenere il lavoro di Casa Testori! 

Calendario 2024: “La commedia umana di Giovanni Testori”.
Calendario singolo 15€ 
tre Calendari 40€ 
cinque Calendari 60€ 
dieci Calendari 100€ (spese di spedizione escluse) 

Puoi acquistare il tuo calendario al Bookshop o clicca qui!

Convegno: Testori. Arte, scrittura e teatro

Studi e scoperte dall’archivio

14 – 15 dicembre – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
16 dicembre – Casa Testori, Novate Milanese

Sono disponibili i video integrali delle tre giornate sul canale YouTube di Casa Testori, clicca qui per vederli.

Oltre 20 interventi e relatori da 11 università nazionali e internazionali per un grande Convegno di tre giorni promosso dal Comitato Nazionale e organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Casa Testori e dall’Associazione Giovanni Testori.

Un’occasione unica per scoprire questa straordinaria figura del Novecento, seguirlo lungo la vita nella sua attività di scrittore, drammaturgo, pittore, critico d’arte, poeta, regista e giornalista. 
Gli interventi non tracceranno distinzioni di generi, poco inclini a Testori, ma seguiranno la sua produzione raccontandocene aspetti nuovi, dagli anni Quaranta agli anni Novanta, lungo la traccia dei documenti inediti, delle lettere, dei manoscritti e della scoperta. 
Il convegno, infatti, è l’esito di un passo importante per gli studi di Testori: il deposito a Casa Testori del Fondo di Regione Lombardia che conserva, insieme a volumi e fogli autografi, i suoi 107 quaderni manoscritti, ora tornati “a casa” con il resto del suo Archivio: migliaia di fogli manoscritti e dattiloscritti, la fototeca d’arte e di vita, la Biblioteca con quasi 20.000 volumi e una raccolta esaustiva di suoi dipinti e disegni. Un ricongiungimento reso possibile da Regione Lombardia e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica.

Qui il programma completo


Giovedì mattina, 14 dicembre dalle 9.00, Università Cattolica del Sacro Cuore, aula Bontadini
Alla scoperta del Testori scrittore, drammaturgo, pittore, critico d’arte, poeta, regista e giornalista si partirà dalla suggestiva Aula Bontadini dell’Università Cattolica, l’antica ghiaccia con i saluti del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Andrea Canova e dei Direttori dei dipartimenti di Storia, Archeologia e Storia dell’arte, Francesco Tedeschi, e di Scienze della comunicazione e dello spettacolo, Fausto Colombo e di Davide Dall’Ombra, Direttore Casa Testori. Seguiranno gli interventi di Mattia Patti (Università di Pisa) sul primo libro di Testori dedicato allo scultore Giacomo Manzù pubblicato quando Testori aveva vent’anni, di Chiara Perin (Scuola Normale Superiore di Pisa) su Testori pittore con gli artisti di Corrente, di Laura Peja, (Università Cattolica) su Testori drammaturgo in compagnia di Mario Apollonio e Paolo Grassi e di Flavia Erbosi (Università degli Studi di Roma La Sapienza) sulle carte testoriane. 

Giovedì pomeriggio, 14 dicembre dalle 17.00: Castello Sforzesco, Sala del Tesoro e Sala della Balla
Alle 17.00 di giovedì 14 dicembre, al Castello Sforzesco – Sala della Balla, avrà luogo la consegna Premio Giovanni Testori, giunto alla quarta edizione: quattro giovani studiosi e scrittori under 35 riceveranno un importante contributo per la propria tesi di laurea o dottorato, ma anche per un saggio o scritto inedito, siano essi di letteratura o critica d’arte.
A seguire, nella Sala del Tesoro, sarà inaugurata la mostra I Carli di Lombardia nella biblioteca di Testori. Da Carlo Borromeo a Carlo Emilio Gadda (fino al 10 marzo 2024).

Venerdì, 15 dicembre dalle 9.30, Università Cattolica, aula Pio XI
Alle 9.30 di venerdì 15 nell’aula Pio XI dell’Università Cattolica proseguirà il convegno  con gli interventi di Francesco Guzzetti (Università degli Studi di Firenze) sull’opera di Testori negli anni Cinquanta, che lo fecero conoscere al grande pubblico e alla cultura italiana, come critico d’arte, quale interprete della pittura contemporanea, Ennio Morlotti in primis. Davide Dall’Ombra (Università Cattolica) interverrà sul lavoro con il maestro Roberto Longhi per la rivista “Paragone”, anni che segnarono anche l’avvio della sua attività di collezionista, di cui parlerà (Chiara Di Palma, Università Cattolica), portandolo a riempire le pareti della Casa di Novate. Seguiranno interventi  di Uberto Motta (Università di Friburgo) sulla poesia di Testori, un crogiolo tra amore, fede e polemica culturale che lo mise in rapporto con importanti scrittori e critici come Pietro Citati  di cui parlerà Eloisa Morra (University of Toronto).
Gli interventi del pomeriggio mostreranno la poliedricità testoriana, non solo come drammaturgo alle prese con decine di stesure per una singola opera, tema al centro dell’intervento di Giovanni Boccardo (Università degli Studi di Pavia) ma anche come regista di teatro di cui parlerà Federica Mazzocchi (Università di Torino), mentre Stefania Rimini (Università di Catania) si soffermerà su Testori sceneggiatore per il cinema. Gli interventi di venerdì 15 si chiuderanno con Lavinia Galli (Museo Poldi Pezzoli) che analizzerà l’approccio sempre teatrale di Testori, di cui si potranno apprezzare le personalissime sbordature nella critica, soprattutto se al centro c’era un quadro tra i più amati, come il Cavaliere dell’ordine costantiniano di Fra Galgario.

