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MICHELANGELO ALLA CRIPTA SAN SEPOLCRO

Un progetto di MilanoCard e Casa Testori
A cura di Giuseppe Frangi
Cripta San Sepolcro, Milano
11 Maggio – 15 Settembre 2018

Dopo il grande successo riscosso dalla mostra di Bill Viola, è toccato a Michelangelo Antonioni (1912-2007), uno dei maggiori registi della storia del cinema, essere protagonista di uno straordinario appuntamento espositivo nella Cripta del Santo Sepolcro a Milano
Dall’11 maggio al 15 settembre 2018, gli ambienti di un luogo tra i più ricchi di spiritualità e più visitati della città che dalla sua riapertura ha visto transitare, in poco meno di due anni, oltre 70.000 persone, hanno accolto Lo sguardo di Michelangelo, un cortometraggio di 15 minuti prodotto da Istituto Luce e Lottomatica. Il film, realizzato dal regista ferrarese nel 2004, tre anni prima della sua scomparsa, può essere considerato una sorta di suo testamento spirituale. 

L’iniziativa, curata da Giuseppe Frangi, prodotta da MilanoCard e Casa Testori, promossa dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, col patrocinio dell’Associazione Michelangelo Antonioni e la sponsorizzazione di Analysis, racconta la straordinaria esperienza dell’incontro tra il regista e il Mosè di Michelangelo Buonarroti conservato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. 
Lo sguardo di cui si parla nel titolo è quello del regista, che entra camminando nella penombra della chiesa, si arresta e rimane immobile, quasi sopraffatto, di fronte al capolavoro del Buonarroti, scrutandone i particolari e soffermandosi sull’espressione del profeta. 
Il Mosè è un marmo che “parla”, capace di trasmettere all’osservatore tutta la bellezza che l’artista gli ha regalato. In questa sua visita, Antonioni entra in completa simbiosi con la scultura, muovendo delicatamente il braccio fino a sfiorarla con la mano per coglierne lo spirito. 
L’uscita del regista dalla porta della chiesa, accompagnato da un misterioso coro di Pierluigi da Palestrina, fa ritornare l’autore del documentario verso la luce del sole che penetra dall’esterno. 
Una straordinaria esperienza che ha fatto sentire il visitatore protagonista, trovandosi a contatto con un’opera millenaria qual è la Cripta, nel totale silenzio da cui scaturisce il confronto tra la caducità umana e l’eternità dell’arte.

Il percorso espositivo era arricchito da alcuni ritratti fotografici del Mosé realizzati da Aurelio Amendola, in dialogo con l’opera di Antonioni. 

Posted on: 24 Aprile 2018, by : Alessandro Frangi