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TESTORI 99


SABATO 14 e DOMENICA 15 MAGGIO 2022

Il 12 maggio 1923 nasceva Giovanni Testori. A 99 anni dalla nascita, proponiamo un weekend interamente dedicato al padrone di casa, alle ultime scoperte dall’archivio, ai nuovi studi e tante novità.
Un weekend di scoperte e di festa alla vigilia del centenario del 2023.

IL PROGRAMMA:

SABATO 14 MAGGIO
A partire dalle 16.00


Giovanni Renzi, Università degli Studi di Milano
Quando il Fabbricone doveva diventare un film
La sceneggiatura ritrovata di Giorgio Bassani e Mario Soldati per portare Il Fabbricone sul grande schermo.

Monica Di Matteo, Università Cattolica di Milano
“L’avanguardia nella rete del potere” 
Dibattiti e (furiose) polemiche attorno ad un articolo di Testori pubblicato sul Corriere della Sera il 4 dicembre 1977.

Nicolò Rossi, Scuola Normale di Pisa
“Paris-Nuà”. Arthur Rimbaud e Paul Verlaine tradotti in milanese
Un inedito sorprendente ritrovato tra le carte testoriane. Due grandi passioni portate tra le mura di casa. Le poesie verranno lette dall’attrice Emanuela Villagrossi

DOMENICA 15 MAGGIO
dalle ore 16.00

Alice Boltri, Archivio Giovanni Testori
Un nuovo sito per Testori
Presentazione di giovannitestori.it: uno strumento fondamentale per conoscere, scoprire e studiare Testori. Un archivio completo, dagli scritti ai dipinti, dal teatro alle lettere, alle interviste. Aperto e consultabile da tutti. 

Ore 17,00
Un Pugile in rosso per Casa Testori
Presentazione del grande dipinto donato da Carlo Alberto Carutti (1923-1922).

Indovina chi ci guarda dal terrazzo?
Inaugurazione del ritratto-scultura di Testori, donato da T-yong Chung.

Pomeriggio con merenda

CATALOGO APERTO, STUPIRSI CON L’ARTE SENZA LIMITI DI ETÀ

Una serie di workshop speciali per adulti, pensati in collaborazione con 4 artisti che sono stati ospiti a Casa Testori, delle “matinée” di creatività dove l’unica richiesta è il desiderio di stupirsi, la disponibilità a mettersi in gioco, la libertà di uscire dagli schemi più consueti. Gli artisti Matteo Negri, Gianriccardo Piccoli, Gosia Turzeniecka e Alessandro Verdi hanno regalato a Casa Testori 4 laboratori, che verranno realizzati sotto la guida dei Servizi Educativi della Casa, perché tutti possano costruire la propria opera d’arte.

“Come finestre”: il laboratorio donato da Matteo Negri
Mercoledì 18 maggio, ore 10.30
L’arte può aiutare e vedere le cose da punti di vista differenti. Il lavoro di Matteo Negri ci accompagna a una visione nuova e coloratissima di ciò che ci circonda. Creeremo opere prêt-à-porter che possano essere sempre la nostra finestra sul mondo.

“Nel segno del nero”: il laboratorio donato da Gianriccardo Piccoli
Mercoledì 25 maggio, ore 10.30
Le opere di Gianriccardo Piccoli, nate nel periodo del lockdown, ci aiutano ad aprire gli occhi e a vedere, anche quando tutto sembra scuro, nero e vuoto. Ci sono infinite sfumature di nero, abituando l’occhio e la mano potremo così imparare una nuova strada per conoscere ciò che ci circonda.

“Inventario sentimentale”: il laboratorio donato da Alessandro Verdi
Mercoledì 1 giugno, ore 10.30
Incontrare e raccontare, raccogliere e ricomporre, sono tante le azioni di Alessandro Verdi nelle sue opere. Tanti i pensieri che contribuiscono alla gestazione dei suoi lavori, tante le tecniche che lo aiutano a realizzarli. Seguendo, in un viaggio pur personale, il suo racconto iniziamo a scrivere il nostro.

