Month: Giugno 2022

LUCA & MAURO. IL GIOCO DELL’ARTE

Luca Bertasso e Mauro Maffezzoni
Progetto espositivo a cura di Alessandro Frangi
Casa Testori
Prorogata fino al 24 settembre

ARTISTI IN OGNI ETÀ
TRE GENERAZIONI A CONFRONT
O

Incontro con Luca Bertasso, Mauro Maffezzoni e
Martina Cioffi
Con la partecipazione di Chiara Canali

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Questa mostra deve il suo titolo a un bellissimo libro che Agata Boetti, figlia di Alighiero, ha pubblicato nel 2016. Agata lo ha scritto per spiegare che per lei l’arte di quel padre così speciale era innanzitutto una «moltitudine di giochi». Quindi era semplice, inattesa ma immediatamente recepibile. Luca Bertasso e Mauro Maffezzoni; o meglio, Luca e Mauro, perché il gioco introduce sempre una familiarità, hanno riempito le stanze di Casa Testori con la sana improntitudine di chi vive l’arte con appassionata leggerezza. C’è una parola che, nella sua accezione più bella e piena, restituisce il senso di questa mostra: divertimento. L’etimologia della parola risale a “divertere”, cioè volgere altrove, prendere un’altra direzione. Luca e Mauro sono due artisti devoti alla pittura, rispettosi della quotidiana dedizione e disciplina che la pittura impone. Eppure nella pittura trovano varchi, per “divertere”, quindi per smentirne la seriosità. Luca si muove con disinvoltura in un immaginario che sposa il pop con il fumetto. Gli occhi dei suoi personaggi sono curiosi, sgranati, indiscreti. Hanno una spavalderia rockettara, con quei tratti somatici sempre così sfrontatamente rimarcati. Sono fissi e saldi come icone, ma sempre dispensano un sottile senso di ironia. Mauro si muove invece con fare libero e volutamente non professorale, a dispetto del suo ruolo, dentro l’immenso bacino dell’arte del passato, per saccheggiarne un pezzo ogni giorno e replicarlo. L’azione potrebbe sembrare un po’ iconoclasta, in realtà è dettata da una simpatia che a volte travolge anche le buone maniere.

Il gioco dell’Arte prosegue poi (a partire dal 19 luglio) nella stanza del Giardino d’Inverno, con l’installazione di Martina Cioffi. Al centro dello spazio sono spuntati dei fiori in argilla smaltata. Sono fiori frutto di fantasia, improbabili e insieme sontuosi e hanno per stelo un tondino di ferro. L’Arte a volte può, anche là dove la natura è impedita…

Una raccomandazione: il gioco dell’Arte è tale se riesce ad essere contagioso e quindi se si trasmette anche al visitatore. Perciò la raccomandazione nel percorso di questa mostra è di non arrovellarsi in troppi ragionamenti ma di lasciarsi andare. Guardare, immaginare, divertirsi, rimescolando le carte del gusto e adottando punti di vista scorretti.

CASA TESTORI SUMMER CAMP 2022

IL MONDO È UNA SCOPERTA

Vivi una settimana o più a CASA TESTORI, opere d’arte e un grande giardino in cui giocare, imparare e scoprire… Con la creatività di un artista. Saremo felici di avervi nostri ospiti dal 29 agosto al 9 settembre. Usciremo da Casa Testori per delle visite anche sul territorio, dai momenti di lettura presso la BIBLIOTECA COMUNALE DI NOVATE MILANESE alle passeggiate fino alle sculture del PARCO DELLA BALOSSA.
I bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni saranno accolti da educatrici esperte che li condurranno in una serie di avventure d’esplorazione ed esperienze di apprendimento e creatività tra arte e natura: perché il mondo è una scoperta!

Il campus si terrà dal 29 Agosto al 2 Settembre e dal 5 al 9 Settembre.

Vi aspettiamo!

