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La stanza del terrazzo

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C’è Roma a fare da filo conduttore di questa stanza. Tre artiste con diversi approccio affrontano il tema di una città il cui destino ha spesso intrecciato grandezza e corruzione. Emblematica da questo punto di vista l’opera di Elena Monzo, sulla destra, che con il suo stile che sa essere delicato e tagliente nello stesso tempo, lavora sull’immagine simbolo della Città eterna: la lupa. Ma  sotto di lei non troviamo i celebri gemelli bensì figure femminili nude, che richiamano l’immagine di una nuova Babilonia, accentuata da una vestale, una neo Salomè che, appoggiata alla nicchia, si pro-pone. 

Il lavoro di Marica Fasoli nella parete di fronte si richiama invece ad un episodio celebre e ai confini del credibile nella Roma in cui il potere papale era all’apice. Si tratta del regalo che Manuele I, re del Portogallo, fece nel 1514 a Leone X, uno straordinario elefante albino, chiamato Annone. Quando il “presente” del re passò in corteo per le strade di Roma fu un vero trionfo. Nel 1962 durante i lavori nei Giardini del Belvedere, alcuni operai si imbatterono nei resti di una grande mascella e di un dente gigantesco. Solo a fine anni ‘80 lo storico Silvio Bedini riuscì a ricostruire la vicenda e a ricollegare quei resti all’elefante Annone, che a Roma non aveva resistito molto, morendo nel 1516. L’elefante, a cui si racconta che il papa si fosse molto affezionato, era diventato il simbolo delle degenerazioni del potere pontificio, pronto a cedere alle lusinghe dei potenti d’Europa. Simbolo anche di una corruzione profonda che avrebbe sollevato l’indignazione degli ambienti filo-luterani. La pubblicazione delle tesi e lo scisma protestante erano alle porte.

In alto, volutamente in disparte, a vegliare e interrogare la Roma divisa tra i due poteri terreni, imperiale e papale, è l’opera di Adele Ceraudo, una fotografia (scattata da Matteo Basilé) in cui la stessa artista posa in croce. Anche in questo caso il richiamo corre inevitabilmente all’episodio di corruzione che sta all’origine della Crocifissione di Gesù.  

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Posted on: 25 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi