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(IN)CROCI al Museo Lia

Il prezzo originale era: €15,00.Il prezzo attuale è: €12,75.

catalogo della mostra.
A cura di: Davide Dall’Ombra e Andrea Marmori

Tavole a Colori, Formato 148×210 mm, Brossurato

Esaurito

Categoria:

Museo Civico “Amedeo Lia”
25 marzo-27 maggio 2018

inaugurazione: 24 marzo 2018

Per i 25 anni da Testori una mostra che propone una relazione affascinante. Un ciclo di Crocifissioni di Testori realizzato negli anni 80 viene presentato in dialogo con le antiche Crocifissioni dipinte e quelle preziose di orificeria della collezione Amedeo Lia di La Spezia. Amedeo Lia è stato uno dei maggiori collezionisti della pittura del 300 italiano, grazie alle indicazioni e alla supervisione di Federico Zeri. Oggi queste preziose tavole sono chiamate a un inatteso confronto con l’approccio tutto novecentesco di Testori. La calma compositiva viene come interrogata dal segno sconvolto è inquieto dei pastelli testoriano. La mostra è curata da Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori e da Andrea Marmori, direttore del Museo Amedeo Lia. In mostra verrà presentato anche la Crocifissione dipinta da Testori nel 1949, con tutti i disegni preparatori da poco ritrovati.

Dall’introduzione di Davide Dall’Ombra:
Giovanni Testori avrebbe amato perdutamente il Museo Amedeo Lia di La Spezia.
E non solo perché tra queste mura sono conservate opere di alcuni degli autori che, come critico d’arte, ha più amato: da Vincenzo Foppa a Giacomo Ceruti.
L’avrebbe amato perché questo museo racconta la storia di uno dei grandi collezionisti europei del secolo scorso, restituendocene la fisionomia.
Lo scrittore gli avrebbe certamente dedicato parole infuocate sulle pagine del “Corriere della Sera”, di cui curò per quasi vent’anni la pagina dedicata all’arte.
Del resto, Testori fu anche un vorace, irrequieto e dilapidante collezionista: di quadri visse e non si contano le opere d’arte antica e moderna che passarono dalle sue mani. Non sorprende rivederne alcune tra queste sale spezzine, ove approdarono magari attraverso il gallerista Bruno Lorenzelli o il critico Federico Zeri.
Ma Giovanni Testori è stato uno degli intellettuali più versatili e importanti del Novecento italiano e il suo amore incondizionato per la pittura lo portò a cimentarsi personalmente nella creazione artistica, divenendo pittore dagli esiti significativi e in corso di riscoperta, negli ultimi anni.
Nella mostra che inaugura sabato, a 25 anni dalla morte, si è scelto di indagare un tema centrale della sua produzione: la Croce e la Crocifissione, due soggetti tra i più diffusi nella storia dell’arte Occidentale, con numerose occorrenze nel Museo Lia, e indagato da Testori lungo tutta la vita: come drammaturgo, poeta e, appunto, pittore.
Il visitatore troverà due cicli di dipinti e disegni, realizzati negli anni Quaranta e negli anni Ottanta, a oltre trent’anni uno dall’altro, qui presentati integralmente e insieme per la prima volta, per dar vita a un inedito dialogo con le Croci del Museo: da Lippo di Benivieni all’oreficeria medioevale di Limoges.