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Author: Alessandro Frangi

I Lunedì di Casa Testori. Ep.29

Puntata 29, lunedì 7 giugno, ore 21.15

Si intitola “Incursioni”. È il nuovo libro di Salvatore Settis, uno dei più grandi conoscitori dell’arte classica, ha dedicato ad un tema affascinante: il “divorzio” tra arte contemporanea e arte del passato. È quello che è stato definito il “paradigma della frattura”. Settis da sempre è un frequentatore curioso e in tanti casi anche profondamente coinvolto, della scena contemporanea. Sono appunto quelle “Incursioni” raccontate in questo libro che vanno da Marcel Duchamp a Bill Viola, da William Kentridge a Giuseppe Penone. Sono spostamenti dal terreno d’elezione dello studioso in cui si riconosce un filo conduttore: quello di un «approccio, forse nel “metodo”, certo nella fiducia di “trovare”», come scrive lo stesso Settis nell’introduzione al libro, edito da Feltrinelli. Per i Lunedì di Casa Testori, l’autore del libro dialogherà con Giovanni Agosti, anche lui storico dell’arte, che ha alimentato il suo sguardo con assidue frequentazioni della scena contemporanea.

La puntata verrà chiusa con un omaggio a Giambattista Moroni, il grande artista bergamasco di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla nascita. Federica Fracassi leggerà una pagina tratta da un volumetto “militante” che Testori aveva voluto per rilanciare il valore della produzione sacra dell’artista, concentrata in particolare nella sua valle, la Valseriana.

I Lunedì di Casa Testori. Ep.28

Puntata 28, lunedì 31 maggio, ore 21.15

“La Verità di Michelangelo Pistoletto. Dallo Specchio al Terzo Paradiso è il titolo della mostra che il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona dedica al grande maestro, protagonista della stagione dell’Arte povera. Una mostra che ripercorre tutto l’arco dell’attività di Pistoletto e che prevede due interventi site specific, uno dei quali nel parco del “mitico” Monte Verità, sopra Ascona. Ne parleremo ai Lunedì di Casa Testori, con lo stesso Michelangelo Pistoletto, Alberto Fiz e Mara Folini, direttrice del Museo.

Si resta ad Ascona anche per la consueta lettura testoriana di Federica Fracassi: protagonista Giovanni Serodine, grande artista caravaggesco, e le pagine che Testori dedica alla sua casa asconese e agli stucchi che lui stesso realizzò sulla facciata.

I Lunedi di Casa Testori. Ep.27

“Cronache dal bosco” è il titolo del percorso molto poetico che Laura Pugno ha allestito a Casa Zegna a Trivero (Biella):un percorso che è anche la documentazione di una ferita. Il vicino bosco di conifere soffre per l’attacco di un coleottero, il Bostrico Tipografo. Piccoli segnali che rimandano a macroscopici ed inesorabili cambiamenti nell’ordine della natura e che Laura Pugno ha intercettato con interventi attenti e delicati. 

A seguire la diretta si occuperà del nuovo, importante progetto espositivo in preparazione per l’estate a Casa Testori: si intitola “Curatela” e vede tre artisti della nuova generazione, Alberto Gianfreda, Fabio Roncato e il duo bn+brinanovara, lavorare in dialogo con tre importanti opere del Novecento, firmate da Ennio Morlotti, Giorgio Morandi e Filippo de Pisis, tutte provenienti da musei milanesi, Museo del ’900, Casa Boschi di Stefano e Villa Necchi Campiglio. La mostra curata da Davide Dall’Ombra, è parte del progetto il progetto “(Ri)cambio la visita”, sostenuto dalla Fondazione di Comunità Milano: infatti le opere dei tre maestri del 900, tutti cari a Giovanni Testori, verranno esposti esposti in altrettante Biblioteche Comunali della periferia milanese il prossimo anno. 

Ai Lunedì di Casa Testori ne parleremo con Davide Dall’Ombra, con Gabriella Gemo, responsabile della comunicazione per la Fondazione di Comunità Milano e con i tre artisti coinvolti. 

Federica Fracassi leggerà un testo inedito di Testori del 1980 dedicato al maestro Roberto Longhi: a tema proprio l’idea di “curatela”

I Lunedi di Casa Testori. Ep.26

Puntata 26, lunedì 17 maggio, ore 21.15

La riscoperta di Regina.

