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Month: Novembre 2018

GRAFFIARE IL PRESENTE

A cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi
Casa Testori
1 Dicembre 2018 – 20 Gennaio 2019

NON SMETTERE DI COMBATTERE
Daniele Capra e Giuseppe Frangi

Graffiare il presente muove dalla convinzione che vi siano opere realizzate oggi che hanno nelle loro ragioni programmatiche più profonde il desiderio di dare degli strumenti interpretativi, di carattere critico, poetico o anche militante, per interpretare la realtà che ci circonda; strumenti per arginarla o agire in essa, in opposizione all’idea rassicurante, ma sterile, di suggerire allo spettatore un luogo defilato al riparo dalle contaminazioni del mondo. A partire da questa necessità di insinuarsi attivamente nel nostro tempo, Graffiare il presente propone una selezione di opere realizzate nel corso del 2018 da ventuno artisti, tutti italiani, e tutti nati tra gli anni Settanta e gli Ottanta. Si tratta di opere che mirano ad essere mattoni in grado di reggere il proprio e l’altrui peso, capaci di lottare per non scivolare nell’indistinto che fagocita ogni cosa in un tempo brevissimo. Tali lavori si offrono al fruitore come strumenti di pensiero, tesi e teoremi – sia visivi che ideali – in grado di sostenere la suggestione dell’utopia, l’ambizione a significare e il proposito di resistere alle tensioni e alle insidie del futuro. Che è il tempo più infido, pronto a dissolvere le nostre ambizioni come le onde che si frangono sulla spiaggia. 
La mostra ha avuto tra i suoi intenti quello di verificare come la scelta e la pratica del medium pittorico vada ben oltre la sua supposta autoreferenzialità, le cure rivolte esclusivamente agli aspetti linguistico-stilistici o un’improduttiva forma di intimismo espressivo. La scelta della pittura non è casuale in un luogo come questo che nella sua storia è stato il teatro dell’avventura collezionistica di Giovanni Testori, appassionatamente orientata proprio in direzione della pittura. I lavori di particolare intensità di Graffiare il presente mirano a dimostrare come, per una generazione di artisti, la pratica pittorica nasca da esigenze di perseguimento di obbiettivi intellettuali significativi, come missione estetica, esistenziale o politica. Rifuggendo in ogni modo l’assertiva e rappacificante ripetizione della propria identità, il rassicurante ed inconcludente esercizio dell’arte come decorazione o didascalica addizione al mondo, la mostra rappresenta un tentativo anarchico di cogliere i più rilevanti tentativi di resistere e non dissolversi nella rapida mollezza della contemporaneità.
Come curatori del progetto ci preme sottolineare la risposta convinta e generosa da parte degli artisti all’invito a loro rivolto: la qualità, il desiderio frequente di partecipare alla mostra con opere di dimensioni impegnative, ma anche la viva partecipazione al processo ideativo e al confronto pubblico sono lì a confermarlo. Questo è un segno di quanto il medium pittorico venga vissuto come un linguaggio ricco di potenzialità ancora inespresse, la cui significatività è stata frequentemente ignorata dai luoghi espositivi istituzionali del nostro Paese: è una percezione testimoniata dalla forza sperimentale, a volte audace, ma sempre metodologicamente rigorosa, che caratterizza tanti dei lavori esposti. Del resto lo sperimentalismo è anche l’esito quasi obbligato di quella spiccata tendenza interrogativa che caratterizza gli artisti in mostra e di quella sentita necessità interiore di incidere il presente, per sua intrinseca natura informe, liquido e impenetrabile. Infine Graffiare il presente conferma il senso del fare una mostra collettiva, se costruita attorno a precisi criteri, come opportunità di confronti vis-à-vis con le opere di altri artisti e anche come possibilità di impreviste contaminazioni. […]

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GLI ARTISTI

Paola Angelini, Mirko Baricchi, Paolo Bini, Lorenza Boisi, Thomas Braida, Alessandro Calabrese, Linda Carrara, Nebojša Despotović, Matteo Fato, Agostino Iacurci, Andrea Kvas, Francesca Longhini, Tiziano Martini, Isabella Nazzarri, Marco Pariani, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Roma, Nicola Samorì, Alessandro Scarabello, Caterina Silva, Aleksander Velišček.

Salone_no luci
Maramotti_Silva
Baricchi_Iacurci
Calabrese_Nazzarri
Despotovic
Fato_Bini
Kvas2
Roma_Scarabello
Samori
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Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi ottenuti tramite la destinazione del 2×1000 alle Associazioni Culturali.

Calendario 2019 – Gaudenzio Ferrari

Il Calendario 2019 di Casa Testori è dedicato all’artista più amato da Giovanni Testori: Gaudenzio Ferrari.