“Paesaggi tascabili”: il laboratorio donato da Gosia Turzeniecka
Mercoledì 8 giugno, ore 10.30
Gosia Turzeniecka ridisegna il mondo con un tratto davvero essenziale, lavorando sul macro e sul micro formato. Le bastano poche linee. Lavoriamo come lei per levare, o meglio, per individuare cosa è necessario tenere in un racconto, fino a chiudere un paesaggio nella nostra tasca.

La durata è di 120 min. circa. Il costo a persona di 20€ comprende la presenza di un educatore per l’attività e tutti i materiali necessari. Il laboratorio si attiva con un minimo di 10 iscritti e viene confermato entro 2 gg prima. 

Per iscrizioni e informazioni contattare scoprire@casatestori.it o chiamare al 351 6248544.

Pasolini e Testori – Un focus tra due centenari

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Un nuovo allestimento Pasoliniano al piano di sopra
a cura di Davide Dall’Ombra

“Con Pasolini ho avuto occasione di parlare solo due volte… Le parole furono poche ma bastarono a farci scontrare. Probabilmente la causa era nel breve limite che divideva le nostre esperienze; ma che, trovandoci uno di fronte all’altro, diventava di colpo un precipizio. Da allora, anche se capitava che ci incontrassimo, era come se non ci conoscessimo. Neppure un saluto. Tuttavia nessuna inimicizia. Una sorta di silenzio grave e rispettoso ci faceva riconoscere ben oltre le convenienze; come se, tacitamente, avessimo deciso che il limite restasse limite e il precipizio ce lo consumassimo ognuno di noi, nei nostri diversi modi, senza farcelo reciprocamente esplodere davanti.
Giovanni Testori, 1979

Quando nel 2012 andò in scena a Novate la mostra “Pasolini a Casa Testori”, mettemmo in fila per uno scritto in catalogo i punti in comune tra questi due straordinari intellettuali del Novecento. Anche solo limitandosi a riscontri oggettivi, l’elenco risultò inaspettatamente ricco. Oggi, nel bel mezzo del centenario della nascita di Pasolini (1922-1975), che terminerà con l’inizio del centenario di Giovanni Testori (1923-1993), Casa Testori sgrana il rosario di questi punti di contatto che, in questi dieci anni, si sono arricchiti di importanti conferme e messe a fuoco, dando conto di quanto fosse breve “quel limite” che divideva le loro esperienze e di quanto fosse inevitabile un percorso parallelo. Nella stanza grande del percorso testoriano al primo piano, viene allestito così un atlante visivo in 26 episodi, che si conclude con lo straordinario video in cui Sandro Lombardi legge il ricordo di Testori scritto per la morte di Pasolini e pubblicato su “l’Espresso”. Parole strazianti e infinite, a sigillo di una consonanza non formale o intellettuale, ma d’anima e carne.

Il “terremoto” Donatello. S2.Ep.8


«Il “terremoto” Donatello è stato così violento da determinare ripetute scosse di assestamento, e per una fitta serie di generazioni cominciata poco dopo il suo esordio di ventenne (1406)». È quanto scrive Francesco Caglioti, curatore della grande mostra su Donatello, appena aperta nella doppia sede di Palazzo Strozzi e del Museo del Bargello a Firenze. Questa sera ne parleremo con Arturo Galansino e Paola D’Agostino, direttori delle due istituzioni che hanno organizzato questa mostra davvero imperdibile, con oltre 50 opere dell’artista. In cosa consiste il “terremoto” provocato da Donatello? Essenzialmente in un’energia umana del tutto inedita che pervade e invade le opere. Lo testimoniano una delle presenze più sorprendenti in mostra, le due Porte della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo. Per comporre le scene sui battenti Donatello ricorre ad uno schema delle porte medievali, con una sequenza di riquadri. Ma all’interno di quella gabbia arcaica immette un’energia esplosiva. Come ha scritto il curatore, «Donatello plasmò i venti riquadri nei quali altrettante coppie di santi, campite su fondi neutri, si affrontano e disputano nei modi più diversi, partoriti da un’inventiva scatenata». In una delle due porte rappresenta gli apostoli, sempre a coppie. Sono scene concitate, dove i santi sono immaginati in pose quasi scomposte, nel pieno di discussioni appassionate. Si guardano frontalmente, come se fossero su un ring (non per niente su queste opere si consumò la rottura con Brunelleschi, che vide violati gli equilibri degli spazi da lui concepiti). Gli apostoli si confrontano a viso aperto, su quello che hanno visto e sperimentato. Hanno il cuore infiammato da ciò che hanno vissuto. Donatello non media, non li riporta alle “buone maniere”. Anzi, lui stesso si infiamma e infiamma anche noi, a quasi sei secoli di distanza.

