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Candidati al Servizio Civile

A CASA TESTORI, IN SCADENZA L’8 FEBBRAIO

Il 2021 sul quale ci siamo appena affacciati ci attende con tanti progetti e iniziative, non vogliamo fermarci, pur nelle difficoltà e restrizioni. Casa Testori dunque cresce, e desidera crescere sempre di più.

È per questa ragione che abbiamo aderito al Servizio Civile.

Se sei un under 35 puoi candidarti per l’attivazione del Servizio Civile presso Casa Testori, con  un programma dedicato alla didattica sotto la guida della nostra Francesca Ponzini della durata di 12 mesi, da aprile 2021 a marzo 2022.

A questo link il bando, in scadenza l’8 febbraio 2021: https://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/selezione-volontari/bandoord_2020.aspx

Qui, la domanda di iscrizione (è necessario lo SPID): https://domandaonline.serviziocivile.it

Questo invece il programma specifico di Casa Testori: https://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/scegli-progetto-italia/dettaglio-progetto.aspx?IdBando=18919&Settore=Educazione+e+promozione+culturale,+paesaggistica,+ambientale,+del+turismo+sostenibile+e+sociale+e+dello+sport&TitoloProgetto=SEMI+DI+CULTURA.+NUOVE+RADICI+PER+GLI+ADULTI+CHE+VERRANNO+&Comune=NOVATE+MILANESE&IdGazzetta=59&CodiceSede=189171

Per qualsiasi domanda potete contattare la referente Francesca Ponzini (francescaponzini@casatestori.t)

L’occhio trepido e intrepido di Pinin Brambilla

La parola è dura: ma è ben necessario usarla. L’Ultima Cena su cui si è scritto, in trascritto, sovrascritto, sognato, delirato e inventato non è che la parodia non voluta, epperò viva via realizzata dagli uomini e dal tempo, di ciò che Leonardo, in verità aveva dipinto e creato. E noi, ora; ora che l’intelligenza e il fermo coraggio di Carlo Bertelli, dopo ani di studi, han deciso di finalmente togliere di mezzo parodie e menzogne; ora che l’occhio acutissimo, trepido e intrepido, lucido e innamorato, di Pinin Brambilla Barcilon ha preso l’impegno di restituire al mondo la verità circa il dipinto più simile a una sindone che si conosca; ora, dicevo, anche noi possiamo dare una spiegazione, meno irritata e irritante, soprattutto meno maldestramente psicologica del perché usassimo frequentare così poco quel capolavoro. 

Non era la polemica del lombardo che ci teneva lontani dalla grande parete; grande, consunta, appestata, ma soprattutto impiastricciata, ridipinta e rifatta. Era quella parodia, era quella menzogna, che, stendendovisi sopra, si mettevan di mezzo tra ciò che speravamo sempre di scoprire e ciò su cui i nostri occhi eran costretti, ogni volta, a scendere e sostare. Fascinazioni, incanti, rapine psicologiche, allarmati segnali, premonizione di martirio, divina certezza e pace, presentimento d’uno vino che si fa sangue e d’un pane che si fa carne, composizione, tremar di materie, silenti viraggi di luce, sforamento di una prospettiva che ci si diceva esser nuova, anzi nuovissima; tutto questo, e ben altro,  ci sembrava contraddetto o, peggio ancora, negato dall’enorme pappa verdastra che ormai non era neppur più “abbagliata”; e che adesso sappiamo con esattezza essere la somma del seicento che si sovrappose al cinque, del sette che si sovrappose al sei, dell’otto che si sovrappose al sette, e così via […]

Innanzitutto, ciò che il restauro va rivelando è che tutto, qui, nasce, cresce e lentamente riaffonda in lei, la luce; che è di meriggio, ma anche di primissima alba. Quanto all’ombra, non più di impiastri di finte brume si tratta, bensì di una levità anch’essa trasparente che, tra imperio e carezze, tra intelletto e seduzioni di carne, il colore depone su altro colore. E il colore, dal primo strato a tutti i successivi, trova sempre per sé lo splendore di una pietra; pietra regale e quotidiana; rinvenuta lì e, nello stesso tempo, lì esistente da sempre.