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Orari: da lunedì a venerdì, entrata 8:30-9:00 e uscita 16:30-17:00
Tariffa piena a settimana (lun.-ven.): € 160,00 pranzo escluso
Tariffa ridotta a settimana (lun.-ven.): € 130,00 per il secondo fratello iscritto e altre riduzioni*

Il campus sarà attivato ogni settimana con un numero minimo di 8 partecipanti.
È possibile iscriversi a più settimane.

Per informazioni e prenotazioni: scoprire@casatestori.it

* Tariffa ridotta per figli e nipoti dei soci di Associazione Giovanni Testori, figli e nipoti dei dipendenti e collaboratori della Testori S.p.A. e associati Ambarabart.

Le quote comprendono:
• Ingresso a Casa Testori;
• La presenza costante dell’operatore;
• Attività nel Museo e nei luoghi circostanti;
• Materiale per i laboratori;
• Assicurazione.

Ogni bambino dovrà avere con sé:
• Astuccio con matita grafite, matite colorate, pennarelli, forbici, colla (stick e vinilica);
• Pennelli e acquerelli;
• Merenda e pranzo al sacco;
• Una borraccia per l’acqua;
• Un telo pic-nic o simili per le attività all’aperto;
• Un cambio completo per ogni evenienza;
• Un asciugamano personale;
• Crema solare;
• Crema antizanzare e dopo puntura;
• Scatola porta oggetti formato almeno A4 per riporre i propri lavori durante la settimana.

Il costo non comprende qualsiasi altra cosa non espressamente elencata.

Il camp è una proposta di Casa Testori a cura di Ambarabart

L’ULTIMA GUERRA DI MARIO SCHIFANO 1988-1998

Un progetto di Casa Testori
A cura di Davide Dall’Ombra
Castello Gamba – Museo d’arte moderna e contemporanea
Châtillon, Valle d’Aosta
22 Giugno – 25 Settembre 2022

L’ultima guerra di Mario Schifano 1988-1998 è la mostra che il Castello Gamba-Museo di arte moderna e contemporanea della Regione autonoma Valle d’Aosta ha dedicato al grande protagonista della pittura del Novecento dal 22 giugno al 25 settembre 2022. L’artista (1934-1998) è una delle presenze più importanti nella collezione permanente del Museo con Calore locale, Collinare, Per vedere, Orizzontale e Vista interrotta opere che sono il frutto di un periodo di residenza di Schifano in Valle D’Aosta tra il febbraio e il marzo del 1988 e che sono state presentate in mostra con un allestimento inedito, in rapporto con il paesaggio che le ha ispirate. Schifano lavorò febbrilmente in un’ala dell’antico priorato di Saint-Bénin producendo decine e decine di quadri, insieme a opere su carta, che vennero esposte alla Tour Fromage nella mostra Mario Schifano. Verde fisico, svoltasi dal 30 aprile al 24 luglio del 1988.

La mostra L’ultima guerra di Mario Schifano 1988-1998 – nata da un progetto di Casa Testori, curata da Davide Dall’Ombra e realizzata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato ai Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio – ha avuto come punto di partenza l’episodio valdostano del 1988 e ha voluto approfondire gli ultimi straordinari anni del percorso di Schifano, fino alla morte del 1998. Un decennio irripetibile per l’artista: anni febbrili e prolifici, magari contraddittori, di lotta corpo a corpo con le opere, di ritorno alla pittura e di “guerra” con la pittura stessa, come con le proprie dipendenze e ossessioni, anni segnati dalla consueta e inarrestabile urgenza creativa.

In principio fu “Chimera”
Le grandi opere degli anni ’80 e ’90 in mostra, sono state introdotte da un video, curato da Casa Testori, che raccontava la nascita di Chimera, l’opera monumentale realizzata da Schifano durante la performance di una sola notte a Firenze, nel 1985. Un momento cardine per comprendere la forza del gesto pittorico di Schifano e la natura comunicativa della sua opera, che ben spiegano il clima in cui nasce la disponibilità dell’artista all’esperienza di residenza valdostana di pochi anni dopo. Un episodio cardine per comprendere il confronto di Schifano con l’archeologia, fondamentale per la sua formazione e centrale anche nelle tele valdostane.

