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Dalla mostra la scoperta. Fortuna e consapevolezza per l’arte contemporanea

Ultimi giorni per iscriversi al Webinar Arte contemporanea 2019

Scadono lunedì 25 novembre le iscrizioni al Webinar di Arte contemporanea 2018/2019 sul tema “Dalla mostra la scoperta. Fortuna e consapevolezza per l’arte contemporanea” promosso da Diesse in collaborazione con Tokalon e con la curatela scientifica di Casa Testori.

Il corso è fruibile in presenza o in diretta o in differita streaming anche da casa ed è riconosciuto dal Miur come aggiornamento dei docenti per un tot di 22 ore.

Ecco il programma:
La prima mostra di FOTOGRAFIA alla Gallery 291 del 1905
La galleria newyorkese che portò Cézanne, Matisse e Picasso in America
Giuseppe Frangi, Giornalista, curatore e blogger – 4 dicembre 2018

PICASSO e la mostra a Palazzo Reale di Milano del 1953
Guernica nella Sala delle Cariatidi: tra mito artistico e personale
Davide Dall’Ombra, Università Cattolica di Milano – 15 gennaio 2019

Lea Vergine e L’ALTRA METÀ DELL’AVANGUARDIA del 1980
La consapevolezza di un critico e il cambiamento della società
Chiara Gatti, Storica dell’arte, curatrice e giornalista – 12 febbraio 2019

La mostra SENSATION del 1997 e gli Young British Artists
Damien Hirst, Tracey Emin e Charles Saatchi: dalla pubblicità al mercato – 12 marzo 2019
Luca Fiore, Giornalista, curatore e blogger

Le Biennali di SZEEMANN del 1999 e 2001
L’apertura dei linguaggi e dei mezzi espressivi
Marco Bazzini, Presidente ISIA Design Firenze – 9 aprile 2019

Modalità di iscrizione e partecipazione
Per iscriversi (come singoli o anche con le proprie classi) è necessario compilare il form alla pagina caricando il pdf del Voucher della Carta docente (Codice Sofia 21854) o del bonifico effettuato: http://tokalonformazione.it/progetti/webinar-arte-contemporanea/

I docenti statali di ruolo dovranno iscriversi dal 25/10 al 25/11 al percorso anche attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. e per il pagamento della quota potranno utilizzare la Carta del Docente. Le lezioni si terranno dalle 15.00 alle 17.00 nei luoghi indicati nel programma e saranno fruibili per tutti gli iscritti in presenza e/o in diretta/differita streaming tramite il portale www.tokalonformazione.it.
I link e la password per partecipare e rivedere le lezioni verranno inviati agli iscritti via email. Il corso, strutturato secondo i requisiti indicati dal Piano per la Formazione dei Docenti 2016-2019, richiede anche la produzione di elaborati da realizzarsi durante lo svolgimento del corso stesso e la fruizione di materiali video online a scelta tra quelli indicati, per un totale di 22 ore di corso. Gli elaborati consistono in un paper (min4.000/max6.000 battute spazi inclusi) e un indice ragionato di almeno due moduli di lezione (contenuti, testi, autori, metodologia e tempistiche) sulle tematiche svolte, da inviare a segrewebinar@tokalonformazione.it entro e non oltre il 15 giugno 2019.

Ciascun docente partecipante che avrà frequentato almeno il 75% delle ore complessive riceverà un Attestato di partecipazione pari a una Unità Formativa (20 ore). I docenti statali di ruolo iscritti tramite S.O.F.I.A. al corso Webinar Arte Contemporanea 2018/2019 “Dalla mostra, la scoperta” potranno scaricare l’Attestato rilasciato dal Ministero direttamente dalla piattaforma a condizione di avere svolto almeno il 75% delle attività previste.

La quota di iscrizione è di € 150,00 per i docenti statali di ruolo e di € 100,00 per i docenti statali non di ruolo e di paritarie. L’iscrizione per i gruppi classe è di € 200,00 (fno a un max di 25 partecipanti).

