5. SABRINA MEZZAQUI – Forse non siamo qui per dire: casa, ponte, fontana…

Stanza 5
I lavori scelti per questa mostra sono foto e hanno a che fare con la finestra e col paesaggio.
Quando le parole atterrano, il momento in cui ci arrivano le parole, le parole vengono da noi, entrano e ci parlano, poi parlano attraverso di noi. Le parole arrivano sulla terra e noi le captiamo attraverso i sensi: l’udito, la vista,… Come la  pioggia che dispone un suo ordine di gocce sul vetro della finestra e il sole che filtra attraverso la tapparella e disegna macchie di luce sulla credenza della cucina.
Segni. Il libro è composto da 60 immagini: foto di uccelli in volo scattate tra il 2005 e il 2009, a cui è stato tolto il colore del cielo, sostituito dalla carta della pagina. Questo lavoro è la visualizzazione della parola contemplare, così come appare nel vocabolario:
Contemplare [vc. dotta, lat. contemplari €˜trarre qualche cosa nel proprio orizzonte’, da templum €˜spazio o circolo di osservazione che l’augure descriveva col suo lituo per osservare nell’interno di esso il volo degli uccelli’]
(Il nuovo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli)
Penso ad un brano della Nona Elegia di Rilke, dove dice:
…Forse noi siamo qui per dire: casa,
ponte, fontana, porta, brocca, albero da frutti, finestra,
al più: colonna, torre… Ma per dire, comprendilo bene
oh, per dirle le cose così, che a quel modo, esse stesse, nell’intimo,
mai intendevano d’essere…
Sabrina Mezzaqui

Sabrina Mezzaqui lavora in casa, non in studio, sulle colline bolognesi, a pochi chilometri dalla Vergato di Ontani e dalla Grizzana di Morandi. Anche loro lavoravano in casa, forse una caratteristica dei luoghi. Sabrina lavora seduta al tavolo, taglia, incide, piega, infila, pensa e guarda fuori dalla finestra. Il mondo le passa davanti, sempre mutevole, e lei lo osserva, non credo lo studi: lo vive, piuttosto. C’è molta manualità  nel suo lavoro, una volta pensato. C’è molto da fare, il tempo sembra addensarsi. Il suo stesso lavoro è la misura  di tutto il tempo di cui l’artista dispone. La vita che passa e che il lavoro scandisce, come la geometrica ripetizione di una litania dalle minime varianti impercettibili.
Massimo Minini

Sabrina Mezzaqui è nata a Bologna nel 1964. Vive e lavora a Marzabotto (BO).

Posted on: 18 Novembre 2011, by : admin