Month: settembre 2018

Picasso a Palazzo Reale

Per accompagnarvi alle prossime visite guidate di Casa Testori a Picasso con Giuseppe Frangi (domenica 28 ottobre, 0re 17:50 e domenica 18 novembre, ore 16:10 a Palazzo Reale)  vi proponiamo un estratto dell’articolo di Giovanni Testori, uscito in occasione dei cent’anni dalla nascita di Picasso.

Picasso, un genio senza domande
Tutto quanto gli fa piacere

Forse non s’è mai chiarito e detto a sufficienza che la popolarità di Picasso nasce, in primissima istanza, dall’insolente e infantile amore con cui ha saputo mettere nei suoi quadri «tutto quanto gli faceva piacere». Compiere di continuo tale gesto, credere di continuo alla ragione di «ciò che piace», significa distruggere secoli e secoli di regole condizionanti e limitative, certo d’estrazione e natura elitarie; e significa lasciare che sui quadri irrompa la forza di ciò che riguarda ben più le ragioni della vita, soprattutto della vita istintuale che non quelle della forma meditata e trasformante.

E, tuttavia, per far questo, riaprire tale falla o cielo o botola o fogna, dopo che da secoli era stata chiusa, e guadagnare di bel nuovo proprio loro, le ragioni della forma (si tratta però di nuove, ovvero antichissime e perente ragioni), che grande, fascinosa e insieme urtante impresa si rivelò e, in effetti, fu! L’entità di grandezza, anche di spazi, anche d’immagini, con cui Picasso vince tutti i confronti che si tentino con i suoi contemporanei, nasce proprio da lì; non certo dalla bellezza della pittura che, in sé e per sé, sarebbe spesso destinata alla sconfitta. Già, ma provatevi a crear immagini, e quali, in barba alla pittura, tanto da non saper più, alcune volte, se di pittura si tratti o d’altro (e, invece, si tratta proprio di lei, ma come dire, ricondotta o rivendicata ai suoi alborali, piantigradici e infantili primordi)! Provatevi a dover dire davanti a un quadro (come con Picasso capita quasi sempre): «sembra dipinto così male, eppure…»! Perché è lì, esattamente in quell’eppure che abita il mistero, chiaro e insieme oscurissimo, di quel re, satrapo e genio che fu Picasso. Né a sciogliere tale mistero basterebbe riconoscere che egli fu assoluto padrone del disegno; diminuzione falsante che, oltre a tutto, non terrebbe in alcun conto ciò che, sulla tela, si forma e nasce proprio da quel «sembrar dipinta così male»; anzi, proprio perché talmente si fa ed è.

(da Corriere della Sera, Picasso, un genio senza domande, 24.10.1981)

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À REBOURS di Alex Urso

Mostra personale di Alex Urso
a cura di Davide Dall’Ombra

In occasione della quattordicesima giornata del contemporaneo organizzata da Amaci, Casa Testori inaugura la mostra personale dell’artista italiano, residente a Varsavia, Alex Urso, classe 1987. Un lavoro appositamente pensato per la casa natale del critico Giovanni Testori e, in particolare, per la sua Biblioteca d’Arte di oltre 30.000 volumi, giunta al termine del suo ordinamento. Tra vetro, legno e collage, Urso restituisce un grande omaggio agli artisti del Novecento e non solo, entrando con ironia e pensiero nella raffigurazione delle dinamiche dell’arte in senso ampio: dal museo al feticcio dato in pasto al pubblico. Un’occasione per fare il punto sugli ultimi due anni della sua produzione e presentare in Italia per la prima volta opere inedite e un percorso articolato in una sede pubblica.

Inaugurazione: 13 ottobre, dalle 18

Orari mostra:
lun – ven: 10 – 13 / 14.30 – 18
sabato: 15.30 – 19.30
giovedì 1, venerdì 2 novembre: 15.30 – 19.30

Saccheggiamo la biblioteca di testori



### PROSEGUE LA VENDITA DEI DOPPI DI GIOVANNI TESTORI, SABATO 13 OTTOBRE, VI ASPETTIAMO DALLE 15.30 ALLE 18.30###

SABATO 13 OTTOBRE, DALLE ORE 15, CASA TESTORI
25° di Testori
Casa Testori riapre le porte per un autunno di festeggiamenti. Nel 2018 celebra i 25 anni dalla morte di Giovanni Testori. Una festa che guarda in avanti poggiando su una presenza sempre più solida:

30.000 volumi ordinati e disponibili al pubblico
Ha richiesto un anno di lavori il riordino della Biblioteca d’arte di Giovanni Testori, perfettamente integrata lungo le mura di Casa Testori. Ora gli oltre 30.000 volumi sono a disposizione del pubblico di appassionati e studiosi che potrà trovare un patrimonio raro e ricchissimo a sua libera disposizione.

