Matti, Gillo Dorfles e Giovanni Testori

Casa Testori, 20 maggio – 1 luglio 2018
Inaugurazione: 19 maggio, ore 18

Nella settimana del compimento dei 40 anni di una delle più celebri leggi italiane – la “180” del 13 maggio 1978 detta “Basaglia”, dal nome del suo più strenuo e combattivo promulgatore, lo psichiatra veneziano Franco Basaglia, si omaggia l’uomo che, per primo in Italia, decise con gesto contraddittoriamente intriso di senso civico e passione intellettuale di abbattere i cancelli e aprire le porte dei manicomi. Casa Testori, dando voce all’importante ricorrenza, in modo inedito e traversale, ha inteso omaggiare sia la legge sia il suo fautore allestendo una mostra che, solo in apparenza, può sembrare lontana dall’epicentro della battaglia politico-istituzionale di allora, ma che in realtà cerca, attraverso il doppio confronto Gillo Dorfles – Giovanni Testori di comprendere il pensiero basagliano e ciò che lo mosse nell’intraprendere una delle più grandi rivoluzioni del ‘900.

In tal senso Dorfles – Testori. Matti. A 40 anni dalla Legge “180”. Un omaggio a Franco Basaglia, mostra a cura di Fabio Francione, Davide Dall’Ombra cortocircuita le generose utopie di Franco Basaglia utilizzando le esperienze di vita e di arte sia di Gillo Dorfles sia di Giovanni Testori, che a distanza di circa un quarantennio l’uno dall’altro, volsero la loro attenzione alla follia, andando a dipingere uomini e donne che la malattia mentale aveva reso vulnerabili e sofferenti. Se Dorfles disegna e tratteggia la malattia mentale direttamente nel cosiddetto “giardino della follia”, subendo direttamente il fascino degli abitanti dei manicomi, durante il suo praticantato di specializzando in psichiatria, svolto sul finire degli anni trenta tra Roma, Pavia e Milano, seguendo le lezioni di Cesare Frugoni e addirittura sperimentando le pratiche mediche di Ugo Cerletti, l’inventore dell’elettrochoc; nel 1977, anno cruciale sia per Basaglia sia per Testori che in quell’anno perde la madre, con conseguenze che determineranno per il drammaturgo di Novate Milanese un rinnovamento nel suo intendere il teatro e allo stesso tempo sembra collocare le sue “matterelle”, dipinte in quello strettissimo torno di tempo, in un alveo storico-critico che le mette in relazione con le sue predilezioni critiche e artistiche: da Gericault ai Nuovi Selvaggi attraversando Varlin. Dunque, utlizzando l’elastico temporale della storia e sul limitare dell’approvazione della “180”, due artisti a loro modo “irregolari” (o interdisciplinari), seppero sondare prima di altri l’esigenza di allargare a tutti il diritto di vivere una vita dignitosa e pienamente compresa nella società.

Completano il percorso espositivo una selezione di articoli sul rapporto arte e follia pubblicati da Gillo Dorfles sul Corriere della Sera tra il 1975 e il 2013 e una ricognizione sui libri pubblicati da Franco Basaglia (da Cos’è la psichiatriaa L’istituzione negata, Morire di classe, Crimini di pacee tutti i maggiori libri).

Dorfler – Testori 
MATTI
a 40 anni dalla legge “Basaglia”
A cura di
Davide Dall’Ombra
Fabio Francione
Con un intervento di
Luigi Sansone

Posted on: 10 maggio 2018, by : Alessandro Frangi