Sabato, 16 dicembre dalle 10.00, Casa Testori, Novate Milanese, Padiglione Gilda
Il convegno non poteva che concludersi nella casa natale dello scrittore, dove tutto è iniziato, e dove è conservato l’Archivio alla base di queste ricerche e scoperte. Andrea De Marchi (Università di Firenze) traccerà la linea della vita e dell’opera di Testori quando giunge agli anni Ottanta, decennio dominato dall’attività di critico militante, in particolare sulle colonne del “Corriere della Sera”, palcoscenico per inediti tagli critici, dal Medioevo di Jaquerio fino a Mario Sironi di cui parleràElena Pontiggia (Accademia di Brera) permettendo a Testori di ingaggiare vere battaglie critiche sulla pittura contemporanea, aspetto su cui interverrà Francesco Tedeschi (Università Cattolica). Concluderà la mattina uno spiazzante intervento sull’arte africana e sull’inedito finale Fulbe Bororo, nella necessaria unità tra arte, letteratura e teatro che Testori mise in campo fino alla fine  a cura di Nicolò Rossi (Scuola Normale Superiore di Pisa). Spetterà al sabato pomeriggio conclusivo alzare il coperchio sull’archivio Testori cui hanno attinto a piene mani i relatori. Le presenze istituzionali della Soprintendente Archivistica e Bibliografica della Lombardia Annalisa Rossi e dell’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso introdurranno gli interventi tematici dedicati ai due fondi che compongono ora l’Archivio Giovanni Testori (Marta Inversini, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Maria Canella ed Elena Puccinelli, Memoria e Progetto). Dopo un approfondimento dedicato a un aspetto caratterizzante come la fototeca d’arte (Stefano Bruzzese, Università Cattolica) ci si soffermerà sugli strumenti online per la fruizione dell’Archivio e dell’opera di Testori (Marco Ogliari e Anna Grazia Pompa, Regione Lombardia, Alice Boltri, Associazione Testori e Davide Fratoni, Museo MA*GA).

L’intervento conclusivo sarà curato da Valerio Millefoglie (Archivio Magazine), che proporrà un suo “Campionato Testori”, una performance di tracce sonore e documenti che mostreranno la straordinaria attualità di Testori e le infinite potenzialità narrative dell’archivio: punto di partenza continuo per storie e conoscenze di ieri e di oggi. Brani scelti della scrittura testoriana, pertinenti rispetto agli interventi dei relatori, verranno letti da Alessandro Bandini, finalista Premio UBU 2023 come migliore attore under 35 e scelto da Antonio Latella tra gli otto interpreti del progetto BAT – Bottega Amletica Testoriana.

Black Friday a Casa Testori

Una settimana di sconti straordinari a Casa Testori! Fino a sabato 25 novembre all’interno del nostro bookshop sarà possibile acquistare numerosi articoli a prezzo scontato. In particolare: 

Meridiano Testori, €75 anzichè €90
G. Testori, Luchino, €20 anzichè €25
Catalogo Born in Mac Mahon e poster, €12 anzichè €15
Poster Born in Mac Mahon, €5 anzichè €8
Prenota il Calendario 2024 a cura di Casa Testori, €10 anzichè €15 (disponibile dal 4 dicembre)
e tanto altro!
 

Approfittatene anche perchè continuano le aperture speciali del giovedì sera fino alle 22.30 per scoprire la mostra Born in Mac Mahon. La mostra come sempre è visitabile anche il sabato, dalle 14:30 alle 19:30.

IN EXITU, con Franco Branciaroli

Giovedì 23 novembre ore 20.30
Teatro deSidera Oscar, Milano
Biglietti scontati su Vivaticket inserendo il codice EXITU23

Un’occasione straordinaria per ascoltare uno dei più importanti interpreti di Testori: il 23 novembre al Teatro Oscar di Milano Franco Branciaroli affronterà in forma di lettura il testo che ha lasciato un segno importante nella storia del teatro italiano, che valse all’attore il premio Ubu come migliore attore nel 1989: “In exitu”. Il testo era uscito in forma di romanzo per Garzanti nel marzo 1988. Era stato lo stesso Branciaroli a convincere Testori a portarlo in scena. Era un libro a cui Testori lavorava da anni, già annunciato in un articolo sul Corriere della sera nel 1982: «Il nome sembra d’allora: Riboldi Gino. Ma il protagonista sta salendo la “via crucis” della tutenkomica stazione per farsi, nella deserta latrina, l’ultima overdose: stramazzerà. Che è successo tra la “Vigor” del Dio di Roserio dove, pur rischiando l’assassinio, Pessina Dante tendeva all’urlato traguardo e lo svuotamento, l’abdicazione, anzi, di quest’altro che non ha più società, sportive o meno, che lo riguardano, più traguardi a cui tendere?». La prima si era tenuta alla Pergola di Firenze il 9 novembre 1988 si tenne con un pubblico per la maggioranza di abbonati, del tutto impreparato allo choc di questo testo, in cui il protagonista, un giovane disperato e drogato, mette in scena il suo lancinante “mistero doloroso”. Dalla platea avevano cominciato presto a volare insulti contro Branciaroli e Testori. Ricordando quei momenti, alla domanda di Doninelli nel libro intervista se non avesse provato un po’ di scoramento, Testori aveva risposto così: “Non so se fossi al settimo cielo, ma credo di sì: queste cose danno uno straordinario senso di vitalità”.