Davvero crediamo che questo ora in atto sia il restauro più attivamente rivoluzionario che fini qui si sia tentato; senza nulla togliere ai meriti dei molti preclari predecessori della Pinin Brambilla, la cui umiltà, davanti alla suprema parete, è pari solo alla strenua, accanita, infaticabile volontà. Lei sa, è ben certo, che sta giocando la carta massima della sua carriera; ma è la carta attraverso cui l’opera più distrutta e più celebrata del mondo può essere davvero restituita al mondo, in ciò che di lei davvero rimane. E quanto rimane è tale da mutar faccia a tutti i giudizi e a tutti i pregiudizi. E’ probabile che, dopo questo restauro, molto della storia dell’arte dovrà essere riscritto; soprattutto per quanto riguarda i maestri, sommi magari come Leonardo, che l’opera ebbero a vedere per intero (o quasi), così come noi, da qui in avanti, potremo via via vederla e scoprirla, seppure a pezzi. Epperò quei pezzi, quei lacerti, quei frammenti, talvolta brevi come un’unghia o come il dorso d’una coccinella, che capacità di legarsi hanno mai tra di loro! 

(da “Il Cenacolo restaurato svela il nuovo Leonardo”, Il Corriere della Sera, 24 luglio, 1982)

For 24h CALL ME POET! Let’s meet on the horizon

di Nina Carini
Performance (virtual room)
Dal 15 dicembre 2020 dalle ore 12.00 al 16 dicembre alle ore 12.00

Casa Testori e Casa degli Artisti ospiteranno a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020 For 24h CALL ME POET! Let’s meet on the horizon di Nina Carini, performance di ventiquattro ore accessibile tramite piattaforma virtuale, in cui l’artista accoglierà esponenti del mondo della cultura e delle arti chiamati a leggere poesie.

Parola e suono, poesia e musica, pensiero e bellezza: è una chiamata alle arti quella che l’artista Nina Carini metterà in scena il 15 dicembre 2020, una performance non stop di ventiquattro ore per creare un incontro (virtuale) che possa portare una sensazione di unione e lasciare una traccia di bellezza nel nostro pensiero. For 24h CALL ME POET! Let’s meet on the horizon è una performance di 24 ore in cui Nina Carini chiama persone del mondo della cultura (tutte le arti sono invitate a partecipare) a intervenire leggendo poesie. La chiamata parte da due luoghi in cui l’arte predomina su tutto perché, afferma l’artista “c’era bisogno di luoghi intimi che facessero da contenitore e due istituzioni hanno accettato di ospitarmi: Casa Testori e Casa degli Artisti. Io sarò fisicamente a Casa Testori di giorno e a Casa degli Artisti di notte, ma una piattaforma virtuale permetterà l’incontro e il contatto con il mondo esterno. 24h è un giorno, è il momento che stiamo vivendo, il nostro presente e non deve sfuggirci. L’incontro vuole diventare un segno all’interno di questo caotico presente, come una virgola all’interno di un testo”.

Intellettuali, poeti, filosofi, artisti di ogni campo ma anche il pubblico sono invitati a partecipare per manifestare il proprio stato d’animo in questo momento straordinario della nostra esistenza. “Ogni ospite, scegliendo la poesia da leggere, condividerà il suo pensiero emotivo – sottolinea Nina Carini – La poesia è una forma d’arte che trasporta altrove e parla d’infinito. Ecco perché l’accenno all’idea di orizzonte nel titolo. Nelle nostre case è mancata e manca tutt’ora l’immagine di questa linea senza fine, ma la natura dell’uomo è in rapporto con l’infinito, perché il finito non basta e oggi più che mai spaventa”.

L’idea si forma dalla lettura di una poesia di W. Szymborskadal titolo Disattenzione, che in alcuni versi recita:

A scandire i versi e le voci dei partecipanti ci saranno Luca Maria Baldini e Alessandro Sambini, due bravissimi sound designers che per l’occasione proporranno musica inedita appositamente prodotta. Un flusso di suoni e parole, versi e silenzio per segnare 24 ore di un giorno in un anno in cui il pensiero di ognuno si collega a quello di tutti per incontrarsi e riflettere attraverso le parole che ciascuno sceglierà di condividere con gli altri.

La performance inizierà il giorno 15 dicembre alle ore 12.00 a Casa Testori e finirà alle ore 12.00 del giorno 16 dicembre a Casa degli Artisti.

Per partecipare inviare una mail a info@for24hcallmepoet.com
Info: www.for24hcallmepoet.com

Uffici Stampa 

Casa Testori: Maria Grazia Vernuccio, Tel. 335.1282864 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Casa degli Artisti: Silvia Cataudella, silvia@paolamanfredi.com

Nina Carini – bio
Nina Carini nasce a Palermo nel 1984. Ha frequentato l’Accademia Cignaroli di Verona, dove ha conseguito la laurea triennale e quindi l’Ecole nationale supérieure des beaux-arts de Lyon e l’Accademia di Brera di Milano, dove ha ottenuto la laurea specialistica.
Ha mosso i suoi primi passi in ambito pittorico, per superare rapidamente la specificità dei singoli linguaggi e per reinventare il senso e lo scopo del medium, che di volta in volta ha utilizzato. Le sue non sono forme fisse nel tempo, chiuse in se stesse, varcano, anzi, i propri limiti. La sua ricerca oggi trova un particolare sviluppo nella performance e nel video. Le performance sono per lei forme d’indagine sperimentali, perché rappresentano la forma con cui tenta di dare risposta ai quesiti esistenziali che l’assillano.

Atti di JEST esposti in Meristà

Gli atti di JEST sono degli oggetti, delle installazioni e delle performance che l’artista Ilaria Turba ha creato per condividere con il pubblico l’esperienza di ricerca artistica nata dall’esplorazione del proprio archivio di famiglia. 

Presentiamo qui in anteprima 3 atti di JEST esposti nella mostra Meristà.

ATTO#3 TEMPESTA
Due immagini di due tempeste differenti, composte ciascuna da 200 frammenti rettangolari, sono sovrapposte. Durante il tempo della mostra le due immagini si dissolvono l’una nell’altra. I frammenti cadono a terra come portati via dal vento, in sottofondo il suono di una tempesta dall’artista Alessandro Bosetti. Al termine della mostra tutti i frammenti saranno caduti a terra, lasciando la parete bianca.


Di fronte all’installazione un’ampolla riflette l’immagine al contrario, alludendo all’immagine che si forma nella retina e alla piccola storia di ciascuno di noi che si riflette nella grande storia di tutti. 

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ATTO#4 KALEIDOSCOPE 
Il Kaleidoscope è un dispositivo di visione con due postazioni.  Il pubblico può inserire in questo grande caleidoscopio una fotografia e giocare con le riflessioni multiple che formano una nuova immagine. L’artista ha voluto installare questo dispositivo al primo piano di Casa Testori, dove si trovano la biblioteca d’arte e l’archivio del padrone di casa, mettendo a disposizione del visitatore una selezione d’immagini tratte dall’archivio della famiglia Testori.


ATTO #6 Lady T
Lady T è una macchina gira taumatropio, parola di origine greca che significa « girare delle meraviglie ». Il taumatropio è un gioco di epoca vittoriana ed è considerato l’antenato dell’animazione.


Girando la manovella di Lady T due immagini differenti e complementari si fondono, creando una terza immagine « impossibile » . Un gioco ottico che ha origine grazie alla persistenza della visione sulla retina.

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Casa Testori partecipa alla Giornata del Contemporaneo

Casa Testori partecipa alla Giornata del Contemporaneo promossa da AMACIAssociazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il rinnovato sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT e la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Sabato 5 dicembre dalla home page del sito di Casa Testori si potrà assistere a due eventi di approfondimento tratti dalla mostra “Meristà” curata da Giulia Zorzi, in corso nella dimora di Novate Milanese (che sarà possibile visitare nuovamente alla riapertura dei musei). I due progetti sono: L’Ouvert di Fatima Bianchi e Jest di Ilaria Turba, progetti che rispondono pienamente al tema della “community” a cui l’AMACI ha chiesto di far riferimento per questa edizione, oltre alla possibilità di essere fruibile anche sullo spazio digitale.

