Month: ottobre 2015

Crocifissione 49′. Giovanni Testori e i disegni ritrovati

Mostra a cura di Davide Dall’Ombra.
In collaborazione con l’Associazione Giovanni Testori.

La mostra: Si apre al MART di Rovereto, uno dei più importanti e innovativi musei d’arte contemporanea d’Italia, una mostra che presenta al pubblico un Testori che non ti aspetti: prima de “I segreti di Milano”, prima di Visconti e Robero Longhi: un giovanissimo Testori pittore.

Negli anni Quaranta, Giovanni Testori, prima ancora che come scrittore, è noto infatti come un pittore, sodale con l’esperienza della scuola milanese uscita da “Corrente”, compagno di strada di Ennio Morlotti, Bruno Cassinari e Renato Guttuso. Anche i suoi interventi come critico militante sono dettati dalla necessità  di trovare, innanzitutto per sè, una strada percorribile per il realismo italiano che, riconoscendo in Cèzanne il proprio padre, è disposto ad andare oltre la folgorazione picassiana.

A illuminare questi anni di sperimentazione, tra il 1948 e il 1949, giunge ora l’importante scoperta di 26 disegni che mostrano il processo creativo testoriano sfociato negli affreschi di San Carlo e in una delle rare opere scampate alla distruzione: la Crocifissione firmata e datata 1949, il più importante dipinto di Giovanni Testori, che chiude questa fase della sua vita artistica, in seguito alla delusione per la scialbatura degli affreschi.

Unico caso nella produzione pittorica testoriana, questo gruppo di carte permette di seguirne passo passo il processo creativo, in un momento di grande ricerca formale e iconografica.

In mostra, i 26 disegni inediti, provenienti da una collezione romana, la Crocifissione – Courtesy Compagnia del Disegno.

In catalogo, tre saggi di Davide Dall’Ombra, Mattia Patti e Francesco Guzzetti, inquadrano
lo scenario del Testori ventenne, tracciano una mappa tra i suoi precoci interventi come critico d’arte e analizzano nel dettaglio i disegni ritrovati, scoprendone ascendenze picassiane e medioevali.

Ultimo Studio, Meditazione su Lotto di Gianriccardo Piccoli

A uno dei maggiori artisti contemporanei, è dedicata la mostra “L’ultimo studio. Gianriccardo Piccoli. Meditazioni su Lotto” che l’Associazione Testori presenta a Bergamo, al Palazzo della Ragione, dal 26 agosto al 4 ottobre.

18 settembre ore 17, visita guidata con Giuseppe Frangi, per prenotazione info@associazionetestori.it

Dopo Loreto, dove la mostra ha fatto la sua prima tappa, l’esposizione giunge a Bergamo dove, insieme alle trenta opere di Gianriccardo Piccoli, ci sarà  anche il Libro di Spese Diverse manoscritto autografo di Lorenzo Lotto, conservato in originale presso l’Archivio storico della Santa Casa di Loreto e concesso eccezionalmente in prestito a Bergamo per questa mostra. Le tele, di cui otto di grande dimensione e impatto, insieme ad altri dipinti e alcuni dei disegni più significativi, indagano il rapporto di Piccoli con Lotto nella fase in cui, dopo una vita di riconoscimenti, di successi, ma anche di cocenti umiliazioni soprattutto raccolte nella sua città , aveva deciso di chiudere la sua esistenza come oblato nel convento della Santa Casa di Loreto, dove morì nel 1556 circa.

Un finale di esistenza nel cono d’ombra della cella conventuale, lontano dai centri in cui si trafficavano le grandi cose dell’arte. Quali pensieri, quali attese potevano attraversare la mente e il cuore di un grande artista come Lorenzo Lotto negli ultimi anni della sua vita? La scelta di Lotto di ritirarsi a vita conventuale è uno di quei fatti misteriosi in cui tutti vorremmo scavare, per capire, per sapere di più. Invece dobbiamo fare i conti con quei magri indizi che Lotto stesso ci ha lasciato, notizie riportate con sistematicità  nel Libro di Spese Diverse: voci di spese, con notazioni scarne. Eppure quello sfondo così spoglio può essere spunto sufficiente perchè un artista di oggi possa mettere in moto l’immaginazione e provare a entrare pudicamente nell’anima del Lotto.