La puntata dei Lunedì di Casa Testori si occupa della mostra aperta alla GAMeC di Bergamo dedicata ad un’artista sorprendente, protagonista del secondo futurismo italiano. È Regina Cassolo Bracchi, una scultrice con la vocazione alla sperimentazione e alla manualità. Come aveva scritto Lea Vergine, in occasione della storica mostra “L’altra metà dell’avanguardia”, Regina ha portato «il vigore di una posizione rivoluzionaria e non rivoltosa che ha innovato, con pienezza di autocoscienza». Ne parleremo con i curatori Lorenzo Giusti, direttore della Gamec, e Chiara Gatti. Insieme a loro sarà presente anche Francesco Faccin che ha firmato il bellissimo allestimento della mostra.

Un’altra artista è al centro della seconda parte della puntata. “Passione Cola Passione Scorre” è il titolo suggestivo della mostra di Iva Lulashi alla Prometeo Gallery di Milano, che raccoglie un ciclo di lavori della pittrice nata in Albania e operativa a Milano. Ne parleremo con lei, che sarà collegata dalla mostra, e con i due curatori Cristina Masturzo e Antonio Grulli.

Chiuderà la puntata la lettura di una “perla” di Testori, il paragrafo 75 del “Fabbricone”, romanzo del 1961. La voce come sempre è quella di Federica Fracassi.

I Lunedì di Casa Testori. Ep.25

Puntata 25, lunedì 10 maggio, ore 21.15

Una puntata all’insegna di Celant e di Beuys

The Story of (my) Exhibitions” è il titolo che Germano Celant aveva voluto dare al libro che racconta e documenta le mostre che hanno segnato la sua avventura di curatore. Il libro viene pubblicato ora, a un anno dalla sua morte, ed è facile intuirne l’importanza: è il lascito di Celant al sistema dell’arte. È questo il tema della nuova puntata dei Lunedì di Casa Testori del prossimo 10 maggio. Ne parleremo con Maria Corti, ricercatrice dello Studio Celant, e Dario Cimorelli, l’editore del volume (pubblicato da Silvana); a seguire proseguiremo con Chiara Spangaro e Gianfranco Maraniello, curatori che hanno in più occasioni lavorato al fianco di Germano Celant. 

La puntata si chiuderà con un doppio omaggio a Joseph Beuys e Giovanni Testori, nati entrambi il 12 maggio. Beuys sarà ricordato da Nicoletta Mongini, responsabile cultura presso Fondazione Monte Verità.

Mentre Testori sarà “festeggiato” a sorpresa da Federica Fracassi, che interpreterà “Sorte la luna”, una canzone scritta da Testori e musicata da Fiorenzo Carpi nel 1973.

Auguri Testori!

UNO SGUARDO INEDITO SU GIOVANNI TESTORI
a cura di Ambarabart

Appuntamento mercoledì 12 maggio ore 18 su Zoom:
https://us02web.zoom.us/j/84680012664?pwd=cnhiczFJWnJqNTltM2txSjVSM2xudz
Meeting ID: 846 8001 2664
Passcode: 081202

Il 12 maggio 1923 nasceva Giovanni Testori, scrittore, critico d’arte, drammaturgo, artista, scopritore di capolavori e inventore di parole. In occasione del suo compleanno, Ambarabart, associazione culturale che promuove e diffonde la cultura artistica soprattutto tra i più giovani, terrà un incontro aperto a tutti per scoprire Giovanni Testori. Dalle stanze della sua casa a lato della ferrovia, raccontiamo la sua storia, respiriamo la vita che ha ispirato la sua arte, i suoi drammi e i suoi racconti, sentiamo il rumore del treno, che scandiva le giornate e che lo portava da Novate a Milano, sul quale sono nate alcune delle storie più intense del Novecento italiano.

L’evento fa parte dell’inizitiva “Novate aperta solidale e responsabile”.

I Lunedi di Casa Testori. Ep. 24

Puntata 24, lunedì 3 maggio, ore 21.15

“Collasso analitico” è il titolo affascinante e anche un po’ misterioso della mostra con la quale Casa Testori riapre. Protagoniste tre donne: la curatrice Daniela Persico, e le due artiste Giulia Bruno e Micol Roubini. Sono due artiste cosmopolite entrambe nate a Milano ma con radici che le hanno portate altrove. Saranno loro al centro della puntata dei Lunedì di Casa Testori. La mostra prende avvio da due spunti legati alla biografia delle artiste: per Giulia Bruno è un dépliant in esperanto della Fiat (dove lavorava suo nonno), testimonianza di una Torino operaia, accarezzata dall’utopia della lingua universale. Per Micol Roubini invece lo spunto è una fotografia datata 1919 della casa di famiglia a Jamna, in Ucraina, un focolare domestico brutalmente interrotta dagli eccidi della Seconda Guerra Mondiale. Una dimora abbandonata, per affrontare con la migrazione una vera babele linguistica. È proprio il linguaggio il tema sotteso alla mostra. 

Un tema cruciale per Testori, come testimonia la presenza di un video con una sua intervista, presente nel percorso di Giulia Bruno. Un video che potrete vedere al termine della puntata. 

Per iniziare Federica Fracassi invece leggerà una pagina di un articolo su Romanino del 1968 “Per una Lingua non lingua”

Casa Testori Summer Camp 2021

Incontro di presentazione online ai genitori mercoledì 11 maggio ore 21

CREATIVI SI DIVENTA!

Vivi una settimana o più nella casa di Giovanni Testori, due piani di esposizione e un grande giardino in cui giocare, imparare, scoprire. Dal 26 giugno sarà in corso la mostra Curatela dove, al fianco di opere di De Pisis, Morandi e Morlotti, esporranno tre giovani artisti contemporanei (Alberto Gianfreda, Fabio Roncato e bn+BRINANOVARA). Gli artisti ci terranno compagnia con i loro lavori, per accompagnarci a scoprire dove nasce l’ispirazione creativa.

I bambini dai 6 ai 12 anni saranno accolti da educatrici esperte che li condurranno in una serie di avventure d’esplorazione ed esperienze di apprendimento e creatività tra giardino e mostra: perché creativi si diventa. Di giorno in giorno i ragazzi compileranno un ricco taccuino, traccia fisica di un’esperienza indelebile.

Il fine settimana prima dell’inizio delle scuole sarà allestita in casa una mostra con i lavori dei ragazzi del camp!
Vi aspettiamo!

Il campus si terrà dal 28 GIUGNO al 23 LUGLIO e dal 30 AGOSTO al 10 SETTEMBRE

La nostra GIORNATA TIPO:
8.30-9.00 accoglienza
9.00-12.00 visita guidata e attività
12.00-14.00 pranzo; compiti o lettura personale
14.00-16.00 attività pomeridiana
16.30-17.00 ritiro bambini

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Orari: da lunedì a venerdì, entrata 8:30-9:00 e uscita 16:30-17:00
Iscrizione minima: una settimana
Tariffa piena a settimana (lun.-ven.): € 160,00 pranzo escluso
Tariffa ridotta a settimana (lun.-ven.): € 130,00 per il secondo fratello iscritto e altre riduzioni *
Le attività verranno svolte da personale qualificato nel rispetto delle norme di sicurezza Covid 19.
Il campus sarà attivato ogni settimana con un numero minimo di 8 partecipanti. È possibile iscriversi a più settimane.

Per informazioni e prenotazioni: prenotazioni@ambarabart.com

* tariffa ridotta per figli e nipoti dei soci di Casa Testori, figli e nipoti dei dipendenti e collaboratori della Testori S.p.A. e associati Ambarabart.

Le quote comprendono:
• la presenza costante dell’operatore
• attività nella mostra e nel giardino
• materiale per i laboratori
• assicurazione

Ogni bambino dovrà avere con sé:
astuccio con matita grafite, matite colorate, pennarelli, forbici, colla (stick e vinilica)
pennelli, acquerelli e tempere
merenda e pranzo al sacco
una borraccia per l’acqua
un telo pic-nic o simili per le attività all’aperto
un cambio completo per ogni evenienza
un asciugamano personale
crema solare
crema antizanzare e dopo puntura
mascherina indossata e mascherina di cambio
scatola porta oggetti formato almeno A4 per riporre i propri lavori durante la settimana

Il costo non comprende qualsiasi altra cosa non espressamente elencata.

Il camp è una proposta di Casa Testori a cura di Ambarabart.

I lunedì di Casa Testori. Ep.23


Puntata 23, lunedì 26 aprile, ore 21.15

Il dialogo difficile, conflittuale, intrattenuto da Pasolini con le avanguardie di questo dopoguerra, dall’Informale all’Arte povera, passando per la Pop Art e la cultura dell’happening: è il tema di un importante libro pubblicato da Ara H. Merjian, titolare alla New York University per la cattedra di Italian Studies. “Against the Avant-Garde. Pasolini, Contemporary Art and Neocapitalism” è un libro che ripropone il carattere “eretico” dell’intellettuale Pasolini e il suo giudizio disallineato rispetto alle mode e alle ideologie anche nel campo dell’arte a lui contemporanea. Al libro, pubblicato da The Chicago University Press, viene dedicata la puntata dei Lunedì di Casa Testori del prossimo 26 aprile. Insieme all’autore ne discuteranno Elena Pontiggia, storica dell’arte, e Tommaso Mozzati, studioso di Pasolini.