Ne avremo conferma dalla poesia che Giovanni Testori aveva dedicato alla Maddalena orante di Donatello, che sarà letta da Federica Fracassi: il suo è un graditissimo ritorno ai Lunedì di Casa Testori.

La conclusione della puntata sarà come sempre dedicata alla “Testoripedia”, con Stefano Bruzzese che introdurrà la Traduzione della Prima Lettera ai Corinti, pubblicata nel 1991.

Appuntamento lunedì 4 aprile ore 21.15 su Facebook e YouTube

SEGNI DI ME. Il corpo, un palcoscenico


LUNEDÌ 18 APRILE APERTA DALLE 14.30 alle 19.30

Opere di: Margaux Bricler, Binta Diaw, Zehra Doğan, Iva Lulashi, 
Giorgia Ohanesian Nardin, Iman Salem
In dialogo con: Carol Rama e Giovanni Testori
A cura di: Rischa Paterlini con Giuseppe Frangi

CASA TESTORI, dal 2 aprile al 25 giugno 2022

Progetto grafico: CH RO MO/Roberto Montani. 
Fotografie: Michele Alberto Sereni

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LA MOSTRA
Dopo l’esperienza della mostra “Libere Tutte” del 2019, Casa Testori continua il percorso dedicato a quella che Lea Vergine aveva ribattezzato “l’altra metà dell’arte” e aggiunge un tassello alla storia scritta da molte artiste femministe sul finire degli anni ‘60 affrontando con più radicalità temi legati al corpo e all’entità.

SEGNI DI ME. Il corpo, un palcoscenico” presenta sei giovani personalità artistiche nate tra il 1985 e il 1995, chiamate a relazionarsi con una grande figura del recente passato, Carol Rama. Al centro dei loro lavori c’è la relazione con il corpo che diventa terreno proprio dell’espressione artistica. Nelle stanze di Casa Testori entrano opere potenti e talvolta provocatorie che insistono su esperienze soggettive, criticando la dolorosa eredità del sessismo, della violenza e di altre strutture di potere della cultura contemporanea. Sono lavori che forniscono nuove e preziose intuizioni sia sull’arte storica che su quella contemporanea. La mostra è concepita come fosse una pièce teatrale, grazie all’aiuto di una vasta gamma di mezzi tra cui dipinti, sculture, performance, disegni e fotografie. Un ottavo protagonista entra poi in scena, il padrone di casa Giovanni Testori, con una serie di grandi disegni della metà degli anni ‘70 che hanno per soggetto il corpo femminile.

A cura di Rischa Paterlini con Giuseppe Frangi, la mostra porta nelle stanze della dimora di Novate Milanese oltre a Carol Rama e Giovanni Testori, le opere di Margaux Bricler, Binta Diaw, Zehra Doğan, Iva Lulashi, Giorgia Ohanesian Nardin, Iman Salem.

Intrecciando l’erotismo della pittura di Iva Lulashi, la sensualità delle fotografie di Binta Diaw, le deformate figure di Zehra Doğan, le sculture o sfingi di Margaux Bricler, figure animalesche, femminili e demoniache, la lunga performance dal vivo di Giorgi Ohanesian Nardin a e le fotografie di Iman Salem, con le opere storiche di Carol Rama e di Giovanni Testori, la mostra mette in scena racconti in cui si mescolano carnalità e passione. Il corpo nell’essere rappresentato si oggettualizza: in tale meccanismo è insita la critica diretta non solo ai cliché visivi a cui siamo abituati, ma anche alle modalità di fruizione da essa generate. Le giovani personalità artistiche invitate, evidenziando l’impegno in chiave di rivendicazione del corpo e andando oltre l’eredità storica del femminismo, hanno sviluppato opere di grande intensità, generando un incontro-scontro che trova ulteriore riflessione laddove ogni elemento presente è frammento di corpo su un palcoscenico vuoto. Questi frammenti di opere-corpo permettono di ottenere equilibri di notevole intensità formale ed estetica molto coinvolgenti per i visitatori.