I docenti che non utilizzano la Carta del docente devono iscriversi tramite bonifico.
Bonifico da effettuare a:
Diesse – Centro per la Formazione e l’Aggiornamento
presso BANCA PROSSIMA p.zza P.Ferrari 10 Milano
IBAN: IT47K0335901600100000119835
Causale versamento: “Webinar Arte 2019 Cognome Nome Scuola Città”

I corsi organizzati da Diesse sono riconosciuti come attività di formazione e aggiornamento e ai sensi degli artt. 63, 64 e 67 C.C.N.L. 2006/09 consentono di usufruire dell’esonero dal servizio con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigenti nei diversi gradi scolastici.

Info: Segreteria Webinar ToKalOn Formazione
segrewebinar@tokalonformazione.it
tokalonformazione.it
+39 320 0651497

L’Atelier dell’errore, a teatro una nuova sfida

Domenica 18, ore 16
Teatro dell’Arte di Milano (Viale Emilio Alemagna, 14)

Piccola Liturgia Errante è un progetto ambizioso, la prima drammaturgia realizzata dall’Atelier dell’Errore totalmente autarchica e “urgentemente autentica”. Nato nel 2002 dall’artista Luca Santiago Mora, l’Atelier dell’Errore è un laboratorio di arti visive ideato per il servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Reggio Emilia e, dal 2013 per quello dell’A.O. Papa Giovanni XXIII di Bergamo. In questi sedici anni, si è rivelato validocomplemento all’attività clinica, ma anche vera e propria “opera d’arte relazionale”. Dopo diverse partecipazioni internazionali legate all’arte contemporanea, nell’aprile 2017 l’Atelier è chiamato dal Teatro delle Albe e dalla redazione di Doppiozero a presentare il proprio lavoro nell’ambito del festival Enter ed è così che nasce Piccola Liturgia Errante.
Una sorta di reading-video-performance in veste liturgica in cui gli straordinari protagonisti danno vita, attraverso letture, oracoli, profezie e drammatizzazioni dal Vangelo dell’Atelier dell’Errore, a un’esperienza davvero unica e irripetibile.

Ingresso libero prenotazione obbligatoria: biglietteria.teatro@triennale.org

Testori a Bookcity

Sabato 17 novembre, ore 18
Spazio MiFac (via santa Marta 18)
Tra Roserio e Milano. La bicicletta di Giovanni Testori
Con Luca Doninelli e Roberto Perrone. Modera Giuseppe Frangi

A oltre 60 anni dalla sua pubblicazione è appena uscita, nella versione originale, la riedizione del primo romanzo di Giovanni Testori, il dio di Roserio, che si avvale della prefazione di Fabrizio Gifuni. A discutere della straordinaria attualità del grande scrittore milanese sono il suo allievo più importante, lo scrittore Luca Doninelli, autore di Una gratitudine senza debiti (La nave di teseo), dedicato proprio alla sua amicizia con Testori, Roberto Perrone, giornalista sportivo e scrittore anche lui (La seconda vita di Annibale Canessa, L’estate degli inganni, entrambi Rizzoli)


Domenica 18 novembre, ore 12,30
Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler
“Ritratti miei di me. I Testori a Teatro i”
Con Maurizio Porro, Federica Fracassi, Francesca Garolla, e Renzo Martinelli. Modera Giuseppe Frangi

Ritratti miei di me, pubblicato da Casa Testori e curato da Giuseppe Frangi con un’introduzione di Maurizio Porro, è il libro raccoglie i materiali del percorso testoriano realizzato da Teatro i tra 2016 e 2018, tra spettacoli, incontri e approfondimenti. All’interno del volume troviamo le trascrizioni degli incontri con artisti e intellettuali che hanno condiviso con Testori parti del proprio cammino artistico e che hanno illuminato il pubblico di Teatro i sull’attualità della sua produzione letteraria. Il libro sarà presentato da Maurizio Porro e dai tre direttori artistici di Teatro i (Renzo Martinelli, regista, Francesca Garolla, dramaturg, e Federica Fracassi, attrice).

