Come costruire una direzione

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Performance e mostra A cura di Giuseppe Frangi
produzione Casa Testori,
Casa Circondariale Francesco Di Cataldo San Vittore Milano
9 maggio ore 16.00

La Perfomance:
Mercoledì 9 maggio alle 16 Andrea Bianconi replica la performance nel Panopticon. Il progetto elaborato da Andrea Bianconi con la produzione di Casa Testori che il 3 aprile, durante l’ArtWeek milanese, ha realizzato una performance nel carcere di San Vittore, all’interno del celebre Panopticon da cui si dipartono i sei raggi della struttura penitenziaria milanese. Andrea Bianconi ha allestito 24 gabbie – uno dei simboli della poetica dell’artista – che sono state posizionate davanti ai cancelli dei sei raggi: le gabbie ovviamente sono un riflesso speculare della condizione carceraria, ma l’azione di Bianconi vuole ribaltarne il segno e dare loro un connotato liberatorio: sono le gabbie dei nostri desideri, le cui porte sono dunque sempre aperte. Sul podio centrale del Panopticon, dove la domenica si celebra la Santa Messa, Bianconi ha posizionato una grande scultura realizzata per l’occasione: una gabbia le cui pareti sono state aperte quasi a formare un fiore e, simbolicamente, le ali, altro simbolo dell’arte di Bianconi. Alla performance partecipa la compagnia del CETEC Dentro/Fuori San Vittore, di cui fanno parte alcune detenute. Con loro Bianconi intonerà un motivo incalzante, ossessivo e insieme utopico, ripetendo centinaia di volte le parole “Fantastic Planet” seguendo uno spartito stabilito dall’artista. “Fantastic Planet”, che come l’artista spiega, è fantastico in quanto figlio dell’immaginazione di ciascuno. E l’immaginazione è un fattore intrinsecamente libero, non “carcerabile”. Andrea Bianconi, vicentino del 1974, è un artista italiano tra i più rappresentativi del panorama internazionale. “Di performance Bianconi ne ha fatte in ogni angolo del mondo, da Mosca a Shanghai, da Venezia a New York” afferma Giuseppe Frangi di Casa Testori. “Ogni volta realizza incursioni da vero corsaro, seguendo dei copioni imprevedibili, che divertono, a volte commuovono, ma che prendono sempre in contropiede. Quella a San Vittore è una performance profondamente vissuta dall’artista perché – diversamente da quanto accaduto ad oggi – lui non sarà solo. Al suo fianco ci saranno 10 detenute, attrici speciali che canteranno insieme all’artista e ripeteranno con lui, in modo quasi ossessivo, il claim “Fantastic Planet” perché ogni persona può sempre immaginare il suo mondo fantastico”. 

Se la gabbia è il luogo di un desiderio da liberare, la freccia diventa il simbolo di questo desiderio che prende il volo. Per questo la performance si concluderà con il canto di una filastrocca scritta da Bianconi sul motivo di una popolare canzone per bambini e intitolato proprio La Freccia. Sarà prima l’artista a cantarlo da solo e poi insieme al coro delle detenute. «Sono entusiasta di fare questa esperienza, San Vittore è un luogo particolare, delicato e la mia performance vuole affermare il messaggio che per tutti c’è una possibilità, una prospettiva, un varco attraverso il quale liberare i desideri». “L’arte portata dentro le mura di un carcere può essere esperienza di grande valore, se, attraverso la bellezza e l’imprevedibilità delle proposte, riesce a stimolare 

percorsi positivi di consapevolezza e di cambiamento”. Le parole di Giacinto Siciliano, direttore del carcere di San Vittore, racchiudono il senso profondo della performance alla quale, non a 

caso Andrea Bianconi ha voluto dare il titolo quasi programmatico di “Come costruire una direzione”. Il progetto include anche una mostra di 50 disegni esposti per un mese nel lungo corridoio che porta alla rotonda del Panopticon e che hanno come motivo dominante proprio la freccia. 

La freccia nella grammatica di Bianconi è una sorta di felice ossessione, che dà forma all’insopprimibile bisogno di desiderare. La freccia è energia liberante, ma è anche direzione: quindi indica un percorso possibile, che è unico e irripetibile per ciascuno, un segno positivo portato dentro un ambiente segnato per sua natura da dinamiche opposte. Ma come spiega Bianconi, «l’arte ha in sé sempre un’apertura al futuro anche quando veicola messaggi drammatici. Per quello che mi concerne, il titolo della mostra dà un’indicazione chiara, che sento istintivamente mia: tendo a guardare al bene e non al male. Per me l’arte è un fatto di coraggio che stimola altro coraggio nelle persone».

Rassegna Stampa
web:
“La Repubblica”
“La Stampa”

Cartacea

Posti limitati iscrizione obbligatoria a: francescaponzini@casatestori.it

Posted on: 1 Aprile 2019, by : Alessandro Frangi