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Quell’aprile del ’45: quando Testori liberò il corpo


Questo 25 aprile è stato diverso da tutti gli altri, la stessa parola “Liberazione” e sua sorella maggiore, la libertà, hanno un’accezione tutta particolare in questi giorni di quarantena…  

Nell’avvicinarsi della ripartenza e riapertura, dell’Italia come di Casa Testori, tra le opere dell’Associazione che conserviamo, vi proponiamo un grande disegno di Giovanni Testori, tracciato rapidamente e con quell’energia che ben conosciamo, proprio in quell’aprile del 1945, non sapremmo dire se prima o dopo lo scoccare del fatidico 25. 
Lo offriamo qui in anteprima: è solo un anticipo di quello che potrete vedere nel nuovo allestimento del primo piano di Casa Testori, dedicato allo scrittore e critico novatese, alla sua biblioteca d’arte, ai suoi dipinti e al suo archivio…

Si tratta di un’opera unica per dimensione, tra i disegni di Testori arrivati fino a noi: espressione di un’irrequietezza strabordante anche nel formato, scalpitante e carica di energia anche grazie al “pentimento” che muove le gambe di questa donna ancora sdraiata. È la figlia dei “Fucilati” eseguiti da Testori nello stesso anno, ma non si arrende a condividerne il destino. Pur guardando a Matisse, anche lei deve fare ancora i conti con Picasso, come non solo Testori era costretto a fare in quegli anni, ma le carni si stanno inturgidendo e facendo forza per affrancarsi. Non a caso, in questi mesi, il maestro cui guardare è ormai definitivamente, e programmaticamente, Cézanne, non più il Minotauro. Del resto, è l’anno dell’articolo La realtà della pittura e siamo a pochi mesi dal manifesto “Oltre Guernica”, uscito nel ’46.

Questa donna, con una mano sprofonda ancora nel buio di un passato doloroso di sangue che stenta – lei come noi – a lasciarsi alle spalle e, con l’altra, rischia di sprofondare in un gorgo di pensieri altrettanto bui. Ma quel corpo, agitato dal movimento e incontenibile nella sua forma, ci assicura che lo scatto avverrà, che una ripartenza sarà inevitabile. Ed è il nostro augurio.

Posted on: 23 Aprile 2020, by : Alessandro Frangi