L’allestimento di due stanze al primo piano di Casa Testori prevede la presentazione di due progetti che si sono conclusi tra maggio e giugno.

Sarà l’occasione per conoscere il progetto UAAO – Upskilling degli Archivi d’Arte e Operatori 4.0, grazie al quale 6 giovani ricercatrici hanno lavorato presso l’Archivio Luciano Caramel conservato all’Università Cattolica del Sacro Cuore – in collaborazione con CRA.IT, il Centro di Ricerca sull’Arte Astratta in Italia –, presso quattro archivi della rete Ait-Art (Pharaildis Van den Broeck, Rachele Bianchi, Filippo de Pisis e Dady Orsi), ma anche agli archivi del museo MA*GA di Gallarate e, naturalmente, all’Archivio Giovanni Testori. Questa fruttuosa collaborazione ha portato alla creazione di sei nuove figure professionali al servizio della trasformazione digitale del settore culturale: Chiara Di Palma, Cecilia Morassi, Laura Canella, Alessandra Milani, Camilla Milanese e Sofia Pittaccio.

BRIC – Borse di Ricerca negli Istituti Culturali, promosso da “Dicolab. Cultura al digitale” ha posto al centro la valorizzazione, anche tramite l’Intelligenza Artificiale, del patrimonio digitalizzato del Fondo Testori di proprietà di Regione Lombardia grazie al coinvolgimento di Arianna Duri, Flavia Erbosi, Cristina Morgese e Francesca Ruch.
 Una mostra, inaugurata il 19 giugno, che mette al centro nuove competenze, nuove tecnologie e nuove forme di accesso alla memoria conservata negli archivi.

L’evento ha fatto parte del palinsesto della quinta edizione di ARCHIVIFUTURI Festival degli Archivi del Contemporaneo organizzato dal Museo MA*GA di Gallarate. Scopri il programma.

Inaugurazione:
Sabato 14 Novembre – dalle ore 17.00

La mostra dell’autunno 2026 a Casa Testori è un viaggio nel tempo nella dimora dello scrittore e critico d’arte Giovanni Testori (1923-1993), così come appariva tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Grazie a immagini fotografiche e prestiti eccezionali da raccolte private di opere normalmente nascoste al pubblico, sarà possibile scoprire il Testori collezionista,  negli anni in cui erano appese alle pareti opere di Tanzio da Varallo, Fra Galgario, Giacomo Ceruti ed Ennio Morlotti. Dipinti legati alle sue scoperte, mai esposti prima o riemersi dopo decenni di oblio dalle stanze dei loro gelosi custodi.

Sono oltre quattrocento le opere documentate come già in collezione Testori che le ricerche condotte da Davide Dall’Ombra e Chiara Di Palma, curatori della mostra, hanno fatto emergere in anni di studi e messe a punto. Frutto del suo impegno sul fronte della critica d’arte, la sua raccolta era un organismo vivo, fatto di continui mutamenti che seguivano le sue passioni. Un percorso lungo oltre quattro decenni di cui si racconta qui lo straordinario avvio: dalla prima opera entrata in collezione durante la Guerra, una tempera dell’amico Ennio Morlotti, al tramonto di due decenni espressamente dedicati all’arte del passato, in particolare al Sei e Settecento lombardo, riscoperto al fianco del maestro Roberto Longhi.

È un percorso immersivo tra le stanze della casa come appariva tra il 1954 e il 1963, prima del trasferimento, seppur momentaneo, a Milano. Ritratti ufficiali e fotografie di famiglia ci accompagnano in questo viaggio nel tempo, per ritrovare un ritratto femminile di Carlo Ceresa e la straordinaria collezione di opere di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, una delle sue più grandi scoperte critiche, che ha portato alla luce capolavori scovati nei suoi viaggi tra antiquari e rigattieri della provincia e ora presentati in mostra.

Sarà possibile ripercorre l’attività critica testoriana, dal primo saggio su “Paragone” dedicato a Francesco Cairo (1952) alla mostra de I pittori della realtà in Lombardia, dell’anno seguente, dove venne esposto come nella sua raccolta anche lo straordinario dipinto di Giovan Battista Moroni, uno dei più importanti ritrattisti del Cinquecento, in questi anni celebrato da mostre internazionali alla Royal Academy di Londra e alla Frick Collection di New York.

La sala da pranzo della casa sarà il luogo dove rincontrare i grandi capolavori di Giacomo Ceruti e Fra Galgario restaurati per l’occasione: i volti indimenticabili degli umili che, dal Settecento, tornano oggi a guardarci con tutta la loro potente verità.

A completare il quadro del Testori critico e collezionista in quegli anni, il visitatore troverà alcune opere decisive entrate nella sua raccolta per porsi al centro dei suoi saggi. È così che Collina a Imbersago, forse la più grande tela dipinta da Ennio Morlotti, sarà esposta nel salone a rappresentare un momento in cui la critica militante di Testori è quasi esclusivamente dedicata al pittore lecchese, di cui collezionò decine di dipinti. Tra questi, tornano a Casa anche un Paesaggio vincitore del Premio Nazionale di Pittura Città di Gallarate (1955), e Le calendole, esposto alla XXVIII Biennale di Venezia (1956).

Una stanza della Casa si trasformerà per l’occasione in uno straordinario gabinetto dei disegni, grazie all’eccezionale prestito di 13 carte mai esposte prima, attribuite da Testori a Tanzio da Varallo e al fratello Giovanni d’Enrico: i grandi interpreti della fase seicentesca del Sacro Monte di Varallo. È il cuore del suo Palinsesto valsesiano (1964), volume Scheiwiller con cui Testori pose al centro della riscoperta del Sacro Monte il disegno, una sua grande passione, attraversata personalmente non solo come collezionista ma anche come artista. Si tratta di un nucleo unico e mai esposto, eccezionalmente arrivatoci intatto, ancora nelle cornici volute da Testori e restaurato per l’occasione.

In mostra si potrà seguire il filo rosso della passione testoriana per gli artisti del passato, anche attraverso le scoperte del mercato e alla sua collaborazione con la casa d’aste Finarte. Al 1966 risale la mostra testoriana dedicata ad altri 32 dipinti inediti da lui attribuiti a Giacomo Ceruti, organizzata dalla casa d’aste milanese e seguita, l’anno seguente, dalla mostra al Museo Civico di Torino Giacomo Ceruti e la ritrattistica del suo tempo nell’Italia Settentrionale, con cui poté realizzare il desiderio di Longhi di vedere a confronto opere settecentesche di artisti veneti e lombardi. Una “sfida” ora rievocata in mostra, anche grazie allo splendido Ritratto di ecclesiastico di Ceruti, allora nella sua raccolta, con cui aveva “sfidato” il pittore veneto Alessandro Longhi.

Il 1967 segna in qualche modo lo spartiacque su cui si chiude il percorso del pian terreno e si apre l’allestimento al primo piano, passando attraverso un tracciato che, pubblicazione dopo pubblicazione, ripercorre gli episodi collezionistici che portarono dalla Natura morta di Morlotti, il primo quadro entrato nella collezione grazie all’acquisto da parte del padre Edoardo durante lo sfollamento del pittore nella loro casa di Sormano (1943), fino al Lago di Gianfranco Ferroni, acquistato alla fine degli anni Sessanta, rimarcando la forte presenza di autori contemporanei accanto agli antichi maestri.