In collaborazione con FilmmakerFest 2020 – Festival Internazionale del Cinema – e Micamera, il film L’Ouvert di Fatima Bianchi sarà disponibile sulla piattaforma MyMovies. Nel film, l’opera più recente dell’artista, un gruppo di donne racconta la propria esperienza del parto evocato attraverso la memoria del corpo e il rito di passaggio rappresentato simbolicamente dall’apertura. Il corpo, la memoria e il racconto rimandano a un senso più profondo: il desiderio dell’essere umano di far parte di uno spazio infinito, assoluto. Una dimensione che trascende il tempo, in cui vita e morte si compenetrano. Come anche per gli altri suoi film (tra cui Notturno, presentato alla Biennale del Cinema di Venezia nel 2016 o Tyndall, già proiettato anche a Casa Testori) Fatima usa l’arte come risposta allo sviluppo naturale dei fatti della vita e L’Ouvert inizia a prendere forma con la sua gravidanza. Fatima si rifà ai racconti dell’antropologo James George Frazer (Il ramo d’oro. Studio sulla magia e la religione, 1915) e alle tradizioni popolari italiane e spagnole. Fin dalle prime scene una donna (che sussurra parole in una lingua straniera – sembra una lingua magica, in realtà è, non casualmente, spagnolo) apre porte, cassetti, mobili, oggetti. La nascita diventa uno stato mentale, qualcosa che apre all’altro e a infinite possibilità: è vissuta da una persona, ma appartiene a tutti. Non è maschile né femminile. Mentre le voci raccontano e si alternano a suoni, sullo schermo appaiono a intermittenza i rayogrammi degli oggetti: fotografie nate dal contatto diretto con la carta. 

Clicca sull’immagine per andare alla proiezione


JEST di Ilaria Turba, rappresentato da una selezione di Atti (Oggetti, performance e installazioni), è l’altro progetto selezionato per la Giornata del Contemporaneo di Casa Testori. JEST (che significa scherzo) è un corpo di lavoro che nasce dall’esplorazione dell’archivio fotografico della famiglia dell’autrice: cinque generazioni di immagini dal 1870 a oggi che Ilaria manipola e usa come punto di partenza per una ricerca visiva che si intreccia con altre discipline e altri media, assumendo forme diverse: oggetto, performance, dispositivo visivo… Un progetto istrionico che si trasforma e vive nello scambio attivo con lo spettatore e il contesto. Le fotografie originali sono spunti creativi, simili a porte magiche che aprono a mondi nuovi. JEST srotola le storie segrete a partire da due oggetti in relazione: una macchina da scrivere e un ventaglio mentre le opere attorno aprono scenari paralleli, invitando a osservare con attenzione alla ricerca di dettagli, corrispondenze e storie. 

Clicca sull’immagine per scoprire gli Atti di JEST

Manifestazione promossa da
AMACI

Con il sostegno della
Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT

In collaborazione con il
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

I lunedì di Casa Testori


Le mostre non si possono vedere, ma intanto possono essere raccontate. Da lunedì 23 novembre Casa Testori lancia una proposta nuova: alle 21,15, in diretta facebook, ogni settimana parleremo di due esposizioni in corso, con artisti e curatori. Un modo per viverle, nell’attesa, speriamo breve, di vederle. I Lunedì di Casa Testori, prevedono anche una “perla” conclusiva: ogni settimana Federica Fracassi leggerà l’incipit di un libro di Giovanni Testori.

Tutte le puntate si possono vedere sul nostro canale YouTube

POROSSIMO INCONTRO
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Puntata 9, lunedì 25 gennaio ore 21.15

Ore 21.15: tappa a Varese, a Villa Panza per una doppia occasione: Il nuovo allestimento della Collezione Panza a 10 anni dalla morte del collezionista, e la presentazione del doppio volume dedicato alla stessa Collezione. Ne parleranno Anna Bernardini, direttore Fai, Villa e Collezione Panza e Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, che dal 2000 ha avuto in donazione questo straordinario “tempio” dell’arte contemporanea.

Ore 21.35: si parlerà di un grande protagonista del sistema artistico del secolo scorso, il gallerista Alexander Iolas. A Iolas e ai suoi artisti è stata dedicata una mostra a Milano, alla Galleria di Tommaso Calabro, con un omaggio realizzato da Francesco Vezzoli. Ne parleremo con lo stesso Tommaso Calabro e con Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori: infatti nel 1975 Giovanni Testori aveva esposto un ciclo di grandi acrilici nella sede milanese della galleria di Iolas.