Una biblioteca da saccheggiare
Al piano terreno saranno allestiti numerosi tavoli di libri: sarà l’occasione per portarsi a casa i libri doppi provenienti dalla Biblioteca. Volumi introvabili e di grande bellezza, importanti monografie e rari cataloghi d’arte acquistabili anche a pochi euro, a sostegno dell’Associazione Testori.

 Una biblioteca da conoscere: Art-Book Conference
La Biblioteca, naturalmente, rispecchia anche gli interessi del critico e la sua attività quasi ventennale di responsabile della pagina d’arte del Corriere della Sera. A darci una chiave di lettura, invitandoci a un primo approccio, abbiamo chiamato alcuni importanti studiosi, chiamati a indicare alcune delle tante piste di ricerca che si potranno aprire grazie alla Biblioteca testoriana. Ogni studioso ci svelerà un libro raro e cruciale e ce ne racconterà, in 20 minuti, contenuto e importanza.


PROGRAMMA
Ore 15: apertura della Giornata
I “Doppi” di Testori in vendita

Ore 15.30: cinque interventi per cinque libri
Carla Falcone e Le opere del pittore e plasticatore Gaudenzio Ferrari” di Gaudenzio Bordiga, 1837
Antonio Mazzotta e  “Michelangelo. The Final Period” di Charles de Tolnay, 1971
Simone Facchinetti e Moroni pittore di Davide Cugini, 1939
Barbara Guidi e il catalogo della mostra di Gustave Courbet a Villa Medici, nel 1969
Francesco Tedeschi e il catalogo della mostra di Picasso a Palazzo Reale, nel 1953

Ore 16: laboratorio per piccoli conoscitori in collaborazione con AMBARABART
Rollage, Frottage, Collage a partire da immagini di opere d’arte, libri, illustrazioni e ritagli di ogni genere, ci mettiamo al lavoro per creare un dialogo nuovo tra opere e personaggi che hanno popolato la biblioteca e gli studi di Giovanni Testori, ispirati dalle opere di Alex Urso.
prenotazione consigliata a francescaponzini@casatestori.it.

Ore 18: Inaugurazione À rebours di Alex Urso, a cura di Davide Dall’Ombra
La mostra personale dell’artista italiano residente a Varsavia Alex Urso, classe 1987. Tra vetro, legno e collage, Urso restituisce un grande omaggio agli artisti del Novecento protagonisti della Biblioteca e non solo, entrando con ironia e pensiero nella raffigurazione delle dinamiche dell’arte in senso ampio: dal museo al feticcio dato in pasto al pubblico. Un’occasione per fare il punto sugli ultimi due anni della sua produzione e presentare in Italia per la prima volta opere inedite e il primo percorso articolato in una sede pubblica.

 

 

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MACBETTO o la chimica della materia

Trasmutazioni da Giovanni Testori

MACBET Roberto Magnani
LEDI MACBET Consuelo Battiston
LA STREGA Eleonora Sedioli

ideazione, spazio, costumi e regia Roberto Magnani
musica Simone Marzocchi
coreografia Eleonora Sedioli
tecnica
Luca Pagliano
clavicembalo Chiara Cattani
realizzazione scene Masque Teatro; squadra tecnica Teatro delle Albe/Ravenna Teatro: Danilo Maniscalco, Fabio Ceroni, Luca Pagliano; Antonio Barbadoro
cura video Alessandro Renda
foto di scena Enrico Fedrigoli
organizzazione Francesca Venturi, Ilenia Carrone
ringraziamenti Giuseppe Frangi, Sabrina Fiore, A.N.G.E.L.O., Maria Rossini
coproduzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, Masque Teatro, Menoventi / e-production

Dal sito del Teatro delle Albe:
L’intenzione di lavorare sul Macbetto di Giovanni Testori nasce dalla volontà di proseguire una particolare ricerca rivolta agli aspetti musicali della lingua teatrale. Il percorso, cominciato con E’ bal, poemetto in versi in dialetto romagnolo del poeta Nevio Spadoni, si inscrive nella storia del Teatro delle Albe segnata dalla visione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, che dello stesso autore hanno messo in scena Luṣ e L’isola di Alcina.

