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La prima stanza

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Il percorso della mostra prende avvio da una sala in cui al visitatore viene presentato un video con la sintesi del percorso fatto per arrivare a questa mostra: tre incontri per lanciare un dialogo tra chi è in prima linea nella sfida alla corruzione e artisti che hanno avvertito l’importanza di fare loro questa sfida. Michelangelo Pistoletto si è confrontato con Raffaele Cantone, alla testa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione; Emilio Isgrò con Francesco Greco, procuratore capo a  Milano; infine, Stefano Arienti ha dialogato con Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e con Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Di fronte al video è posta una coppia di opere emblematiche: è l’Italia sottosopra di Andrea Bianconi, artista vicentino che vive e lavora tra il nostro Paese e gli Stati Uniti e che con questo dittico ha voluto essere felicemente schietto: con il segno sottile ed esatto della sua penna acrilica – segno che sembra quello di un sismografo – traccia una cartina secondo la prospettiva resa celebre dall’opera di Luciano Fabro del 1968. L’Italia come Paese ribaltato e sulla soglia di implodere. Con il suo tratto delicato Bianconi lancia un morbido avvertimento. 

Posted on: 25 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi