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MARIA MORGANTI

Per Maria Morganti il proprio sito internet è un’opera d’arte. “Ho immaginato questo sito come parte integrante del mio lavoro sostenendo l’abitudine ossessiva ad accumulare, trattenere, registrare e sciorinare. Essendo un’elucubrazione si trasformerà continuamente e terrà aperta una ricerca in continuo mutamento”, si legge sulla sua home page. Nell’allestimento progettato per Casa Testori il centro è stato assegnato al computer, appoggiato sul tavolo che era stato scrivania di Giovanni Testori. Il computer è aperto sul sito per permettere ai visitatori di navigarvi. Nel cassetto tenuto aperto è stata posizionata la piccola tavola Melma, opera generata dallo sgocciolamento dei pennelli. Melma è però anche il fondale dell’home page del sito, a conferma di questa identità simbiotica tra piano reale dell’attività artistica e la sua espansione in terreno virtuale. Sulle pareti laterali della stanza Morganti ha invece voluto esporre due grandi schermate riassuntive, una con la rappresentazione dell’albero del sito, l’altra con la compilazione completa di tutti i file d’archivio che lo popolano. Le stampate costituiscono le opere Autoritratti 2019 Archivio 2019, che rappresentano in effetti un colpo d’occhio su se stessa. In sostanza due “autoritratti” che si completano e si contaminano: la natura catalogatoria propria del sito, espressa “dall’autoritratto” che presenta l’elenco fittissimo dei file, viene destabilizzata dall’albero che rende invece l’idea di un organismo in costante movimento e mutazione. Così il sito per l’artista diventa luogo dove guardarsi e dove anche lasciarsi guardare, da chi naviga, ma anche da chi viene ospitato all’interno (come nel caso di Stefano Arienti, autore di una sezione, nella quale “disegna” un ritratto dell’artista).

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Un archivio del tempo, dal 2016 in progress, sito web visuallizzato sul computer appoggiato sulla scrivania di Giovanni Testori 
Autoritratto 2019, 2019, stampa su carta blueback, 300 x 60.8 cm, courtesy l’artista
Archivio opere 2019, 2019, stampa su carta blueback, 200 x 147 cm, courtesy l’artista
Melma, 2013, olio su tavola di legno, 21.5 x 18 cm, courtesy Galleria Ottozoo, Milano

Posted on: 17 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi