I pugili sopravvissuti

Il bianco dei dipinti a olio, nel passaggio all’acrilico perde il suo spessore, assimilandosi alla nebbia leggera, di volta in volta incipriata di azzurro o di rosa. Quello presentato ai piedi delle scale l’unico superstite di una serie nutrita di tele, documentata nelle sue fasi di esecuzione da ripetuti scatti fotografici, ma conclusosi con la distruzione di tutte le tele. Questo ritorno sul tema a lui caro, anche grazie al reclutamento di un nuovo modello come si vede dal bellissimo servizio di Giorgio Soavi, non basta evidentemente a garantire la soddisfazione dell’artista, inesausto nella sua ricerca.

Casa Testori presenta “NEVEr alone”, un progetto multidisciplinare tra storia, letteratura, arte contemporanea, fotografia, cinema e scienza, in cui la neve è simbolo trasversale. Il progetto è risultato vincitore del bando “Olimpiadi della Cultura”, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, nel calendario dei Giochi della Cultura

Nel gennaio del 1985, Milano e l’Italia furono colpiti da una straordinaria nevicata che paralizzò la città per diversi giorni. Fu un evento eccezionale a cui Giovanni Testori dedicò un editoriale sul “Corriere della Sera” del 17 gennaio: Benedetta tu, sorella neve. Per Testori la neve non doveva essere percepita come un ostacolo fastidioso allo scorrere della vita cittadina, ma un’occasione unica per fermarsi, riconnettersi con se stessi e con gli altri, riscoprendo il valore del vivere comune e del tempo.

Il progetto di Casa Testori nasce a quarant’anni esatti dall’evento, quando Milano si accinge a tornare protagonista dell’inverno a livello globale, affermandosi nell’immaginario planetario come la capitale della neve. In un modo totalmente nuovo, ma altrettanto inaspettato. 

Il percorso di “NEVEr alone” include una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Giacomo Pigliapoco, due project room firmate da Greta Martina e Rosita Ronzini, e un focus dedicato alla nevicata del 1985, a partire dall’articolo di Testori e dalle diapositive del grande fotografo Mario De Biasi. A completare il progetto, tre rassegne tematiche: quella fotografica diretta da Luca Fiore, quella cinematografica curata da Daniela Persico e quella dedicata a scienza e Climate Change coordinata da Riccardo Castellanza con Valter Maggi per l’Università Bicocca. Un mosaico di linguaggi espressivi che invitano il pubblico a scoprire prospettive nuove e a condividere uno spazio comune di riflessione e consapevolezza.

La mostra e il focus allestiti a Casa Testori inaugureranno sabato 22 novembre 2025. Tra dicembre 2025 e marzo 2026, abbracciando i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano – Cortina 2026, si svilupperà il calendario delle tre rassegne e degli appuntamenti legati alle esposizioni, tra performance e laboratori. Il finissage è fissato per sabato 28 marzo 2026.

BRAND PITTORICO
Dispositivi pittorici per la cura del corpo
di Bianca Schröder

Il progetto Brand Pittorico varca la soglia dell’atelier per farsi esperienza condivisa, interrogando insieme a voi la natura di un’opera d’arte. Vi invitiamo a un esercizio di sconfinamento: una giornata in cui il confine tra il corpo che indossa e la pittura si dissolvono, trasformando il vestire quotidiano in un atto di presenza poetica.

Perché un quadro dovrebbe restare confinato nell’immobilità di una parete? Un quadro può respirare nel vento, può assorbire il freddo, può prendere la pioggia e misurare il passo di chi lo porta a passeggio. In questo workshop, i vostri capi invernali — sciarpe, cappelli, guanti, giacche — si faranno supporto per un’epifania visiva del tutto personale. 

Vi chiediamo di portare con voi: 

 

    • uno o più indumenti tra: guanti, cappelli, sciarpe o giacche personali

    • una foto o un’immagine per voi significativa, che vi piacerebbe provare a riprodurre con la pittura acrilica 

Il workshop si articola in tre tempi:

 

    • Analizzeremo l’indumento che siete disposti a modificare. Studieremo la struttura di questi indumenti e la memoria che ne conservano, individuando lo spazio in cui l’indumento invoca una mutazione, il punto in cui l’indumento può essere innestato.

    • In un secondo momento ci dedicheremo a dipingere l’immagine che volete evocare sulla tela pittorica. Che sia un ricordo della neve, un’astrazione del gelo o un frammento di storia personale e vissuta, la pittura diventerà un deposito di senso personale indossabile.

    • Infine, attraverso la fase del cucito, fonderemo il dipinto con la stoffa. Un innesto, una fusione: l’istante in cui un quadro rinuncia alla sua staticità per farsi identità semovente, e inizia a camminare con voi. 

Cucire un’immagine sul corpo e indossarla significa anche interrogarsi cosa valga davvero la pena portare con sé, e può essere considerato a tutti gli effetti un dispositivo per la cura del proprio corpo e della propria anima. 

Il workshop è aperto ad 14 ai 99 anni e non è necessaria nessuna tipologia di esperienza pregressa

Il laboratorio è gratuito con posti limitati ed è necessaria la prenotazione a: scoprire@casatestori.it

Abbiamo pensato di organizzare un pranzo a nostre spese per la pausa di mezzogiorno, chiediamo a chi volesse prenderne parte di segnalare la propria presenza

Incontro con Ed Panar  e Gregory Halpern 
Modera Luca Fiore

Giovedì 5 febbraio, ore 18.30 – Casa Testori

Gli ospiti interverranno in collegamento dagli Stati Uniti e l’incontro si svolgerà in inglese senza traduzione

Ed Panar (Johnstown, PE, 1976) e Gregory Halpern (Buffalo, NY, 1977) presenteranno i loro ultimi libri, rispettivamente “Winter Nights, Walking” (Fw:Books / Spaces Corners, 2023) e “King, Queen, Knave” (MACK, 2025). Sono due opere diverse, per genesi e concezione, ma sono accomunate dalla presenza della neve. Si legge nella presentazione del libro di Panar: “Una pioggia costante di milioni di fiocchi di neve cristallini, scolpiti uno ad uno, crea un morbido involucro temporaneo che avvolge alberi, pali, cavi, strade, colline e case in strati soffici. Durante alcune di quelle notti si avverte un senso di quiete e silenzio ancora più intenso, come se il mondo stesso fosse stato messo “in muto”». Anche la Buffalo immortalata da Halpern è spesso coperta dalla neve, immagine del ciclo delle stagioni, che diventa a sua volta metafora della condizione umana. 

Sabato 21 febbraio alle ore 17 Casa Testori ospiterà un incontro letterario dedicato all’immaginario della neve nelle fiabe nordiche all’interno del progetto “NEVEr alone”, in corso fino al 28 marzo. Bruno Berni in dialogo con Greta Martina racconterà in un talk le più belle fiabe del Nord che la casa editrice Iperborea ha pubblicato negli anni nelle collane dedicate da lui curate.

L’incontro recupera i temi della prima project room della mostra “NEVEr alone”. Infatti, “melatonina” (22.11.2025 – 17.01.2026) a cura di Greta Martina presentava un lavoro installativo-performativo di Elena Francalanci, realizzato in collaborazione con la designer Gaia Nanni Costa, che metteva al centro l’immaginario delle fiabe nordiche. Ispirandosi a Frau Holle e a La Regina delle Nevi, l’intervento site-specific indagava il sonno come momento di metamorfosi, come atto di fiducia e al tempo stesso di profonda sottomissione, legato all’ibernazione invernale e al sonnambulismo.

Bruno Berni (Roma, 1959) è dirigente di ricerca presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma. Ha scritto sulla storia della traduzione e sulla letteratura danese dal Settecento a oggi. Dal 1987 ha tradotto oltre un centinaio di opere letterarie dal danese, ma anche dallo svedese, dal norvegese e dal tedesco. Per la sua attività ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio nazionale per la traduzione in Danimarca (2009) e in Italia (2012).

Il talk è reso possibile grazie al finanziamento di Fondazione Comunitaria Nord Milano con il bando “Che bello essere noi” ed è realizzato in collaborazione con Iperborea. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

 

Con il contributo di:

Presentazione di un inedito
Sabato 31 gennaio ore 16

Nel marzo 1988 Giovanni Testori era stato invitato a un convegno sul rapporto tra arte e disagio psichico. Era un convegno che vedeva confrontarsi personaggi importanti e di grande sensibilità come Nadia Fusini, Giovanni Raboni, Eugenio Borgna ed Emanuele Severino. In quell’occasione Testori tenne una relazione dedicata a Van Gogh, di cui è stata ritrovata di recente la registrazione. Quel testo ora è stato incluso nel volume “Creazione e mal-essere. Quando la solitudine diventa arte”, che ripropone gli atti di quell’importante appuntamento.

Il volume verrà presentato a Casa Testori sabato 31 gennaio alle ore 16. Interverranno Marco Manzoni, organizzatore del convegno e curatore del libro, Mariella Guzzoni, autorevole studiosa di Van Gogh, e Iolanda Stocchi, psicoterapeuta e scrittrice. Modera Giuseppe Frangi presidente dell’Associazione Testori. Nel corso dell’incontro verrà proposto un passaggio dell’audio dell’intervento di Testori su Van Gogh.

