Giovanni Testori

Giovanni Testori ritorna a Casa

 

DURANTE LE VACANZE NATALIZIE SIAMO CHIUSI
RIAPRIAMO MARTEDI 2 GENNAIO

 

La Biblioteca, i Quadri e i Diritti


VISITA GUIDATA
Con Davide Dall’Ombra accompagnato dall’attrice Angela Dematté che leggerà brani testoriani.
Domenica 3 dicembre, ore 17:30

La visita è gratuita, si consiglia la prenotazione a: info@casatestori.it


ORARI
Lun – Ven 10.00 -13.00 | 14.00 – 20.00
Sab – Dom su prenotazione


LA MOSTRA
Bisogna festeggiare! Torna sulle pareti della Casa di Novate la grande Biblioteca di Giovanni Testori: migliaia di volumi d’arte, monografie dell’8 e ’900, libri sull’arte lombarda, ma anche alcuni nuclei imprevedibili dedicati a manufatti sudamericani o africani.

E la sorpresa non finisce qui. Con l’occasione, l’Associazione Giovanni Testori ha acquisito anche un importante nucleo di oltre 40 dipinti e un centinaio di disegni, che permettono di presentare l’intero percorso di Testori pittore, dagli anni Quaranta agli anni Novanta.

Sono passi importanti, cui si affianca una terza e forse più importante novità: l’acquisizione dei diritti di Giovanni Testori, con i quali l’Associazione entra nel merito di una nuova gestione delle pubblicazioni e delle messinscene testoriane.


Inaugurazione domenica 8 ottobre, ore 17:30

Vi aspettiamo per scoprire in anteprima un primo assaggio della Biblioteca e della raccolta di dipinti, nonché per raccogliere idee per questo nuovo inizio.

Saranno con noi Giovanni Agosti, Luca DoninelliFederica Fracassi.

En Corps… Testori, ancora

 

scan-ritratti-100041

PERCORSO TESTORIANO

con Giovanni Agosti, Franco Branciaroli, Luca Doninelli,
Fabio Francione, Giuseppe Frangi, Sandro Lombardi, Andrée Ruth Shammah

Il Teatro i di Milano organizza una serie di incontri su Giovanni Testori
Tracciando una mappa, un reticolo di sentieri fatto di percorsi umani e artistici, che porterà, attraverso memorabili affondi, a ciò che può significare “parlare” Testori oggi.

sarà un indagine sulla sua memoria, sul suo ripresentarsi nel nostro presente, e nel lavoro degli artisti e nelle riflessioni degli studiosi.
È impossibile affrontare Testori e la sua lingua prescindendo dal confronto con chi, insieme a lui, ha dato alla luce il suo teatro e dunque, in qualche modo, scrivendola sulla propria carne, ha dato vita alla sua lingua.

Ancora una volta Testori e sempre en corps, nel corpo, di Testori.

PROGRAMMA:

giovedì 20 ottobre
h. 19.30
Sandro Lombardi legge i Tre Lai / a seguire incontra Giovanni Agosti
Sala #Teatroi

lunedì 31 ottobre
h. 19.30
Franco Branciaroli e Giuseppe Frangi
Sala #Teatroi

mercoledì 9 novembre
h. 19.30
Luca Doninelli
Sala #Teatroi

domenica 20 novembre
h. 17.00
Spettacolo: Erodiàs / produzione Teatro i**
a seguire: Incontro: Fabio Francione*

mercoledì 30 novembre
h. 19.30
Spettacolo: Erodiàs / produzione Teatro i**
a seguire: Andrée Ruth Shammah in dialogo con Giuseppe Frangi

* Gli incontri sono gratuiti. È consigliata la prenotazione
** Intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26 e scuole di teatro: 11,50 euro / over 60: 9 euro / giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro / amici di i: da 12 euro a 5 euro

Fotografare Gaudenzio

P1080432

Inaugurazione: Domenica 26 Giugno 2016

Spazio Testori

Tre giovani artiste, Sofia Bersanelli, Giulia Riva ed Elisabetta Polelli hanno lavorato con la macchina fotografica attorno alle sculture del Sacro Monte esposte ad aprile a Casa Testori. Sono state guidate da Angelo Barone, a sua volta artista, fotografo e docente. La sfida era quella di capire in che modo artisti delle nuove generazioni intercettano e rivisitano queste forme del nostro passato; quale dialogo si crea tra loro e un monumento affascinante ma a volte percepito “lontano” come il Sacro Monte. Le tre giovani artiste hanno interpretato con molta libertà e creatività quei capolavori, realizzando ciascuna dei sorprendenti percorsi per immagini.