Ore 22.05: Gli “Incipit di Testori”: Federica Fracassi legge l’inizio del romanzo Gli Angeli dello sterminio

INCONTRI PASSATI
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Puntata 8, lunedì 11 gennaio ore 21.15

Ore 21.15 – Sabato 16 gennaio il teatro Franco Parenti festeggia i suoi 48 anni di vita. Li festeggia in modo rispettoso delle regole, ma con la volontà di dare un messaggio: un gruppo di spettatori potrà entrare in qualità di “comparse”. Ai Lunedì di Casa Testori Andrée Ruth Shammah spiega il significato di questa iniziativa e racconta il progetto di Radio Franco Parenti. 

Ore 21.35 – La Quadriennale di Roma è sempre un’occasione importante per fare il punto sullo stato delle arti figurative in Italia. L’edizione di quest’anno inaugurata il 30 ottobre scorso, ha un titolo molto indicativo: “Fuori”. È una rassegna che vuole superare le solite categorizzazioni e anche misurarsi con un “incommensurabile”, «a testimoniare il bisogno dell’arte di superare i confini di quanto è conosciuto per varcare la soglia dell’inimmaginabile». Al Lunedì di Casa Testori ne parleremo con i due curatori Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol e con uno dei 43 artisti chiamati ad esporre, Guglielmo Castelli.

Ore 22.05 – Il 2021 è l’anno centenario di un grande poeta milanese tanto amato da Testori, Carlo Porta. Per questo per I Lunedì di Casa Testori Federica Fracassi questa settimana legge un articolo pubblicato sul Corriere nel 1975, in occasione dell’uscita del Meridiano curato da Dante Isella. 

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Puntata 7, lunedì 4 gennaio ore 21.15

-ore 21.15: Omaggio a Giovanni Romano, con Giovanni Agosti e Davide Dall’Ombra..

-ore 21.40: “Ti Bergamo”, mostra alla Gamec di Bergamo, con Valentina Gervasoni, curatrice, e gli artisti Nicolò Massazza dei Masbedo, Tea Andreoletti e Meris Angioletti.

-ore 22.10: Gli “incipit di Testori”. Federica Fracassi legge l’inizio del “Martino Spanzotti”

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Puntata 6, lunedì 28 dicembre ore 21.15

-ore 21.15: “Lotto. L’inquietudine della realtà”, Lecco Palazzo delle Paure. Con Giovanni Valagussa, curatore, don Davide Milani promotore dell’iniziativa, Giovanni Frangi, artista.

-ore 21.35: “Assalto al Castello”: la mostra dei 14 artisti valdostani al Castello Gamba, con Davide Dall’Ombra, curatore, Viviana Maria Vallet, responsabile scientifico di Castello Gamba e gli artisti Marco Bettio, Riccardo Mantelli e Chicco Margaroli

-ore 22.00: Gli “Incipit di Testori”: Federica Fracassi legge l’inizio del romanzo La Cattedrale

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Puntata 5, lunedì 21 dicembre ore 21.15

-ore 21.15: “We Rise by Lifting Others, Palazzo Strozzi. Con l’artista Marinella Senatore e il curatore Arturo Galansino.

-ore 21.35: incontro con Andrea De Marchi, storico dell’arte, docente all’università di Firenze. De Marchi è titolare di un account Instagram di grande bellezza e utilità, che ora è diventato un’agenda per l’anno che verrà.

-ore 22.00: Incipit Testori: Federica Fracassi legge l’inizio dell’ Interrogatorio a Maria.

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Puntata 4, lunedì 14 dicembre ore 21.15

-ore 21.15: “LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Collezionismo italiano contemporaneo”, con Alberto Fiz, curatore della mostra , Tullio Leggeri, collezionista e Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano

-ore 21.35: “Ritorno in Galleria del Ritratto di Signora di Gustav Klimt“, con Elena Pontiggia e Massimo Ferrari, presidente della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi.

-ore 22.00: Incipit Testori: Federica Fracassi legge l’inizio dell’ Ambleto.

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Puntata 3, lunedì 7 dicembre eccezionalmente alle 18.30

-ore 18.30: Incancellabile vittoria, Brescia. Con l’artista Emilio Isgrò e il curatore Marco Bazzini

-ore 19.00: Extraordinario, Marghera. Con i promotori Daniele Capra e Nico Covre con due degli artisti protagonisti del progetto, Adelisa Selimbašić e Giulio Malinverni.

