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11. GIANRICCARDO PICCOLI, Scale

Stanza 11
Esistono strane coincidenze di un disegno segreto che si disvela nell’esistente e ne conforta il transito. Avevo realizzato un lavoro su delle stanze ed ecco apparire un tema che le porta misteriosamente a Novate. I due grandi teleri in mostra composti da un doppio telaio riflettono una memoria del mio lavoro sottratta alla superficialità  dello sguardo e ridata alla lentezza della contemplazione. Sono flebili garze che allontanano la perentorietà  dei ricordi sottostanti dipinti sulla prima tela e vivono solo dell’emozione che inconsciamente vi riaffiora. Sono i quotidiani lari di una fragilità  dell’essere confortata da cenni di esili affermazioni disegnative, sovente costruiti come oggetti bisognosi di fiducia nell’esplicarsi del filo di ferro che li costruisce e nella carta velina che amorosamente li protegge. “Un velo di polvere inquieta” ricopre in parte di cera la prima garza e rimanda alla segretezza della visione.
Gianriccardo Piccoli

 

Piccoli è un appassionato trovarobe, sempre alla ricerca dell’oggetto di recupero, abbandonato o solo dimenticato in qualche angolo della casa. Perlopiù sono materiali di nessun valore, ripescati in mezzo al bric à  brac che si accumula indisturbato tra gli spazi domestici, poi riempiti di senso in un’orchestrazione messa al servizio di un esile meccanismo narrativo. Una modalità  di lavoro che chiama in causa la recente passione di Piccoli per i disegni dei bambini.
Simone Facchinetti

 

Gianriccardo Piccoli è nato a Milano nel 1941. Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e ora vive e lavora tra Bergamo e Basilea. Negli anni Ottanta la sua ricerca è diventata più incline all’astrazione e alla sperimentazione tecnico – linguistica, mantenendo il disegno indipendente come costante presenza nel suo lavoro. Nel 1984 ha vinto il premio Feltrinelli e nel 1986 ha partecipato alla Biennale di Venezia. È intervenuto in diverse rassegne allestite in sedi pubbliche e private e gli sono state dedicate alcune antologiche: a Wiesbaden nel 1988, a Tenero e a Monza nel 1990. Ha esposto a lungo in Svizzera, stabilendo un rapporto privilegiato con la Galerie Carzaniga di Basilea. Nel 1995 ha realizzato una Via Crucis per la chiesa di Sant’Agostino a Bergamo, con un allestimento di Mario Botta. Nel corso del 2007 la Galleria dello Scudo di Verona ha organizzato una monografica sulla sua opera recente (2001 – 2007). Nello stesso anno ha realizzato Palinsesto di cenere, monumentale installazione creata appositamente per l’Oratorio di San Lupo a Bergamo. Da pochi giorni si è conclusa la sua personale Stanze per Villa Panza a Villa Panza a Biumo.

Posted on: 18 Giugno 2009, by : Associazione Giovanni Testori