Ora i lavori realizzati in questo laboratorio vengono esposti a Casa Testori: in occasione della presentazione Angelo Barone (autore della foto qui sopra) e le artiste dialogheranno con la direttrice del Sacro Monte Elena De Filippis.

A DOPPIO SENSO – Incontro con artisti e curatori

Sabato 25 giugno, dalle 17

Andrea Bianconi e Matteo Negri presentano i volumi pubblicati in occasione della mostra estiva di Casa Testori. I due artisti saranno protagonisti di due incontri con il pubblico, in cui verranno presentati i due volumi pubblicati in occasione della mostra. Saranno presenti anche i critici Luigi Meneghelli, curatore della mostra di Bianconi, e Daniele Capra, curatore della mostra di Negri, che dialogherà con Flaminio Gualdoni. Nell’occasione gli artisti saranno disponibili ad accompagnare il pubblico nella visita. La mostra coinvolge in modo molto attivo il pubblico come ha sottolineato Chiara Gatti che ha firmato la recensione per Repubblica. «L’arte gioca a mutare la percezione dei luoghi. Accade a Casa Testori dove un tandem di giovani artisti, Andrea Bianconi e Matteo Negri ha messo mano agli ambienti della villa appartenuta a Giovanni Testori trasformandola in una scatola delle meraviglie, un carosello di suoni e colori destinati a cambiare i connotati del luogo».

Intanto prosegue con grande adesione di pubblico la performance collettiva lanciata da Andrea Bianconi. Il pubblico è invitato a fare una libera interpretazione del volto dell’artista, disegnando su una cartolina dove è stampato un suo ritratto frontale in bianco e nero. La cartolina viene consegnata alle persone che visitano la mostra. Sono già oltre 300 le cartoline arrivate e pubblicate sull’account Instagram: draw.me.project

 

Incontro di presentazione dei due cataloghi:

h. 17:30
YOU AND MYSELF. PERFORMANCE 2006 — 2016
con ANDREA BIANCONI e il curatore LUIGI MENEGHELLI

h. 18:30
SPLENDIDA VILLA CON GIARDINO, VISTE INCANTEVOLI
con MATTEO NEGRI, il curatore DANIELE CAPRA e il critico d’arte FLAMINIO GUALDONI

modera GIUSEPPE FRANGI

seguirà aperitivo!

2 X 1000 a Casa Testori

Web_2x1000

 Sostieni Casa Testori con il nuovo 2×1000 alla cultura 

Da quest’anno è possibile destinare il 2×1000 della propria Irpef a favore di un’associazione culturale. Inserisci il nostro codice fiscale:

06989720963

.
È un gesto gratuito per chi lo fa ma di grande importanza per noi!
NON preclude in alcun modo la destinazione dell’8×1000 e del 5×1000 a chi vuoi tu.

Le modalità sono le stesse del 5×1000: per esprimere la scelta a favore di una delle associazioni culturali ammesse al beneficio, il contribuente bisogna apporre la propria firma nell’apposito riquadro presente nei modelli CUD, 730 e UNICO indicando il codice fiscale dell’associazione cui vuole destinare la quota del due per mille. Anche i contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione possono scegliere di destinare l’otto, il cinque e il due per mille dell’Irpef, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di certificazione unica 2016 ovvero al modello Unico Persone fisiche.

per informazioni: info@casatestori.it

Matteo Negri, Splendida villa con giardino, viste incantevoli


Gallery


Mostra

a cura di Daniele Capra

 Sei interventi scultorei site specific per gli spazi del piano terra e per il giardino della dimora di Novate Milanese. “Splendida villa con giardino, viste incantevoli”, mostra personale di Matteo Negri è il progetto, di grande impatto visivo, che ribalta il punto di vista e le modalità fruizione del luogo: le opere ospitate nelle stanze della casa saranno, infatti visibili solo dall’esterno, spingendo il visitatore a essere nel contempo osservatore e protagonista. La mostra, curata da Daniele Capra, è corredata da una pubblicazione bilingue con le immagini delle opere negli spazi della casa, i testi del curatore, un contributo critico di Flaminio Gualdoni e un’intervista all’artista di Giuseppe Frangi. L’evento, assieme alla personale di Andrea Bianconi, fa parte della mostra A doppio senso, la grande mostra della stagione estiva di Casa Testori.
Splendida villa con giardino, viste incantevoli, il cui titolo allude al lessico impiegato negli annunci di compravendita immobiliare, nasce dall’analisi delle funzionalità delle singole stanze di una casa, connotate ciascuna da finalità abitative di ordine differente. Negri sceglie, invece, di cambiare visivamente la loro destinazione d’uso, trasformando ciascun spazio in un luogo fisicamente inaccessibile alle persone, ma visibile dalle finestre del giardino. L’osservatore non è così banalmente attore passivo di un percorso già stabilito, quanto invece persona esortata ad andare alla scoperta dei contenuti proposti, flâneur che interagisce con gli stimoli ambientali che gli si pongono innanzi.

