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		<title>Absolut Testori</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 09:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio biografico tra documenti inediti, libri, fotografie e video
Un percorso con oltre 100 dipinti e disegni di Giovanni Testori, dal 1944 al 1992
Inaugurazione: sabato 23 marzo 2013, ore 16 &#8211; Casa Testori, Novate Milanese
INGRESSO LIBERO
PROROGRATA FINO AL 26 MAGGIO
.
.
.
Nell’anno di celebrazioni testoriane per i 20 anni dalla morte dello scrittore, l’Associazione Testori svolge un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Un viaggio biografico tra documenti inediti, libri, fotografie e video<br />
Un percorso con oltre 100 dipinti e disegni di Giovanni Testori, dal 1944 al 1992</p>
<p style="text-align: left;">Inaugurazione: sabato 23 marzo 2013, ore 16 &#8211; Casa Testori, Novate Milanese</p>
<p style="text-align: left;">INGRESSO LIBERO</p>
<p style="text-align: left;">PROROGRATA FINO AL 26 MAGGIO<br />
<span style="color: #ffffff;">.<br />
.<br />
.</span><br />
Nell’anno di celebrazioni testoriane per i 20 anni dalla morte dello scrittore, l’Associazione Testori svolge un ruolo di coordinatore tra le molte iniziative che spontaneamente nascono sul territorio lombardo e si sta facendo promotrice in proprio di alcune di esse (una mostra a Bergamo, una alla Pinacoteca di Brera, una serie di iniziative presso le biblioteche di pubblica lettura milanesi…).</p>
<p>Da questo anno speciale d’iniziative non poteva naturalmente rimanere esclusa <strong>Casa Testori</strong>, la casa natale dello scrittore a Novate Milanese e l’Associazione Giovanni Testori, in collaborazione con l’Associazione Casa Testori, ha dato vita ad un <strong>allestimento testoriano dell’intera casa</strong>, che racconti la vita e l’opera dello scrittore con pannelli, documenti, libri, giornali, fotografie e video inediti, nonché un intero piano dedicato alla sua attività di pittore, con <strong>oltre 100 quadri e disegni</strong>. Nasce così “<strong>Absolut Testori</strong>” un viaggio affascinante alla scoperta di un grande intellettuale del Novecento, tra pittura, letteratura, giornalismo e teatro.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Pian terreno</em></p>
<p>Il percorso si apre su una stanza dedicata al contesto in cui nasce e si forma Testori – la fabbrica di Novate, l’energia umana e vitale delle periferie, le prime battaglie artistiche durante la guerra – raccontate attraverso <strong>ricostruzioni grafiche e un’inedita serie di fotografie</strong> sulla nascita dell’azienda di famiglia, dai primi telai ai capannoni di Novate. Stanza dopo stanza, dal tessuto famigliare degli anni Quaranta si dipana la vita dello scrittore, con numerose sorprese che accoglieranno il visitatore, dagli scritti degli anni Cinquanta, “I segreti di Milano”, agli spettacoli teatrali, passando attraverso la sua attività di critico d’arte e <strong>quattro stanze video</strong> con la <strong>proiezione integrale di</strong> <strong>tre spettacoli teatrali </strong>e una raccolta d’interviste. La conclusione è affidata all’<strong>ultimo ritratto fatto allo scrittore</strong>, esposto insieme a un servizio fotografico realizzato durante la seduta di posa e alle poesie di Testori offerte al pittore come ringraziamento.</p>
<p><em>Primo piano</em></p>
<p>Inizia dal grande scalone il secondo percorso, interamente dedicato all’attività pittorica dello scrittore: moltissime opere mai esposte prima raccontano la passione di Testori per <strong>una compromissione diretta con la pittura </strong>fatta di grandi dimensioni ed un uso spropositato di segno e materia pittorica. Dal ciclo ad affresco delle <em>Quattro stagioni</em>, di cui vengono presentati anche gli inediti cartoni preparatori, alle opere più rappresentative di un’attività che lo ha visto protagonista della pittura milanese degli anni Quaranta e presente con proprie personali in importanti gallerie italiane, dirette da <strong>Mario Tazzoli</strong>, il consulente privilegiato degli Agnelli e da <strong>Alexander Iolas</strong>, il celebre mercante di Andy Warhol, nonché alla storica <strong>Galleria del Naviglio</strong> o al <strong>Centre Pompidou di Parigi</strong>. Di una produzione caratterizzata da una grande sperimentazione formale e mutamento di tecniche – dall’affresco al disegno, dall’olio all’acrilico, dall’acquerello al pastello – a ogni stanza il visitatore scopre così un nuovo ciclo, la storia di una mostra o lo stretto legame tra scrittura e pittura, visibile negli splendidi manoscritti delle sue opere, costellati di bellissimi disegni.</p>
