Month: febbraio 2018

25 anni dalla scomparsa di Testori

Il 16 marzo saranno 25 anni dalla morte di Giovanni Testori. Proprio quel giorno uscirà il nuovo libro che Luca Doninelli ha voluto dedicargli: “Una gratitudine senza debiti. Giovanni Testori, un maestro”. Il libro esce per la casa editrice La Nave di Teseo e verrà presentato in un incontro organizzato da Casa Testori al Teatro Franco Parenti proprio il 16 marzo alle ore 18,30. Protagonisti dell’incontro, insieme a Luca Doninelli e a chi “ci ospita”, Andrée Ruth Shammah, saranno quattro scrittori chiamati a riflettere sul tema del maestro: Alessandro Bertante, Crocefisso Dentello, Carmen Pellegrino e Aurelio Picca.

Sabato 17 marzo, alle ore 18:30 sarà celebrata una messa in ricordo di Giovanni Testori presso la basilica di Sant’Ambrogio.

Ecco le prime righe della premessa di Luca Doninelli:
Quella che leggerete è una storia piccola, quasi invisibile, destinata forse giustamente a perdersi nei miliardi di storie, spesso tragiche e comunque molto più grandi, da cui siamo circondati. È la storia della mia amicizia con il mio maestro, Giovanni Testori (1923-1993). “Piccola” non significa però “pari a zero”. Essa è esistita e, come tutto ciò che è esistito davvero, continua a esistere e a produrre le sue conseguenze nel mondo: perciò – poco o tanto – senza questa storia il mondo non sarebbe esattamente quello che è.

Se la propongo ai lettori è per due ragioni:

la prima è perché, pur nella sua piccolezza, essa apre una finestra su uno dei rapporti fondamentali che legano le persone tra loro: il rapporto maestro-discepolo;

la seconda è perché Giovanni Testori si è situato in controtendenza rispetto alla grande maggioranza degli intellettuali del suo tempo, che – vittime in un modo o nell’altro di una visione nichilista del mondo – piuttosto rifuggivano l’idea di far da maestri a qualcuno. Tanto che la mia generazione, a cominciare da Pier Vittorio Tondelli, ha dovuto in qualche modo reinventare da capo la narrativa italiana, senza più nessun legame vitale con il passato.

Come scoprire Testori in terza media

È partito il progetto “Fumetti e murales per dare un volto a Manzoni e Testori”.
È stata un’esperienza insolita e bellissima quella fatta in questi giorni con i ragazzi delle terze medie e con i loro professori all’Istituto comprensivo intitolato a Giovanni Testori a Novate. L’idea era semplice: far scoprire loro chi fosse questo personaggio sotto il cui nome “convivono” per tre anni tanto importanti della loro vita. L’idea semplice, ma il compito poteva diventare complicato, visto che comunque si tratta di un personaggio con mille implicazioni e complessità. Così abbiamo scelto di restare su un dato biografico elementare: il fatto che lui abbia scelto di essere un “novatese per sempre”. Chiunque arrivi in treno a Novate s’imbatte nella targa che lo ricorda e che ricorda proprio quella sua frase che non può non colpire: «Quando ho detto che sono nato a Novate nel 1923, cioè alla periferia di Milano, dove da allora ho vissuto e dove spero di vivere sino alla fine, ho detto tutto».
Come spiegare ai ragazzi una decisione simile? Innanzitutto raccontando come a Novate dal punto di vista della biografia, sia legata la genesi di tutte le passioni che hanno segnato la vita di Testori, dall’arte alla scrittura al teatro. E come raccontare questa infanzia che conteneva già i semi di quello che sarebbe maturato nella vita? La scelta è stata quella di andare sul linguaggio più immediato, quello del fumetto.
Dopo una mattinata in cui, classe per classe, abbiamo raccontato con l’ausilio delle immagini, questo rapporto di Testori bambino e ragazzo con Novate, il progetto è passato alla fase più appassionante e operativa. Sotto la guida di Giulia Sagramola, una delle più brave nuove illustratrici italiane, i ragazzi hanno partecipato alla genesi del fumetto. Dialogando con loro, Giulia Sagramola ha spiegato in breve come nasce un fumetto e poi ha iniziato a disegnare le prime strisce sulla sua lavagnetta digitale che veniva proiettata sul grande schermo dell’aula. «Ciao, sono Testori», è stata la prima vignetta, indicativa di uno stile molto amichevole che accorcia le distanze.
La “morale“ è stata suggerita da una delle professoresse che hanno accompagnato con entusiasmo questo progetto/tentativo: ragazzi sappiate che Novate può dare tante chance al vostro futuro.
Alla fine del percorso nascerà la graphic novel disegnata da Giulia Sagramola, che stamperemo e che i ragazzi si porteranno a casa. Avendo Testori come nuovo amico…
Un grazie a Giulia Sagramola per la professionalità. E un grazie a tutti i professori che hanno sposato questo progetto con convinzione, stimolando i ragazzi a conoscere questo loro concittadino e a lasciarsi anche un po’ sorprendere da lui e dalla sua storia controcorrente.

