21. CHRISTIANE BEER, Quiete in movimento

Stanza 21

Scultura per me significa creare una posizione, stando nelle circostanze storiche, ma anche esperienza e pensiero soggettivo. Una posizione che oscilla tra immaginazione classica e romantica. Da una parte l’attrazione per l’idea, l’astrazione, la verità , il nulla, la struttura… e dall’altra l’esperienza diretta, la soggettività , la fisicità , la sensualità . Scultura come presenzia (presenza), ciò che è, ciò che esiste. Presenza, un presente, che include e allude ad un passato ed un futuro, ma anche ad un senza tempo, un non-tempo.

Christiane Beer

 

Le sue opere, spesso composte da un alfabeto di barre – quasi tasti di un pianoforte – hanno una precisione matematica, non derivata però da calcoli a tavolino delle proporzioni, ma sgorgata da una sua interna e inconsapevole geometria mentale che, spesso, diventa però ricerca spasmodica di un angolo perfetto. La scelta di campo di Christiane è quella del minimalismo, al quale non fa concessioni, neppure quando si inventa un bianco mare verticale, e le onde sono mezze barre entro barre più lunghe. E il colore è sempre quello della materia grezza, almeno per ora.

Francesca Pini

 

Christiane Beer è nata a Plauen in Sassonia nel 1965. Ha studiato a Stoccarda e a Milano seguendo i corsi di Giuseppe Spagnulo. Attualmente vive e lavora tra Milano e Monaco. Nel 1994 ha esposto alla Galleria Sophien – Edition di Berlino, nel 1995 alla Galleria Mitten di Wasserburg, nel 1998 alla Galleria Gedolk di Stoccarda, nel 2000 alla Galleria Grossetti di Milano e nel 2009 alla Galleria Arte Silva di Seregno. Due delle sue ultime istallazioni sono state scelte per dialogare con alcuni spazi pubblici della città  di Milano: Horizont-Variationen è stata installata nel 2008 nello spazio d’arte dell’Università  Bocconi e Ort (luogo) è stata esposta, nell’aprile del 2009, nella piazza antistante la chiesa di San Carlo al Corso e successivamente acquistata dal conte Panza di Biumo, per essere collocata nel giardino della villa varesina.

Posted on: 18 Giugno 2009, by : Associazione Giovanni Testori