Nel corso dell’incontro verrà presentato un passaggio audio inedito dell’intervento di Giovanni Testori su Van Gogh, registrato al convegno del 1988

Casa Testori presenta “NEVEr alone”, un progetto multidisciplinare tra storia, letteratura, arte contemporanea, fotografia, cinema e scienza, in cui la neve è simbolo trasversale. Il progetto è risultato vincitore del bando “Olimpiadi della Cultura”, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, nel calendario dei Giochi della Cultura

Il bianco della neve è sempre stato una sfida per i fotografi di ogni epoca. Come il buio della notte, costituisce una situazione limite, nella quale la luce è pienamente riflessa e mette alla prova il medium della fotografia. È poi un elemento che trasforma il paesaggio, sia quello alpino che quello urbano, modificando non solo i colori ma anche le forme e rivelando i cambiamenti nel rapporto tra uomo e natura, tra ambiente naturale e spazio antropizzato. La neve è poi una grande metafora, come ci suggerisce James Joyce: «La sua anima si dissolse lentamente nel sonno, mentre ascoltava la neve cadere lieve su tutto l’universo, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e su tutti i morti».

Due recenti libri pubblicati da altrettanti autori statunitensi hanno messo al centro il fenomeno della neve e dell’inverno: “Winter Nights, Walking” di Ed Panar (Fw:Books / Spaces Corners, 2023) e “King, Queen, Knave” di Gregory Halpern (MACK, 2025). Il primo è un diario visivo delle passeggiate notturne dell’autore nella sua città, Pittsburgh. Il secondo è frutto di un lavoro ventennale svolto a Buffalo, dove l’alternarsi delle stagioni diventa una metafora del ciclo vitale, che alterna morte e rinascita.

Altrettanti autori italiani, Olivo Barbieri e Walter Niedermayr, hanno lavorato sul tema dell’inverno e del paesaggio alpino. Con approcci differenti, entrambi hanno osservato con sguardo critico i fenomeni naturali e sociali che si verificano in montagna, usando la fotografia come strumento di indagine che obbliga a un’osservazione lenta e approfondita.

La rassegna è stata curata da Luca Fiore per il progetto “NEVEr alone” di Casa Testori, un progetto multidisciplinare in cui si riscopre la neve a partire dall’editoriale di Giovanni Testori Benedetta tu, sorella neve, pubblicato il 17 gennaio 1985 sul “Corriere della Sera” e scritto in occasione della grande, storica nevicata di quei giorni. L’editoriale è stato la scintilla per sviluppare due allestimenti. Al piano terra di Casa Testori, una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Giacomo Pigliapoco, completata da due project room a cura di Greta Martina e Rosita Ronzini, in cui gli artisti si confrontano con la neve nei suoi significati simbolici e poetici. Al primo piano, un focus sulla nevicata del 1985 in cui l’editoriale di Testori dialoga con gli scatti che il fotografo Mario De Biasi (1923-2013) realizzò nei giorni della nevicata.

19 Febbraio, ore 18:30 – Gallerie d’Italia
5 Febbraio, ore 18:30 – Casa Testori

Una rassegna cinematografica sul colore bianco nel cinema italiano contemporaneo

Il bianco al cinema è un colore tanto fondamentale, quanto poco esplorato soprattutto nella contemporaneità. Con la scomparsa della neve, con la frenesia dei ritmi contemporanei e l’esplosione dello spettro dei colori, sempre meno cineasti si cimentano con la sfida che propone un colore totalizzante. Attraverso lo sguardo di diversi autori del cinema contemporaneo italiano si attraversa la storia di un colore che diventa materia pittorica nello splendido film d’animazione Balentes di Giovanni Columbu, storia di brigantaggio nelle terre sarde che segna un nuovo approdo per un regista dalla pratica unica. Il bianco appare, invece, come finale simbolico in Canone effimero, catalogo sonoro sulla tradizione orale italiana raccolta con dedizione e amore dalla coppia di registi Gianluca e Massimiliano De Serio, in un viaggio attraverso l’Italia, che è anche una ricomposizione della nostra memoria collettiva. I due film saranno presentati in anteprima a Milano, alla presenza degli autori. A completare la rassegna è uno dei film fondamentali sulla dimensione altra spalancata dalla neve, presentato grazie al restauro della Cineteca di Milano: Il tempo si è fermato, primo lungometraggio di Ermanno Olmi.

