Pigantelli

Luca Pignatelli, MEMORIA E MATERIA NELLA CASA DI TESTORI

Stanza 2
Invitato da Julia Krahn

Per il mio ingresso nella casa di Giovanni Testori ho voluto portare due sole opere, che parlano di me e di lui. Questo Eroe appartiene a un ciclo a cui sto lavorando negli ultimi anni e che parte dal libro di Heinrich Wolfflin, Come fotografare le sculture. L’intento è quello di lavorare con le carte ridipinte sulla statuaria classica; grazie al medium della fotografia, la statua diventa un dipinto e questo mi permette di avvicinarla. Spesso la collocazione museale non rende giustizia all’opera, me la rende sfuggente, m’impedisce quella visione d’insieme che è necessaria per vederla veramente. La pittura cerca di rispondere a questo bisogno, riassumendo in sé tutti i punti di vista necessari e liberando la forza che l’opera vorrebbe esprimere.

Per la seconda immagine ho pensato a Testori, al suo essere un poeta tragico, ed è la prima volta che lavoro in modo serio, sereno e pensoso sul teschio umano. Diversamente da come avviene di solito, non sono partito dalla pagina di un libro, ma ho fatto scattare una foto ad hoc che avesse la composizione, la forza e l’ombra che avevo in mente. È un lavoro che mi riporta indietro, alla mia formazione, quando dipingevo architetture caratterizzate da bucature scure, da questi rapporti tra buio e luce. Guardavo all’amato Bellotto e alle sue ombre, dove le immagini emergono potenti grazie a zone assenti, a cavità. In questo caso si tratta di un cranio umano e, come per i bucrani di animali, a dominare è il mio rapporto privilegiato con il nero. Come nella scrittura, i colori si riducono al minimo, perché quelli che dominano sono i colori dell’assenza: le sfumature del grigio, i colori lunari che portano fin quasi al monocromo, alla grisaille. La tavola è un supporto che non uso mai, ma che mi riporta anche questa ai miei primi lavori, quando dipingevo sulle masoniti rovesciate e sui legni trovati. E poi lavoro sempre sui temi del tempo e della memoria, per questo amo i materiali che hanno avuto una loro storia e che ne portano la traccia.

Luca Pignatelli è nato nel 1962 a Milano, dove vive e lavora.

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