Month: Febbraio 2023

FOTOROMANZO TESTORI. Immagini di una vita

Un progetto di Casa Testori
Casa Testori
4 marzo – 28 luglio 2023

Video di Stefano Cozzi

Ha aperto al pubblico la mostra FOTOROMANZO TESTORI Immagini di una vita, nelle stanze di Casa Testori, dimora di uno dei più importanti protagonisti della vita culturale del secondo ’900, di cui nel 2023 si celebra il Centenario della nascita. La mostra è il frutto del grande lavoro di ricerca negli archivi di agenzie, teatri, giornali, fondazioni e musei realizzato dall’Associazione Giovanni Testori e da Casa Testori in questi anni. Un’esplorazione che ha fatto emergere uno straordinario patrimonio di fotografie capace di documentare la vita di Testori privata e nelle sue diverse vesti di scrittore, drammaturgo, critico d’arte, pittore…Il risultato è un racconto che si sviluppa come un romanzo per immagini, molto coinvolgente, perché il Testori pubblico e quello privato stanno sempre su unico registro: davanti all’obiettivo Testori comunica la stessa energia, passione e carica affettiva. Per questo il percorso si sviluppa lasciando che i due piani si intreccino. Come nel caso delle fotografie con i famigliari nella grande casa di Novate Milanese, che svelano un approccio alle relazioni all’insegna della simpatia e dell’informalità, che emergono anche negli scatti della sfera pubblica.

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Installation view ©Michele Alberto Sereni

Il racconto di Fotoromanzo Testori non a caso inizia con alcune immagini che ritraggono lo scrittore con la madre Lina, figura chiave nella sua vita, che tante volte torna nelle sue opere letterarie e teatrali. Dalle ricerche, sono emersi materiali di famiglia sorprendenti come un album di fotografie scattate il 6 gennaio 1957 a Lasnigo (CO), paese natale di Lina nel Triangolo Lariano. Gli abbracci, i brindisi, i sorrisi si mescolano a sguardi venati di malinconia verso quel paesaggio invernale, così caro a Testori. “Navigare in acque borromaiche” è il titolo posto in mostra a un servizio fotografico realizzato nel 1948, dove Testori posa con il padre Edoardo tra i giardini dell’Isola Bella e sulle sponde del Lago Maggiore. Una sequenza che sembra quasi finalizzata alla costruzione di un book per sé stesso. La vita famigliare è documentata anche da festosi video in super 8 proiettati nel salone della Casa.

Nella sezione “Città culla” emerge la ricchissima serie di immagini che accompagnano l’uscita dei “I segreti  di Milano”, la prima grande avventura narrativa e teatrale di Testori. In questi scatti si scopre lo scrittore in una sequenza estiva, in maniche di camicia sul ponte della Ghisolfa e in via Mac Mahon, e poi d’inverno, con il cappotto al Parco Sempione, mentre gioca con le sbarre delle cancellate come se si trovasse in prigione (erano i giorni del clamoroso sequestro de “L’Arialda”), o mentre posa tra le case di ringhiera insieme a Franca Valeri, che nel 1960 aveva portato in scena per la prima volta “La Maria Brasca”, nei panni dell’emancipata protagonista.

Le foto di Renato Grignani e Giorgio Soavi ci mostrano gli interni – una vera scoperta – dello studio di via Brera 8, teatro di mille incontri e per tanti anni atelier del Testori pittore. “8058595” è il titolo della sezione: il numero di quel telefono dello studio che squillava in continuazione. “Le mie vacanze” è la sezione che propone una divertente carrellata di immagini dove si scopre un Testori “montanaro”, disteso e allegro in compagnia delle sorelle, dei nipoti e degli amici.

Il percorso al piano terra si conclude con un’installazione video dedicata a una fotografia alla quale Testori era particolarmente affezionato: è quella scattata da Giorgio Lotti il 20 maggio 1974, in occasione del concerto di Renata Tebaldi al Teatro alla Scala per i suoi 30 anni di attività. La foto ritrae Giovanni Testori sotto il palco, in piedi, mentre applaude entusiasticamente il suo soprano preferito a cui aveva chiesto come bis di cantare “Non ti scordar di me”. «Mi sono sentito come “infilzato” da quella foto», scrisse tempo dopo sul Corriere della Sera.