<p><strong><em><br />
Absolut Testori</em></strong></p>
<p>Il nuovo allestimento di Casa Testori, Largo Angelo Testori 13 &#8211; Novate Milanese (MI)</p>
<p>Dal 24 marzo al 19 maggio 2013 &#8211; Inaugurazione 23 marzo, ore 16<br />
Orari: martedì-venerdì 10-18; sabato 15-20;<br />
domenica 10-19.<br />
Chiusa tutti i lunedì, 31 marzo e 11 maggio.</p>
<p>Settimana a “Supermilano”: dal 13 al 21 aprile, apertura straordinaria tutti i giorni 10-22</p>
<p>Info: tel. 02/36.58.68.77 &#8211; mail <a href="mail to:info@associazionetestori.it" target="_blank">info@associazionetestori.it</a></p>
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		<title>PASOLINI A CASA TESTORI</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 15:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[associazione giovanni testori]]></category>
		<category><![CDATA[casa testori]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Pasolini a Casa Testori
Una mostra che ha già conquistato la critica. È la prima volta che a Milano si possono vedere i disegni e i quadri di Pasolini, e vederli nel contesto suggestivo di Casa Testori è oltremodo affascinante. L’opera eterogenea di Pasolini rappresentata in mostra con oltre cinquanta dipinti e disegni, scritti autografi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;">Pasolini a Casa Testori</span></p>
<p style="text-align: center;">Una mostra che ha già conquistato la critica. È la prima volta che a Milano si possono vedere i disegni e i quadri di Pasolini, e vederli nel contesto suggestivo di Casa Testori è oltremodo affascinante. L’opera eterogenea di Pasolini rappresentata in mostra con oltre cinquanta dipinti e disegni, scritti autografi e una nutrita selezione di corrispondenza inedita, è distribuita nelle sale della casa natale di Testori, per offrire uno spaccato esaustivo delle diverse espressioni del genio pasoliniano e un suggestivo<br />
affresco delle infinite pieghe espressive del suo animo inquieto. Nelle stanze al piano terra otto nuclei cronologici e tematici documentano la ricchezza e la profondità intellettuale dell’artista. Al piano superiore, otto film in loop costruiscono un’istallazione visiva e sonora in grado di suggerire un’immersione totale nell’iconografia del grande regista e di far apprezzare le pellicole in versione integrale.</p>
<p>Pasolini a Casa Testori 20 Aprile-1 Luglio Novate Milanese (MI) &#8211; Largo A.Testori 13, incrocio tra via</p>
<p style="text-align: center;">Dante e via Piave. Mostra a cura di Davide Dall’Ombra e Giovanni Agosti. Orari: Martedì &#8211; Venerdì 18-22, Sabato 10-23, Domenica e festivi 10-20, Chiusura: Lunedì.</p>
<p style="text-align: center;">Scuole e Gruppi (min 15 persone) aperture anche fuori orario, su prenotazione, con guida Ingresso: 7 euro.</p>
<p style="text-align: center;">INGRESSO A 5 euro:</p>
<p style="text-align: center;">Studenti, tesserati Touring, insegnanti, over 65, per chi raggiunge Casa Testori con Trenord (presentando biglietto o abbonamento) o presentando il biglietto di una delle esposizioni di fiera Milano.</p>
<p style="text-align: center;">Per ulteriori informazioni e prenotazioni vai <a href="http://www.associazionetestori.it/news.php?idn=957" target="_blank">qui</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casatestori.it/wp-content/uploads/2010/06/Web-immagini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5206" title="Web-immagini" src="http://www.casatestori.it/wp-content/uploads/2010/06/Web-immagini.jpg" alt="" width="700" height="425" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Uccellacci Uccellini</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 15:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nascosta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Stanza 11
Uccellacci Uccellini
← STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA →
TORNA ALLA PIANTINA
]]></description>
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<p style="text-align: center;">Stanza 11<br />