È questo il tema del lavoro di Gianriccardo Piccoli, che da una terra che fu tanto importante per la storia di Lotto, quella bergamasca, si è messo in dialogo con l’anima di quell’artista tanto lontano nel tempo, ma tanto affine al nostro tempo. Il lavoro di Piccoli è un viaggio dentro quegli oggetti evocati da Lotto nel suo Libro di Spese Diverse; un tentativo di immaginare attraverso quegli indizi seminati sui fogli dei registri, quali pensieri e immagini passassero per la testa del maestro giunto all’epilogo della sua vita. Piccoli non poteva fare a meno di confrontarsi anche con il “testamento spirituale” di Lorenzo Lotto, la Presentazione di Gesù al Tempio, universalmente riconosciuta come l’opera ultima del veneziano prima della sua morte, avvenuta a Loreto, presumibilmente nel 1556

Tener Vivo il Fuoco, Sorpresa dell’arte contemporanea

a cura di Casa Testori
20 – 26 Agosto 2015
Meeting per l’amicizia dei popoli, Rimini

Uno sguardo curioso e aperto per non restare ostaggi dei soliti luoghi comuni. L’arte di oggi è certamente anche un fatto di mercato, spesso ridotta a puro esercizio di nichilismo. Ma in mezzo a questa fanghiglia – come sempre nella storia dell’uomo – si possono scoprire dei fili d’oro che è un peccato non seguire. Sono fili d’oro che raccontano un’imprevista, a volte spiazzante, commozione per l’umano. E la raccontano in forme altrettanto impreviste, a volte molto diverse da quelle a cui la tradizione ci ha abituati. Ma l’arte non è obbligata da nessuna forma. La mostra vuole proprio seguire alcuni di questi “fili d’oro”, attraverso la narrazione, anche spettacolare, di queste opere. Lo spettatore è accolto da un video che introduce, non senza ironia, il tema dell’arte di oggi, tratteggiandone alcune caratteristiche che la differenziano da quella dei secoli scorsi.

4 CURATRICI PER 4 MAESTRI – Incontri di presentazione

Giovedì 28 novembre ore 21
Quattro Fotografi. Sguardi contemporanei sul Gallaratese
Introduce il progetto “Confronti”: Massimo Ferrari
ne discutono gli autori: Luca Andreoni, Marco Introini, Antonio Ottomanelli, Alberto Sinigaglia

Giovedì 5 dicembre ore 18.30
Aldo Rossi. L’idea di abitare 
Ne discutono Alberto Ferlenga, Gino Malacarne e Antonio Monestiroli

Giovedì 12 dicembre ore 21.00
Guido Guidi, il mio Carlo Scarpa 
Con: Alessandro Rovetta, Università  Cattolica di Milano e  Alba di Lieto, Archivio Carlo Scarpa – Museo di Castelvecchio

Sabato 14 dicembre ore 16.00
Alberto Martini, Un rivoluzionario a fascicoli 
Con: Giovanni Agosti, Università  degli Studi di Milano e Paola Martini, moglie del critico

Giovedi 19 gennaio ore 18.30
Giacomo Pozzi-Bellini, un fotografo tra arte e vita 
Con: Giovanni Agosti, Università  degli Studi di Milano e Silvia Paoli, Archivio Fotografico Musei Civici del Castello Sforzesco di Milano

19. MIMASTER – I vini di Bonvesin

Il talento degli illustratori selezionati da Mimaster per la cantina di Casa Testori è stato declinato nella realizzazione di una serie di etichette per bottiglie di vino, in cui la creatività  si è sbizzarrita non solo nell’ideazione dell’immagine, ma anche nel nome
della vigna e della casa vitivinicola.
Scrive Bonvesin:

«Le vigne numerose producono svariati generi, sia dolci sia aspri, di vini salubri, saporiti, chiari, di colore bianco, giallo, roseo e dorato in tanta abbondanza che certe famiglie raccolgono ogni anno dalle proprie vigne, al tempo della vendemmia, più di mille carri di vino, altre più di cinquecento, altre più di cento. Sembrerà  forse stupefacente anche questa affermazione: che nel contado di Milano più di seicentomila carri di vino, nelle annate buone vengano messi in botte, come assicurano quanti hanno fatto diligenti indagini e dichiarano di poter offrire valutazioni esatte».

Etichette di:
Carlotta Cogliati, Clarissa Cozzi, Beatrice Gaspari, Libero Gozzini, Patrizia Mastrapasqua, Bertrand Nadal, Emilia Patrignani, Marco Piunti, Davide Raimondi, Laura Re e Alessandro Romita.