La rottura con la casa d’aste Finarte di Casimiro Porro, avvenuta proprio nel 1967, fornisce l’occasione di un racconto legato alla passione testoriana per Théodore Géricault, autore francese fondamentale anche per la sua produzione poetica. Testori raccolse un importante nucleo di opere inedite che riteneva del maestro, seguito a stampa dal critico Antonio Del Guercio che volle pubblicarle nel suo catalogo del pittore. Alcuni nudi maschili erano appesi nella sua stanza da letto, immortalati dal fotografo Giacomo Pozzi Bellini all’inizio degli anni Sessanta e trasformati in una straordinaria opera contemporanea da Andrea Mastrovito nel 2011. Ora, in questa stanza, per la prima volta, sarà possibile rivedere dal vero il quadro cardine del gruppo: l’affascinante e misterioso Trionfo della Miseria, anch’esso restaurato per l’occasione. Gli anni, e gli studi seguenti, hanno mostrato che si trattava di folgorazioni d’amore, riconducendo le opere a maestri anonimi dell’Ottocento francese. Ma la mostra non vuole limitarsi a presentare gli straordinari successi critici di Testori e il grande dipinto si espone come simbolo del suo impeto creativo a tutto tondo, capace di folgorazioni ed errori, come si addice alla vita di ognuno. La storia dell’arte procede, infatti, anche per continui aggiustamenti critici e i maestri sono in grado di dettare una linea interpretativa che resiste ai problemi attributivi, facendoli diventare anch’essi occasione di conoscenza e scoperta.

Un focus sul rapporto col maestro Roberto Longhi, ricostruito attraverso la fitta corrispondenza recentemente pubblicata e commentata da Davide Dall’Ombra (Feltrinelli, 2026), permette di ricomporre il quadro del Testori scrittore, critico e collezionista, dalle fasi embrionali di studio e formazione attraverso il confronto col maestro, fino al compimento di mostre e pubblicazioni. Un rapporto che costituisce un vero filo rosso sotteso a tutta la mostra.

Entrato nel vivo del laboratorio critico testoriano, il percorso al primo piano prosegue con uno sguardo serrato al contemporaneo e articolato attraverso un dialogo tra opere, documenti d’archivio e volumi, volti a restituire il fermento culturale dell’epoca. Qui viene ricostruito il tormentato dibattito sul naturalismo di Ennio Morlotti, che vide Testori confrontarsi e scontrarsi con la visione del critico bolognese Francesco Arcangeli. Un corpo a corpo intellettuale restituito dalle carte e volto a definire i confini tra realismo e naturalismo, chiamando in causa anche Renato Guttuso. Il legame tra il critico e il pittore siciliano, già vivo nei primi anni Quaranta, culmina nella mostra antologica di Parma del 1963, introdotta da un saggio testoriano fuori dal coro e destinato ad innescare un acceso dibattito critico.

Molti capolavori passati per la collezione di Testori sono oggi parte delle raccolte permanenti di importanti musei italiani, spesso in seguito alle sue donazioni. Il percorso espositivo prosegue perciò idealmente nelle sedi dei Musei Civici di Torino e Vercelli, del Museo del Novecento di Milano e della Pinacoteca di Brera: qui le opere rimangono fruibili al pubblico, appositamente segnalate come “testoriane” all’interno degli itinerari museali.

PRENOTAZIONI PER GRUPPI e VISITE GUIDATE: eventi@casatestori.it

 

Nell’agosto 1983 Testori, intervistato da Antonio Giorgi per “Avvenire”, racconta come stava trascorrendo il suo periodo di vacanza a Macugnaga, sotto il Monte Rosa. Per Testori questo non è solo un tempo di riposo ma anche l’occasione per fare un bilancio dell’anno trascorso senza tralasciare la scrittura. Nella foto, un momento di riposo di Testori a Macugnaga circondato dai nipoti.

“Vede? L’ambiente è confortevole e familiare. Non mi fa rimpiangere casa mia. È il quarto anno che faccio vacanze lunghe. Prima mi bastavano pochi giorni, una settimana. Avevo e ho sempre paura di perdere tempo. Allora anche a Macugnaga lavoro. Dopo il secondo giorno che sono qui scrivo, disegno. Ci sono delle cose che comincio e finisco in questa valle, o che preparo qui… 
Vuole sapere come trascorro la giornata? Esco la mattina dall’albergo, abbastanza presto. Faccio colazione, scendo in piazza, compro i giornali che non guardo; prendo gli oggetti che mi servono, cioè la penna, i quaderni, ecco li vede questi quaderni rilegati? Prendo qualche libro. Con questo materiale vado sempre allo stesso posto, salgo da Staffa a Pecetto e raggiungo i pratoni del paese, dove ritrovo quella che chiamo la mia pietra. Mi siedo, mi piglio una mezz’oretta di tranquillità e di sole, poi comincio a scrivere. Nel salire ho fatto una visita alla chiesetta di Pecetto. Verso le 12.30 torno all’albergo e vi trovo i nipoti, gli amici. Parliamo un po’ e si va a tavola. Poi mi ritiro, guardo i giornali e scrivo ancora. Alle cinque del pomeriggio sono a casa delle mie sorelle e dei miei nipoti; vado quindi a Messa a Pecetto e di lì ritorno percorrendo la strada della passeggiata del mattino, da solo.”