La sezione “Mes amis”, che si dipana sulle scale della Casa, è il racconto delle amicizie più care e durature, a partire da quella fondamentale con Roberto Longhi, documentata da una sequenza di immagini scattate in occasione della festa per il 100° numero di Paragone, la rivista di critica d’arte e di letteratura fondata dal grande storico dell’arte nel 1950. Ma l’elenco degli amici è lungo: Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Eduardo De Filippo, Ermanno Olmi, Domenico Porzio, Giorgio Soavi, Ornella Vanoni, Mario Soldati, Alberto Arbasino e tanti, tanti altri. L’elenco delle amicizie trova il suo apice nelle immagini di Testori con le “Regine”, le attrici che hanno portato in teatro i suoi testi: da Franca Valeri a Rina Morelli, da Pupella Maggio fino a Lilla Brignone e Mariangela Melato, da Luisa Rossi a Francesca Benedetti e Adriana Innocenti.

Al piano superiore di Casa Testori, la scena è dominata dal teatro attraverso le fotografie di Giuseppe Pino relative all’epopea della nascita del Salone Pier Lombardo, oggi Teatro Franco Parenti. “Franco Primo” è il titolo di questa sezione a cui segue “Franco Secondo” relativa al sodalizio con un altro grande attore, Franco Branciaroli, testimoniato attraverso gli scatti di Valerio Soffientini, in particolare attraverso le foto dedicate alla indimenticabile messa in scena di “In Exitu” alla Stazione Centrale di Milano nel dicembre 1989. Proprio una storica fotografia realizzata da Ennio Barbera, di un ragazzo morto per overdose alla Bovisa, era stato lo spunto di questo testo intenso e drammatico.

Una stanza è dedicata al rapporto dello scrittore con i giovani. Sono molti gli scatti in cui Testori è ritratto durante incontri pubblici, spesso nelle scuole, o nei centri culturali: un video propone alcuni momenti del confronto con Alberto Moravia sui “Promessi Sposi” avvenuto a Milano nel 1984 davanti ad una folla impressionante di ragazzi. Quello con i giovani è un rapporto convinto e appassionato in cui Testori si spese senza risparmio di energie. Come era accaduto con i ragazzi della Compagnia dell’Arca di Forlì, con i quali aveva portato in scena un suo testo, “Interrogatorio a Maria”, rappresentato poi in centinaia di repliche in tutta Italia. Una di queste era avvenuta a Castelgandolfo, al cospetto di Giovanni Paolo II: un incontro documentato da numerose immagini.

Nell studio di Testori si scopre la sua dimensione di “Scrittore nomade”: una serie di fotografie mostra come fosse sua consuetudine lavorare a romanzi o testi teatrali in situazioni pubbliche: sulle panchine del parco, ai tavolini dei bar, persino sui tram. Il contatto con la vita reale funzionava per lui da innesco creativo necessario.

Il corridoio del primo piano ospita un’installazione scenografica della fototessera di Testori, dagli anni ’50 fino agli anni ’80. Attorno sono disposti i ritratti firmati da Armin Linke, Giorgio Lotti, Maria Mulas, Giovanni Giovannetti, Leonardo Cennamo, Carla Cerati e Uliano Lucas: tutti sono contraddistinti dalla ricerca dell’intensità e profondità dello sguardo.

Il percorso della mostra si chiude con la stanza intitolata “Exit”, una raccolta di immagini degli ultimi anni di Testori, costretto a centellinare le apparizioni pubbliche a causa delle sue condizioni di salute. Sono foto che colpiscono per la profondità del suo sguardo scavato e intenso. Gli scatti sono accompagnati dal video dell’intervista rilasciata a Riccardo Bonacina per RaiDue poche settimane prima della fine nella sua stanza all’ospedale San Raffaele di Milano.