Capolavori per uno sguardo
Nei mesi drammatici che l’Europa sta vivendo oggi, appaiono di dolorosa attualità i “ritratti” della guerra in senso proprio che Schifano dedica alla crisi del Golfo. È un periodo, dalla fine degli anni ’80, in cui l’artista è particolarmente segnato dai media e dalla multimedialità. In anni di reclusione volontaria nella sua casa-studio, la televisione diviene per lui una finestra sul mondo e fonte ossessiva d’ispirazione. Rivolgendo la sua attenzione ai principali fatti di cronaca dell’epoca, della guerra ci restituisce uno sguardo proprio e struggente, declinato in opere imprescindibili del suo percorso. Nella sala principale dedicata alle esposizioni temporanee, sono state presentate due opere monumentali dedicate al dramma della guerra in Iraq: Tearful [In lacrime] del 1990, diventata una sorta di autoritratto ideale dell’artista, e Sorrisi Scomparsi del 1991, l’unico volto possibile della tragedia in Kuwait. In Tearful il dramma della guerra è visto dall’interno del rapporto padre-figlio, partendo da una foto ritagliata dal «Time» del 10 dicembre 1990, dove un bambino ci guarda smarrito mentre il padre soldato, in partenza per il fronte, china la testa coprendosi il volto in lacrime. In Sorrisi scomparsi una folla di nuovi volti senza volto sono sovrastati dalla traduzione in arabo del titolo dell’opera e danno corpo al dramma collettivo del Kuwait.

La rielaborazione pittorica delle immagini televisive si affianca a quella fotografica. Schifano manda a stampare decine di rullini al giorno: foto scattate agli schermi TV che si accumulano nel suo studio a mazzi e sono coinvolte in un processo divorante e germinativo insieme.

In mostra vengono presentate quattro grandi composizioni in pannello incorniciate in plexiglass (293 x 186 cm cad.) che presentano oltre 1300 fotografie 10×15 cm ritoccate ad olio e pennarello, realizzate tra la fine degli anni Ottanta e il principio degli anni Novanta. Sono il frutto dell’occhio e della personalità vorace dell’artista: “Io mi sento come un media… Attraverso questa finestra [la TV] io catturo le immagini che più mi colpiscono, i messaggi provenienti dalla realtà drammatica che ci incalza. Ma non sono uno spettatore passivo. Mentre seguo sul video il susseguirsi vertiginoso degli avvenimenti, penso, rifletto, creo”. Una produzione sterminata che Emilio Mazzoli ha definito il “rosario di Schifano”, snocciolato durante il giorno ad ogni occasione libera, nel tentativo di lasciare un’impronta su quello che accadeva intorno a lui.

Omaggio a Emilio Mazzoli
La mostra è nata anche con l’intento di festeggiare gli 80 anni di una personalità cardine per la vicenda di Schifano come Emilio Mazzoli, tra i più importanti galleristi italiani, suo appassionato sostenitore in quegli anni. Per l’occasione, Mazzoli ha generosamente messo a disposizione del Castello Gamba, grazie al rapporto di collaborazione e stima con Casa Testori, le opere germinali di Schifano presentate e sarà eccezionalmente in mostra con il suo doppio ritratto, mai esposto prima d’ora, eseguito da Schifano tra il 1994 e il 1995: CARO EMILIO CONTINUA… (stampa e tecnica mista su carta applicata su tavola, 180 x 135 cm cad.). Un omaggio a un personaggio chiave per la cultura artistica italiana del dopoguerra, capace di cogliere il valore dell’artista ai suoi esordi e deciso nel sostenerlo e accompagnarlo, anche grazie al coinvolgimento delle penne critiche più rivoluzionarie del suo tempo, come Giovanni Testori e Achille Bonito Oliva.