Mimaster

18. LUCA FONT – La città  carnivora

Il tratto deciso di Luca Font interpreta il macello e racconta la moltitudine di bestiame attraverso cui la città  veniva rifocillata.

«Affluiscono nella città , come a una stiva di tutti i beni temporali, pane e vino e carne saporita di qualsiasi genere di quadrupedi. E si noti che, come ho diligentemente calcolato con alcuni macellai, nei giorni in cui è permesso ai Cristiani mangiar carne, si ammazzano nella sola città  circa settanta buoi. Quanti siano i maiali, le pecore, gli arieti, gli agnelli, i capretti e i quadrupedi d’altro genere, sia selvatici sia domestici, che vengono sgozzati dai macellai, credo che lo potrò precisare a chi mi avrà  precisato il numero delle foglie e dei fili d’erba. Affluiscono nella città  anche ottime carni di bipedi selvatici e domestici: capponi, galline, oche, anatre, pavoni, colombe, fagiani, galline selvatiche, tortore, anatre selvatiche, allodole, pernici, quaglie, merli e altri uccelli, che soddisfano a tavola l’appetito degli uomini».

Luca Font

17. GIORDANO POLONI – Il legno animato

«Le selve e i boschi e le rive dei fiumi producono legno duro di diverse qualità , adatto a costruzioni e a molti altri usi, e anche l’indispensabile legna da ardere: tanta è la abbondanza della legna destinata al fuoco, che nella sola città  è assolutamente certo che se ne bruciano ogni anno più di cinquantamila carri».

Giordano Poloni ha creato un cartone animato per raccontare il tema del legname di cui la città  continuamente si approvvigiona e che giunge in essa dai boschi del circondario, trasportata lungo le vie d’acqua. Il risultato è una narrazione di forte impatto visivo, che si è nutrita di chiari riferimenti alla storia dell’arte in particolare a Henri Rousseau e in cui ogni dettaglio mostra cura e ricchezza.

16. TAI PERA – Gli orti di Milano

Bonvesin dà  il meglio di sè negli elenchi, in cui le parole si fanno portavoce della ricchezza della città . Tai Pera è chiamata a rappresentare, con il suo stile pulito, essenziale e accattivante, la prosperità  degli orti cittadini gli innumerevoli prodotti che ne escono:

«vi sono anche gli orti, che fioriscono per l’intero corso dell’anno e producono
in abbondanza legumi di ogni genere: cavoli di tutte le varietà , bietole, lattughe, atriplici, sedano, spinaci, prezzemolo, finocchio, aneto, cerfoglio, anice, nepitella, zucche di ogni genere, di orto e di siepe, aglio, porri, pastinache comuni, alfaneria, che è una specie di pastinaca con la cui radice si fa un ottimo e sano composto; borraggine, senape, zafferano, liquerizia, erba cetrina, portulaca, papavero, marrobbio, malvavischio, anagallide o consolida maggiore, enula, ruta, dragonzio, latteride
o esula spinosa, che, triturata un poco e cotta, poi bevuta nel vino si dice sia medicina efficace contro il male di ventre; anche issopo, che ripulisce il petto dal catarro, e molte altre erbe medicinali; anche salvia, menta, basilico, santoreggia, maggiorana e altre erbe che offrono al nostro olfatto un odore gradevole». 

Tai Pera

15. ROBERTA MADDALENA – Dei pesci e dei gamberi

Così come l’acqua ha tanta importanza nella narrazione di Bonvesin, così la hanno i pesci:

«E noti, chi lo voglia, l’affermazione mirabile che io faccio a questo punto: se in qualche luogo del nostro territorio si formasse un nuovo lago, che contenesse acqua nuova, la naturale fecondità  delle nostre acque e della nostra terra è così grande che da sè, in breve spazio di tempo, esso genererebbe molti pesci».

Roberta Maddalena ha interpretato il tema creando un ambiente immersivo e isolato rispetto al resto della mostra. Il visitatore si trova proiettato in una dimensione altra, sott’acqua o in uno spazio uterina. Le diverse profondità  dell’acqua sono rese attraverso la maggiore o minore definizione dei pesci disegnati sulle pareti, che riproducono fedelmente l’ittiofauna dei fiumi milanesi, mentre l’audio è realizzato attraverso la registrazione della voce di Maddalena (con Paolo Gozzetti, Murmur Collective).

Roberta Maddalena