Author: Alessandro Frangi

Casa Testori e Andrea Mastrovito – Italian Council

Casa Testori con Andrea Mastrovito è tra i vincitori della sesta edizione dell’Italian Council il bando del MiBAC che sostiene l’arte contemporanea italiana nel mondo

Il progetto “Io Non Sono Leggenda” di Andrea Mastrovito, artista da anni legato a Casa Testori, si è aggiudicato il prestigioso finanziamento dell’Italian Council: il programma promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del MiBAC, diretta da Federica Galloni, nato nel 2017 per finanziare la creazione di opere realizzate da artisti italiani e incrementare le pubbliche collezioni museali, nella cornice di una maggiore promozione internazionale degli artisti italiani. 
Un progetto nato in collaborazione con il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, di Pistoia, la Fondation Léa et Napoléon Bullukian (Biennale di Lione), Belvedere 21, a Vienna, More Art, a New York, Magazzino Italian Art, a Cold Spring (USA) e l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, nonche il Laznia Center, Mudam e IIC di Ny.

Un’opera di Andrea Mastrovito per il Museo di Palazzo Fabroni
“Io Non Sono Leggenda” è il titolo di un’opera video-installativa di Andrea Mastrovito che indagherà il tema dell’identità e del rapporto con l’altro, grazie a una rilettura in chiave contemporanea, attraverso la cancellazione delle immagini e la riscrittura dei dialoghi, di uno dei capolavori del cinema del 1968: “Night of the Living Dead” (“La notte dei morti viventi”). 

I workshop, il coinvolgimento per un’opera collettiva e l’anteprima alla Biennale di Lione
Il progetto “Io Non Sono Leggenda” prenderà avvio con un’azione di coinvolgimento nella produzione dell’opera, grazie allacollaborazione di studenti di accademie e istituti d’arte di Milano, Bergamo, e New York. Verrà presentato, in un’anteprima, alla Biennale di Lione, in Francia, in occasione del finissage di “Le monde est une invention sans futur”, personale dell’artista presso la Fondation Bullukian, dove verrà proiettato il trailer dell’opera video in un evento curato ad hoc, che inaugurerà il coinvolgimento internazionale. In Italia il progetto verrà presentato presso l’ente capofila: con il trailer verranno esposte alcune tavole originali e organizzati workshop didattici. 

Call internazionale con le Accademie
In sinergia con le Istituzioni della città di Milano con cui il soggetto proponente collabora abitualmente, verrà lanciata una call internazionale, in collaborazione con Accademie e Istituti internazionali, per il coinvolgimento di illustratori, disegnatori e artisti nella produzione dell’opera.
Un workshop multidisciplinare sul tema della paura dell’altro verrà organizzato presso l’importante organizzazione no profit More Art di New York, specializzata nella contaminazione tra arte e comunità. Un’attività di promozione della fase di produzione finalizzata al recruiting e coinvolgimento per un’opera che nasce e si diffonde partecipata.

La consegna dell’opera, l’azione partecipativa e una mostra a Palazzo Fabroni 
L’atto di donazione dell’opera al museo pubblico, il Museo di Palazzo Fabroni a Pistoia, verrà presentato all’interno di una mostra personale dell’artista e per la fruizione dell’opera verrà approntata un’installazione frutto di un’azione partecipativa. 

Il circuito di promozione: un’opera diffusa
Da Palazzo Fabroni partirà un circuito internazionale di proiezioni dell’opera, parte integrante dell’intenzione artistica e non solo della necessaria promozione all’estero, che prevede tappe a Vienna, Cold Spring, New York e Toronto, grazie al coinvolgimento di altri 4 partner culturaliinternazionali: il Belvedere 21 di Vienna, Austria, il More Art di New York e il Magazzino Italian Art di Cold Spring, negli Stati Uniti, e l’Istituto italiano di cultura di Toronto, Canada.