Per 12 mesi ci faranno compagnia le straordinarie immagini di Mauro Magliani, uno dei maestri della fotografia di opere d’arte, scattate in occasione della mostra che si è tenuta tra Varallo, Vercelli e Novara quest’estate.
In accordo con gli organizzatori della mostra, Casa Testori ha avuto la concessione per l’uso di queste immagini che entrano nel dettaglio svelando particolari sorprendenti dell’opera di Gaudenzio.
Quest’anno il Calendario si presenta in una doppia versione:
il tradizionale da muro formato grande (29.7 x 42  cm) e quello nuovo da tavolo (14.8 x 21 cm).

La tiratura è limitata. Prenotatelo nel bookshop online di Casa Testori

Costo:
12 euro (A3). Per 10 copie 100 euro (A3).
10 euro (A5). Per 10 copie 80 euro (A5).

Calendari disponibili dal 26 novembre.

DALLA MOSTRA, LA SCOPERTA. FORTUNA E CONSAPEVOLEZZA PER L’ARTE CONTEMPORANEA

2018-2019

Webinar sul tema dell’arte contemporanea, promosso da Diesse in collaborazione con Tokalon e con la curatela scientifica di Casa Testori.
Il corso, fruibile in presenza o in diretta o in differita streaming, è stato riconosciuto dal MIUR come aggiornamento dei docenti per un totale di 22 ore.

IL PROGRAMMA

La prima mostra di fotografia alla Gallery 291 del 1905
La galleria newyorkese che portò Cézanne, Matisse e Picasso in America
4 dicembre 2018
Giuseppe Frangi, Giornalista, curatore e blogger

Picasso e la mostra a Palazzo Reale di Milano del 1953
Guernica nella Sala delle Cariatidi: tra mito artistico e personale
15 gennaio 2019
Davide Dall’Ombra, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Lea Vergine e l’altra metà dell’avanguardia del 1980
La consapevolezza di un critico e il cambiamento della società
12 febbraio 2019
Chiara Gatti, Storica dell’arte, curatrice e giornalista

La mostra Sensation del 1997 e gli Young British Artists
Damien Hirst, Tracey Emin e Charles Saatchi: dalla pubblicità al mercato
12 marzo 2019
Luca Fiore, Giornalista, curatore e blogger

Le Biennali di Szeemann del 1999 e 2001
L’apertura dei linguaggi e dei mezzi espressivi
9 aprile 2019
Marco Bazzini, Presidente ISIA Design Firenze

Il corso, strutturato secondo i requisiti indicati dal Piano per la Formazione dei Docenti 2016-2019, ha richiesto anche la produzione di elaborati da realizzarsi durante lo svolgimento del corso stesso e la fruizione di materiali video online a scelta tra quelli indicati, per un totale di 22 ore di corso. Gli elaborati sono consistiti in un paper (min4.000/max6.000 battute spazi inclusi) e un indice ragionato di almeno due moduli di lezione (contenuti, testi, autori, metodologia e tempistiche) sulle tematiche svolte.
Ciascun docente partecipante che ha frequentato almeno il 75% delle ore complessive ha ricevuto un attestato di partecipazione pari a una Unità Formativa (20 ore).

L’Atelier dell’errore, a teatro una nuova sfida

Domenica 18, ore 16
Teatro dell’Arte di Milano (Viale Emilio Alemagna, 14)

Piccola Liturgia Errante è un progetto ambizioso, la prima drammaturgia realizzata dall’Atelier dell’Errore totalmente autarchica e “urgentemente autentica”. Nato nel 2002 dall’artista Luca Santiago Mora, l’Atelier dell’Errore è un laboratorio di arti visive ideato per il servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Reggio Emilia e, dal 2013 per quello dell’A.O. Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In questi sedici anni, si è rivelato validocomplemento all’attività clinica, ma anche vera e propria “opera d’arte relazionale”. Dopo diverse partecipazioni internazionali legate all’arte contemporanea, nell’aprile 2017 l’Atelier è chiamato dal Teatro delle Albe e dalla redazione di Doppiozero a presentare il proprio lavoro nell’ambito del festival Enter ed è così che nasce Piccola Liturgia Errante.
Una sorta di reading-video-performance in veste liturgica in cui gli straordinari protagonisti danno vita, attraverso letture, oracoli, profezie e drammatizzazioni dal Vangelo dell’Atelier dell’Errore, a un’esperienza davvero unica e irripetibile.