Le opere di Splendida villa con giardino, viste incantevoli – che testimoniano la poliedrica abilità di Matteo Negri – spaziano da installazioni di carattere ambientale, realizzate con specchi speciali e luci teatrali, a sculture in cui vengono impiegati materiali compositi (come resine epossidiche, silicone), sino al più classico bronzo, utilizzato per la grande scultura rotante che occupa lo spazio nella veranda della dimora Testori.

La mostra è realizzata in collaborazione con ABC-ARTE, Genova.

La ricerca di Matteo Negri (San Donato, 1982) è caratterizzata da un interesse prevalente per la scultura, benché non manchino lavori di carattere bidimensionale. Ospitate frequentemente in contesti pubblici, come ad esempio in Piazza Gae Aulenti a Milano (Multiplicity, 2015) e in diverse piazze a Parigi (L’egosÏme 2010), le sue opere attivano gli spazi con un senso di ludica meraviglia.

Catalogo: con testi di Flaminio Gualdoni, Giuseppe Frangi e del curatore Daniele Capra


News

LA MOSTRA É STATA PROROGATA FINO AL 22 OTTOBRE CON 2 NUOVE ISTALLAZIONI
8 ottobre dalle 17 inaugurazione delle due nuove installazioni
9 – 22 ottobre:
Martedì – Venerdì: 10 – 18
Sabato: 14 – 20

Andrea Bianconi, You and Myself – Performance 2006/2016


Gallery


Mostra

a cura di Luigi Meneghelli

Con “You and Myself” Andrea Bianconi (Vicenza, 1974) torna a Casa Testori, occupando gran parte delle stanze, con il suo bagaglio di performance lungo dieci anni in cui l’artista impiega il corpo come linguaggio espressivo e matrice di segno. Un segno che non cerca l’esibizione spettacolare, la rivelazione provocatoria, ma che acquisisce il proprio essere (la propria identità), cessando di essere segno di qualche cosa. È come se non avesse niente da dire, ma solo una serie di eventi da suggerire, da far intuire. Nelle sue performance siamo invitati a cercare anche ciò che non c’è (che non si vede, che non si sente), a intuire l’alternativa possibile, l’altra faccia del mondo. A stanare il soggetto che si nasconde nell’altro (o nell’altrove). Il myself che si con-fonde con you. La sua è la poetica dello spostamento e della transizione continua. La mostra ripercorre l’intero iter performativo di Bianconi: accanto ad azioni poste sotto il segno del ludico (della sorpresa, dello stupore), ad azioni minimali, sommesse, incantatorie, Bianconi sviluppa altre performance che implicano autentiche “recite collettive”. L’artista non si pone stretti limiti disciplinari, regole, gerarchie, se non quelli di aprirsi all’altro, al pubblico, per destare stupore, incredulità, interrogativi. Spesso, la performance di Bianconi ha a che fare con una sorta di “divertimento artistico”: è una gag, una serie di gesti apparentemente gratuiti, di risibili azioni ludiche. Alla pari degli attori dei film muti (o dei bambini) a lui piace nascondersi e apparire in scena all’improvviso. Soprattutto le maschere fanno la loro apparizione come strumenti di difesa, di fuga, di falsità. In Trap for the Minds (del 2012), l’artista se le mette e se le toglie ossessivamente, fino ad arrivare all’ultima che non è altro che la riproduzione della sua stessa faccia. E molte sono le immagini delle “trappole” di cui Bianconi dissemina i luoghi delle sue performance: scatole, specchi, gabbie, maschere che spesso vengono indossate dai protagonisti, senza che si capisca mai fino in fondo se, questo, avvenga per rinchiudersi, isolarsi o per vivere l’esperienza della dispersione, dello sconfinamento, delle associazioni imprevedibili.

Andrea Bianconi vive e lavora tra Vicenza e Brooklyn. Fra le sue recenti esposizioni, una public performance tra la Piazza Rossa, il Cremlino e il Manege Valencia, Madrid, New York, United Arab Emirates, Basilea, Palazzo Reale, Milano, Shanghai. Nel 2011 Charta ha pubblicato la sua prima monografia, nel 2012 Cura.Books  il suo primo libro d’artista “ROMANCE” e nel 2013 il secondo dal titolo “FABLE”. Entrambi fanno parte della collezione del MoMA, NYC.

