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Kei Mitsuuchi

16. Kei MITSUUCHI, Carne mia

Stanza 16
Invitato da Gianriccardo Piccoli
Kei Mitsuuchi è stata una figura chiave per gli ultimi anni del percorso critico di Giovanni Testori. Lo scrittore ne aveva visto i disegni esposti in una galleria parigina e subito lo aveva spinto a buttarsi su progetti sempre più impegnativi, realizzando un grande ciclo sulla Passione di Cristo. Il percorso culminò nella mostra organizzata nel 1985 alla chiesa di San Carlo al Corso a Milano (oggi tre di quelle grandi tele sono custodite nella parrocchia di San Carlo a Novate Milanese). Kei Mitsuuchi, nato a Kochi, in Giappone, nel 1948, lavora sui temi della Passione facendo della propria immagine il modello per tutti i protagonisti delle scene: un coinvolgimento radicale, potente, che elimina ogni distanza tra l’artista e il racconto dell’episodio.
“Cosa spinge un artista a far di sè l’unica figura possibile per tutte le immagini e le personae che intenda dipingere? – si chiedeva Testori nell’introduzione al catalogo della mostra – Può darsi che, se non l’impossibile risposta, un qualche barlume che rischiari la domanda, magari per ulteriormente illividirla, stia per darlo proprio l’ossessione mitsuuchiana d’essere lui, e lui solo, tutte le figure e tutte le personae della sua cristica tragedia; dato che nessuno, o quasi, lo volle e lo vuole €˜compagno’; non certo, la societas degli intelletti; che è la più invereconda e prava. L’immensità  della solitudine, come potrà  popolarla un dannato a vivere in lei e solo in lei? Se, poi, quel dannato (come per sua dolorosa, esplicita affermazione, risulta essere Kei) ha, quale prima molla a significare la propria esistenza, il €˜bisogno d’espiare’, che potrà  accadere? Chi metterà  egli alla gogna se non se stesso, ove pur dovesse dipingere un principe o un re?”.

 

Kei Mitsuuchi è nato nel 1948 a Kochi in Giappone. Dal 1969 si è trasferito a Parigi. Da anni ha fatto perdere le sue tracce e non si hanno più notizie di lui.