La puntata verrà chiusa dalla lettura di un articolo di Testori: questa volta si tratta di un intervento che richiama i temi della polemica di Pasolini, “L’avanguardia nella rete del potere”, pubblicato sul Corriere della Sera nel 1977. La voce come sempre è quella di Federica Fracassi.

La passione fa male: Testori si scopre attore

Ci ha lasciato a 78 anni Maria Grazia Gregori, critica teatrale e storica firma de l’Unità che ha dedicato sempre grande attenzione all’opera di Testori. La ricordiamo con il finale della sua recensione di “Verbò”, portato in scena dallo stesso Testori con Franco Branciaroli al Piccolo Teatro di Milano nel 1989.

di Maria Grazia Gregori

L’Unità, p.19, giovedì 22 giugno 1989

Forse non è possibile staccare dalla religiosità dimostrativa che il termine autosacramental contiene, anche quello di scandalo. Anzi è proprio lo scandalo nella sua accezione punitiva, che sembra aver guidato Giovanni Testori nella scrittura di Verbò nuovo testo che, nell’ambito di “Milano d’estate” viene presentato al Piccolo Teatro. E insieme allo scandalo, alla caratteristica violenza verbale, questo lavoro – non si capisce perché vietato ai minori di diciotto anni – contiene anche un desiderio di autoannullamento, di ricercata esibizione, perfino di disprezzo di sé che si realizza, anche sulla scena, in una degradazione cupamente ricercata.

            Del resto, è solo da questo punto di spiazzamento, di degrado che secondo il Testori di oggi può nascere una forma di religiosità contemporanea. E sono proprio l’autoesibizione, la pulsione erotica fortissima – sudore e sperma, rifiuto e fraternità – di Verbò a colpire, dentro il nodo di due biografie, quella di Paul Verlaine e di Arthur Rimbaud (dalla contrazione del loro due cognomi nasce il titolo di questo testo). Ma insieme a loro, in scena, ci sono anche Giovanni Testori e Franco Branciaroli: e la storia dei due grandi poeti “maledetti” e quelle dello scrittore e dell’attore di oggi, si sovrappongono e si fondono in un’identità che nasce dalla lacerazione.

            La  riscrittura, in chiave fantastica, della rovinosa ed esaltante storia d’amore che unì per qualche tempo il maturo Verlaine e il giovane Rimbaud con grande scandalo dei benpensanti, fino all’epilogo finale scandito dai colpi di pistola, dalla galera, dal lungo errare, di intreccia (potrebbe essere un atto di superbia, ma può anche essere il suggerimento orgoglioso di una filiazione) a due altre biografie umane e artistiche, in qualche modo anch’esse “scandalose” tra frammenti di versi, balenii di immagini, sovrapposizioni di vicende, e si sublima nella parola, anzi più volte citata musique della parola. Testori, dunque, partendo dal breve soggiorno a Milano nel 1875 di Rimbaud, immagina una specie di ultimo atto, di resa dei conti fra i due, nel tentativo di tenere alto, nel suo brillìo sfavillante, la storia di un amore reietto. Una sorta di grande processo, di denudamento psicologico (autosacramental, appunto) tutto centrato sull’attrazione e sulla repulsione.

            Sulla scena poche sedie, un tavolo rovesciato – lo stesso di In exitu –, un grande riflettore a piantana e, per fare piazza pulita di qualsiasi possibile illusione in uno spettacolo che è costruito tutto a togliere secondo una scheletrica semplicità: la sala è illuminata, il vicino può guardare il vicino, spiarne le reazioni e guardare con occhi ben chiari il lungo deputato dell’illusione, il palcoscenico.

            Testori-Verlaine in pantaloni e canottiera come un fotogramma sfuggito a Rocco e i suoi fratelli si confronta, si azzanna, si abbraccia con Branciaroli-Rimbaud (secondo scorci figurativi che riportano alla mente Caravaggio e Bacon) in un fiume di memorie, biografia scandalosa e impudica autobiografia, nella resa dei conti del palcoscenico dove tutto si consuma in un rituale di autoannientamento che si confonde con la confessione.

            Tutto, dunque, ritorna all’eterno cerchio della nascita e della morte – vita, vicende, amori, parole –. E se all’inizio raggomitolato come un feto, Branciaroli, in un’interpretazione di forte tensione, nasce in qualche modo alla parola, al teatro fra lampi di poesia visionaria, è lui, Testori-Verlaine, il conduttore-narratore della storia secondo schemi di quasi straniamento. Ed è ancora la parola spezzata, quasi incomprensibile come una “bava demente” a chiudere questa autorappresentazione di sé che si è voluto vietare, mentre è solo una testimonianza di vita e forse di stile.