-ore 19.20: Incipit Testori. Federica Fracassi legge l’inizio della Maria Brasca.

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Puntata 2, lunedì 30 novembre
-ore 21:15: Lo spettro di Malthus al Maga di Gallarate con l’artista Marzia Migliora, il curatore Matteo Lucchetti, Emma Zanella direttrice del museo e Alessandro Castiglioni, senior curator del museo.

-ore 21.35: Io Non Sono Leggenda con il curatore Davide Dall’Ombra, l’artista Andrea Mastrovito e Elena Testaferrata, responsabile di Palazzo Fabroni Arti Visive e Contemporeanee di Pistoia.

-22:00: Incipit Testori: Federica Fracassi legge l’inizio del Dio di Roserio

Qui il video della seconda puntata

Puntata 1, lunedì 23 novembre:
-ore 21.15: Meristà con la curatrice Giulia Zorzi, e le artiste Fatima Bianchi e Ilaria Turba.

– ore 21.40: Velasco Vitali, che ha esposto il ciclo Goldwatch negli spazi di Assab One: con lui Elena Quarestani, fondatrice dello spazio.

-ore 22.00: Incipit TestoriIl Fabbricone, Federica Fracassi legge la prima pagina del romanzo.

Qui il video della prima puntata

 

Calendario 2021 – Sguardi sulla Lombardia



DAL 18/12 NON SI GARANTISCE LA CONSEGNA ENTRO NATALE

Il 2020 è stato per la Lombardia un anno molto duro: a due riprese questo territorio si è trovato ad essere epicentro della pandemia, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e di perdite economiche. Per questa ragione il Calendario 2021 progettato da Casa Testori e Associazione Giovanni Testori è dedicato al territorio nel quale siamo nati e nel quale principalmente operiamo. 
È la Lombardia così visceralmente amata da Giovanni Testori, vista con l’occhio di grandi e importanti artisti, da Umberto Boccioni fino a Christo, che hanno saputo intercettare sia la poesia che l’energia di questo territorio. I loro sguardi affascinanti offrono un giro d’orizzonte dalle montagne delle Prealpi, ai magnifici laghi fino alla grande città, Milano. Ognuno dei 12 artisti fornisce un punto di vista e di interpretazione diverso. Ma tutti testimoniano la bellezza antica e insieme così contemporanea di questa regione.
Il calendario è dunque anche un augurio perché la Lombardia possa riprendere la sua corsa nel 2021 che ci attende.

12 mesi con grandi immagini delle opere di: Umberto Boccioni, Chr​isto, Fortunato Depero, Giovanni Frangi, Renato Guttuso, Richard Hamilton, Luca Pancrazzi, Gerhard Richter, Giovanni Testori, Grazia Toderi, William Turner e Velasco Vitali

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Andrea Bianconi. “Diario di un pre-carcerato”

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Giovedì 29 ottobre, ore 18.30
Andrea Bianconi presenta il libro “Diario di un pre-carcerato. Ediz. illustrata” – Silvana Editoriale

Dialogano con l’autore Gianni Canova, Rettore Università IULM, Giacinto Siciliano, Direttore della casa circondariale di Milano San Vittore, Giuseppe Frangi, giornalista e curatore della Performance “Come costruire una direzione” che ha dato vita al libro.

In questo Diario Andrea Bianconi racconta, giorno dopo giorno, per quattordici giorni, le riflessioni, l’avvicinamento e la preparazione alla performance, curata da Giuseppe Frangi in collaborazione con Casa Testori tenuta il 3 aprile 2019 nel carcere di San Vittore.

Un’esperienza artistica di grande libertà espressiva che si carica di un significato profondo proprio per il suo svolgersi in una struttura di detenzione. “Ho deciso che entrerò in carcere con la libertà, la metterò al centro, sopra l’altare”, scrive l’artista in queste pagine, in cui ripercorre le idee e lo sviluppo di una performance di grande suggestione: vera protagonista dello spettacolo è l’immaginazione, un fattore intrinsecamente libero, ovvero non “carcerabile”

A seguito dell’introduzione del nuovo DPCM, non sarà possibile partecipare in presenza. vi invitiamo a seguirla sulla nostra pagina facebook.