Uccellacci Uccellini</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casatestori.it/?p=5273">←</a> STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA <a href="http://www.casatestori.it/?p=4684">→</a></p>
<p style="text-align: center;">TORNA ALLA <a href="http://www.casatestori.it/?p=5227">PIANTINA</a></p>
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		<title>La Ricotta</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 14:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
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Stanza 10
La Ricotta
← STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA →
TORNA ALLA PIANTINA
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<p style="text-align: center;">Stanza 10<br />
La Ricotta</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casatestori.it/?p=5270">←</a> STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA <a href="http://www.casatestori.it/?p=4684">→</a></p>
<p style="text-align: center;">TORNA ALLA <a href="http://www.casatestori.it/?p=5227">PIANTINA</a></p>
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		<title>Mamma Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 14:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nascosta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Stanza 9
Mamma Roma
← STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA →
TORNA ALLA PIANTINA
]]></description>
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<p style="text-align: center;">Stanza 9<br />
Mamma Roma</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casatestori.it/?p=5250">←</a> STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA <a href="http://www.casatestori.it/?p=5273">→</a></p>
<p style="text-align: center;">TORNA ALLA <a href="http://www.casatestori.it/?p=5227">PIANTINA</a></p>
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		<title>Finale di partita</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 17:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nascosta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Stanza 8
FINALE DI PARTITA
Sulla morte di Pasolini si sono versati proverbiali fiumi d’inchiostro, date alle stampe innumerevoli pubblicazioni, disegnati persino fumetti. Non sembra possibile né interessante propendere per una delle interpretazioni, interrogarsi, più del dovuto, sui mandanti o abbracciare le teorie di chi sembra aver perso il senno dal dolore, tanto da consacrare la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;">Stanza 8<br />
FINALE DI PARTITA</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla morte di Pasolini si sono versati proverbiali fiumi d’inchiostro, date alle stampe innumerevoli pubblicazioni, disegnati persino fumetti. Non sembra possibile né interessante propendere per una delle interpretazioni, interrogarsi, più del dovuto, sui mandanti o abbracciare le teorie di chi sembra aver perso il senno dal dolore, tanto da consacrare la propria vita all’ipotesi che sia stato lo stesso Pasolini a pianificare la sua morte. Si è scelto di non perdere il filo rosso dell’attività pittorica e grafica di Pasolini per concludere con un grande disegno, indecifrabile e oscuro. Il soggetto, verosimilmente il profilo scosceso di una collina spoglia, come quelle che appaiono nei film di Pasolini, in Porcile o in Teorema, è ripetuto serialmente, con poche varianti, in un reticolo ordinato. I pochi confronti possibili rendono difficile una datazione, da immaginare alla fine degli anni ‘60, ma la piccola frase posta al margine, “Il mondo non mi vuole più / e non lo sa”, sembra fatta apposta per aumentare tutte le domande destinate a restare senza risposta. Un analogo senso di silenzio e drammaticità è trasmesso<br />
dal grande ritratto fotografico catturato durante una pausa sul set de Il fiore delle mille e una notte (1973). Un<br />
silenzio rotto da un coevo contrappunto: la voce lucida e forte di Pasolini che esprime le sue preoccupazioni per le città e per gli uomini del suo tempo. È la seconda parte di un corto, prodotto dalla RAI, Pasolini e&#8230; la forma della città, diretto da Paolo Brunatto nell’autunno del 1973 e trasmesso il 7 febbraio 1974. Anna Zanoli, nella sua rubrica, Io e&#8230;, chiede ad alcuni intellettuali di raccontare un’opera d’arte che amano: Pasolini sceglie di parlare delle città di Orte e Sabaudia, difendendo la necessità di preservare l’integrità del paesaggio ma anche denunciando l’affermarsi di un nuovo fascismo destinato a scardinare l’uomo più di quanto ogni progetto politico<br />