Un documentario su Testori in onda su Rai5

Un programma a cura di Isabella Donfrancesco con Alessandra Urbani

Visibile ora su Raiplay la puntata dedicata a Testori all’interno della serie “L’altro ’900”. Le due autrici del programma hanno preso spunto da una frase di  Giovanni Testori, per procedere nella loro ricerca: «La vita è una cosa terribilmente seria, che non può essere buttata, ma che va percorsa come un grande dono e un grande sacrificio, va attraversata tutta, tutta messa sulle proprie spalle, mai evitata, perché diventi luogo di speranza e non di disperazione». A 25 anni dalla morte Testori è ancora presente tra gli affetti che con lui hanno condiviso arte, palcoscenico, pagine e momenti di vita familiare. A seguire, Rai Cultura propone in versione restaurata il film “Rocco e i suoi fratelli”, in onda dalle 22.10, ispirato all’opera di Testori “Il ponte della Ghisolfa” e introdotto da Cristina Battocletti.

 

 

Rocco Manzi – Storia e storie di un sognatore

Il cielo d’inverno sopra Milano si colora di giallo e turchese.
Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore

Impulsi di vita, visioni fantastiche e magiche di cieli stellati, fiori cosmici e profondità marine. Per due settimane Milano ospita le opere di Rocco Manzi (1959-2016) nella mostra “Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore. Opere 1987-2007”. Si tratta di un viaggio nel mondo sorprendente di un artista tutto da scoprire.

Manzi, scomparso giovane nel 2015, ha operato a Milano a partire dalla seconda metà degli anni ‘80, viaggiando poi in tutto il mondo. Nelle sue tele ha trasferito una sensibilità molto personale in particolare nei suoi soggetti floreali. Fiori che diventano stelle e che a loro volta, scrive Giuseppe Frangi, tra i curatori della mostra, “sembrano stilizzazioni di angeli”.

Il cielo sopra Milano, e in particolare sopra la periferia nord di Milano, dove Manzi è nato e cresciuto, si incendia nei suoi quadri di turchese e di giallo che, scrive sempre Frangi, apre un varco nel cielo di piombo dell’inverno. Per questi motivi la mostra ha visto il coinvolgimento di una realtà culturale attiva nello stesso territorio come Casa Testori. Le opere esposte in mostra verranno presentate in relazione a fatti salienti che hanno segnato la vita della città e del suo territorio negli stessi periodi. Fatti che trovano echi nei lavori di Manzi.

La mostra è un tassello di Movemen: un mese di iniziative promosse da Lega Tumori Lilt Milano perprevenire i tumori maschili.

Vernissage venerdì 9 novembre alle ore 18.30. MiFac, via Santa Marta 18.
 “Rocco Manzi: storia e storie di un sognatore. Opere 1987-2007
A cura di Biagio D’Angelo e Giuseppe Frangi

Galleria MiFac
Via Santa Marta 18, Milano
10-24 novembre 2018
Lun-Ven: 14.00-19.00
 | Sabato: 10.00-19.00
Domenica 18 novembre aperto
www.roccomanzi.it

Ufficio stampa
K words, Piazza Sicilia 6
Biagio D’Angelo 338.62.48.285

 

 

DARE UN VOLTO A TESTORI E A MANZONI – La mostra

Inaugurazione Villa Venino:
28 ottobre, ore 17

Come scoprire e conoscere due grandi scrittori? Disegnandoli.

Si chude con una mostra che racconta il progetto di Casa Testori realizzato con gli allievi delle medie di due scuole di Cormano e di Novate Milanese. Portando alla realizzazione di due fumetti e due murales con le storie di Giovanni Testori e Alessandro Manzoni.

Manzoni frequentava Cormano, perché nella villa di famiglia coltivava la sua passione botanica. Testori a Novate era nato e lì ha quasi sempre vissuto.

Per imparare a conoscerli, i ragazzi hanno scoperto a scuola, dalle parole degli esperti di Casa Testori, i due intellettuali e il legame con le due cittadine. Sono poi stati introdotti al linguaggio del fumetto, con la sua ricchezza di segno e disegno, di pensiero e narrazione. Guidati da due illustratrici di successo Sarah Mazzetti Giulia Sagramola, si sono provati nella realizzazione di proprie tavole.

Sarah Mazzetti ha interpretato lo storyboard ideato da Giuseppe Frangi e illustrato Manzoni e la sua Brusuglio (Cormano), mentre a Giulia Sagramola è stata affidata la storia di Testori e la sua Novate.

