Studi di anatomia

Stanza 7
«Oggi Gèricault continua a essere per Testori un punto di partenza. La sua lezione e il suo ricordo sopravvivono all’idea del frammento anatomico abbandonato a se stesso, muto intreccio di gambe e braccia tagliate. Ma Testori ha fatto un passo più in là , non ha più bisogno di macelleria. Non c’è più bisogno di tagliare, di mozzare gambe e braccia per poi annodarle in un fiocco, in una natura morta a luce notturna. Basta dipingere un sesso, per ottenere lo stesso effetto di mutilazione. Basta il frammento anatomico e genitale in sè. […] La superficie si crepa lasciando aperti degli spazi, dei vuoti simili a crateri di luce. E in questi spazi la luce non irrompe, ma scoppia. […] La luce è risucchiata dal nulla, è solo un intervento di tenebra. È il buio che la produce. Così prendono corpo, insieme alla loro luminosità , forme che non sono forme ma ectoplasmi, fantasmi di capezzoli, seni, vulve, glutei, improvvisamente materializzati quanto pronti a ritornare precipitosamente sui loro passi, a dissolversi nel buio di un pozzo. Immagini assurdamente plastiche, assurdamente carnose, perchè non c’è nessuna distinzione fra la loro forma e lo sfolgorio della loro effimera e attonita luce.»
Cesare Garboli, 1975.

Nel 1975 Testori espone alla storica galleria del Naviglio di Milano una serie di grandi carte realizzate a grafite, con soggetti anatomici e sensuali fiori carnosi.

Posted on: 25 Maggio 2014, by : admin