La rassegna è stata curata da Daniela Persico per il progetto “NEVEr alone” di Casa Testori, realizzato grazie al bando “Olimpiadi della Cultura”, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e inserito nel calendario dei Giochi della Cultura. “NEVEr alone” è un progetto multidisciplinare in cui si riscopre la neve a partire dall’editoriale di Giovanni Testori Benedetta tu, sorella neve, pubblicato il 17 gennaio 1985 sul “Corriere della Sera” e scritto in occasione della grande, storica nevica di quei giorni. L’editoriale è stato la scintilla per sviluppare due allestimenti: al piano terra di Casa Testori, una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Giacomo Pigliapoco, completata da due project room a cura di Greta Martina e Rosita Ronzini, in cui gli artisti si confrontano con la neve nei suoi significati simbolici e poetici; al primo piano, un focus sulla nevicata del 1985 in cui l’editoriale di Testori dialoga con gli scatti che il fotografo Mario De Biasi (1923-2013) realizzò nei giorni della nevicata. A Casa Testori un gruppo di una decina di giovani filmmaker reinterpreteranno le sue fotografie in un workshop a cura di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi. Sabato 28 febbraio 2026 gli esiti del workshop verranno proiettati a Casa Testori come appuntamento finale della rassegna, come restituzione pubblica del lavoro dei partecipanti al workshop. Massimo D’Anolfi e Martina Parenti lavorano insieme dal 2007, anno in cui presentano I promessi sposi a Locarno, inaugurando un percorso costellato di premi e selezioni internazionali. Con Il Castello (2011) arrivano nei principali festival documentari, ottenendo riconoscimenti importanti tra Hot Docs, EIDF e IDA Awards. Seguono Materia Oscura(Berlinale 2013), L’Infinita Fabbrica del Duomo (Locarno 2015) e Spira Mirabilis, in Oscura(Berlinale 2013), L’Infinita Fabbrica del Duomo (Locarno 2015) e Spira Mirabilis, in concorso a Venezia 73. BLU debutta a Venezia 75, mentre Guerra e pace è presentato in Orizzonti nel 2020. Più recenti sono Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni (Torino Film Festival 2022) e Bestiari, Erbari, Lapidari (Venezia 81, premio miglior regia a IDFA), insieme a Un documento, presentato a Filmmaker 2024.

L’accesso alle proiezioni avviene tramite acquisto in loco del biglietto alla tariffa ridotta di 5 euro.

15 gennaio, ore 18.30 – MIC
Workshop NEVEr ALONE Massimo D’Andolfi  // Martina Parenti

Ospitato dal 24 gennaio 2026 nella project room curata da Rosita Ronzini, il progetto La Via dei Laghi di Simone Scardino nasce dall’osservazione dei nuovi laghi alpini generati dallo scioglimento dei ghiacciai, simboli fragili e potenti del mutamento climatico. Attraverso un approccio che unisce ricerca scientifica, immaginazione e partecipazione collettiva, la project room si trasforma in un laboratorio condiviso. Bambini e bambine saranno invitati a “inventare” nuovi laghi, dando forma, nome e vita a geografie immaginarie. Attraverso disegni, collage, piccole sculture e maquette, prenderà vita un archivio di geografie inedite e visionarie. Tutto il materiale prodotto confluirà nella realizzazione di una grande installazione ambientale, una sorta di “pista-gioco” praticabile che occuperà la stanza come un territorio in continua crescita. L’opera, costruita progressivamente a partire dai gesti e dallo sguardo dei partecipanti, si presenta come un organismo collettivo, un paesaggio in evoluzione che riflette sulla fragilità dell’ambiente e sul ruolo attivo della comunità nel costruire nuove narrazioni ecologiche. Ogni lago inventato diventa un atto di resistenza poetica, un tentativo di restituire senso a ciò che sta scomparendo e di immaginare futuri possibili.

La Via dei Laghi è un invito a considerare il paesaggio non come uno sfondo immobile, ma come un luogo vivo in cui natura e cultura si influenzano reciprocamente. Uno spazio di trasformazione, in cui l’acqua, elemento fluido, instabile e generativo, diventa materia narrativa e strumento di relazione. Attraverso questo dispositivo partecipativo, il progetto interroga il nostro modo di abitare il mondo e ci chiede di ripensare insieme il rapporto tra comunità e ambiente, tra realtà e immaginazione.

Incontro con Olivo Barbieri e Walter Niedermayr
Modera Luca Fiore

19 febbraio, ore 18.30 – Gallerie d’Italia, Milano

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata scrivendo a milano@gallerieditalia.com

Olivo Barbieri (Carpi, 1954) e Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) sono due protagonisti della fotografia d’autore in Italia. Entrambi hanno sviluppato un raffinato linguaggio che hanno applicato alla ricerca sul paesaggio naturale e urbanizzato. A Gallerie d’Italia presenteranno i propri lavori legati al tema della montagna e della neve. Barbieri ha usato proprio la neve come elemento chiave di alcuni suoi lavori più sperimentali nei quali fa convivere la fotografia tradizionale con l’elaborazione digitale. Niedermayr, nato in un contesto alpino, ha osservato con acutezza i cambiamenti e le contraddizioni di un paesaggio che è quasi sempre legato a stereotipi o luoghi comuni. Per entrambi la fotografia è una forma di indagine e un esercizio critico per svelare le dinamiche della visione che nella vita quotidiana diamo per scontate. 

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