Ma il lavoro non è finito qui! Gli studenti delle classi coinvolte hanno tradotto alcune tavole dei fumetti in murales, nel cuore di Cormano e di Novate, sotto la guida dello staff di Casa Testori.

Troverete in mostra tracce di questo lavoro e i risultati sorprendenti dei ragazzi!

Villa Venino, Novate Milanese
29 ottobre – 3 novembre (chiusi il 1 novembre)
orari: 15 – 19

 

Picasso a Palazzo Reale

Per accompagnarvi alle prossime visite guidate di Casa Testori a Picasso con Giuseppe Frangi (domenica 28 ottobre, 0re 17:50 e domenica 18 novembre, ore 16:10 a Palazzo Reale)  vi proponiamo un estratto dell’articolo di Giovanni Testori, uscito in occasione dei cent’anni dalla nascita di Picasso.

Picasso, un genio senza domande
Tutto quanto gli fa piacere

Forse non s’è mai chiarito e detto a sufficienza che la popolarità di Picasso nasce, in primissima istanza, dall’insolente e infantile amore con cui ha saputo mettere nei suoi quadri «tutto quanto gli faceva piacere». Compiere di continuo tale gesto, credere di continuo alla ragione di «ciò che piace», significa distruggere secoli e secoli di regole condizionanti e limitative, certo d’estrazione e natura elitarie; e significa lasciare che sui quadri irrompa la forza di ciò che riguarda ben più le ragioni della vita, soprattutto della vita istintuale che non quelle della forma meditata e trasformante.

E, tuttavia, per far questo, riaprire tale falla o cielo o botola o fogna, dopo che da secoli era stata chiusa, e guadagnare di bel nuovo proprio loro, le ragioni della forma (si tratta però di nuove, ovvero antichissime e perente ragioni), che grande, fascinosa e insieme urtante impresa si rivelò e, in effetti, fu! L’entità di grandezza, anche di spazi, anche d’immagini, con cui Picasso vince tutti i confronti che si tentino con i suoi contemporanei, nasce proprio da lì; non certo dalla bellezza della pittura che, in sé e per sé, sarebbe spesso destinata alla sconfitta. Già, ma provatevi a crear immagini, e quali, in barba alla pittura, tanto da non saper più, alcune volte, se di pittura si tratti o d’altro (e, invece, si tratta proprio di lei, ma come dire, ricondotta o rivendicata ai suoi alborali, piantigradici e infantili primordi)! Provatevi a dover dire davanti a un quadro (come con Picasso capita quasi sempre): «sembra dipinto così male, eppure…»! Perché è lì, esattamente in quell’eppure che abita il mistero, chiaro e insieme oscurissimo, di quel re, satrapo e genio che fu Picasso. Né a sciogliere tale mistero basterebbe riconoscere che egli fu assoluto padrone del disegno; diminuzione falsante che, oltre a tutto, non terrebbe in alcun conto ciò che, sulla tela, si forma e nasce proprio da quel «sembrar dipinta così male»; anzi, proprio perché talmente si fa ed è.

(da Corriere della Sera, Picasso, un genio senza domande, 24.10.1981)

Prenota online la visita guidata

À REBOURS di Alex Urso

1-2-3 novembre, aperta dalle 15:30 alle 19:30

Mostra personale di Alex Urso
a cura di Davide Dall’Ombra
Casa Testori
14 ottobre – 21 dicembre 2018

À REBOURS (alla rovescia) Casa Testori dedica una mostra all’artista italiano residente a Varsavia Alex Urso (1987).
Un progetto appositamente pensato per la casa natale di Giovanni Testori, curato da Davide Dall’Ombra. Tra vetro, legno e collage, Urso dà vita a un grande omaggio agli artisti del Novecento e non solo: con ironia e poesia entra nella raffigurazione delle dinamiche dell’arte in senso ampio, dal riconoscimento personale alla consacrazione museale, o alla riduzione a feticcio ad usum del pubblico, tipiche del mercato.
Urso si riappropria dell’arte del passato in un processo che ha qualcosa di delicato e carnivoro insieme. Usa i ritagli d’immagini dell’arte e della natura, avvicinandoli o sovrapponendoli su diversi piani, in una compenetrazione che punta alla valorizzazione reciproca della rispettiva temperie emotiva, più che alla giustapposizione di significati.
Questa mostra è l’occasione per fare il punto sulla sua ricerca e presentare in Italia opere inedite e un percorso articolato in una sede pubblica.