Il libro è acquistabile anche dal nostro bookshop.

A Chiampo – Sit down to have an idea


A CHIAMPO LA POLTRONA D’ARTISTA “SIT DOWN TO HAVE AN IDEA” DI ANDREA BIANCONI RIQUALIFICA L’AREA DEL CAMPANILE E CREA 
“UN NUOVO PUNTO DI VISTA”

L’opera diventa installazione permanente. Domenica 25 ottobre la posa con il sindaco della città, i sindaci dell’Alta Valle, l’artista e gli atleti della Durona Team

Anche questo evento contribuirà alla raccolta fondi a favore della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica 

Riqualificare un’area abbandonata di una città partendo dall’installazione di un’opera d’arte che dà vita “un nuovo punto di vista”. La poltrona “Sit Down To Have An Idea” di Andrea Bianconi diventa il simbolo della rinascita dell’area del Campanile del comune di Chiampo (Vicenza). Domenica 25 ottobre la poltrona sarà portata dagli atleti della Durona Team sotto l’area del Campanile e installata in modo permanente. 

“Questa poltrona ha assunto un significato di rinascita per un’area prima degradata. Il sindaco di Chiampo ha voluto riqualificarla partendo dalla cultura, assegnando alla poltrona un luogo che diventa un nuovo “punto di vista” della città, un luogo da cui guardare in modo diverso, attraverso una nuova prospettiva”. L’operazione nasce grazie a un passaggio di testimone dei protagonisti: a luglio scorso Andrea Bianconi ha donato agli atleti della Durona Team una poltrona per ringraziarli di aver portato sul Monte Carega la poltrona poi destinata e collocata in modo permanente al Rifugio Fraccaroli. Gli atleti, a loro volta, hanno donato la poltrona al sindaco di Chiampo e ora, il sindaco dona la poltrona all’intera città elevandola a simbolo di rinascita di un’area recuperata dal degrado e riaperta a un nuovo percorso di visita, di scoperta, di riflessione. 

“Il prezioso dono della Durona Team al comune di Chiampo ci offrirà la possibilità di riqualificare un luogo significativo e di donare alla città una nuova terrazza e un nuovo punto di osservazione – afferma Matteo Macilotti, sindaco di Chiampo -. L’arte ha questo grandissimo potere, dare nuovo senso e nuove identità a luoghi dimenticati. Ringrazio di cuore la Durona Team e l’artista Andrea Bianconi per questo splendido dono fatto non solo alla comunità di Chiampo, ma a tutta la vallata del Chiampo”. 

“In uno stato di incertezza come quello attuale – afferma Bianconi – riconsegnare ai cittadini questo luogo nella sua bellezza offre l’occasione di riflettere sul futuro, di avere nuove idee di fronte a una situazione in cui siamo disarmati. La riflessione, le idee e la bellezza ci aiutano ad andare avanti e a investire nelle persone e nel nostro territorio, affinché ci sia sempre una nuova prospettiva e un nuovo punto di vista”. Il progetto “Sit Down To Have An Idea”, realizzato in collaborazione con Casa Testori e Fondazione Coppola, porta con sé il messaggio di tutela dell’ambiente, della necessità di vivere in armonia e nel rispetto del pianeta. 

“Sit Down To Have An Idea” a favore di Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica 

“Sit Down To Have An Idea” è anche un progetto umanitario: anche a Chiampo continua la campagna di sensibilizzazione a sostegno della ricerca promossa da Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), il principale ente di ricerca in Italia sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese, con un’aspettativa di vita media per i malati che supera di poco i 40 anni. I volontari della rete FFC saranno presenti con speciali postazioni per offrire, in cambio di una donazione, le bandane personalizzate dall’artista con la scritta “Sit Down to Have an Idea”, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione.