Una rete internazionale in continua crescita
Ma crescono in questi mesi le richieste, da parte di istituzioni internazionali, di poter partecipare alla diffusione del progetto, grazie alla proiezione dell’opera e all’organizzazione di talk e laboratori collegati. Un processo destinato ad accrescere il numero delle città e delle Nazioni coinvolte, come mostra l’adesione di altre 5 istituzioni internazionali, che hanno già formalmente espresso la loro disponibilità a collaborare alla diffusione del progetto: Istituto Italiano di Cultura, Pretoria, Sudafrica, Laznia Center, Danzica, Polonia, Manchester Art Gallery, Manchester, UK, MUDAM, Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Lussemburgo, Istituto Italiano di Cultura, New York, USA.

Andrea Mastrovitoè nato nel 1978 a Bergamo e vive da anni a New York. Nel 2007 ha vinto il New York Prize, assegnato dal Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 2012 il Premio Moroso e nel 2016 il Premio Ermanno Casoli. Il suo lavoro è stato esposto nei maggiori musei nazionali ed internazionali, dal MAXXI di Roma al Museo Novecento di Firenze, dal MART di Rovereto al Pecci di Prato, dal BPS 22 di Charleroi al MUDAC di Losanna, dal Queens Museum al Museum of Arts and Design, entrambi a New York. Nel 2011 è stato il primo artista ad allestire una personale al Museo del Novecento di Milano. Ha tenuto conferenze pubbliche, tra le altre, a: Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, Naba, Accademia di Brera, Museo Pecci, Spazio Oberdan a Milano, Museo Novecento a Firenze, Palazzo Forti a Verona, American Academy a Roma, Museum Nitsch a Napoli, Pavillon Blanc a Colomiers, Broward College a Fort Lauderdale, ISCP – The International Studio & Curatorial Program, Italian Academy of Columbia University e New York University.

Where are we going?

 Quali sono le radici che s’afferrano, 
quali i rami che crescono 
da queste macerie di pietra?
T. S. Eliot 

Questa mostra nasce attorno a un punto interrogativo, che è come una sfida. È possibile oggi avventurarsi in una delle domande che più assillano il presente di ciascuno ma che vengono nascoste sotto il tappeto per il timore di restare senza una risposta dignitosa? La sfida è doppia, perché ad uscire allo scoperto in questo faccia a faccia con quel punto interrogativo, sono quattro artisti giovani, capaci di rompere gli indugi e anche di mettersi in gioco: c’è infatti sempre un rischio di inadeguatezza davanti alla radicalità e ampiezza di quella domanda. Tuttavia l’arte oggi ha bisogno anche della spavalderia di chi tenta di misurarsi su orizzonti più audaci.
Elisa Carutti, Stefano Cozzi, Matteo Negri e Giovanni Vitali, i quattro artisti che espongono, hanno approcci e sensibilità diversi l’uno dall’altro, ma hanno un fattore che li unisce in questo tentativo: è il desiderio di lasciarsi implicare, di misurarsi su un orizzonte che non è più solo personale; di tentare quello che potrebbe essere definito un discorso “pubblico” in un contesto così sensibile all’arte come quello di Pietrasanta.
La mostra nasce dall’esperienza collaudata di Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, che quest’anno festeggia dieci anni di attività.

Studio 4×4 Pietrasanta
Via Garibaldi 34
55045 Pietrasanta
Lucca, Italy

orari apertura:
​tutti i  giorni 18 – 23
chiuso il lunedì


ALTISSIMI COLORI al Museo Gamba

ALTISSIMI COLORI
LA MONTAGNA DIPINTA
Giovanni Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso

dal 12 luglio al 29 settembre 2019

Cosa vuol dire per un artista vivere e raccontarci la montagna?

Questa mostra è un omaggio a Giovanni Testori (1923-1993), uno dei più fertili intellettuali italiani del Novecento, impegnato su tanti fronti della cultura, essendo stato pittore, scrittore, drammaturgo, giornalista e critico d’arte. Del resto, Testori è anche uno degli autori presenti nella raccolta del Castello Gamba, che ne conserva uno splendido Tramonto. Ci siamo fatti accompagnare dalla sua opera e dalle sue parole in questo omaggio alla scoperta delle cime, quelle dipinte in una raccolta entusiasmante di quadri, quelle protagoniste della vita di chi la abita e quelle che ci circondano e abbracciano, come ci mostra la straordinaria visione a 360° della Valle d’Aosta, che conclude il percorso, oltre le grandi finestre della torretta. 