La mostra è nata dalla suggestione delle parole impresse sull’invito che, nel 1995, l’artista afro-americana Kara Walker realizzò per la sua prima personale a New York alla galleria Wooster Gardens/Brent Sikkema, “The High and Soft Laughter of the “Negress” Wenches at Night”, che recitavano così: «Non perdetevi l’incredibile “storia di carta” di una negra in schiavitù che narra la sua straordinaria fuga verso la libertà». Parole, queste, messe in relazione a quelle di un articolo che Giovanni Testori scrisse nel 1979 per la prima pagina del Corriere della Sera, “La vergogna dello stupro”: «Non vorremmo che, come va succedendo per altre vergogne e per altri delitti, a furia di parlarne, scriverne e discuterne, senza mai assumere la responsabilità di un gesto, si finisse, insomma, per abituare l’uomo a ciò che non è umano. L’abitudine a tutto è uno dei rischi più grandi che l’uomo sta correndo; ad esso sta inducendolo la spinta negativa che vuol ridurlo a “cosa”. Ora il punto d’arrivo di questo rischio non potrà essere una nuova coscienza, ma il buio e la notte che s’aprono sulla coscienza eliminata o distrutta».

Progetto
Le stanze al piano terra di Casa Testori sono dedicate a opere site-specific di Margaux Bricler, Binta Diaw, Zehra Doğan e Iva Lulashi. Per l’inaugurazione Giorgia Ohanesian Nardin con Iman Salem daranno vita a una performance che sarà documentata in mostra dagli scatti fotografici live realizzati da Iman Salem. Alle pareti del grande salone, un omaggio all’artista Carol Rama il cui lavoro si è dimostrato prezioso riferimento per molte artiste contemporanee, in particolare per la sua visione moderna della femminilità e per il suo modo di rappresentare, fin dagli anni Trenta, il proprio corpo, insofferente rispetto alle costrizioni e alle ipocrisie borghesi. Lavori intensi degli anni Sessanta che celebrano un’identità raffinata e animalesca insieme, e che hanno anticipato un nuovo sentire: materiali come gomme, occhi di vetro, pelli, peli e unghie sono elementi che ricorrono in queste sue opere, vere messe in scena della propria identità.

I miei lavori – disse l’artista nel 1997 rispondendo a una domanda di Corrado Levi – piaceranno moltissimo a quelli che hanno sofferto, e che dalla sofferenza non hanno saputo cavarsela… perché avendo avuto una madre in clinica psichiatrica ed essendomi anch’io sentita bene in quell’ambiente lì… perché ho iniziato in quel modo lì ad esser con dei gesti e dei modi senza preparazione né culturale, né di etichetta… credo che tutti quanti ameranno di più quei gesti, perché sono gesti che, per delle ragioni che non oso dire, appartengono a tutti… perché la follia è vicina a tutti… e c’è assolutamente chi la nega… e chi la nega è soltanto un folle, malinconico, triste, inavvicinabile… perché è come la cultura; la cultura è un privilegio, che avrei potuto farlo anch’io… però mi sono sentita sempre più duttile al disegno, a un quadro, una storia, a una composizione.

Un ambiente al piano terra permetterà di guardare le opere solo dall’esterno, attraverso un foro. All’interno vengono presentati alcuni lavori che Giovanni Testori realizzò nel 1975 e che espose alla Galleria del Naviglio di Milano: grandi carte a grafite, con close up su soggetti anatomici femminili.  

