STANZA 6 – NELL’ALTRA CUCINA

Nella sala si crea un forte dialogo tra due dittici degli autori: dal un lato Placebo (2018), un’opera di Fogarolli giocata sulla relazione tra naturale e artifizio, grazie all’accostamento della capsula di un farmaco alla crisalide di una libellula: queste due polarità iconiche sono sottolineate anche dalle due differenti superfici specchianti su cui sono posati gli elementi (e su cui lo stesso fruitore può rivedersi): la prima riflette l’immagine in modo nitido mentre la seconda, avendo una base nera, ne impedisce una perfetta visione. Dall’altro lato della stanza si colloca la fotografia Just One (2017) di Berta, dove il manto di lana di una pecora – bianco, di una bellezza uniforme – è tosato per allestire un elogio dell’imperfezione. Il cortocircuito che la rappresentazione crea è accentuato dal fatto che l’animale è posto sopra un piedistallo, evocando in modo parodico l’idea di monumento equestre, in cui al posto delle fattezze marziali del Colleoni di Andrea del Verrocchio o di quelle altere del Gattamelata di Donatello (i due grandi modelli rinascimentali), troviamo le sembianze di un animale privo di alcun eroismo.

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LE OPERE

Filippo Berta, Just One, 2017, performance, Diptych Photo Print Diasec©, Courtesy Massimodeluca, Mestre

Christian Fogarolli, Placebo, 2018, dittico, acciaio, vetri, materiale organico, farmaco, Courtesy Galleria Alberta Pane, Venezia

Posted on: 30 Marzo 2020, by : Alessandro Frangi
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