Non è un caso, del resto, che il primo articolo di Testori, pubblicato a soli 17 anni, nel 1941, chiami in causa proprio un quadro di montagna: il capolavoro diGiovanni Segantini, Alpe di maggio (1891), di cui Testori pubblicò un inedito dipinto preparatorio. 

Quella che si presenta è una montagna dipinta, vista con gli occhi di Giovanni Testori, attraverso i dipinti dei grandi artisti dell’Ottocento e del Novecento da lui amati e collezionati.

Sono raccolti alcuni capolavori di Gustave Courbet, l’artista rivoluzionario di cui vengono presentati due importanti dipinti; Paolo Vallorz, artista trentino che, pur emigrando a Parigi, è sempre rimasto indissolubilmente legato alla sua Val di Sole; Renato Guttuso, un siciliano che, stregato dalla vista del Rosa, scelse di fare della casa di Velate, a Varese, uno studio dove realizzare molte delle sue opere più celebri; Willy Varlin, il geniale artista zurighese che scelse di andare a vivere tra le montagne della Val Bondasca e Bernd Zimmer, pittore tedesco “scoperto” da Testori, innamorato delle sue montagne infiammate e visionarie.

Orari: 9.00-19.00

Castello Gamba
Località Crêt-de-Breil
Châtillon – Valle d’Aosta
Tel. +39 0166 563252
info.castellogamba@regione.vda.it
castellogamba.vda.it



ANNA CARUSO: La casa intorno al vaso


Inaugurazione: Giovedì 20 giugno 2019 – dalle 18

Casa Testori presenta la mostra personale di Anna Caruso: La casa intorno al vaso, un progetto site-specific, curato da Davide Dall’Ombra e pensato in stretta relazione con la figura di Giovanni Testori e la sua Biblioteca d’arte.
L’artista ha appositamente realizzato una serie di dipinti, wall drawings immersivi, carte e installazioni totalmente inediti, sperimentando tecniche nuove e lasciandosi interrogare dall’idea di appartenenza e strappo, caratteristiche di una figura come Testori e così ben rintracciabili tra le pareti della sua casa, un hub culturale giunto ormai al decimo anno di sperimentazioni nell’ambito dell’arte contemporanea.

L’uomo è l’unico essere vivente che, a quanto ne sappiamo, vive coscientemente l’ineluttabilità e il dramma della propria mortalità – dice l’artista – ben oltre l’istinto di sopravvivenza e conservazione della specie. Nella sua personale alla Thomas Masters Gallery di Chicago dello scorso gennaio, Anna aveva aggiunto un tassello alla sua ricerca sulla percezione umana della realtà, interrogandosi sulla visione soggettiva del tempo e sulla sinestesia che condizionano la nostra memoria. 

La realtà filtrata e, in un certo senso cancellata, sconvolta e ricomposta, dalla nostra memoria è, infatti, al centro della sua ricerca, visibile in dipinti segnati dalla striatura geometrica che crea piani e spazi che si moltiplicano all’infinito. In un ritmo che fonde elementi di flora, fauna e architettura naturale e artificiale, ci obbliga a planare su questi piani, in un moto che, dagli occhi della percezione, non può che portare all’inseguimento di emozioni e ricordi.I nostri

È così che salendo i gradini dello scalone, ci accoglie l’opera che dà il titolo alla mostra, La casa intorno al vaso, un vaso evocato e non rappresentato, quale simbolo della casa stessa, che è capace di abbracciare il vuoto dell’esistenza, anzi, proprio come il vaso, trae la propria natura e funzione dal circondare un’assenza.

Nella grande stanza da letto, una tela di oltre quattro metri apre la parete di fondo verso le montagne rocciose e tre piani sovrapposti di pvc trasparente dilatano i piani inclinati della prospettiva immaginaria dell’artista e dell’osservatore. Sulle pareti della camera successiva si fronteggiano la celebre Crocifissione del 1949, dipinta da Testori, e il personale omaggio dell’artista: un’opera di pari formato e, probabilmente, soggetto, per quanto possibile alla sincerità e alle contaminazioni, personali e del nostro tempo che siano.

Di fronte alla grande libreria si schierano quattro ritratti di pari formato. Sono Giovanni Testori e sua madre, l’artista e suo padre. Affetti e tensioni, inevitabilmente costruttive e distruttive insieme, si intrecciano in un profondo dialogo dell’imprevisto, tra storia culturale e degli affetti. 

Nella camera di Testori da ragazzo, il tema del nudo presente alle pareti – un tempo per le tele attribuite a Géricault e Courbet, oggi nel lavoro a esse dedicato da Andrea Mastrovito (2011) – ispira alla Caruso un lavoro intimo, figlio dell’installazione presentata al Teatro Elfo Puccini lo scorso anno, in cui unanuvola di centinaia di disegni accarezza il visitatore. 

La piccola stanza finale accoglie mondi che si allargano ancora una volta. Anna dipinge tutte le pareti con un grande wall drawing e il pavimento coperto da una tela, ma la pittura non si dà confini, scalando i gradini che portano al solaio e interagendo con la grande conifera del giardino, che si staglia oltre la finestra.

Anna Caruso nasce a Cernusco sul Naviglio (MI) nel 1980. Nel 2004 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Vive e lavora a Milano. Lavora con gallerie italiane ed estere, tra cui lo Studio d’Arte Cannaviello di Milano, Anna Marra Contemporanea di Roma e la Thomas Masters Gallery di Chicago (USA).

La Biblioteca d’Arte di Giovanni Testori
Dopo la personale di Alex Urso dello scorso inverno, le stanze del primo piano di Casa Testori tornano ad ospitare un giovane artista, in dialogo con la presenza, straordinaria ecarica di energia creativa, delle 7.000 monografie d’arte sull’Otto e Novecento appartenute al critico novatese. La mostra inaugura giovedì 20 giugno 2019, dalle 18 e, se la personale di Alex Urso coincideva con la fine dell’ordinamento della grande Biblioteca d’arte di Testorie la messa a disposizione dei suoi 15.000 volumi, quella dedicata ad Anna Caruso festeggia l’inizio della sua catalogazione online, nel sistema nazionale (OPAC), usato da studenti e appassionati di tutto il mondo.

LA CASA INTORNO AL VASO
di ANNA CARUSO
a cura di Davide Dall’Ombra

Casa Testori largo Angelo Testori, 13, Novate Milanese (MI)
inaugurazione: giovedì 20 giugno 2019, dalle ore 18.00
in mostra: 21 giugno – 20 luglio e 26 agosto – 8 settembre 2019

Ingresso libero

orari: dal martedì al venerdì, 10-13 / 14-18; sabato, 15.30-19.30.
domenica chiusa       
www.casatestori.it
info@casatestori.it

UFFICIO STAMPA CASA TESTORI
Maria Grazia Vernuccio 
mariagrazia.vernuccio@gmail.com
tel. +39 3351282864 

Tragödie

La mostra fa parte di Pocket Pair un progetto di Casa Testori a cura di Marta Cereda

Tragödie è un dialogo tra due artiste, un confronto sull’idea di dipingere e sulle possibilità della pittura. Il titolo è tratto dall’opera prima di Friedrich Nietzsche La nascita della tragedia dallo spirito della musica, ovvero grecità e pessimismo, pubblicata nel 1872, in cui emergono i concetti di dionisiaco e apollineo. Termini oggi di uso comune per indicare caratteristiche del comportamento umano, l’uno legato alla sfera istintiva e irrazionale, l’altro riferito spesso al pensiero alogico e razionale.