La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione della Galleria del Ponte, Torino e Prometeogallery, Milano e grazie al sostegno di Banca Generali, Lazard e Art Defender

Catalogo con testi di: Corrado Levi, Giovanni Testori, Giuseppe Frangi, Rischa Paterlini, Marlene L. Müller     

 

La fabbrica del Rinascimento. S2.Ep14

Il prossimo lunedì di Casa Testori è dedicato alla mostra La Fabbrica del Rinascimento (fino al 18 aprile). Il sottotitolo, Processi creativi, mercato e produzione a Vicenza, ci avverte che quello che si può scoprire all’interno della straordinaria architettura della Basilica Palladiana è qualcosa di più della grandezza di quattro geni operanti nella città veneta nella seconda metà del Cinquecento: l’architetto Andrea Palladio, i pittori Veronese e JacopoBassano e lo scultore Alessandro Vittoria, dei quali non mancano certo i capolavori in mostra. L’intento è far entrare il visitatore nei meccanismi creativi dell’arte, tra bottega e maestro, tra committenza e genio artistico, tra derivazione e omaggio al passato, fino al valore delle opere. Il Rinascimento vicentino diventa un caso studio, come si direbbe oggi, per capire quanto costava un’opera d’arte, grazie a un parametro comune, il prezzo di un maiale di mezza taglia, termine di paragone economico con cui scoprire che un arazzo poteva valere decine di volte di più di un quadro d’autore. Entreremo in questo mondo inaspettato con i tre curatori della mostra: Guido Beltramini, direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Davide Gasparotto, Senior Curator del Getty Museum di Los Angeles, Mattia Vinco, ricercatore all’Università di Trento, introdotti dall’architetto Antonio Ravalli, che ha vinto la sfida di allestire il percorso nel ventre del gioiello palladiano.
Infine, per il consueto appuntamento con la “Testoripedia”Stefano Bruzzese presenterà “Romanino e Moretto alla Cappella del Sacramento”, del 1975.

La grande Maria Lai. S2.Ep13

È un’artista che sta conoscendo una straordinaria popolarità, come dimostra il sorprendente afflusso di visitatori per la mostra proposta dalla galleria milanese M77 e che ha portato alla decisione di una proroga dell’apertura a tutto marzo. “Il tempo dell’incalcolabile”, progetto espositivo curato ed ideato per gli spazi della galleria da Alberto Salvadori. Il progetto prende vita da “Cuore mio”, un racconto di Salvatore Cambosu, scrittore al quale Maria Lai era estremamente legata. Protagonista del racconto è un personaggio, Maria Pietra, alla quale l’artista ha dedicato una serie di emozionanti lavori che accompagnano la narrazione. La mostra presenta anche un’altra installazione di grande importanza: per la prima volta sono state esposte tutte le opere frutto degli interventi pittorici di Maria Lai sugli scatti di Piero Berengo Gardin che ritraggono momenti salienti della sua celebre e fondamentale opera pubblica “Legarsi alla montagna”. L’azione avvenuta nel 1981 che unì la popolazione di Ulassai ed ogni casa con il Monte Gedili che incombe sopra il paese. Per i “Lunedì di Casa Testori” avremo con noi Alberto Salvadori, curatore della mostra, Maria Sofia Pisu, erede di Maria Lai e presidente dell’Archivio, e Giuseppe Lezzi, direttore della Galleria M77.  

Per il consueto appuntamento con la “Testoripedia” Laura Pernice, Per il consueto appuntamento con la “Testoripedia” Laura Pernice, ricercatrice all’Università degli studi di Catania, presenterà il “Macbetto”, opera teatrale del 1974.., presenterà il “Macbetto”, opera teatrale del 1974.

On the Wall. S2.Ep12

La pittura lingua viva

Siamo ormai troppo lontani dagli anni della “pittura lingua morta”, la sentenza proclamata dalla critica di fronte all’inevitabilità del Concettuale e anche il colpo di reni della pittura che si registrò in Italia, dalla Transavanguardia in avanti, risale ormai a quarant’anni fa. Eppure, non è mai tardi per i carotaggi, per domandarsi a che punto siamo con la pittura figurativa affermata a livello internazionale oggi. Naturalmente sono mostre allestibili in diversa scala e che si reggono sulla firma di chi si fa carico della scelta. In questo caso siamo di fronte a un critico come Demetrio Paparoni, che in questo ambito non ha certo bisogno di ulteriori accrediti, dopo le curatele internazionali e le recenti mostre alla Fondazione Stelline. Lunedì prossimo dedichiamo perciò la puntata alla mostra On the Wall, che Paparoni ha curato alla Galleria Building di Milano (fino al 19 marzo) in cui propone dipinti, spesso imponenti, di Paola Angelini, Rafael Megall, Justin Mortimer, Nicola Samorì, Vibeke Slyngstad e Ruprecht von Kaufmann. Oltre quaranta opere disposte sui quattro piani della galleria, accumunante non solo dal figurativo, ma da una ricerca tecnica posta al centro dell’esperienza artistica. Con noi, oltre al curatore, saranno presenti i due artisti italiani, Paola Angelini e Nicola Samorì, che ci sveleranno genesi e intenti delle loro opere in mostra. Un’occasione da non perdere per scoprire ancora una volta la centralità del processo nella conoscenza di ciò che guardiamo, all’altezza di quello che ci farà accadere l’incontro con l’opera.