Schifano tra la sua natura
L’altana del castello è dedicata alla puntuale ricostruzione, attraverso opere, documenti, immagini e testimonianze inedite, della vicenda della residenza di Schifano ad Aosta nel 1988, grazie al ritrovamento di un’inedita campagna fotografica della mostra e a bellissime foto di Schifano al lavoro nel suo studio aostano. Un episodio cardine che si inserisce in un momento culturale vivacissimo della Valle d’Aosta, con l’istituzione dell’Ufficio Mostre della Regione nel 1986 e una particolare attenzione alle attività espositive di carattere internazionale. L’energia della committenza e l’impegno di critici d’arte come Janus (Roberto Gianoglio 1927-2020), portarono, infatti, alla realizzazione di eventi espositivi originali, spesso di taglio monografico, con un flusso continuo di decine di mostre l’anno, tra il 1986 e il 1995, per oltre cento in totale. Gli artisti venivano invitati ad esporre i loro lavori, a condividerli con la collettività, e le mostre permisero anche un importante arricchimento delle collezioni della Regione. Lo documenta in mostra la collana Fabbri “Valle d’Aosta Cultura”, presentata nella sala del Museo Gamba dedicata alle committenze della Valle.

Dal 2 luglio si è aperto un ciclo di incontri al Castello Gamba per approfondire l’opera dell’artista attraverso gli interventi di alcuni critici d’eccezione. 

Sabato 2 luglio
Visita guidata con il curatore

Sabato 16 luglio
“Chi è Mario Schifano?” Incontro con Francesco Guzzetti

Venerdì 29 luglio
Conversazione con Luca Ronchi, biografo ufficiale dell’artista
Proiezione del documentario “Mario Schifano tutto” di Luca Ronchi

Venerdì 23 settembre
Dialogo con Davide Dall’Ombra, curatore della mostra

In occasione della chiusura della mostra, il curatore Davide Dall’Ombra ha raccontato gli aspetti più profondi di questo instancabile e multiforme protagonista della pittura del Novecento.

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Impariamo al Parco della Balossa

Casa Testori e i suoi Servizi Educativi hanno studiato nuove visite – esperienze al PARCO DELLA BALOSSA dove #ilparcofacultura e arte e natura si fondono.

FILI D’ERBA, INTRECCI DI STORIE

Raccontiamo la  vita dei campi nell’area, scopriamo da vicino cosa si coltivava e
l’importanza di alcuni aspetti, come segnalato dall’opera di Francesco Garbelli. A partire da questo racconto «immaginiamo possibilità», come nell’opera di Francesco Fossati.


IMMAGINI NATURALI
Osserviamo e raccogliamo quanto incontriamo nel parco, che struttura hanno le foglie e le piante. Proviamo a partire dal loro «scheletro» per farne crescere un’opera d’arte e di natura come ha fatto Alessandro Pongan con il suo lavoro.


5 SENSI 1000 SEGNI
Un percorso didattico multisensoriale per ragionare insieme su ciò che si vede (forme, colori…), ciò che si sente (rumori, odori…), ciò che possiamo toccare e con che parole possiamo raccontare queste esperienze.

Questi sono i tre percorsi sempre disponibili all’interno del parco, consigliati per elementari e medie ma declinabili per qualsiasi ordine di scuola. Sarà possibile aggiungere percorsi specifici in determinate stagioni dell’anno e strutturare un percorso di osservazioni della natura nell’arco dell’anno sulle quattro stagioni.

I percorsi hanno durata fino a 2 ore circa e prevedono che ogni partecipante porti con sé a casa del materiale didattico specifico che potrà eventualmente essere utilizzato in classe.

Le prime 3 classi o gruppi iscritti potranno godere della visita gratuitamente.

Per informazioni e prenotazioni contattateci qui:
scoprire@casatestori.it
351 6248544

Vi aspettiamo! Perché #ilparcofacultura

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