Qui l’articolo completo

Casa Testori chiude per ferie da sabato 8 a lunedì 31 agosto. Le mostre saranno nuovamente visitabili da martedì 1° settembre. Con l’augurio di una buona estate vi diamo appuntamento alla riapertura con tante novità!

Luglio, nuovi orari e tante cose da scoprire

Casa Testori è sempre aperta anche se con orari estivi diversi. È l’occasione per visitare i due allestimenti del primo piano: “Cantiere per La Cattedrale”, a cura di Alice Boltri, che presenta due recenti ritrovamenti archivistici: un travolgente epistolario d’amore a senso unico e tre quaderni con le bozze manoscritte del romanzo “La Cattedrale” nato proprio da quell’esperienza. Il secondo allestimento, “10 progetti di ricerca per gli archivi e il digitale”presenta gli esiti delle borse di studio di dieci giovani studiose e mette al centro nuove competenze, nuove tecnologie e nuove forme di accesso alla memoria conservata negli archivi. Potete, inoltre, scoprire l’Archivio, la Biblioteca e la Collezione dell’Associazione Giovanni Testori, facendovi raccontare i suoi tesori da chi li vive e studia ogni giorno.

Per i mesi estivi cambiamo orario: il sabato fino al 5 settembre rimarremo chiusi, mentre vi aspettiamo dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 18. Casa Testori chiuderà per ferie dall’8 al 31 agosto.

 

Giovanni Testori e Maurizio Fragiacomo si incontrano per caso il 16 settembre 1972 sulla soglia del ristorante Bagutta di Milano e per lo scrittore è un colpo di fulmine. Da quel momento Testori inizia a scrivere quotidianamente al giovane Maurizio delle “lettere-diario” che gli consegna, di volta in volta, ad ogni nuovo incontro che avviene nel suo studio di via Brera senza mai ricevere in cambio una risposta scritta. Ben presto alle parole scritte con l’inchiostro blu si affiancano quelle scritte col sangue e dei fiori disegnati alla stessa maniera.

Testori, consapevole del suo soliloquio, osserva: “In effetti, se tu un giorno volessi ricominciare a leggere tutti i fogli che t’ho mandato in questi quattro mesi e mezzo, t’accorgeresti che si tratta d’una sola, lunga lettera; di un solo, lungo colloquio: una lettera e un colloquio che non hanno voluto interrompersi mai: e che mai niente e nessuno riuscirà a interrompere.”

Due importanti ritrovamenti archivistici sono oggetto di un incontro e di una mostra che è stata inaugurata a Casa Testori lunedì 22 giugno. I ritrovamenti riguardano un travolgente epistolario d’amore a senso unico, con destinatario un giovane dell’alta borghesia milanese, Maurizio Fragiacomo. Quell’esperienza consumatasi tra 1972 e 1974 era poi diventata nucleo tematico di un romanzo, La Cattedrale, pubblicato alla fine di quella storia. In coincidenza con questo ritrovamento la Fondazione a cuiMaurizio Fragiacomo ha affidato la gestione della propria eredità, ha deciso di far dono all’Associazione Testori del manoscritto del romanzo(tre quaderni, arricchiti da tanti disegni dello scrittore) e dei libri con le dediche di Testori al ragazzo. In mostra saranno esposti anche alcuni disegni testoriani tutt’ora di proprietà della Fondazione.

Il progetto

 Ambient-Arti è un progetto educativo e culturale di durata biennale, iniziato a settembre 2025 e che terminerà a luglio 2027, nato con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche ambientali, raccontando il territorio che li circonda attraverso l’utilizzo di due diversi linguaggi artistici-creativi: la fotografia e la sound art.

Il progetto si sviluppa all’interno del territorio del Parco Nord Milano, parco agricolo situato tra i comuni di Cormano e Novate Milanese, che rappresenta una preziosa oasi di biodiversità, fungendo da cerniera ecologica tra la città e la campagna. Attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani, l’iniziativa invita a riscoprire il territorio mediante un percorso che intreccia arte e sostenibilità ambientale.

Sostenuta da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando Clima Creativo, l’iniziativa vede la sinergia tra Koinè Cooperativa Sociale nel ruolo di capofila, Casa Testori in qualità di partner e l’ente di formazione professionaleASLAM di Quarto Oggiaro, che partecipa coinvolgendo direttamente i propri studenti, invitandoli a diventare custodi attivi del territorio e potenziando competenze trasversali fondamentali per il loro futuro professionale e umano.

Durante il primo anno, che volge ora al termine, i ragazzi hanno partecipato a momenti di formazione teorica in ambito ambientale e artistico, per poi esplorare il Parco della Balossa non attraverso semplici visite guidate, ma effettuando una vera ricerca sul campo. Questa attività ha unito l’approccio scientifico della Citizen Science alla sperimentazione creativa, campionando elementi visivi e sonori del territorio.

Guidati dagli esperti di Koinè e dagli artisti Danilo Ligato e Tiziano Doria, gli studenti hanno imparato ad osservare la biodiversità urbana e a raccogliere dati, riflettendo su come sia possibile analizzare, tutelare e restituire artisticamente questo ambiente naturale, attraverso i linguaggi della sound art e della fotografia.

Con Danilo Ligato i ragazzi hanno acquisito conoscenze in merito alla storia del suono, dall’antichità a Bach, Cage, fino al rap odierno. In seguito, attraverso l’utilizzo di un campionatore, hanno registrato, ascoltato e analizzato il paesaggio sonoro che appartiene alla loro realtà quotidiana.

Tiziano Doria invece ha proposto agli studenti un laboratorio di fotografia stenopeica, con l’idea di mostrare a loro da dove viene una fotografia, partendo dai principi dell’ottica. I ragazzi hanno adoperato una camera stenopeica costruita con materiali di recupero e hanno realizzato delle immagini fotochimiche su carta fotosensibile.

Nel secondo anno scolastico l’attività si sposterà verso la fase laboratoriale e la definizione di un prodotto artistico finale. I ragazzi avranno la possibilità di utilizzare strumenti a loro familiari, come lo smartphone, per trasformare le scoperte ambientali in un’installazione collettiva, che verrà poi presentata pubblicamente durante l’evento conclusivo organizzato da Fondazione Cariplo nel maggio 2027.

Enti coinvolti

Koinè Cooperativa Sociale Onlus è una realtà impegnata da oltre vent’anni nella sostenibilità ambientale e nei servizi alla persona. Come capofila del progetto, coordina le attività e il monitoraggio scientifico, per promuovere nei giovani una consapevolezza ecologica che nasca dall’esperienza diretta dell’analisi dell’ambiente, grazie anche alla storica collaborazione con il Parco Nord Milano.

Casa Testori cura la direzione artistica del progetto e il legame profondo tra estetica e territorio, affidandosi a due professionisti di rilievo che guidano i ragazzi nella reinterpretazione del paesaggio urbano:

Tiziano Doria, fotografo diplomato presso l’Accademia di Brera di Milano con una solida esperienza nella cinematografia di ricerca e nell’insegnamento; le sue opere sono state pluripremiate e selezionate in festival internazionali, da Locarno a Torino.

