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13. J&PEG, La notte cade su di noi

Stanza 13
Una camera da letto, la stanza più segreta della casa, dove nemmeno l’ospite viene invitato ad entrare, diventa, nel percorso di questi quadri e di questa installazione, l’emblema di un mondo universale, nel quale si indaga sulla libertà  e sul suo rapporto col potere. In questo ambiente l’uomo rimane solo con se stesso, finalmente libero da ogni imposizione esterna, abbandonato alla sua intimità , ma destinato comunque a soccombere davanti alle sue necessità  fisiche e all’esigenza del riposo. L’essere umano, concepito con il limite del sonno, è qui già  pronto ad evadere e a riscattarsi con l’immaginazione e la speranza del sogno. Una stanza, illuminata in modo da ricordare al visitatore le luci e le ombre della società  contemporanea.
J&PEG

La coppia J&Peg si mette al lavoro con serena cleptomania e illustra atteggiamenti, posture, comportamenti e metamorfosi di figure che sembrano voler rappresentare un inedito teatro della vita. Pittura, scultura, fotografia ed istallazione si mettono al servizio di una messa in scena capace di spostare la contemplazione del pubblico fuori da un’esclusiva condizione di intelligenza diurna. Qui la scena invece amplifica gli spazi intermedi della fruizione estetica e determina la possibilità  di affermare con Baudelaire che il Bello è sempre una promessa di felicità . Naturalmente qui il bello è volutamente costruito. Rinvia sempre ad un altrove reso possibile dalla riproduzione tecnologica, ma anche corretto dalla manualità  artigianale. La convivenza dei diversi media tra loro permette una iconografia che vive ai confini tra enigma e senso esplicito. Qui l’arte sembra confermare un’inedita vocazione, quella di essere una sorta di Bocca della verità  che non ci parla con sentenze ambigue e oscure, ma piuttosto illustra il bisogno dell’uomo di marcar i limiti psicologici e sociali. Per farlo J&Peg utilizza sul piano della comunicazione la famigliarità  furtiva che proviene al gran pubblico dal cinema, la fotografia, il teatro e la virtualità  dei giochi interattivi.
Achille Bonito Oliva

 

I J&PEG sono Antonio Managò e Simone Zecubi; lavorano da sempre in coppia. Antonio è nato nel 1978 a Busto Arsizio e Simone nel 1979 a Gallarate. Entrambi si sono diplomati presso l’Accademia di Belle Arti di Brera: Antonio in Scultura e Simone in Scenografia. Vivono e lavorano a Milano. Nel 2006 e nel 2007 hanno esposto alla Galleria Obraz di Milano in occasione delle collettive Take Five Lo stato dell’arte. Nel 2007 e nel 2008 hanno partecipato ad Artfirst di Bologna e al Miart di Milano, nel 2008 ad Art Paris e a Roma – The road of contemporary Art. Nello stesso anno hanno tenuto la prima mostra personale Working Mates + Project Room. Ten second to midnight presso la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze, presentati da Achille Bonito Oliva. Nel 2010 hanno partecipato all’evento (Con)Temporary Art presso Superstudiopiù di via Tortona a Milano, con una stanza dal titolo Natura Naturans.

Posted on: 24 Gennaio 2011, by : Associazione Giovanni Testori