abbia fatto finora. L’ultima parola è lasciata al padrone di casa: A rischio della vita è il ricordo che Giovanni Testori volle scrivere poco dopo la morte di Pasolini su “l’Espresso”. È il documento di una totale immedesimazione umana, resa possibile dalla profonda consonanza che, ultimamente, Testori avvertiva con Pasolini.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casatestori.it/?p=5248">←</a> STANZA PRECEDENTE                                                      STANZA SUCCESSIVA <a href="http://www.casatestori.it/?p=4684">→</a></p>
<p style="text-align: center;">TORNA ALLA <a href="http://www.casatestori.it/?p=5227">PIANTINA</a></p>
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		<title>Roberto Longhi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 17:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nascosta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Stanza 7
ROBERTO LONGHI
Docente di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna a Bologna dal 1934, Roberto Longhi tiene nel 1940-41 un corso sui Fatti di Masolino e Masaccio: nella piccola aula siede il diciassettenne Pasolini, “che dimostrava almeno tre anni di meno”. Le proiezioni delle lastre (antenate delle successive diapositive) accompagnate dalle spiegazioni di Longhi svelano al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;">Stanza 7<br />
ROBERTO LONGHI</p>
<p style="text-align: justify;">Docente di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna a Bologna dal 1934, Roberto Longhi tiene nel 1940-41 un corso sui Fatti di Masolino e Masaccio: nella piccola aula siede il diciassettenne Pasolini, “che dimostrava almeno tre anni di meno”. Le proiezioni delle lastre (antenate delle successive diapositive) accompagnate dalle spiegazioni di Longhi svelano al giovane Pasolini la possibilità di contrapporre tra di loro “forme” in modo dinamico. È la “fulgurazione figurativa” che detterà le sue ricerche letterarie e cinematografiche senza alcuna soluzione di continuità per tutta la sua carriera. Mosso dalla profonda stima cresciuta nel corso di queste lezioni, Pasolini decide, incoraggiato da Francesco Arcangeli, di domandare a Longhi la tesi di laurea (agosto 1942). Le due lettere qui riprodotte testimoniano le proposte avanzate dal giovane e l’indirizzamento di Longhi verso l’arte contemporanea. Com’è noto, Pasolini perderà i capitoli del suo elaborato nei giorni convulsi dell’armistizio dell’8 settembre 1943, dovendo ripiegare su una tesi dedicata a Giovanni Pascoli, discussa con il professor Carlo Calcaterra solo nel 1945. Dal 1951, pubblicando su “Paragone. Letteratura” Il Ferobedò, poi confluito in Ragazzi di vita (1959), Pasolini avvia un’intensa collaborazione con la rivista e stringe un rapporto d’amicizia e grande ammirazione reciproca con Longhi e la moglie Anna Banti, responsabile dei numeri di letteratura, che uscivano alternati a quelli di argomento artistico. Il riconoscimento di Pasolini nei confronti del suo maestro si espliciterà solo dopo la morte del critico (1970) e assumerà le dimensioni di un ampio omaggio figurativo: una serie di almeno 16 grandi ritratti, realizzati a partire dalla foto riprodotta sul cofanetto del Meridiano dedicato al critico e curato da Gianfranco Contini nel 1974. Nel novembre dello stesso anno Pasolini ribalta a specchio la fotografa, “assimilata alla direzione obbligata dell’ego” scrisse Contini, e comincia una prima serie di cinque disegni. Solo nell’ottobre 1975 la serie sarà arricchita da almeno altri 12 disegni, eseguiti nella casa fatta costruire nella torre di Chia, vicino a Viterbo, e realizzati in una sorta di performance documentata dalle foto di Dino Pedriali, chiamato a diventare, con i propri scatti, parte integrante dell’opera.</p>
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		<title>Il Corriere della Sera</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 17:14:44 +0000</pubDate>
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Stanza 6
IL CORRIERE DELLA SERA
Il 16 gennaio 1973 Pier Paolo Pasolini inizia la sua collaborazione con il “Corriere della Sera” con un articolo pubblicato in seconda pagina sotto la testata Tribuna aperta. Contro i capelli lunghi è il primo di una serie di interventi destinatio a restare tra le più lucide e appasionate testimonianze sui [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;">Stanza 6<br />