Ingresso libero prenotazione obbligatoria: biglietteria.teatro@triennale.org

Testori a Bookcity

Sabato 17 novembre, ore 18
Spazio MiFac (via santa Marta 18)
Tra Roserio e Milano. La bicicletta di Giovanni Testori
Con Luca Doninelli e Roberto Perrone. Modera Giuseppe Frangi

A oltre 60 anni dalla sua pubblicazione è appena uscita, nella versione originale, la riedizione del primo romanzo di Giovanni Testori, il dio di Roserio, che si avvale della prefazione di Fabrizio Gifuni. A discutere della straordinaria attualità del grande scrittore milanese sono il suo allievo più importante, lo scrittore Luca Doninelli, autore di Una gratitudine senza debiti (La nave di teseo), dedicato proprio alla sua amicizia con Testori, Roberto Perrone, giornalista sportivo e scrittore anche lui (La seconda vita di Annibale Canessa, L’estate degli inganni, entrambi Rizzoli)


Domenica 18 novembre, ore 12,30
Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler
“Ritratti miei di me. I Testori a Teatro i”
Con Maurizio Porro, Federica Fracassi, Francesca Garolla, e Renzo Martinelli. Modera Giuseppe Frangi

Ritratti miei di me, pubblicato da Casa Testori e curato da Giuseppe Frangi con un’introduzione di Maurizio Porro, è il libro raccoglie i materiali del percorso testoriano realizzato da Teatro i tra 2016 e 2018, tra spettacoli, incontri e approfondimenti. All’interno del volume troviamo le trascrizioni degli incontri con artisti e intellettuali che hanno condiviso con Testori parti del proprio cammino artistico e che hanno illuminato il pubblico di Teatro i sull’attualità della sua produzione letteraria. Il libro sarà presentato da Maurizio Porro e dai tre direttori artistici di Teatro i (Renzo Martinelli, regista, Francesca Garolla, dramaturg, e Federica Fracassi, attrice).

Un documentario su Testori in onda su Rai5

Un programma a cura di Isabella Donfrancesco con Alessandra Urbani

Visibile ora su Raiplay la puntata dedicata a Testori all’interno della serie “L’altro ’900”. Le due autrici del programma hanno preso spunto da una frase di  Giovanni Testori, per procedere nella loro ricerca: «La vita è una cosa terribilmente seria, che non può essere buttata, ma che va percorsa come un grande dono e un grande sacrificio, va attraversata tutta, tutta messa sulle proprie spalle, mai evitata, perché diventi luogo di speranza e non di disperazione». A 25 anni dalla morte Testori è ancora presente tra gli affetti che con lui hanno condiviso arte, palcoscenico, pagine e momenti di vita familiare. A seguire, Rai Cultura propone in versione restaurata il film “Rocco e i suoi fratelli”, in onda dalle 22.10, ispirato all’opera di Testori “Il ponte della Ghisolfa” e introdotto da Cristina Battocletti.

 

 

Rocco Manzi – Storia e storie di un sognatore

Il cielo d’inverno sopra Milano si colora di giallo e turchese.
Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore

Impulsi di vita, visioni fantastiche e magiche di cieli stellati, fiori cosmici e profondità marine. Per due settimane Milano ospita le opere di Rocco Manzi (1959-2016) nella mostra “Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore. Opere 1987-2007”. Si tratta di un viaggio nel mondo sorprendente di un artista tutto da scoprire.

Manzi, scomparso giovane nel 2015, ha operato a Milano a partire dalla seconda metà degli anni ‘80, viaggiando poi in tutto il mondo. Nelle sue tele ha trasferito una sensibilità molto personale in particolare nei suoi soggetti floreali. Fiori che diventano stelle e che a loro volta, scrive Giuseppe Frangi, tra i curatori della mostra, “sembrano stilizzazioni di angeli”.

Il cielo sopra Milano, e in particolare sopra la periferia nord di Milano, dove Manzi è nato e cresciuto, si incendia nei suoi quadri di turchese e di giallo che, scrive sempre Frangi, apre un varco nel cielo di piombo dell’inverno. Per questi motivi la mostra ha visto il coinvolgimento di una realtà culturale attiva nello stesso territorio come Casa Testori. Le opere esposte in mostra verranno presentate in relazione a fatti salienti che hanno segnato la vita della città e del suo territorio negli stessi periodi. Fatti che trovano echi nei lavori di Manzi.

La mostra è un tassello di Movemen: un mese di iniziative promosse da Lega Tumori Lilt Milano perprevenire i tumori maschili.

Vernissage venerdì 9 novembre alle ore 18.30. MiFac, via Santa Marta 18.
 “Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore. Opere 1987-2007
A cura di Biagio D’Angelo e Giuseppe Frangi

Galleria MiFac
Via Santa Marta 18, Milano
10-24 novembre 2018
Lun-Ven: 14.00-19.00
 | Sabato: 10.00-19.00
Domenica 18 novembre aperto
www.roccomanzi.it

Ufficio stampa
K words, Piazza Sicilia 6
Biagio D’Angelo 338.62.48.285