Picasso a Palazzo Reale

Per accompagnarvi alle prossime visite guidate di Casa Testori a Picasso con Giuseppe Frangi (domenica 28 ottobre, 0re 17:50 e domenica 18 novembre, ore 16:10 a Palazzo Reale)  vi proponiamo un estratto dell’articolo di Giovanni Testori, uscito in occasione dei cent’anni dalla nascita di Picasso.

Picasso, un genio senza domande
Tutto quanto gli fa piacere

Forse non s’è mai chiarito e detto a sufficienza che la popolarità di Picasso nasce, in primissima istanza, dall’insolente e infantile amore con cui ha saputo mettere nei suoi quadri «tutto quanto gli faceva piacere». Compiere di continuo tale gesto, credere di continuo alla ragione di «ciò che piace», significa distruggere secoli e secoli di regole condizionanti e limitative, certo d’estrazione e natura elitarie; e significa lasciare che sui quadri irrompa la forza di ciò che riguarda ben più le ragioni della vita, soprattutto della vita istintuale che non quelle della forma meditata e trasformante.

E, tuttavia, per far questo, riaprire tale falla o cielo o botola o fogna, dopo che da secoli era stata chiusa, e guadagnare di bel nuovo proprio loro, le ragioni della forma (si tratta però di nuove, ovvero antichissime e perente ragioni), che grande, fascinosa e insieme urtante impresa si rivelò e, in effetti, fu! L’entità di grandezza, anche di spazi, anche d’immagini, con cui Picasso vince tutti i confronti che si tentino con i suoi contemporanei, nasce proprio da lì; non certo dalla bellezza della pittura che, in sé e per sé, sarebbe spesso destinata alla sconfitta. Già, ma provatevi a crear immagini, e quali, in barba alla pittura, tanto da non saper più, alcune volte, se di pittura si tratti o d’altro (e, invece, si tratta proprio di lei, ma come dire, ricondotta o rivendicata ai suoi alborali, piantigradici e infantili primordi)! Provatevi a dover dire davanti a un quadro (come con Picasso capita quasi sempre): «sembra dipinto così male, eppure…»! Perché è lì, esattamente in quell’eppure che abita il mistero, chiaro e insieme oscurissimo, di quel re, satrapo e genio che fu Picasso. Né a sciogliere tale mistero basterebbe riconoscere che egli fu assoluto padrone del disegno; diminuzione falsante che, oltre a tutto, non terrebbe in alcun conto ciò che, sulla tela, si forma e nasce proprio da quel «sembrar dipinta così male»; anzi, proprio perché talmente si fa ed è.

(da Corriere della Sera, Picasso, un genio senza domande, 24.10.1981)

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Posted on: 27 settembre 2018, by : Alessandro Frangi