«Più che una mostra Fotoromanzo Testori vuole essere un viaggio nella vita dello scrittore. È lui a prendere per mano i visitatori, attraverso una sequenza di stendardi dove le immagini dialogano con sue frasi. A volte è la sua voce a far da guida; una voce che produce ogni volta una scossa emotiva, proprio come si ascoltasse una pagina di romanzo», spiega Giuseppe Frangi, presidente dell’Associazione Giovanni Testori, la realtà che gestisce l’eredità dello scrittore. «La mostra è resa possibile dalle continue acquisizioni con cui in questi anni è stato arricchito l’Archivio Testori, un importante patrimonio a disposizione di tanti studiosi che ha permesso approfondimenti di grande interesse sulla figura e sul lavoro di Testori e sulla cultura italiana del Novecento».  

FOTOROMANZO TESTORI Immagini di una vita
Casa Testori, Largo Angelo Testori, 13, Novate Milanese (MI)
4 marzo – 28 luglio 2023


ORARI DI APERTURA:
Martedì – Venerdì: 10.00-13.00; 14.30-18.00 | Sabato 14:30 – 19:30, Domenica e Lunedì: chiuso
dal 18 luglio orario estivo:
(Martedì – Venerdì: 10.00-13.00; 14.30-18.00. Sabato, Domenica e Lunedì: chiuso)
VISITE GUIDATE GRATUITE su prenotazione con biglietto a prezzo pieno (minimo 15 persone): eventi@casatestori.it
INGRESSO: Intero 5 € – Ridotto 3 € – Abbonati Trenord in possesso di tessera IO VIAGGIO
GRATUITO: Ragazzi fino a 26 anni / Residenti nel Comune di Novate Milanese / Giornalisti accreditati / Invalidi e portatori di handicap con accompagnatore / Titolari dell’Abbonamento Musei Lombardia Milano 
UFFICIO STAMPA CASA TESTORI: Maria Grazia Vernuccio – Tel. +39 3351282864 | mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

IN RICORDO DI PIERO NUTI

Piero Nuti ci ha lasciati. Impossibile dimenticare quell’11 settembre del 2020, quando passata la soglia dei 90 anni era salito sul palco del Teatro Carignano di Torino per leggere “Conversazione con la morte” di Testori. Come era nel suo stile aveva approcciato quel testo con molta umiltà, concependo se stesso come tramite per le parole di Testori, lasciando che fossero le parole innanzitutto e non lui come attore al centro della scena. «Che sia Shakespeare o che sia Testori, non puoi avere la presunzione di sovrapporti all’autore in base a come ti senti quando stai recitando», aveva detto in un’intervista pochi mesi fa. “Conversazione con la morte” è stato un momento bellissimo che ha sigillato un lungo e generoso rapporto con il Testori e il suo teatro. Parlare di Nuti significa parlare di Adriana Innocenti, sua moglie e grande attrice, alla quale Testori aveva affidato la sua “Erodiade”, che aveva debuttato nel 1984: un’avventura che Nuti aveva accompagnato con grande entusiasmo. Ancora in quell’intervista recente ricordava le parole di Testori, che gli erano rimaste impresse: «Noi abbiamo bisogno di amore perché la natura ci ha fatto così. Quello che faccio, lo faccio perché la natura mi spinge, non è l’interesse, non è l’invidia né la cattiveria o il desiderio di possesso, è la natura». Nel 1988 aveva raccolto un’altra proposta di Testori: mettere in scena l’“Oreste” di Vittorio Alfieri. Nuti non solo era entrato nel cast di quello spettacolo ma lo aveva anche prodotto con il Teatro popolare di Roma, di cui era direttore. Dopo la morte della sua adorata Adriana (con lui nella foto), con la generosità che lo contraddistingueva aveva voluto donare all’Associazione tutti materiali di scena, i copioni e gli appunti di regia di Erodiade.


In ricordo dell’attore scomparso pubblichiamo uno stralcio della sua lettura di “Conversazione con la morte”. 

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