Il percorso

Una scala per Memling

L’opera di Urso è installata in stretto dialogo con la Biblioteca d’Arte di Giovanni Testori, giunta al termine del suo riordino. La grande libreria posta alla base della scala raccoglie le monografie degli artisti medioevali e moderni fino al Settecento. L’intervento di Urso fiorisce tra i volumi e s’inerpica lungo la salita al primo piano, rendendo il grande scalone un omaggio al pittore tedesco Hans Memling (1430-1494) e al suo celebre Giudizio Universale, il cosiddetto Trittico di Danzica (1470 circa). Disposti tra i libri, nove diorami restituiscono la composizione: dal Cristo giudice – potente tanto da non trattenere la propria forza entro il vetro – alle anime salvate, purganti e dannate. In questi teatrini magici (Stations of the Cross, 2016) le immagini del Trittico acquisiscono la terza dimensione grazie ad elementi apparentemente estranei, che li riportano a una temperie domestica. Nella serie lungo le scale (A study on The Last Judgment of Hans Memling, 2015/2016) la natura si fa matrigna e, sostituendosi alle fiamme in una funzione tutt’altro che decorativa, non rallenta i tormenti dei dannati ma partecipa alle pene soggettive.

 Tre stanze per una giungla
Giunti al primo piano, la mostra prosegue nelle cinque stanze della parte destra della casa. Attraversando il corridoio, le tre camere che si aprono a sinistra sono unite da un tema comune: Welcome to the Jungle, è declinato dall’artista in altrettante opere, realizzate tra il 2016 e il 2018.

Nella prima stanza
Una serie di 15 box, diorami o teatrini magici, creano una linea continua lungo le pareti. Il visitatore è chiamato a immergersi in questi microcosmi realizzati unicamente con la carta. Ormai non servono più altri oggetti per mettere in scena questa selva artistica: ce n’è abbastanza tra protagonisti, musei e splendidi cortocircuiti emotivo-celebrali, nati da accostamenti impensabili. Non si tratta solo di un omaggio ai propri maestri, ma di una serie di ex-voto, con i quali Urso chiede un aiuto agli artisti che, tra le belve del mondo dell’arte – e della vita – sono riusciti a esprimere la propria poetica, sopravvivendovi. Il filo dei diorami è interrotto su una parete da uno dei quadri più importanti di Giovanni Testori (Crocifissione, 1949), inaspettatamente a suo agio, tra le opere di Urso, non solo perché ne condivide l’affollamento formale e l’antropomorfizzazione della natura, ma soprattutto perché anch’essa esito della metabolizzazione dei propri maestri, da Cézanne a Picasso.

Nella seconda stanza
Un dittico rappresenta un dialogo tra Urso e alcuni tra gli artisti più rilevanti della tradizione
polacca. Si tratta di un omaggio personale da parte dell’autore ad alcune figure chiave della cultura locale, conosciute e studiate da Urso durante gli anni del suo soggiorno a Varsavia.

Nella terza stanza
Untitled (dalla serieWelcome to the Jungle), 2017
La serie comprende tre collages di dimensioni 40 x 60 cm ciascuno. I lavori mirano a rappresentare il sistema dell’arte come “giungla”, nel quale l’artista è chiamato a districarsi, con particolare attenzione al luogo istituzionale, al museo, quale tempio artistico che simboleggia tutta la fame e il desiderio di successo di un giovane autore, rappresentandone la massima ambizione. Nei tre collages sono rappresentati rispettivamente Guggenheim (New York), National Gallery (Londra) e Maxxi (Roma), immersi in uno scenario naturale. Tutt’intorno sono presenti ritagli di persone estratte da foto raffiguranti il pubblico di un museo. L’idea è quella di riflettere, non senza ironia, sul ruolo dell’istituzione museale, sul suo fascino e sulla sua potenza seduttiva.