A questo link sono disponibili le bandane Sitdowntohaveanidea di Andrea Bianconi, in edizione limitata: https://regalisolidali.mondoffc.it/prodotto/bandane-dartista-di-andrea-bianconi/

UFFICIO STAMPA ANDREA BIANCONI                       
Maria Grazia Vernuccio
 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it
mob. +39 3351282864
andreabianconi.com

Responsabile Comunicazione FFC
Valeria Merighi
valeria.merighi@fibrosicisticaricerca.it
mob. +39 347 9389704
fibrosicisticaricerca.it

Assalto al Castello

14 artisti valdostani conquistano il Museo Gamba
Un progetto di Casa Testori
a cura di Davide Dall’Ombra

23 ottobre – 16 maggio 2021
Dal giovedì alla domenica, dalle 10.00 alle 17.30
Castello Gamba – Museo d’arte moderna e contemporanea
in Valle d’Aosta, Châtillon

Gli artisti, come tutti noi, hanno dovuto fare i conti con un presente drammatico, in un anno diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto; anche senza metterlo espressamente a tema, hanno saputo dar voce a elementi e sentimenti del vissuto, facendoci capire qualcosa di noi. Si dice spesso che non ci sono parole per esprimere certe situazioni, ma l’artista non si può tirare indietro, è condannato all’espressione. Per fortuna!

Un assalto

È proprio per dar voce agli artisti che nasce questo “assalto”, una mostra realizzata dalla Regione Valle d’Aosta in collaborazione con Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, e curata da Davide Dall’Ombra: un progetto di dialogo tra arte contemporanea e collezione storica del Museo che non parla di Covid, ma della vita. 

14 artisti valdostani 

La mostra punta a cogliere alcune istanze ed emergenze dell’arte contemporanea valdostana, accettandone l’invasione, mettendosi a disposizione, in ascolto, ma anche dando loro gli strumenti di uno spazio d’espressione. Non si tratta di musealizzare precocemente le espressioni dell’arte ancora in divenire, ma di dar conto di una realtà in essere. Per il Gamba, dar voce all’arte contemporanea del territorio non è solo un dovere civico, ma un’occasione unica per comprendere e per comprendersi.

Tra la collezione, nelle sale espositive e all’esterno

Non si tratta di una galleria di immagini, ma di 14 interventi spaziali inediti sparsi nel percorso espositivo, nella collezione e all’esterno: dalla pittura al video, dalla scultura all’installazione.

Dopo l’avvio con l’opera di Jean-Claude Oberto, che dà conto di questo contesto d’incertezza che persiste, quattro interventi segnano le stanze della raccolta permanente: sono le opere di Patrick Passuello (Sala 1), Massimo Sacchetti (Sala 2), Pasqualino Fracasso (Sale 4, 5, 7, 11 e 13) e Barbara Tutino (Sala 10).

Usciti dalle stanze della collezione, ad accompagnarci sulla scala fino a questo punto sono state le carte di Marco Jaccond e, qui a sinistra, la “sala di consultazione” ospita ora l’intervento di Andrea Carlotto. Alle nostre spalle, si snoda il consueto spazio espositivo del Castello, con le opere di Giuliana Cunéaz e Chicco Margaroli; a presidiareil mezzanino è la pittura di Marco Bettio e Sarah Ledda, mentre spetta a Riccardo Mantelli invadere interamente l’altana. 

Ma la mostra non si conclude davanti allo straordinario paesaggio sulla Valle. Due artisti hanno occupato anche l’esterno e vi attendono poco sopra l’ingresso. Nella grande fontana c’è l’opera di Daniele De Giorgis e, nel portico sulla facciata principale del Castello, lì a pochi passi, occupano la loggia sopra lo scalone le sculture di Marina Torchio.

Un catalogo e due fotografi

Il carattere allestitivo della mostra e il protagonismo degli artisti hanno determinato la scelta di dar vita, da una parte, a un catalogo con fotografie delle opere installate, affidate ad Alessandro Zambianchi e, dall’altra, di raccogliere una galleria di ritratti fotografici degli artisti in mostra, realizzati da Giorgio Olivero.

Sulla base delle disposizioni regionali legate all’emergenza sanitaria, si ricordano le regole da rispettare per la visita:
1) consigliata la prenotazione e l’acquisto del biglietto on-line sul sito http://www.castellogamba.vda.it;
2) entrata contingentata (massimo 80 persone contemporaneamente);
3) obbligo di mascherina;
4) rispetto tassativo della distanza di sicurezza di 1 metro;
5) divieto di portare zaini o borse ingombranti all’interno.