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Matteo Negri, Splendida villa con giardino, viste incantevoli


Gallery


Mostra

a cura di Daniele Capra

 Sei interventi scultorei site specific per gli spazi del piano terra e per il giardino della dimora di Novate Milanese. “Splendida villa con giardino, viste incantevoli”, mostra personale di Matteo Negri è il progetto, di grande impatto visivo, che ribalta il punto di vista e le modalità fruizione del luogo: le opere ospitate nelle stanze della casa saranno, infatti visibili solo dall’esterno, spingendo il visitatore a essere nel contempo osservatore e protagonista. La mostra, curata da Daniele Capra, è corredata da una pubblicazione bilingue con le immagini delle opere negli spazi della casa, i testi del curatore, un contributo critico di Flaminio Gualdoni e un’intervista all’artista di Giuseppe Frangi. L’evento, assieme alla personale di Andrea Bianconi, fa parte della mostra A doppio senso, la grande mostra della stagione estiva di Casa Testori.
Splendida villa con giardino, viste incantevoli, il cui titolo allude al lessico impiegato negli annunci di compravendita immobiliare, nasce dall’analisi delle funzionalità delle singole stanze di una casa, connotate ciascuna da finalità abitative di ordine differente. Negri sceglie, invece, di cambiare visivamente la loro destinazione d’uso, trasformando ciascun spazio in un luogo fisicamente inaccessibile alle persone, ma visibile dalle finestre del giardino. L’osservatore non è così banalmente attore passivo di un percorso già stabilito, quanto invece persona esortata ad andare alla scoperta dei contenuti proposti, flâneur che interagisce con gli stimoli ambientali che gli si pongono innanzi.

Le opere di Splendida villa con giardino, viste incantevoli – che testimoniano la poliedrica abilità di Matteo Negri – spaziano da installazioni di carattere ambientale, realizzate con specchi speciali e luci teatrali, a sculture in cui vengono impiegati materiali compositi (come resine epossidiche, silicone), sino al più classico bronzo, utilizzato per la grande scultura rotante che occupa lo spazio nella veranda della dimora Testori.

La mostra è realizzata in collaborazione con ABC-ARTE, Genova.

La ricerca di Matteo Negri (San Donato, 1982) è caratterizzata da un interesse prevalente per la scultura, benché non manchino lavori di carattere bidimensionale. Ospitate frequentemente in contesti pubblici, come ad esempio in Piazza Gae Aulenti a Milano (Multiplicity, 2015) e in diverse piazze a Parigi (L’egosÏme 2010), le sue opere attivano gli spazi con un senso di ludica meraviglia.

Catalogo: con testi di Flaminio Gualdoni, Giuseppe Frangi e del curatore Daniele Capra


News

LA MOSTRA É STATA PROROGATA FINO AL 22 OTTOBRE CON 2 NUOVE ISTALLAZIONI
8 ottobre dalle 17 inaugurazione delle due nuove installazioni
9 – 22 ottobre:
Martedì – Venerdì: 10 – 18
Sabato: 14 – 20

2. YI ZHOU, Spazio di confine

Stanza 2

I suoi lavori esplorano le radici dell’iperrealismo e del neo-realismo: da una parte trae forme visibili e tangibili dai sogni e dall’immaginazione, dall’altra prende alcuni aspetti surreali dalla natura stessa. Le sue opere rappresentano una complessa sintesi di immaginazione, letteratura, mitologia, filosofia e nuova tecnologia, impregnate di cultura cinese e mediterranea. Video, istallazioni, disegni, tutti i suoi lavori introducono la magia inquietante dei caratteri virtuali in paesaggi soprannaturali così come la realtà  effimera della vita, dell’amore e della morte, attraverso il linguaggio simbolico dell’inconscio. Yi Zhou presenta una visione della vita che trascende da tempo e spazio, con ironia e leggerezza.
Carlotta Testori

Il mio lavoro è nato nell’epoca virtuale. Trascorriamo gran parte del nostro tempo al computer, al cellulare o davanti ad uno schermo. Sempre meno in relazione con il reale, con il fisico. Le mie opere sono situate in un punto in movimento nel tempo e nello spazio, dove passato e futuro si mescolano nel presente. Come creature, strutture con una vita parallela, dove tutto e niente è possibile senza il tempo, in uno spazio di confine e senza vincoli. Luoghi, paesaggi, scene, e creature che rappresento potrebbero apparire familiari a un primo sguardo. Ma immediatamente ci si domanda se queste cose sono già  esistite o semplicemente generate al computer. Se si basano su riferimenti precedenti o puramente generati dall’immaginazione; se il lavoro potrebbe venire da tempi antichi o da futuristici mondi esterni, creazioni di un vertiginoso, inaspettato e inesperto sentimento. E alcuni pezzi scultorei ci fanno fuggire dal presente virtuale. Ma sono pochi, così noi continuiamo a vivere in un mondo nel quale troppa realtà , troppe cose fisiche potrebbero risvegliarci dal sogno del presente virtuale.
Yi Zhou

Yi Zhou è nata in Cina, ha vissuto a Roma dall’età  di 10 anni. Ha studiato tra Londra e Parigi, si è diplomata in Scienze Politiche e ora vive tra Parigi e Shanghai. Nel 2002 ha tenuto la sua prima mostra personale Y Game al Noirmont Prospect di Parigi. Nel 2004 ha realizzato la performance Mountaintank al Deitch Projects di New York. Nel 2005 le sue opere sono state esposte alla Galerie Jerome de Noirmount di Parigi e nel 2006 ha realizzato il progetto Three Cantos, Prefiguration: Inferno, Purgatorio, Paradiso a Palazzo Vecchio di Firenze, con una performance in Piazza della Signoria. Nel 2007 ha tenuto la mostra Il passato è remoto anzi sarà  sempre presente. Una scultura, un video, un anello alla Galleria Nicola Ricci di Petrasanta e nello stesso anno ha presentato il video Avatar al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Nel 2008 ha realizzato la mostra My Heart Laid Bare alla Ooi Botos gallery di Hong Kong e Hear, Earth, Heart alla Galerie Jerome de Noirmount di Parigi. Nello stesso anno il video Paradise è stato selezionato per la competizione ufficiale al Sundance film Festival. Nel 2009 le sue opere sono state esposte a Basel Art Fair, a Basel Miami Art Fair e al SuZhou Trou Color Museum of Contemporary Art.