in connessione con l’arte


Un nuovo progetto di Casa Testori per Fastweb

Si chiama “In connessione con l’arte” ed è la nuova iniziativa di Fastweb realizzata nell’ambito del programma di welfare per tutti i suoi dipendenti, in cui l’arte contemporanea entra direttamente in azienda. L’arte funge infatti da traino per tutti i processi di innovazione, per le soluzioni tecnologiche che vengono messe a punto e per la loro realizzazione, frutto della collaborazione fra diverse competenze e creatività, artista da un lato, tecnici, artigiani, studiosi e operai dall’altro. Esattamente come accade all’interno del mondo di Fastweb.
Realizzata in collaborazione con Casa Testori associazione culturale, con l’agenzia K words e grazie al supporto della galleria Abc-arte di Genova, l’iniziativa ha preso avvio con l’installazione di alcune opere dell’artista milanese Matteo Negri collocate all’ingresso delle quattro più importanti sedi di Fastweb, a Milano, Roma e Bari, e che rimarranno esposte fino al 21 febbraio.
Punto di partenza dell’iniziativa è offrire ai dipendenti la possibilità di confrontarsi in maniera innovativa e stimolante con l’arte contemporanea. La scelta delle opere di Matteo Negri non è stata casuale. Le sue creazioni infatti sono in grado di stimolare domande e curiosità nel pubblico, in particolare, la serie “L’Ego” composta da sculture che attraverso un richiamo ai mattoncini Lego evocano le composizioni a griglia di Piet Mondrian, uno dei più grandi artisti del ‘900, attirano proprio per la complessità che si cela dietro la loro solo apparente semplicità.
Le opere di Negri, che nonostante i suoi 35 anni e già accreditato sulla scena artistica internazionale, comunicano energia e stimolano la fantasia, non solo per la loro componente estetica, ma anche per quella innovativa, capace di toccare e innescare percorsi mentali che conducono a creare soluzioni formali sorprendenti. Meccanismi positivi e contagiosi, che sono in grado di mettere in movimento la creatività di chi vi si mette di fronte.
L’iniziativa “In connessione con l’arte” si sviluppa anche attraverso il coinvolgimento dei dipendenti di Fastweb che desiderano interagire con le opere. Attraverso l’hashtag #artforme, per esempio, è possibile postare la propria foto dell’opera, o con l’opera, sui social network. Inoltre, in un precorso di divertimento e conoscenza è possibile partecipare a un quiz sulle curiosità del mondo dell’arte, che ha come obiettivo quello di avvicinare le persone a questo universo.
Al termine della settimana di esposizione i dipendenti che lo vorranno potranno partecipare a una serie di incontri con l’artista, per proseguire in maniera viva e diretta un dialogo che è anche esplorazione di un mondo non lontano ma contiguo a quello quotidiano del lavoro. Gli appuntamenti sono in programma giovedì 15 e 16 febbraio presso le sedi di Milano, lunedì 19 febbraio presso la sede di Roma e l’ultimo martedì 20 febbraio presso la sede di Bari.