IL CORRIERE DELLA SERA</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 gennaio 1973 Pier Paolo Pasolini inizia la sua collaborazione con il “Corriere della Sera” con un articolo pubblicato in seconda pagina sotto la testata Tribuna aperta. Contro i capelli lunghi è il primo di una serie di interventi destinatio a restare tra le più lucide e appasionate testimonianze sui mutamenti antropologici che stavano travolgendo l’Italia del dopo boom. A chiamare Pasolini al “Corriere” era stato Piero Ottone che aveva preso il timone del quotidiano di via Solferino un anno prima, chiamato a sostiruire a sopresa Giovanni Spadolini. Con Ottone Pasolini aveva avuto una feroce polemica privata, contestando la posizione che il giornale aveva assunto sulla guerra in Vietnam. Era stata proprio quella lettera, per quanto piena di ingiurie nei suoi confronti, ricevuta il 30 aprile 1972, a suggerire a Ottone l’idea che ospitare un’intelligenza “corsara” come quella di Pasolini sulle colonne del “Corriere” sarebbe stato un segnale di vitalità e di rinnovamento. Il 10 giugno 1974 per la prima volta un intervento di Pasolini venne pubblicato in prima pagina, sollevando tantissime reazioni da parte dei lettori: l’articolo dal titolo Gli italiani non sono più quelli era una lettura controcorrente sulla vittoria del fronte divorzista nel referendum del 12 maggio di quell’anno. “L’Italia contadina e paleoindustriale, si è disfatta, non c’è più e al suo posto c’è un vuoto”, scriveva Pasolini mettendosi di traverso rispetto a chi guardava a quell’esito referendario come ingresso dell’Italia nella modernità. Dalle colonne del “Corriere” cerca caparbiamente il contradditorio anche con gli amici, quasi per stanarli dalle loro certezze, come nel caso di Alberto Moravia, di Italo Calvino o di Natalia Ginzburg. Affronta con grande libertà temi come l’aborto o il processo di secolarizzazione della Chiesa. Si scaglia con drammatica violenza contro il Potere, sia quello politico sia quello dei media asserviti al disegno omologante della civiltà consumistica. Pasolini raccolse i suoi interventi in Scritti Corsari nel 1975. Altri articoli invece confluirono in Lettere luterane, uscito postumo nel 1976.</p>
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		<title>Maria Callas, una pietra preziosa</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 17:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
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Stanza 5
MARIA CALLAS, UNA PIETRA PREZIOSA

Nel 1968 Franco Rossellini, il produttore di Teorema, propone a Pasolini la realizzazione di un film su Medea, con Maria Callas come protagonista. Il regista ne è immediatamente entusiasta: da tempo aveva pensato di coinvolgere il celebre soprano per un ruolo tragico. La Callas, da parte sua, conosceva Pasolini come [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;">Stanza 5<br />
MARIA CALLAS, UNA PIETRA PREZIOSA</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Nel 1968 Franco Rossellini, il produttore di Teorema, propone a Pasolini la realizzazione di un film su Medea, con Maria Callas come protagonista. Il regista ne è immediatamente entusiasta: da tempo aveva pensato di coinvolgere il celebre soprano per un ruolo tragico. La Callas, da parte sua, conosceva Pasolini come regista, e ne aveva un’opinione confusa, i suoi film le avevano suscitato sentimenti contrastanti. I due si conoscono<br />
il 19 ottobre 1968 e per Pasolini è una folgorazione: Maria è “una straordinaria apparizione fisica” e scatta l’identificazione con l’eroina della tragedia greca. La Callas è Medea, Medea è la Callas e Pasolini scriverà la sceneggiatura del film calibrandola accuratamente sulla personalità della Divina. Conquistata dalla personalità di Pasolini, la Callas accetta il ruolo di Medea in un momento estremamente delicato della sua carriera e della sua vita: deve contrastare i tanti che la credono professionalmente finita, esce dalla tempestosa relazione con Aristotele Onassis. Il ruolo che Pasolini le offre è la sua possibilità di riscatto, ma è una prova tra le più difficili: si sente inadeguata, spaesata, frammentata dalla tecnica cinematografica, così diversa da quella teatrale in cui lei è maestra. Ma è proprio la presenza fisica e cara di Pasolini sul set nell’estate del 1969 che la sostiene e guida. Lo documentano in modo eccezionale le fotografie di Mimmo Cattarinich e la lettera inedita in cui Pasolini la rassicura sul piano professionale e umano. Questo sarà solo l’inizio di un rapporto destinato a durare nel tempo e<br />
Pasolini le manifesterà il suo amore nei modi concessi dai suoi mezzi espressivi: la poesia e il disegno. Nascono così un ampio numero di ritratti di Pasolini alla Callas, realizzati in due serie nel 1969 e nel 1970. Li accomuna una forte sperimentazione tecnica che approfondisce le esperienze del 1967. Il grande disegno qui esposto (1970) appartiene ad una serie di otto ritratti multipli di Maria Callas realizzati con matita, vino, colla e petali di rosa sulla spiaggia dell’isola di Skorpions, durante una vacanza in Grecia. Il volto della Callas diventa un profilo arcaico in cui ritorna la serialità indagatrice già provata su di sé nel 1965 e destinata a riemergere in altri ritratti del 1974-1975. Questo disegno, in particolare, è realizzato con colla vinilica e anticipa una dichiarazione del 1974: “Non ho potuto far niente né con la matita, né coi pastelli, né con la china. Ho preso un barattolo di colla, ho disegnato e dipinto, insieme, rovesciando direttamente il liquido sul foglio. Ci sarà una ragione per cui non mi è venuta mai l’idea di frequentare qualche liceo artistico e qualche accademia. Solo l’idea di fare qualcosa di tradizionale mi dà nausea, mi fa stare letteralmente male. Anche trent’anni fa mi creavo delle difficoltà materiali”.</p>
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		<title>Io Ninetto e Laura</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 16:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Associazione Giovanni Testori</dc:creator>
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Stanza 4
IO, NINETTO E LAURA
Negli anni ’50, durante la stagione d’oro del cabaret italiano, Laura Betti (nata Trombetti) si distingue come artista singolare e fuori da ogni schema, acquistando una certa fama per l’inconfondibile timbro roco della voce, per i modi spudorati e anticonformisti, per il pessimo carattere e la falcata felina, che le varrà [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;">Stanza 4<br />
IO, NINETTO E LAURA</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ’50, durante la stagione d’oro del cabaret italiano, Laura Betti (nata Trombetti) si distingue come artista singolare e fuori da ogni schema, acquistando una certa fama per l’inconfondibile timbro roco della voce, per i modi spudorati e anticonformisti, per il pessimo carattere e la falcata felina, che le varrà il soprannome di “Giaguara”. Laura aveva aperto la sua casa di via del Babuino a scrittori, poeti e giornalisti: vi arriva anche Pasolini, intorno al 1958, “trascinato”, per come ricorda la stessa Betti, da Goffredo Parise. Dalla frequentazione sempre più assidua tra i due nasce un duraturo sodalizio, umano e professionale. Come già avevano fatto Arbasino e Alberto Moravia, Pasolini scrive per lei diverse canzoni, difendendo il suo modo di fare teatro, a metà tra il cantato e il recitato, definendola l’artista teatrale “più consapevole e compromessa”. Il regista la chiamerà ben cinque volte a recitare nei suoi film, in ruoli molto diversi tra loro: dalla giovane diva altera e snob della Ricotta (1963), sino all’appesantita e lussuriosa donna di Bath ne I Racconti di Canterbury (1972).<br />
L’altro polo ideale degli affetti di Pasolini, negli stessi anni, è Ninetto Davoli. Tipico quindicenne di borgata, riccio incosciente e spensierato, Ninetto era andato con alcuni amici a curiosare sul set de La Ricotta. Lì Pasolini lo nota e lo elegge da subito a sua musa insostituibile, soggetto di una serie di ritratti, amico inseparabile, destinatario delle più belle poesie e attore scelto per ben dieci film (dal Vangelo secondo Matteo del 1964 sino a Il fiore delle mille e una notte del 1974). Uno sguardo d’insieme ai disegni qui presentati e realizzati a pennarello, inchiostro o pastelli colorati, restituisce la complessità del rapporto che ha legato i due e le diverse proiezioni dell’immaginario di Pasolini sulla figura del suo Ninetto: un po’ bambino innocente, un po’ rude borgataro, un po’ tenero amante.</p>
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