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ARTE CONTRO LA CORRUZIONE

Un progetto di Casa Testori
A cura di Giuseppe Frangi e Davide Dall’Ombra
Casa Testori
9 Aprile – 11 Giugno 2017

Mimmo_Paladino,Low

PERCHÉ QUESTA MOSTRA
Carlo Maria Pinardi 

Casa Testori con questa iniziativa di “arte CONTRO la corruzione” ha voluto avvicinarsi sempre di più a temi nuovi per trattare la relazione tra l’arte, l’economia e la società in senso lato, con modalità crediamo originali. Siamo partiti dalla convinzione che ci sia bisogno di movimentare tutte le energie di questa società, in particolare le sue energie pulite e migliori, per combattere il fenomeno della corruzione. Ci siamo chiesti come l’arte potesse entrare in gioco su questa sfida, che al di là delle ragioni di ordine morale. È una sfida per dare un futuro al nostro Paese. La corruzione è un fenomeno che ci impoverisce giorno per giorno, che ci rende meno competitivi e che, quindi, sottrae prospettive ai giovani. L’arte può essere un fattore che aiuta il crescere di una coscienza nuova? Un fattore che stimoli i giovani ad amare la legalità, ad impegnarsi sempre di più nella lotta ai fenomeni che corrompono questa società? Il percorso si è snodato su un doppio binario. Abbiamo organizzato tre incontri, ospitati al Teatro Franco Parenti, imperniati sul confronto tra artisti e personaggi pubblici che in questi anni sono assurti a simbolo della lotta alla corruzione. È stato un modo per portare il dibattito lanciato da Casa Testori oltre le mura della casa, per portarlo nel cuore di Milano. Il secondo binario, invece, è coinciso con la mostra organizzata a Casa Testori, dove i circa trenta artisti interpellati hanno proposto loro opere come riflessioni sul tema. Come avvenuto in occasione degli incontri, anche per la mostra a Casa Testori la risposta degli artisti è andata al di là delle aspettative: nessuno si è tirato indietro, a conferma di una consapevolezza acquisita rispetto alla funzione civile che l’essere artista oggi comporta. Gli incontri e la mostra si sono snodati con percorsi sorprendenti, senza parole d’ordine, lanciando tante sollecitazioni. Naturalmente ci sono stati approcci dialettici, ma tutti dettati dalla coscienza dell’urgenza di rispondere alla domanda posta: in che modo l’arte può dire la sua nella lotta al flagello della corruzione? 

LA MOSTRA

Dopo i tre incontri ospitati al Teatro Franco Parenti, il progetto “arte CONTRO la corruzione” approda a Casa Testori con una mostra che è anche una scommessa: come può l’arte sollecitare l’attenzione e sensibilità civile attorno ad un tema cruciale per la qualità della vita delle persone? Come dimostra il recente World Happiness Report stilato dall’Onu, la corruzione incide in modo decisivo sulla dimensione di felicità delle persone: i Paesi che meno proteggono i cittadini dai meccanismi di corruzione occupano posizioni molto basse, e l’Italia è tra questi.
L’adesione di tanti artisti alla proposta lanciata da Casa Testori, artisti anche di primo livello, dimostra che la scommessa è molto più sentita di quanto si possa immaginare. E che quindi l’arte non vuole stare ai margini, nella consapevolezza che la corruzione è una dinamica che spesso riguarda i meccanismi che la regolano.
La mostra affronta il tema della corruzione non in modo schematico e sloganistico, ma indagando sulle tante implicazioni che il fenomeno ha nella vita delle persone. Il percorso si apre con una grande scultura di Mimmo Paladino, che riassume l’esito di tutte le dinamiche di corruzione: un individuo prigioniero di una selva di cavi, da cui è impossibile liberarsi, quasi immagine di un Laocoonte contemporaneo impossibilitato a proclamare la propria verità. Emilio Isgrò, protagonista di uno degli incontri tenuti al Teatro Franco Parenti (con il procuratore Franco Greco), porta a Casa Testori una delle sue opere più emblematiche dal punto di vista del messaggio civile: la Costituzione cancellata. Corruzione incrocia anche fenomeni globali come la migrazione e in mostra lo documenteranno due grandi opere di Corrado Levi e di Tindar: rispettivamente un maestro e un giovane artista fianco a fianco, com’è da sempre nel DNA di Casa Testori.
Non mancheranno opere di grande intensità drammatica che sono anche testimonianza di quanto la lotta alla corruzione possa essere pagata in prima persona dagli artisti: com’è il caso di Regina José Galindo, guatemalteca, presente con un suo celebre video, di efficacia impressionante.
E non mancheranno le presenze a sorpresa, come quella di Antonio Marras, stilista e artista, che porta a Casa Testori un’opera emblematica già nel titolo: Malelingue, rappresentazione della doppiezza che sta sempre alla base di ogni fenomeno di corruzione.
Il percorso della mostra è affascinante e molto intenso. Del resto, la sfida è quanto mai interessante: capire come oggi l’arte sappia implicarsi in modo libero, non ideologico e non moralistico su un tema tanto drammaticamente pervasivo.

GLI ARTISTI

Yazmany Arboleda, Stefano ArientiArtLords, Letizia BattagliaFilippo Berta, Bertozzi & Casoni, Andrea Bianconi, Adele Ceraudo, Marco Cingolani, Gianni Dessì, Marica Fasoli, Francesco FossatiRegina Josè Galindo, Giovanni Hänninen, Debora Hirsch, Massimo Kaufmann, Emilio Isgrò, Corrado Levi, Antonio Marras, Elena Monzo, Katja Noppes, Mimmo Paladino, Luca Pignatelli, Annalisa Pirovano, Alessandro Roma, Pietro Ruffo, Tindar, Alessandro Verdi, Bingjian Zhang.

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