Queste due espressioni connotano e distinguono la ricerca di Silvia Argiolas e Marica Fasoli, sono le chiavi di interpretazione per le attitudini espressive delle due artiste.“Nella pittura di Argiolas domina lo spirito dionisiaco, l’attrazione per il titanico e il barbarico, l’interesse per il doloroso fondo esistenziale e per la sua controparte panica e sensuale. C’è, nei suoi racconti visivi, l’espressione di uno sguardo coraggioso, intento a scrutare gli accessi di follia e i deliqui erotici, le estasi e le agonie del magma esperienziale, ma anche la banale quotidianità di esistenze straordinarie o marginali. 
Placido e distillato è, invece, lo sguardo di Marica Fasoli, governato dalla geometria aurea e trasognata dell’apollineo. La sua indagine pittorica decanta il mondo in forme astratte, filtrandolo attraverso una pletora di diagrammi che simboleggiano la realtà fenomenica, senza mai rappresentarla direttamente. L’impeto mimetico, che da sempre costituisce la marca stilistica del suo lavoro, è indirizzato verso la pellicola dell’immagine, insieme superficie testurale e concettuale.”scrive il curatore Ivan Quaroni. 

La Biblioteca

La Biblioteca d’arte di Giovanni Testori comprende oltre 15.000 volumi e rispecchia nel suo contenuto e ordinamento le indicazioni date dallo stesso Giovanni Testori (1923-1993), scrittore e critico d’arte. La sezione più ampia comprende le monografie di artisti del Novecento, con numerosi cataloghi prodotti da gallerie private e istituzioni nazionali e internazionali. 
Una sezione di monografie di artisti operanti dal 1200 al 1700 è accompagnata da alcune sezioni tematiche, dedicate, ad esempio, alla Natura morta, al Disegno, all’Incisione, alla Scultura, ai Musei o alle Regioni Italiane. All’ampia sezione di riviste, enciclopedie e raccolte d’arte, si affianca anche una specifica raccolta di rari volumi dedicati all’arte africana e precolombiana. 
La Biblioteca permette di cogliere gli interessi del critico che, in alcuni volumi, include proprie glosse manoscritte o appone firme e timbri di proprietà. Sono presenti volumi con dediche autografe dell’autore e alcune edizioni rare d’artista, in alcuni casi pezzi unici, completamente eseguiti e dipinti a mano. 
La Biblioteca è aperta a tutti, in particolare a studenti, studiosi e ricercatori, e si offre come un punto di riferimento per il Nord Milano, che ha la possibilità di accedere a un ampio catalogo d’arte, unico per il territorio.

La Biblioteca Giovanni Testoriè conservata presso Casa Testori, a Novate Milanese ed è aperta al pubblico. I volumi sono disponibili per la consultazione in sede ed esclusi dal prestito.

La catalogazione della Biblioteca è in corso e viene costantemente aggiornata nel Catalogo OPAC SBN del Polo Regionale della Lombardia e nell’OPAC SBN. Catalogo del servizio Bibliotecario Nazionale:
OPAC Polo Regionale
OPAC Servizio Pubblico Nazionale

Consultazione dei volumi
Coloro che vorranno consultare i volumi della Biblioteca avranno a disposizione una postazione loro dedicata e potranno richiedere riproduzioni, a norma di legge.

Dove
Casa Testori
 Largo Angelo Testori, 13
20026 Novate Milanese (MI) 
Orario di apertura al pubblico               
Mar-Ven 9.00-13.00
Informazioni
Email info@associazionetestori.it
Telefono: + 02.36.58.68.77

Responsabile della Biblioteca
Prof. Davide Dall’Ombra 
davidedallombra@associazionetestori.it

Qui dormivano i monaci

Ambra Castagnetti e Lori Lako: Qui dormivano i monaci
Domenica 2 giugno 2019, dalle 17.00

Abbazia di Mirasole
All’interno di Appocundria, progetto ideato da Marta Cereda per Casa Testori che coinvolge una serie di artisti stranieri residenti in Italia, un capitolo speciale è ospitato domenica 2 giugno 2019 presso Abbazia di Mirasole, alle porte di Milano.     
Un luogo ricco di storia, realizzato nella prima metà del XIII secolo, ora affidato alla gestione di Fondazione Progetto Arca Onlus e Progetto Mirasole Impresa Sociale.        
Proprio Abbazia di Mirasole ha ospitato infatti una residenza d’artista, ideata grazie alla collaborazione con Adrian Paci.   
Due giovani artiste, Ambra Castagnetti e Lori Lako, nate all’estero e operanti in Italia, hanno trascorso due settimane nei suggestivi ambienti del complesso abbaziale duecentesco, ora luogo di accoglienza di famiglie in momentanea emergenza abitativa e di nuclei mamma-bambino che vivono un disagio sociale, abitativo e lavorativo.     

Le artiste hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con chi oggi vive questi luoghi e di realizzare un progetto che viene presentato al pubblico domenica 2 giugno 2019.     
Una riflessione sull’idea di casa in uno spazio che da sempre e in modo diverso nel tempo è stato casa, un rifugio temporaneo sia per le famiglie in difficoltà che vi trovano riparo, sia per queste artiste che hanno la possibilità di analizzare il senso di abitare e di accogliere.
Qui dormivano i monaci è dunque una riflessione sulla nostalgia, nata dal dialogo tra le due artiste in residenza, che si traduce in un progetto unico per tentare di analizzare le varie sfaccettature della nostalgia e i suoi oggetti, fino ad arrivare all’idea di nostalgia della nostalgia stessa.

si ringrazia per il sostegno Luciano Formica

Appocundria, è un progetto cheparla di identità, di memoria, della costruzione di nuove case e nuove vite. La mostra prende il titolo dalla “traduzione” napoletana di saudade, la celebre nostalgia e malinconia dell’anima, difficilmente definibile ealtrimenti intraducibile. 
Per raccontare la propria appocundriaCasa Testori ospita in mostra fino al 9 giugno 2019 24 artisti emigrati in Italia dal proprio Paese d’origine, per scelte differenti, per motivi di studio o di lavoro, per ragioni personali, politiche, economiche, sociali, familiari. 22 le nazioni di provenienza, a testimonianza dell’ampiezza della portata culturale e della sua valenza sociale. 

Ufficio stampa Casa Testori: 
Maria Grazia Vernuccio – mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it 
tel. +39 0222198663 mob. +39 3351282864

Gli Angeli dello sterminio

Un nuovo Testori nell’Universale Feltrinelli: sono stati ripubblicati “Gli Angeli dello sterminio”, uscito nel 1992. L’edizione è arricchita da un’introduzione di Walter Siti, “L’Apocalisse e il magone”. Qui potete leggerne le prime righe.

«C’è qualcosa di consolatorio nelle visioni apocalittiche: criticare la Storia punto per punto non concede pace, mentre immaginarla travolta in una universale e definitiva resa dei conti pone termine alle inquietudini -è finita nel peggiore (o nel migliore) dei modi, ma insomma è finita. L’ultimo Testori si abbandona a questa facilità, cerca continuamente le vette e gli abissi; ora è vero che non si può precipitare da un marciapiede, che è vero che se uno si butta continuamente nei burroni, be’, vien voglia di pensare che quei burroni siano finti. Troppa sublimità, troppi deliri – e quel balbettio informe, quella lingua inventata e teatrale, quelle storie che non decollano; non nego che mi irrita, fiuto la furberia; su, gli direi, racconta quel che devi raccontare e smettila coi giochini. Ma l’irritazione non mi soddisfa, torno a leggere e rileggere il testo: dentro c’è una necessità sconosciuta agli sperimentalismi un tanto al chilo, forse Testori mi aspetta oltre la barriera. Per essere apocalittici bisogna averne il diritto, e magari lui ce l’ha»

People of San Berillo e Senegal/Sicily

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L’EVENTO
Un cortometraggio e una mostra fotografica di Giovanni Hänninen / Alberto Amoretti, ospitati in un appartamento ALER in Piazzale Selinunte a Milano e nelle vetrine delle associazioni del quartiere, per riflettere sull’esperienza di casa vissuta in Europa e Africa, in collaborazione con Josef and Anni Albers Foundation. In occasione della mostra Appocundria a Casa Testori, a cura di Marta Cereda.

