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17. MARCO CINGOLANI, La stanza dell’obbedienza

Stanza 17

l basic istinct dell’artista è cambiare la pittura. A cambiare i soggetti e le immagini ci pensa già  la società , cambiare la pittura è difficile, per questo ci vuole l’artista. Così il Pittore diventa Associato di Dio nel mistero della creazione.
Marco Cingolani

Marco Cingolani è un pittore che per tutta la vita ha posto la sua esistenza sotto il segno e il peso di una manualità  vorticosa costante, al servizio di una pittura che non ha mai rinunciato ad avere un suo peso specifico. Un peso grave regge la pittura di Cingolani fatta di spessori e pennellate dense, di colori cupi e di materie forti. Egli cerca di costruire un mondo tattile dell’immaginario, dove le figure acquistano una tridimensionalità  fatta interamente di pittura, carne, pelle incorporate dentro l’alveo del quadro. Perchè il quadro è l’alveo specifico dentro cui si muovono le immagini, corposamente rimpinguate dalla sostanza del segno e del colore. Una pittura cosmica afferra i singoli particolari e li cala dentro il flusso del colore come continuo divenire.
Achille Bonito Oliva

 

Marco Cingolani è nato a Como nel 1961 e si è trasferito a Milano giovanissimo, dove ora vive e lavora. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha esordito nel 1989 alla Galleria Diagramma di Milano con la mostra Liquidare Duchamp. Nel 1993 ha esposto nella mostra Pentagono presso la Galleria Mazzoli di Modena, galleria con la quale stabilisce uno stretto rapporto di collaborazione che si riconferma con due esposizioni personali: Terra e cielo da sempre uniti nel 1995 e Di che colore sono? 51 quadri nuovi sui colori del Potere nel 2007. Dopo aver partecipato a numerose mostre collettive tra cui Una scena emergente nel 1991 al Museo Pecci di Prato e Due o tre cose che so di loro al PAC di Milano nel 1998, gli sono state dedicate importanti mostre antologiche presso prestigiose istituzioni pubbliche quali: Big – Bang a Palazzo Strozzi a Firenze, Stropicciarsi gli occhi alla Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 2002 e La lunga notte di Paparazzo a Palazzo della Ragione a Mantova nel 2003. Artista molto attivo nel contesto culturale italiano, nel 2004 ha ideato una serie di mostre intorno al titolo Senza: Senza Famiglia, Senza Freni, Senza Trucco, Senza Dubbio Senza Veli, Senza Tempo, allestite in spazi pubblici e in gallerie private organizzate con la volontà  di riflettere sulla attuale situazione dell’arte. L’ultima personale Marco Cingolani, Percorsi della fede,si è tenuta nel 2009 presso la Boxart Gallery di Verona. Attualmente tre sue grandi opere sono esposte nel padiglione italiano della Biennale di Venezia.

 

Posted on: 18 Giugno 2009, by : Associazione Giovanni Testori