La camera (privata) di Testori
Attraversato il corridoio, si entra nella stanza di Testori da ragazzo. Una camera destinata a contenere le opere che la madre non avrebbe accettato in giro per la casa, tappezzata di dipinti frutto degli studi, del mercato e del collezionismo di Testori. I nudi accademici da Testori attribuiti a Géricault e Courbet, documentati da una serie di scatti di Giacomo Pozzi Bellini come quello esposto a parete, hanno ispirato l’opera di Andrea Mastrovito (1978) realizzata esclusivamente scolpendo il muro e facendo emergere gli strati di intonaco e pittura accumulati negli anni.

Non poteva esserci collocazione più pertinente per questo lavoro di Alex Urso, Musée de l’Oubli – Eight collages by Monsieur G.(2014), nato dal ritrovamento in un mercatino di Varsavia di questo nucleo di collage, firmati e datati 1979 da un misterioso artista francese, restaurate e incorniciate dall’artista. Una sorta di ready-made archeologico, conseguente all’incredibile scoperta di un antenato del collage e del rapporto necessario con l’arte del passato.

L’ultimo avvertimento
Nell’ultima stanza, conclude la mostra un’opera inedita (Don’t believe the hype, 2018), articolata in quattro diorami, posti sulle basi e alle pareti. Questa volta i piani prospettici sono affidati ad altrettante lastre di vetro, sovrapposte e scorrevoli a mutare gli assetti possibili. Ciascun teatrino è dedicato a un’opera di celebri artisti contemporanei (Wim Delvoy, Damien Hirst, Maurizio Cattelan e Katarzyna Kozera) esemplificativi non solo della loro poetica personale, ma anche del variegato mondo che inevitabilmente è chiamato a tesserne il contesto sociale, oltre che culturale. Urso ci mette in guardia, non dalle contaminazioni, così strutturali per il suo stesso lavoro, ma dall’accontentarsi di un mondo bidimensionale e di un approccio timido all’arte. Occorre sporcarsi le mani. Astenersi perditempo.


Orari
lun – ven: 10 – 13 / 14.30 – 18
sabato: 15.30 – 19.30
giovedì 1, venerdì 2 novembre: 15.30 – 19.30

Saccheggiamo la biblioteca di testori



### PROSEGUE LA VENDITA DEI DOPPI DI GIOVANNI TESTORI, SIAMO APERTI IL 1 – 2 – 3 NOVEMBRE DALLE 15.30 ALLE 18.30###

SABATO 13 OTTOBRE, DALLE ORE 15, CASA TESTORI
25° di Testori
Casa Testori riapre le porte per un autunno di festeggiamenti. Nel 2018 celebra i 25 anni dalla morte di Giovanni Testori. Una festa che guarda in avanti poggiando su una presenza sempre più solida:

Oltre 15.000 volumi ordinati e disponibili al pubblico
Ha richiesto un anno di lavori il riordino della Biblioteca d’arte di Giovanni Testori, perfettamente integrata lungo le mura di Casa Testori. Ora gli oltre 15.000 volumi sono a disposizione del pubblico di appassionati e studiosi che potrà trovare un patrimonio raro e ricchissimo a sua libera disposizione.

Una biblioteca da saccheggiare
Al piano terreno saranno allestiti numerosi tavoli di libri: sarà l’occasione per portarsi a casa i libri doppi provenienti dalla Biblioteca. Volumi introvabili e di grande bellezza, importanti monografie e rari cataloghi d’arte acquistabili anche a pochi euro, a sostegno dell’Associazione Testori.

 Una biblioteca da conoscere: Art-Book Conference
La Biblioteca, naturalmente, rispecchia anche gli interessi del critico e la sua attività quasi ventennale di responsabile della pagina d’arte del Corriere della Sera. A darci una chiave di lettura, invitandoci a un primo approccio, abbiamo chiamato alcuni importanti studiosi, chiamati a indicare alcune delle tante piste di ricerca che si potranno aprire grazie alla Biblioteca testoriana. Ogni studioso ci svelerà un libro raro e cruciale e ce ne racconterà, in 20 minuti, contenuto e importanza.