Piazzale Selinunte 4
3 – 9 giugno, People of San Berillo
6 giugno dalle ore 16.30: Proiezione del documentario in un appartamento delle case Aler,
messo a disposizione dal fotografo Enrico Pani.
dalle 17.00: incontro con gli autori all’interno del Laboratorio di quartiere San Siro  (Piazzale Selinunte 4)
a seguire aperitivo offerto dal Laboratorio di quartiere San Siro 

Per prenotazioni : francescaponzini@casatestori.it o all’interno del Laboratorio
ingresso gratuito

IL PROGETTO
Il progetto fotografico People of San Berillo di Giovanni Hänninen e la serie di corti video-documentari Senegal/Sicily creata da Alberto Amoretti e Giovanni Hänninen sono due progetti nati con l’obiettivo comune di affrontare i diversi aspetti della migrazione clandestina nella società africana e in quella occidentale.

Nella serie fotografica, l’obiettivo di Hänninen restituisce dignità ai migranti – spesso considerati solo come numeri e flussi – con un ritratto collettivo della società da cui provengono. L’ispirazione di questo progetto nasce dal lavoro del fotografo tedesco August Sander (People of the Twentieth Century) che negli anni Venti realizzò una serie di ritratti a persone comuni per un catalogo dei ruoli della società tedesca poco prima dell’ascesa del nazismo.

Senegal/Sicily è una serie di corti video-documentari sul tema della migrazione tra il Senegal e la Sicilia, nata dalla collaborazione di Alberto Amoretti e Giovanni Hänninen con The Josef and Anni Albers Foundation e la Ong Le Korsa. Lo scopo con cui è stata realizzata è duplice: creare consapevolezza in Europa e in America sui pensieri, i sogni e le esperienze dei migranti e delle loro famiglie rimaste in Senegal e, allo stesso tempo, portare ai giovani della regione di Tambacounda un resoconto sincero dei rischi del viaggio e di cosa accade in Europa alle persone che sono riuscite ad arrivare.
I corti Senegal/Sicily hanno trovato il loro primo pubblico anche con le proiezioni itineranti fra le scuole e i villaggi di Tambacounda. Massamba, dello staff della Ong Le Korsa, periodicamente raggiunge le aree più remote della regione, portando con sé un proiettore per allestire cinema estemporanei e portare testimonianze e informazioni su cosa sia la migrazione.
Il primo documentario della serie che verrà proiettato in piazza Selinunte è un dialogo tra una madre, Aisadou, che parla dal suo villaggio nella parte orientale del Senegal, e suo figlio Alpha, in Sicilia, ha lasciato la casa per trovare un futuro migliore. Aisadou vive a Sinthian, un villaggio nella regione di Tambacounda, uno dei più poveri del Senegal. Qui è dove la Fondazione Josef e Anni Albers ha costruito Thread, un centro culturale e residenza di artisti. Alpha vive a Mazzarino, una piccola città nel centro della Sicilia. Madre e figlio parlano delle loro speranze e dei loro rimpianti; Aisadou parla delle preoccupazioni di ogni madre e Alpha riguardo alle difficoltà che ha dovuto affrontare.

Le amanti del Testori

Di e con Gianna Coletti

Al pianoforte Giuseppe di Benedetto
Regia di Roberto Recchia
Fotografia e grafica Sergio Bertani
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Con questo spettacolo di teatro canzone, Gianna Coletti porta in scena tre figure femminili tratte da “I segreti di Milano” di Giovanni Testori: La Maria Brasca, L’Arialda, e La Gilda del Mac Mahon.

Donne semplici, dalla parlata schietta, tagliente, che urlano la loro voglia d’amore travolgente. Donne costantemente in bilico tra drammi e ironia. Donne degli anni Cinquanta, eppure così vicine a noi.
Le canzoni di Fiorenzo Carpi, Gino Negri, cuciono le storie delle nostre amanti, sullo sfondo di una Milano ancora circondata dai prati, le famose “camporelle”, dove si consumano passioni dense di tormento ed estasi.
Passioni da cui scaturisce la Vita.
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Venerdì 24 maggio – Ore 20:30
Sabato 25 maggio – Ore 19:30

SPAZIO BANTERLE
Largo Corsia dei Servi, 4
Milano

Prezzi biglietti:
12€ intero
7€ ridotto (under 35, over 65, convenzionati e studenti di teatro)