CATALOGO APERTO. DIDATTICA VIVA.

Tutti i bambini sono artisti. 
Il problema è come rimanere un artista quando si cresce.

– Pablo Picasso

Casa Testori vuole essere un luogo vivo e aperto, capace di accogliere davvero come una “casa aperta” chiunque voglia entrare, con una didattica sempre in dialogo e in divenire. Nasce per questo un nuovo catalogo per l’offerta didattica di Casa Testori, un catalogo vivo – perché in continua evoluzione, per una didattica aperta – che richiede la partecipazione di diversi attori in gioco.

La prima modalità cara ai nostri servizi educativi è quella dell’incontro, quell’esperienza comune tra educatore e visitatore che riaccade tutte le volte che la partecipazione del visitatore è attiva e nonsolamente passiva, è un dialogo, è una compagnia di sguardo davanti all’opera d’arte.

Ci siamo impegnati a strutturare inoltre nel tempo un “catalogo aperto” di attività laboratoriali che si inseriscono nel più ampio programma di accessibilità avviato da Casa Testori e dal suo dipartimento didattico in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Ambarabart, per valorizzare la vocazione sociale della casa e tenere viva la straordinaria apertura mentale e culturale del suo proprietario. Gli artisti che sono passati o che passeranno da Casa Testori saranno invitati a “donare un laboratorio”, una traccia di lavoro che bambini, ragazzi, adulti, potranno svolgere con i Servizi Educativi e in alcuni casi alla presenza dell’artista stesso.

Sarà quindi possibile a gruppi di adulti classi di qualsiasi tipologia ed età attingere a questocatalogo scritto con gli artisti che lo desidereranno, realizzare – seguendo le loro istruzioni eaccompagnati dai nostri educatori – un’opera che sarà a doppia firma: quella dell’artista e quella di chi vorrà mettersi in gioco con noi.

La prima edizione di “Catalogo aperto. Didattica viva” vede coinvolti i seguenti artisti: Matteo Negri, Gianriccardo PiccoliGosia TurzenieckaAlessandro Verdi.

Tutti i laboratori sono stati pensati nel 2022 in occasione della creazione di questa prima edizione del catalogo. Ogni appuntamento, prenotabile secondo le esigenze dei gruppi, sarà introdotto da un breve video di dialogo con l’artista, volto a comprendere il suo processo creativo, a scoprire intenzioni, a conoscere materiali, a dialogare circa lo scopo dell’opera d’arte…

Un progetto di Francesca Ponzini, Responsabile Servizi Educativi di Casa Testori e Maria Elisa Le Donne, Ambarabart Aps, Servizio didattico ufficiale per Casa Testori.

Per informazioni e prenotazioni 351 6248544
scoprire@casatestori.it

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CATALOGO APERTO_cs_Piccoli5
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CATALOGO APERTO_cs_Verdi1
CATALOGO APERTO_cs_Verdi3
CATALOGO APERTO_cs_Verdi4
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CASA TESTORI IN INGLESE

Al fine di renderlo fruibile anche a livello internazionale, abbiamo realizzato una versione inglese del nostro sito web!

La traduzione ha interessato principalmente quelle pagine che raccontano la storia della Casa, che descrivono le varie sfaccettature dell’Associazione, dallo storico delle iniziative organizzate, all’archivio e alla biblioteca d’arte, e, infine, quelle che tratteggiano la poliedrica figura di Giovanni Testori.

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