POSITIVITY CABIN. 30 seconds of positivity, il nuovo progetto di Andrea Bianconi, realizzato con GSC Group e la collaborazione di Casa Testori, che debutta dal 15 al 17 settembre alla Fiera Milano Rho, in occasione di SIMAC Tanning Tech e Lineapelle.
Per tre giorni GSC Group, azienda attiva nel settore della chimica conciaria, mette a disposizione un’area di 130 metri quadrati, rinunciando alla consueta esposizione di prodotti e alla comunicazione commerciale del proprio brand. Al centro dello spazio prende posto la Positivity Cabin: una piccola architettura dorata pensata come luogo di sosta, ascolto e rigenerazione all’interno del ritmo spesso frenetico della fiera.
Non è uno stand e non è un’installazione da guardare soltanto dall’esterno. Si entra.
Per circa 30 secondi, il visitatore si trova all’interno della cabina, avvolto da una composizione sonora costruita con centinaia di “YES” pronunciati da persone di tutto il mondo. Un gesto semplice, quasi elementare, che nell’opera di Bianconi diventa una possibilità concreta: fermarsi, ascoltare e pronunciare mentalmente un sì.
All’uscita, ogni visitatore riceve una piccola spilla dorata con la scritta “YESSS”, una sorta di amuleto da portare con sé. Un oggetto minimo che prolunga oltre la cabina quei trenta secondi di esperienza.
Positivity Cabin è nata in un momento preciso. Dal profondo desiderio e dalla necessità urgente di vedere un mondo diverso. Viviamo in un tempo storico complesso, frenetico, spesso disorientante, in cui ho sentito la necessità di compiere un atto magico. Mi son detto. Qui serve un maggior bene. Da questo bisogno di luce e di reazione è nata l’idea di creare uno spazio di sosta e rigenerazione. Entrare nella Positivity Cabin introduce un gesto magico e necessario: è una riflessione radicale sulle modalità con cui attraversiamo l’esperienza del vivere, un vero e proprio rito di consacrazione della vita.
«Da sempre cerco di portare l’arte dove c’è più bisogno di significato e di luce, che sia un luogo di reclusione o un vertice globale. La Positivity Cabin nasce dall’urgenza di creare un tempo diverso, uno spazio di sosta e di verità nel flusso della vita contemporanea. Entrare nella Positivity Cabin è compere un gesto magico e necessario, è un vero e proprio rito di consacrazione della vita. In un contesto fieristico, dove tutti cercano di mostrare qualcosa per vendere, offro una benedizione laica: uno spazio vuoto da riempire di positività pura, una forza viva di connessione umana. Il fatto che GSC abbia accettato di fare un passo indietro come brand per far fare un passo avanti al messaggio è un atto di grande visione e generosità culturale».
Andra Bianconi
Una delle più grandi pagine della letteratura del ‘900 è l’ultima pagina dell’Ulisse di Joyce. In quella pagina Molly moglie del protagonista si lascia andare ad una raffica di “Yes”. “Yes I will Yes” esclama a ripetizione, in un raptus travolgente e innamorato. Quel finale è però come isola mirabile e imprevista che spunta in mezzo al mare di “no” che invece costellano la cultura di quel secolo come del nostro. Dire “sì” non è affatto scontato. Richiede uno slancio, una passione verso ciò che non è proprio, una generosità senza tornaconto nei confronti della vita. Sono tutte caratteristiche a cui Andrea Bianconi con le sue opere non è mai venuto meno. Ma ora, arrivato al punto sintetico di questa sua attitudine che è artistica e di vita, ha voluto immaginare uno spazio in cui il suo “Yes” potesse abitare e soprattutto essere abitato da chi lo sperimenterà. È nata così la “positivity cabine”, struttura eletta e famigliare nello stesso tempo. Naturalmente d’oro, per “Yes” è una sillaba d’oro.
Giuseppe Frangi
Dopo il debutto milanese, il progetto proseguirà il suo percorso in altri contesti, modificando ogni volta il rapporto con il luogo e con il pubblico.
La seconda tappa sarà dal 25 al 27 settembre sul Lungolago di Salò, in collaborazione con MUSA – Museo di Salò.
La terza tappa è prevista il 9 e 10 ottobre al MuDAC – Museo delle Arti Carrara, in occasione della Giornata del Contemporaneo, all’interno della sala delle proiezioni del museo.
Tre luoghi molto diversi — una fiera internazionale, uno spazio pubblico sul lago e un museo — per una stessa domanda, semplice e tutt’altro che scontata:
quanto tempo siamo ancora capaci di dedicare a un “sì”?
ufficio stampa: Maria Grazia Vernuccio: mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it












