Massimo Uberti, TRACCIAR DI LUCE

Si può disegnare con la luce? Massimo Uberti lo fa da anni, grazie alla duttilità dei neon, plasmati con i propri artigiani per creare sistemi perfetti, in cui nulla distragga il nostro occhio dallo scorrere della linea nello spazio. Ma disegnare cosa? L’autore sembra interessato a restituirci, innanzitutto, quello che pensiamo di possedere già: oggetti quotidiani, banali quasi, come una scala o due cavalletti. Eppure, nel ridarcene la forma essenziale, capiamo che anche negli oggetti più consueti c’è qualcosa di straordinario, ed è la poesia della forma. La poesia delle cose che, alleggerite fino all’essenziale, diventano capaci di restituirci qualcosa che travalica la materia stessa. È così che Uberti crea dei microcosmi, delle stanze che sfondano le stanze, in cui una finestra, evocata con poche linee sulla parete, apre la nostra mente a un paesaggio da cercare nel nostro immaginario.

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Contexto 2017

Posted on: 31 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi
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