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LA VERANDA

Tre artisti diversi, per stile e generazioni, si confrontano in questo che è uno degli spazi più magici di Casa Testori. E qui il discorso sulla corruzione diventa interno all’arte, come un’energia che intacca il manufatto da dentro: è quanto sembrano comunicarci le due sculture di ceramica in forma di vaso di Alessandro Roma poste al centro. Uno sta perdendo la sua stessa forma regolare; l’altro accoglie fiori a cui però non riesce a dare vita. Il contrasto tra l’anelito alla bellezza costitutivo di due manufatti come questi, e una dinamica invece drasticamente avversa si propone come un trapasso liricamente emblematico. Francesco Fossati, con la sua lapide posta tra le colonne, usa un linguaggio sempre ai confini del verosimile, ponendo l’attenzione su un dato di realtà non eludibile: spesso accade agli artisti di essere loro stessi un anello nel meccanismo perverso della corruzione. La targa di Fossati non vuole raccontare una verità, ma smascherare quel rischio sempre presente di fariseismo. Si possono veicolare messaggi corretti, e intanto attivare meccanismi perversi con le proprie scelte rispetto al mercato: una bella statua può essere strumento per trafficanti di droga. Che resti comunque bella, è un problema che spiazza e fa pensare. Infine, alle pareti, Alessandro Verdi propone due lavori recentissimi, uno dei quali pensato all’interno del progetto “arte CONTRO la corruzione”. Infatti la piccola figura umana che naviga nel vuoto è il prototipo di quelle dipinte sulle colonne della Sala Testori al Teatro Franco Parenti, che aveva ospitato il primo incontro del progetto. Nella seconda carta la piccola figura si rapporta con un grande cosmo, realizzato con un intensissimo pigmento blu.  Un qualcosa di più grande di lui da reggere.

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Posted on: 25 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi