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Maria Teresa Ortoleva, Aurora e Tabita – Play Mat (3-voice polyphony)

Questo foglio (100x70cm) é stato il nostro tabellone da gioco, il nostro “tappeto” e il nostro think pad, per molti giorni: sul balcone a guardare e tracciare le ombre, a fare i contorni di piedi e giocattoli, poi accompagnando con suoni e parole inventate i segni, poi inventando dei modi di scriverne alcune e infine facendo persino da pista per trenini e macchinine. Aurora (2 anni e mezzo) ha guidato il lavoro coi suoi segni, suoni e giochi, Tabita (7 mesi) ci ha dettato le regole del gioco e le condizioni ambientali stando in braccio, salendo sul foglio, facendo suoni e tenendo qualche pastello anche lei. Io mappavo le cose che osservavo, soprattutto le relazioni del nostro modo di stare insieme, il crearsi di idee e immagini una in risposta all’altra, e annotavo i diversi eventi effimeri che avevano luogo attorno al disegno.

Da mamma e artista spesso lavoro e bimbe (lo studio e la casa) non hanno confini di separazione fissi. Però é le prima volta che anziché disegnare io con Aurora, provo a fare l’inverso: Aurora guida me nel fare uno dei miei disegni. E’ stato molto affascinante, anziché continuare a lavorare “nonostante“ le bimbe, accettare di perdere in parte il controllo sul mio lavoro e imparare ad accogliere tutti i loro interventi esterni come contributi attivi al disegno… e partire in direzioni inaspettate.
Maria Teresa Ortoleva

Play Mat(3-voice polyphony), 100 x 70 cm.

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Maria Teresa Ortoleva (Milano, 1990) vive e lavora a Londra.

Posted on: 4 Giugno 2020, by : Alessandro Frangi