https://www.instagram.com/tizianodoria/

Danilo Ligato, anch’egli diplomato all’Accademia di Brera di Milano, è un artista interdisciplinare specializzato in Nuove tecnologie per l’arte. La sua formazione unisce liuteria, pianoforte e cinema, dando vita a una ricerca musicale che trasforma la memoria dei luoghi in dispositivi poetici.

https://www.daniloligato.com/

 

In occasione dell’inaugurazione  della mostra “Cantiere per La Cattedrale” è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato Giovanni Agosti, Stefano Boeri e Luca Doninelli
Saluto di Enzo Pesce, presidente della Fondazione Maurizio Fragiacomo

Due importanti ritrovamenti archivistici sono oggetto di un incontro e di una mostra che verrà inaugurata a Casa Testori lunedì 22 giugno. I ritrovamenti riguardano un travolgente epistolario d’amore a senso unico, con destinatario un giovane dell’alta borghesia milanese, Maurizio Fragiacomo. Quell’esperienza consumatasi tra 1972 e 1974 era poi diventato nucleo tematico di un romanzo, La cattedrale, pubblicato alla fine di quella storia. In coincidenza con questo ritrovamento la Fondazione a cui Maurizio Fragiacomo ha affidato la gestione della propria eredità, ha deciso di far dono all’Associazione Testori del manoscritto del romanzo (tre quaderni, arricchiti da tanti disegni dello scrittore) e dei libri con le dediche di Testori al ragazzo. In mostra saranno esposti anche alcuni disegni testoriani tutt’ora di proprietà della Fondazione.

La cattedrale è palesemente il Duomo di Milano, una sorta di magnete per l’immaginario testoriano, insieme centro geometrico della città e architettura pulsante che si lasca invadere dal tumulto di vita che lo circonda. Il Duomo torna ripetutamente nei suoi testi, indipendentemente che si tratti di letteratura, teatro, poesia o critica d’arte.

Per questo l’incontro che ha accompagnato l’apertura della mostra ha visto come protagonisti un architetto, Stefano Boeri, e uno scrittore Luca Doninelli, profondi conoscitori di Milano, che saranno chiamati a riflettere in dialogo con Giovanni Agosti e Giuseppe Frangi, su questa dimensione del Duomo come centro genetico della città.

L’incontro è stato preceduto da un intervento di Enzo Pesce, presidente della Fondazione Maurizio Fragiacomo.

Le lettere

39 lettere dalla lunghezza variabile da un singolo foglio fino a 27 tutti manoscritti e corredati da disegni floreali. Le lettere sono state scritte tra l’8 ottobre 1972 e il 5 maggio 1974.

Il manoscritto

Tre quaderni con copertina rossa con il manoscritto del romanzo La Cattedrale. I quaderni contengono decine di disegni.

Le dediche

Nove volumi editi tra il 1971 e il 1981, ciascuno con una dedica di Testori a Maurizio Fragiacomo. Nell’ordine: Il dio di Roserio (1971, ristampa), Nel tuo sangue (1973), La Cattedrale (1974), Macbetto (1974), Passio Laetitiae et Felicitatis (1975), Edipus (1977), Interrogatorio a Maria (1979), Il senso della nascita (1980), Factum est (1981).

a cura dei Servizi Educativi di Casa Testori

In occasione della mostra, i Servizi Educativi di Casa Testori propongono percorsi pensati per far conoscere e contestualizzare la figura di Giovanni Testori, trasformando la visita in un’esperienza partecipata, laboratoriale e interdisciplinare.

Attraverso compiti in situazione, i partecipanti potranno impersonare diverse figure del mondo dell’arte:

  • il mercante,
  • il critico,
  • l’artista,
  • il collezionista.

L’attività permette di:

  • comprendere punti di vista differenti;
  • sviluppare capacità argomentative;
  • esercitare il pensiero critico;
  • sperimentare il dialogo e il confronto.

L’intero percorso espositivo mette i partecipanti di fronte ai grandi amori figurativi di Testori. Dopo averli osservati e raccontati, studenti e studentesse saranno invitati a scrivere una personale lettera d’amore a un’opera, sperimentando una scrittura emotiva, critica e immaginativa

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