PROGRAMMA
Ore 15: apertura della Giornata
I “Doppi” di Testori in vendita

Ore 15.30: cinque interventi per cinque libri
Carla Falcone e Le opere del pittore e plasticatore Gaudenzio Ferrari” di Gaudenzio Bordiga, 1837
Antonio Mazzotta e  “Michelangelo. The Final Period” di Charles de Tolnay, 1971
Simone Facchinetti e Moroni pittore di Davide Cugini, 1939
Barbara Guidi e il catalogo della mostra di Gustave Courbet a Villa Medici, nel 1969
Francesco Tedeschi e il catalogo della mostra di Picasso a Palazzo Reale, nel 1953

Ore 16: laboratorio per piccoli conoscitori in collaborazione con AMBARABART
Rollage, Frottage, Collage a partire da immagini di opere d’arte, libri, illustrazioni e ritagli di ogni genere, ci mettiamo al lavoro per creare un dialogo nuovo tra opere e personaggi che hanno popolato la biblioteca e gli studi di Giovanni Testori, ispirati dalle opere di Alex Urso.
prenotazione consigliata a francescaponzini@casatestori.it.

Ore 18: Inaugurazione À rebours di Alex Urso, a cura di Davide Dall’Ombra
La mostra personale dell’artista italiano residente a Varsavia Alex Urso, classe 1987. Tra vetro, legno e collage, Urso restituisce un grande omaggio agli artisti del Novecento protagonisti della Biblioteca e non solo, entrando con ironia e pensiero nella raffigurazione delle dinamiche dell’arte in senso ampio: dal museo al feticcio dato in pasto al pubblico. Un’occasione per fare il punto sugli ultimi due anni della sua produzione e presentare in Italia per la prima volta opere inedite e il primo percorso articolato in una sede pubblica.

 

 

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e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

3. L’interessato ha diritto di ottenere:
a) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

4. L’interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

INFORMATIVA PRIVACY PER COMUNICAZIONI ISTUZIONALI VIA E-MAIL (art. 13 del D. Lgs. 196/2003)

Ai sensi dell’art. 13 del “Codice in materia di protezione dei dati personali” (D.Lgs. 196/2003) si informano gli interessati che il trattamento dei dati forniti direttamente tramite sito web al fine di fruire dei servizi offerti o comunque acquisiti a tal fine, è effettuato dalla Casa Testori Associazione Culturale, in qualità di Titolare del trattamento, ed è finalizzato unicamente all’espletamento delle attività connesse alla gestione delle comunicazioni istituzionali che includono l’invio di messaggi via e-mail agli indirizzi di posta elettronica forniti in sede di iscrizione al servizio di newsletter.

Il trattamento dei dati personali sarà pertanto effettuato anche con l’utilizzo di procedure automatizzate nei modi e nei limiti necessari per perseguire la predetta finalità garantendo la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi.

I dati personali forniti in sede di registrazione/iscrizione al servizio di newsletter sono utilizzati per l’invio di comunicazioni per posta elettronica. Il conferimento dei dati è facoltativo ma l’eventuale rifiuto preclude la possibilità di fruire dell’invio di comunicazioni da parte della Casa Testori Associazione Culturale.  Agli interessati è comunque riservato il diritto di chiedere in qualsiasi momento la cancellazione dai servizi di comunicazione per posta elettronica.

I trattamenti saranno effettuati a cura delle persone fisiche preposte alla relativa procedura e designati come incaricati. I dati raccolti non sono oggetto di comunicazione a terzi, fatta salva la possibilità che i dati siano conoscibili da soggetti che intervengono nella procedura di gestione delle attività opportunamente individuati ed eventualmente designati come Responsabili del trattamento.

Ai soggetti interessati sono riconosciuti i diritti di cui all’art. 7 del citato Codice, in particolare, il diritto di accedere ai dati personali che li riguardano, di chiederne la rettifica, l’aggiornamento e la cancellazione, se incompleti, erronei o raccolti in violazione di legge, nonché di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi rivolgendo la richiesta alla Casa Testori Associazione Culturale (info@casatestori.it) come Titolare.