Scriveva Borges a proposito di Dante: “… quando leggiamo versi davvero straordinari, davvero buoni, tendiamo a farlo ad alta voce. Un buon verso non si lascia leggere a bassa voce o in silenzio. Se ci riusciamo non è un verso efficace: il verso esige di essere declamato. Il verso non dimentica di essere stato un’arte orale prima di essere un’arte scritta, non dimentica di essere stato un canto”.

Non a caso Testori, altro autore caro alle Albe (si ricorda A te come te, lettura scenica per la voce di Ermanna Montanari, 2013), per la scrittura del Macbetto attinge più da Verdi che da Shakespeare. La lingua che Testori inventa per questo testo ha una musicalità interna molto forte che sembra suggerire il ritmo ossessivo dei cori delle streghe dell’ opera verdiana, e possiede entrambi gli andamenti contrastanti dell’Overture: la furia guerresca e lo sdiliquio amoroso. Il Teatro esige una propria lingua, che io cerco diversa e lontana da quella del quotidiano, e la lingua che Testori offre alla scena affascina proprio in quanto invenzione. Testori consegna in Macbetto una lingua poetica che si fa canto.

A partire dal testo originale si è operata una riduzione, ricavandone solo tre figure, espungendo dunque il Coro e omettendo l’ambientazione della chiesa sconsacrata. Sarà il Teatro in sé a diventare una specie di chiesa s-consacrata, mentre alcune parti del Coro verranno ridistribuite ai tre personaggi principali: Macbet, Ledi Macbet e la Strega. Le tre figure sembrano dettare un continuo e ciclico movimento di generazione vicendevole, come se fossero, ciascuna, una e trina. Tramite un parto defecatorio, Macbet genera la Strega, legata indissolubilmente alla Ledi (sanno le stesse cose: hanno la stessa voce o sono proprio la stessa persona?). Nel finale Macbet vorrebbe, se non proprio scomparire, quanto meno rientrare nell’utero della donna, come se fosse quello della sua stessa madre, mentre la Strega, sempre nel finale, viene reincorporata non più dentro Macbet, che l’aveva generata, ma nel ventre della Ledi cui spetterà l’atto conclusivo. Il maschile e il femminile sono in continua discussione, scambio, mutazione.
D’altronde c’è un Eros nero nel testo, un Eros rovesciato nella sua parte oscura, malata, ossessiva: un priapismo che passa dall’uomo alla donna. Eros e Priapo di Gadda sembra essere allora il libro segreto che soggiace al testo, la traccia nascosta nel fondo del fondo più nero di questo infernale Macbetto testoriano.
Un incessante interrogarsi sul potere e sulla sessualità del potere – “Il Poteraz” – sul sesso come strumento di potere, tema quanto mai attuale nell’era del Pop Porno.

Il testo, greve e impuro, è imbevuto e lordato di ogni possibile liquido corporale: feci, sangue, sperma, urina. Macbetto è infatti un’opera materica, biologica, un farsi e disfarsi continuo che richiama le ragioni profonde del teatro stesso, essendo quest’ultimo, appunto, biologia. Ricorre quindi un continuo sporcarsi (il pensiero va ad artisti come Olivier de Sagazan o Paul McCarthy, che saranno fonti d’ispirazione per l’allestimento scenico), ma contrastato dalla tensione tutta verticale a cui si aggrappa il personaggio di Macbet, soprattutto nei dialoghi diretti con colui che sembra sovraintendere a ogni cosa, lo Scrivano “creatore di me e di questa lingua porcellenta e falsatoria”.

La medesima impurità caratterizzerà la relazione tra gli interpreti dello spettacolo. I tre attori-performer, provenienti da teatri e percorsi diversi, dovranno cercare la difficile intonazione di tre strumenti differenti, dell’unirsi restando disuniti, dell’amalgamarsi restando se stessi, per inquinarsi a vicenda preservando e facendo anzi esplodere la precisa identità di ciascuno. Intendo insieme cercare quell’accordo alchemico di diverse e peculiari lingue sceniche appreso in venti anni di bottega al Teatro delle Albe.
Roberto Magnani

date:
14 settembre, Forlì Festival Crisalide arti dinamiche del presente
27 settembre 2018, Teatro Nuovo – Treviglio,
teatrodesidera.it
dal: 2 ottobre 2018 al 20 ottobre 2018, Pausa: 4, 8, 11, 15 ottobre, Teatro Rasi – Ravenna
teatrodellealbe.com
dal: 5 marzo 2019 al 10 marzo 2019, Olinda-Ex O.P. Paolo Pini – Milano
olinda.org/teatrolacucina/
dal: 2-3 aprile 2019, Teatro delle Passioni – Modena
modena.emiliaromagnateatro.com