Catalogo: Silvana Editoriale, con testi di Luigi Meneghelli, Jean Paul Gavard Perret, Andrea Bianconi e un’intervista di Giuseppe Frangi


News

LA MOSTRA É STATA PROROGATA FINO AL 22 OTTOBRE CON 2 NUOVE ISTALLAZIONI
8 ottobre dalle 17 inaugurazione delle due nuove installazioni
9 – 22 ottobre:
Martedì – Venerdì: 10 – 18
Sabato: 14 – 20

Studi di anatomia

Stanza 7
«Oggi Gèricault continua a essere per Testori un punto di partenza. La sua lezione e il suo ricordo sopravvivono all’idea del frammento anatomico abbandonato a se stesso, muto intreccio di gambe e braccia tagliate. Ma Testori ha fatto un passo più in là , non ha più bisogno di macelleria. Non c’è più bisogno di tagliare, di mozzare gambe e braccia per poi annodarle in un fiocco, in una natura morta a luce notturna. Basta dipingere un sesso, per ottenere lo stesso effetto di mutilazione. Basta il frammento anatomico e genitale in sè. […] La superficie si crepa lasciando aperti degli spazi, dei vuoti simili a crateri di luce. E in questi spazi la luce non irrompe, ma scoppia. […] La luce è risucchiata dal nulla, è solo un intervento di tenebra. È il buio che la produce. Così prendono corpo, insieme alla loro luminosità , forme che non sono forme ma ectoplasmi, fantasmi di capezzoli, seni, vulve, glutei, improvvisamente materializzati quanto pronti a ritornare precipitosamente sui loro passi, a dissolversi nel buio di un pozzo. Immagini assurdamente plastiche, assurdamente carnose, perchè non c’è nessuna distinzione fra la loro forma e lo sfolgorio della loro effimera e attonita luce.»
Cesare Garboli, 1975.

Nel 1975 Testori espone alla storica galleria del Naviglio di Milano una serie di grandi carte realizzate a grafite, con soggetti anatomici e sensuali fiori carnosi.

Infera Mediolani

Stanza 10
Alla fine degli anni Ottanta, Testori viene coinvolto nel dibattito cittadino per la realizzazione del nuovo cimitero di Novate. Risalgono a questo momento alcuni piccoli disegni di sapore apocalittico che preannunciano il tenore drammatico dei suoi ultimi anni di vita, segnati dalla malattia. Tra il 1989 e il 1993, Testori entra ed esce dagli ospedali, ma questo non allenta di certo la sua vena creativa che, semmai, riceve dalla fatica ancor più energia. È così che, in quegli anni, Testori dà  vita a numerosi scritti, spesso solo abbozzati, ma ripresi in mano fino agli ultimi giorni. Nasce in questo contesto una delle sue opere più importanti, pubblicata postuma:

I Tre Lai.
Nel giugno del 1991, durante un ricovero all’Ospedale San Raffaele, i manoscritti registrano l’elaborazione di una nuova raccolta di racconti, intitolata Infera Mediolani e, per l’occasione, ricompaiono tra le pagine manoscritte iscrizioni decorate e bellissimi disegni. Torna così il tema caro a Testori fin dagli anni Sessanta: del gennaio 1992 è un bellissimo tramonto realizzato a piena pagina, mentre era convalescente a Varese e a un altro dei ricoveri al San Raffaele, probabilmente nel 1993, risale un ciclo di otto piccoli tramonti, realizzati su cartoncino. Qui l’impetuoso mare di colore, la forzatura delle forme, la ricchezza del disegno e il tassellarsi della materia, si concentrano in poche linee che, solcando il bianco, s’accendono per alleggerirsi.

Le Crocifissioni

Stanza 9

La pena,
mio Cristo,
mio re,
la pena di Te
nel disfarsi di rose
sull’onda che calma
s’ostende!
La pena di Chi
mi pretende
ed esige totale,
imparziale,
spogliato
d’ogni altra attrazione
che non sia la fusione
con lei,
la Tua fame,
con chi non ha pane, con chi non ha spazio
nè tempo
per dare respiro
al suo cuore,
con chi non ha amore,
ma strazio,
catene,
dolore!
G. Testori, Ossa mea, 1983.

Al 1981 risale l’avvio di un ciclo di venti pastelli dedicati al tema della Croce. I primi otto, di formato leggermente inferiore agli altri, sono databili con certezza al 1981, i restanti potrebbero essere stati realizzati in un momento di poco successivo. Testori, con un piccolo disegno a penna, indica anche una possibile disposizione dei disegni, non è noto se per una mostra o per un volume.