Casa Testori, 22 giugno, ore 18:30

Inaugurazione della mostra “Cantiere per La Cattedrale”
Incontro con Giovanni Agosti, Stefano Boeri e Luca Doninelli
Saluto di Enzo Pesce, presidente della Fondazione Maurizio Fragiacomo

Due importanti ritrovamenti archivistici sono oggetto di un incontro e di una mostra che verrà inaugurata a Casa Testori lunedì 22 giugno. I ritrovamenti riguardano un travolgente epistolario d’amore a senso unico, con destinatario un giovane dell’alta borghesia milanese, Maurizio Fragiacomo. Quell’esperienza consumatasi tra 1972 e 1974 era poi diventato nucleo tematico di un romanzo, La cattedrale, pubblicato alla fine di quella storia. In coincidenza con questo ritrovamento la Fondazione a cui Maurizio Fragiacomo ha affidato la gestione della propria eredità, ha deciso di far dono all’Associazione Testori del manoscritto del romanzo (tre quaderni, arricchiti da tanti disegni dello scrittore) e dei libri con le dediche di Testori al ragazzo. In mostra saranno esposti anche alcuni disegni testoriani tutt’ora di proprietà della Fondazione.

La cattedrale è palesemente il Duomo di Milano, una sorta di magnete per l’immaginario testoriano, insieme centro geometrico della città e architettura pulsante che si lasca invadere dal tumulto di vita che lo circonda. Il Duomo torna ripetutamente nei suoi testi, indipendentemente che si tratti di letteratura, teatro, poesia o critica d’arte.

Per questo l’incontro che accompagna l’apertura della mostra vedrà come protagonisti un architetto, Stefano Boeri, e uno scrittore Luca Doninelli, profondi conoscitori di Milano, che saranno chiamati a riflettere in dialogo con Giovanni Agosti e Giuseppe Frangi, su questa dimensione del Duomo come centro genetico della città.

L’incontro sarà preceduto da un intervento di Enzo Pesce, presidente della Fondazione Maurizio Fragiacomo e da una presentazione dei ritrovamenti archivistici di Giovanni Boccardo, docente all’Università di Pavia.

Le lettere

39 lettere dalla lunghezza variabile da un singolo foglio fino a 27 tutti manoscritti e corredati da disegni floreali. Le lettere sono state scritte tra l’8 ottobre 1972 e il 5 maggio 1974.

Il manoscritto

Tre quaderni con copertina rossa con il manoscritto del romanzo La Cattedrale. I quaderni contengono decine di disegni.

Le dediche

Nove volumi editi tra il 1971 e il 1981, ciascuno con una dedica di Testori a Maurizio Fragiacomo. Nell’ordine: Il dio di Roserio (1971, ristampa), Nel tuo sangue (1973), La Cattedrale (1974), Macbetto (1974), Passio Laetitiae et Felicitatis (1975), Edipus (1977), Interrogatorio a Maria (1979), Il senso della nascita (1980), Factum est (1981).

a cura dei Servizi Educativi di Casa Testori

In occasione della mostra, i Servizi Educativi di Casa Testori propongono percorsi pensati per far conoscere e contestualizzare la figura di Giovanni Testori, trasformando la visita in un’esperienza partecipata, laboratoriale e interdisciplinare.

Attraverso compiti in situazione, i partecipanti potranno impersonare diverse figure del mondo dell’arte:

  • il mercante,
  • il critico,
  • l’artista,
  • il collezionista.

L’attività permette di:

  • comprendere punti di vista differenti;
  • sviluppare capacità argomentative;
  • esercitare il pensiero critico;
  • sperimentare il dialogo e il confronto.

L’intero percorso espositivo mette i partecipanti di fronte ai grandi amori figurativi di Testori. Dopo averli osservati e raccontati, studenti e studentesse saranno invitati a scrivere una personale lettera d’amore a un’opera, sperimentando una scrittura emotiva, critica e immaginativa

Percorsi narrati di approfondimento storico-artistico dedicati agli artisti presenti in mostra, raccontati anche attraverso le parole e lo sguardo critico di Giovanni Testori.

La visita diventa così occasione per comprendere:

  • il contesto storico delle opere;
  • le relazioni tra artisti;
  • il ruolo del critico e dello storico dell’arte;
  • il rapporto tra arte e scrittura.

Gli studenti scopriranno come nasce una mostra: dai materiali visivi e documentari alle fonti scritte, fino alla costruzione del racconto espositivo. Le classi verranno guidate attraverso indizi e piccoli esercizi a ricostruire la storia delle opere esposte e di come sono arrivate a essere oggi nella casa di Giovanni Testori.

Il percorso prevede:

  • attivazione delle preconoscenze;
  • lettura e interpretazione delle fonti;
  • collegamenti tra immagini, documenti e testi;
  • esercizi di analisi e argomentazione.
  • Un’attività particolarmente utile anche in preparazione agli esami.

Attraverso immagini, ritagli, biglietti e parole, studenti e studentesse saranno invitati a creare una propria “parete ideale” o una tavola collezionistica personale. L’attività li guiderà nella ricerca di connessioni tra immagini, suggestioni e ricordi, fino alla costruzione di una vera e propria collezione dell’esperienza testoriana. Un percorso per:

  • sviluppare capacità associative e narrative;
  • riflettere sul significato del collezionare;
  • sperimentare relazioni tra immagini e idee;
  • costruire mappe visive personali.

La collezione esposta diventa occasione per esplorare il tema del ritratto e delle tecniche del disegno come strumenti per raccontare noi stessi. Attraverso l’osservazione delle opere e attività pratiche, bambini e bambine sperimenteranno linguaggi artistici differenti, riflettendo sull’identità, l’espressione e la rappresentazione.

Visita alla mostra in cui verranno raccontati i legami tra Giovanni Testori e l’arte, vicende e aneddoti dietro le opere della mostra, i legami con gli altri intellettuali, con i suoi artisti prediletti, il suo pensiero critico, la fatica e le ragioni di una attribuzione. Uno dei temi toccati nei percorsi sarà il coraggio di elaborare un pensiero personale, accettando il rischio dell’errore come parte fondamentale della ricerca e della crescita.

Come ricordava Giovanni Testori:

“A furia di non sbagliare, il patrimonio di un uomo, di una città, di un paese si rinsecchisce. Invece si ha il dovere di amare e, aggiungo, anche quello di sbagliare. Perché se si fa qualcosa, non si può fare a meno di sbagliare. Tutta l’arte è uno sbaglio: di grazia, di amore, di pietà.”

Casa Testori ha ricevuto una menzione all’importante premio Rosa Camuna della Regione Lombardia, questa la motivazione:

Per aver restituito nuova vita alla casa di Giovanni Testori, trasformandola in un vivo centro di cultura, arte e formazione. 
Luogo aperto alla ricerca e alla creatività, ha offerto opportunità a giovani artisti e studiosi, valorizzando il patrimonio culturale e promuovendo il dialogo tra generazioni. Attraverso attività espositive, educative e di studio, rappresenta un presidio culturale dinamico e inclusivo, capace di coniugare memoria e innovazione. 

Oggi è un riferimento significativo nel panorama culturale lombardo che contribuisce alla crescita della comunità e alla diffusione dei valori più autentici del territorio!

 

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